L’eccezione oppure La chiocciola fuori orario.

Serie: Le sentinelle della Luna


Mi chiamo Benjamin Stroke e oggi non odio nulla.

Proprio così, la storia che sta per iniziare è così importante che richiede la massima attenzione.

Non c’è spazio per le mie lungaggini da fantasma brontolone.

Quindi, solo per stavolta, farò un’eccezione.

Se non sapete cosa significhi questa parola un po’ difficile, ve lo spiego io.

Un’eccezione è una deviazione evidente dalle regole comuni. Sembra una parolina come tante altre, ma racchiude in sé un grande potere.

Ma sto di nuovo divagando.

Questa avventura è la più strana che mi sia capitata e si intitola: la chiocciola fuori orario.

“Squiiiiiiit, squiitttt.”

“Mr. Jingles, cos’hai da strillare?” risposi scendendo in cantina.

Era appena calata la notte su Villa Lugubre e mi ero appena messo a studiare gli indizi raccolti durante le indagini sul porcello mannaro.

“E’ sconvolto, Benny. C’è un mostro nella sua tana.”

Luna mi aveva preceduto. Teneva Mr. Jingles in braccio, accarezzandolo dolcemente.

Il mio vecchio socio tremava, aveva gli occhietti straripanti di paura e disperazione.

Non lo avevo più visto così da quando aveva mangiato per sbaglio la biografia di Alfonso Diadema, il paparazzo delle star.

“Sarà stato Sberleffo in vena di scherzi.”

“Squiit.”

“Dice che i poltergeist non fanno altro che sghignazzare, mentre nella sua tana rimbomba un cupo lamento”

“Da far accapponare la pelliccia” conclusi. “Ho capito benissimo, non occorre che lo ripeti.”

Luna si zittì, mi pentii quasi subito di essere stato scorbutico.

Ma la notizia era preoccupante. Molto più grave del porcello mannaro.

La nostra base era compromessa, un mostro estraneo si era infiltrato nella nostra roccaforte.

“Non ci resta che trovarlo e sbatterlo fuori” dissi cercando di simulare sicurezza. “Mettiamoci al lavoro.”

“Squit, squit.”

“Certo, capisco benissimo se non te la senti di partecipare alla missione. Ci penseremo io e Luna a liberarti la tana.”

“Ma la casa di Mr.Jingles è molto piccola, Benny. Come facciamo a entrarci?”

“Bravissima Luna, hai pienamente ragione.”

Non potei far a meno di complimentarmi per la brillante osservazione, ma Benjamin Stroke ne sa sempre una più del diavolo.

“La soluzione è semplice: dobbiamo rimpicciolirci.”

“Squit?”

“Certo che so come. Chiederemo ai poltergeist di farci un maleficio.”

“Sei sicuro, Benny? Quei tre sanno fare solo dispetti. Se ci mettessero nei guai?”

“Per Mr. Jingles faranno un’eccezione.”

Per più di un’ora provammo a rincorrere quegli spiritelli irritanti.

Ogni volta che pensavamo di esserci vicini, scomparivano facendo gesti talmente osceni da non poter essere descritti.

Alla fine riuscimmo ad afferrare Pernacchia per una zampa e a spiegargli la nostra richiesta.

I tre si consultarono tra di loro, lanciandoci ogni tanto un’occhiata furtiva.

Finito il conciliabolo presero a volare in cerchio sulle nostre teste, mormorando in quella loro strana lingua piena di vocali e sputacchi, lanciandoci caccole.

Per quanto il rituale fosse disgustoso, funzionò alla grande: in men che non si dica eravamo alti non più di un paio di centimetri.

L’entrata principale della tana di Mr. Jingles era nel salone principale di Villa Lugubre; da lì partivano una serie intricatissima di tunnel, cunicoli e passaggi segreti che giungevano in ogni angolo della magione.

Senza indugio mi infilai in quel labirinto di calce e tubature, seguito da Luna che, attenta, scrutava in ogni angolo, in cerca di indizi.

Ogni tanto eravamo costretti a cambiare direzione a causa degli avanzi delle cene di Mr. Jingles, che ci ostruivano il passaggio.

“Quel ratto dovrebbe essere un po’ più ordinato” borbottati mentre scavalcavo una montagnola di poesie.

D’un tratto mi bloccai.

“Sento qualcosa” sussurrai a Luna.

“Si, hai ragione” bisbigliò portandosi una mano all’orecchio. “Viene da laggiù, dietro quella parete di narrativa contemporanea. Sembra il lamento di cui ci ha parlato.”

Nonostante fossi famoso tra i cacciatori di mostri per il mio coraggio, quel gemito mi pietrificò.

