L’erborista

Serie: Gli Occhi del Drago

Diana era piccina, non le era difficile celarsi agli occhi del mondo. Attese il momento giusto per intrufolarsi nella bottega, nascosta dietro a un bidone della spazzatura.

Quando l’energumeno di guardia aprì l’uscio ad una cliente, si intrufolò all’interno lesta come un topolino. Trovò rifugio dietro ad uno scaffale in ombra, tremante: le ci vollero parecchi minuti per calmare il battito del cuore e riprendere fiato.

Una volta tranquilla, chiuse gli occhi assaporando gli aromi che le giungevano alle narici. Si mescolavano creando una bizzarra, non spiacevole, disarmonia olfattiva. Le erbe erano conservate in grandi barattoli di vetro, disposti con ordine negli scaffali, privi di tappo: spandevano il loro profumo al pari delle onde del mare. Ora più tenaci, ora più tenui, la avvolgevano fra le loro spire. Gradevoli, speziati, fastidiosi, acri, dolci, amari. Si combinavano in un effetto soporifero che la colse impreparata: si morse una mano, disperata. Non poteva addormentarsi in quel luogo. Si concentrò su quanto accadeva poco distante, nell’intento di mantenere la mente vigile. La voce stizzita della cliente le permise di aggrapparsi a quell’espediente.

Stava sbraitando come una gallina, una vecchia gallina invero, sputacchiando in faccia alla donna che sostava dietro il bancone. L’erborista era giovane, piacevole d’aspetto, evidentemente abituata ad affrontare simili scenate. Le sopracciglia leggermente aggrottate erano l’unico tratto del suo viso a essersi scomposto. Un viso dalla carnagione bianca come la neve, enfatizzato dal nero corvino dei capelli sciolti sulle spalle. Sebbene indossasse una felpa di un club scolastico ed un paio di jeans, non sembrava fuori posto in quell’antro tenebroso.

Le lampade alogene erano state regolate per mantenere una luminosità solo accennata.

«Non era quello che avevo chiesto!»

«Secondo quanto mi avete racconto, il filtro ha funzionato alla perfezione.»

La matrona sbuffò, infastidita. «Desideravo un marito, non un cagnolino da compagnia!»

«No» l’erborista la fissò negli occhi. «Avete chiesto un marito ricco in grado di soddisfare ogni vostro capriccio. Fedele e affezionato, a voi vicino fino a che morte non vi separi.»

La voce della cliente sembrò spezzarsi. «Io… non riesco a sopportarlo. Mi segue come un’ombra, non posso muovere un passo senza di lui: me lo trovo di fronte anche quando sono al bagno. Sono riuscita a uscire di casa solo dopo avergli somministrato un sonnifero. Ditemi… come posso fare, per rimediare?»

«Finché morte non vi separi.»

La donna la guardò basita. «Come? Scusi, non ho ben compreso.»

«Uscendo dalla bottega prendete il primo viottolo sulla sinistra. Al “Covo” risolveranno volentieri il vostro problema. Sono piuttosto economici.

I miei rimedi non hanno falle di sorta, una volta somministrati non c’è modo di “rimediare”.»

La matrona sbiancò in volto.

«Camillo vi indicherà la strada, è facile da trovare. Nell’insegna del pub è raffigurata una caravella, dite pure che sono io a mandarvi.»

“Camillo”, l’omone di guardia all’esterno, era entrato silenzioso come un alito di vento.

Diana sollevò di parecchio la testa per cogliere la sua figura per intero. Indossava un’antiquata canottiera a costine di cotone bianco, che gli permetteva di esporre muscoli da culturista: grande e grosso come un toro. Il suo unico occhio era fissato sulla rumorosa cliente.

La matrona si ricompose, afferrando la borsetta che aveva lasciato sopra il bancone. La sua fuga risultò tanto comica da far piegare le labbra dell’erborista in un’espressione divertita.

Una volta soli, la donna alzò lo sguardo su Camillo.

«Bene, è quasi ora di chiusura. Possiamo anticipare di qualche minuto e dedicare la nostra attenzione al topolino che si è nascosto nei pressi della mandragola essiccata.»

Camillo ricambiò il suo con un sorriso sghembo, avvicinandosi a Diana. La sollevò da terra afferrandola saldamente alla felpa: la bambina cercò di dibattersi inutilmente. Riacquistò la posizione eretta solo una volta giunta di fronte all’erborista.

La donna si inginocchiò, osservandola con attenzione. «Cosa ti porta lontano da casa? Questo è un posto pericoloso, gli adulti non te lo hanno spiegato? Il mercato nero è frequentato da gentaglia.»

Diana deglutì con forza. «Sono qui, per proporvi un affare.»

Sebbene tremante, era riuscita a dire le parole che tante volte aveva pronunciato di fronte allo specchio per darsi un tono. Essere arrivata fino all’erborista era un miracolo, non poteva tirarsi indietro proprio in quel momento.

«Un affare?» La donna corrugò nuovamente le sopracciglia, sorpresa. «Sei coraggiosa, non c’è che dire. Se conosci questo luogo significa che non vivi in una famiglia perbene: sei una proprietà?

Se è così, non voglio immischiarmi in un’inutile disputa. Camillo ti riaccompagnerà a casa.»

«Non io. Lo era mio padre: apparteneva alla Shishi. Non sanno ancora della mia esistenza.»

L’omone fece un passo indietro, chiaramente turbato. La Shishi si era accaparrata il controllo della città dopo una sanguinosa guerra fra gang che era durata per più di cinque anni. Nessuno, sano di mente, si sarebbe mischiato nei loro affari.

L’erborista non fece cenno di scomporsi.

«Mia madre è morta una settimana fa. È stata lei a dirmi di venire qui. Mi ha detto… che siete una brava persona. Che mi avreste aiutata.»

«Sei pazza.»

La voce di Camillo le giunse forte al pari di un tuono. Anziché spaventarla le diede motivo per non cedere il passo. Pensare alla madre le diede nuovo coraggio.

«Ho un affare, da proporvi.» Diana pronunciò nuovamente quelle parole, sperando fossero la chiave per la sua libertà.

L’erborista si sollevò da terra, facendole cenno di seguirla. La introdusse in una saletta sul retro, indicandole una delle vecchie poltrone sistemate in un angolo libreria.

«Il mio nome è Lenore. Se dobbiamo fare affari assieme, credo sia opportuno presentarci.»

Diana si issò su una delle poltrone, sperando nel buon cuore di Lenore. «Il mio è Diana.»

«Quanti anni hai, topolino?»

«Dieci.» Lo mormorò appena, timidamente.

L’erborista le sedette di fronte. «Bene, topolino, qual è l’affare che intendi propormi? Mettersi contro la Shishi porta a morte certa, voglio comprendere cosa puoi offrirmi per convincermi a correre un simile pericolo.»

«I miei occhi. So… che valgono molto per un mago. Vi darò i miei occhi, in cambio di un paio di protesi artificiali che mi consentano di non perdere la vista.»

Lenore avvicinò il volto per studiarli: erano neri, privi di pupilla. «Indossi delle lenti a contatto.»

Diana annuì. Con movimenti dettati dall’abitudine le tolse, tenendo lo sguardo basso per qualche istante. Quando lo sollevò sembrarono brillare nella penombra. Grandi, gialli. La pupilla verticale ridotta a una fessura.

«Ah!» Lenore sorrise apertamente. «Occhi di Drago. Sono rari, solo un bimbo su un miliardo nasce con questo dono. Non posso pagarti piccola, il loro valore supera abbondantemente tutto quello che possiedo.»

Diana trattenne con forza le lacrime, aggrappandosi alla sua unica speranza. «Io… desidero solo essere normale. Vi chiedo di pagare per me l’operazione e nulla di più. Potete tenerli, sono vostri.»