Era simile a un pianto, un continuo gemito di dolore e avvilimento

Un’anima dannata aveva trovato rifugio a ridosso del nostro intonaco.

Proseguimmo circospetti, nascondendoci dietro a una muraglia di fantascienza; quando tutta la galleria iniziò a tremare, il pianto si fece più forte e un’ombra gigantesca calò su di noi.

Feci appena in tempo a ripararmi in un dosso di saggistica che il mostro ci raggiunse.

Era abominevole, era terribile, era…

“Una chiocciola!”

“Come dici, Luna?” chiesi stupito.

“E’ una chiocciola, come quelle che stanno sull’insalata. Guarda com’è carina.”

In effetti, osservando meglio, mi accorsi che l’essere non era né terribile, né abominevole. Era una simpatica lumachina con due antenne curiose e un guscio marroncino a spirale.

Ero stato ingannato dalle mie minuscole dimensioni.

Era lei l’origine di tutto quel trambusto. Mistero risolto.

“Chi sei? Come mai piangi?” chiese Luna. Per lei il lavoro non era terminato fintanto che c’era qualcuno che soffriva.

“Mi chiamo Jelly, piango perché sono molto giù, mi hanno cacciata dal mio orto” rispose quella tra un singhiozzo e l’altro. “I miei amici non mi vogliono con loro e io mi sento sola. Dicono che sono un mostro”

“Non mi sembri affatto un mostro” dissi.

“Lo sono invece, per via del mio guscio. Tutte le chiocciole hanno la spirale del guscio che gira in senso orario, la mia invece gira in senso antiorario. Mi prendono in giro dicendo che non sono bella. Mi chiamano la chiocciola fuori orario.”

Jelly scoppiò in lacrime, facendo rimbombare per gli stretti corridoi il suo lamento.

“Sai cosa ti dico” disse Luna piena di rabbia. “Sono degli stupidi. Tu non sei sbagliata, sei un’eccezione. Non è da eccezione che deriva la parola eccezionale? Eccezionale è molto più di bello.”

“Luna ha ragione, anche io sono un’eccezione. Sono l’unico cacciatore di mostri fantasma. E me ne vanto.”

“Noi siamo tutti eccezione e se i tuoi amici non ti vogliono puoi restare con noi.”

“Siamo tosti. Un giorno faranno una serie su di noi” aggiunsi.

Fu così che la chiocciola fuori orario divenne un’abitante di Villa Lugubre e in futuro si sarebbe rivelata una vera risorsa per le Sentinelle. E una coinquilina perfetta per Mr. Jingles.

Non so se sia capitato anche a voi di sentirvi un’eccezione. Se vi succede tenete a mente quello che ci ha insegnato Jelly, la nostra chiocciola fuori orario.

Non siete sbagliati.

Siete solamente eccezionali.

Serie: Le sentinelle della Luna


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fiabe e Favole

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Discussioni

  1. Bellissimo racconto, la chiocciola mi ha conquistato subito: tutti, siamo un po’ “fuori orario”. Ora hai gettato due premesse belle gustose:
    A – il porcello mannaro
    B – Il ruolo di Jelly in una prossima avventura.
    Non mi rimane che aspettare ;D

    1. Ciao Micol, grazie per aver letto la favola, sono contento che Jelly ti abbia conquistata.
      Chissà cosa ci riserveranno in futuro le Sentinelle…

  2. ““Sai cosa ti dico” disse Luna piena di rabbia. “Sono degli stupidi. Tu non sei sbagliata, sei un’eccezione. Non è da eccezione che deriva la parola eccezionale? Eccezionale è molto più di bello.”
    ❤️

  3. Fratello, che bel racconto!
    Scritto in maniera impeccabile, col tuo stile e la tua ironia che mi piaccion tanto. Ed anche questa volta, le sentinelle della luna oltre a risolvere il mistero ci lasciano davvero un bell’insegnamento. Questa serie è davvero…eccezionale! 😀 <3

    1. Ciao Raffaele,
      grazie infinite per il tuo commento e per aver letto la mia fiaba.
      sono contento che ti sia piaciuto

  4. “Un’eccezione è una deviazione evidente dalle regole comuni. Sembra una parolina come tante altre, ma racchiude in sé un grande potere. “
    Questo passaggio mi è piaciuto

  5. Caro Alessandro, si profila davvero una bella fiaba! Com’è nel tuo stile, accattivante e divertente. Penso che far passare il messaggio di andare oltre le apparenze sia importante, soprattutto fra i più giovani. Bellissima l’immagine di copertina! E poi hai delle trovate che sono esilaranti: Villa Lugubre 😁 Complimenti! Un saluto.