Serie: Gli Occhi del Drago
  • Episodio 1: L’erborista
  • Episodio 2: Il nemico del mio nemico
  • Episodio 3: Ninna Nanna
  • Episodio 4: Il Ka, l’Erborista e il Topolino
  • Episodio 5: Il Treno
  • Episodio 6: Il Pellegrinaggio – parte I
  • Episodio 7: Il Pellegrinaggio – Parte II
  • Episodio 8: Nel Deserto
  • Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi, Young Adult

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    Discussioni

    1. “Sebbene tremante, era riuscita a dire le parole che tante volte aveva pronunciato di fronte allo specchio per darsi un tono. Essere arrivata fino all’erborista era un miracolo, non poteva tirarsi indietro proprio in quel momento.”
      Brava! Mi è sembrato di sentire quella frase uscire dai polmoni di Diana con estremo sollievo . Bravo Topolino! ❤️

    2. Una nuova serie? Bene! Forse così riuscirò ad arrivare alla fine e capirci qualcosa visto che ho “trovato” il primo episodio tra i librick che fabbrichi ogni giorno…qualcuno la fermi! Scherzo :D! Ciao Micol, la bimba coraggiosa mi ha catturato subito, e la sua voglia di essere normale ancor di più, e le descrizioni sono perfette per fare una vera e propria mappa dell’ambiente che la circonda, sei cosi precisa! Brava come sempre! A me è sembrato essere li…si salvi chi può da …Camillo :D! Ironia c’è sempre, congratsssssssssssssssssssssssssss

      1. Ciao Maria Anna 😀
        Dai, non sono così prolifica! Magari 😀 Questa serie sarà molto meno dark di quello che scrivo di solito, in fondo è la storia di una bambina ;D Felice di averti a bordo, spero ti divertirai anche nei prossimi episodi. Ah, per inciso, Camillo è un amoooore!

    3. Ammetto che stavo per mollare la lettura; oltretutto il fantasy non è un genere che prediligo. Tuttavia con la trovata della bambina dagli occhi di drago e la gang che domina la città hai suscitato il mio interesse. Andrò avanti.

      1. Ciao Ernest 😀
        Direi che per me è già un successo, indipendentemente dal fatto che tu continui a seguire o meno la serie sono davvero contenta che questo episodio ti sia piaciuto

    4. Ciao Micol. Altra nuova serie, in questo ultimo periodo produci tantissimo! Uao! 🙂
      Concordo con quanto detto dagli altri prima di me: ottimo primo episodio, dalle tinte sempre miste al dark. Il genere è nelle mie corde: l’urban (e varie commistioni) non è affatto da sottovalutare, va saputo gestire per essere credibile quando serve, non solo ai fini della trama ma anche per le descrizioni. Ovviamente tu hai tutte le carte in regola per poter fare non bene, ma benissimo. Mi fiondo al prossimo episodio. 🙂

      1. Ciao Giuseppe, diciamo che mi sto portando avanti con la scrittura 😀
        In questa serie cercherò di rimanere nell’ordine dell’umano (per quanto possibile, perché in realtà c’è qualcosa che molto “umano” non è) senza poteri speciali e magie. Vediamo cosa riesco a fare 😉

      1. Spero di riuscire a fare un buon lavoro, con questa serie. Nel mio stile, ma con un’ambientazione differente 🙂

    5. Ho già avuto modo di conoscere Diana.
      Finalmente ti sei tuffata nel fantasy contemporaneo e secondo me è una scommessa già vinta.
      Domanda: hai trovato difficoltà in fase di stesura nel cambiare momentaneamente genere?

      In questo episodio, cosa che avevo già notato, sono particolari le descrizioni molto dettagliate degli ambienti: cosa che aiuta parecchio il lettore, ma anche chi scrive un fantasy con ambientazione più moderna.
      La curiosità di “vedere” il prossimo episodio è tanta, ma per oggi mi fermo qui: la giornata è stata lunga.

      1. Ciao Raffaele. Sì può dire che l’hai vista nascere e spero vorrai seguire il cammino di Diana alla scoperta di ciò che la aspetta 😀
        Per quanto riguarda la stesura, fino ad ora non ho avuto particolari problemi. Scrivendo il Dio Solo e il Branco mi sono già addentrata parzialmente nel terreno dell’urban fantasy, vedremo come andrà nel proseguire la serie. Diverso è il cyperpunk, genere che non ho mai utilizzato. Spero di fare un buon lavoro ricordandone le atmosfere.
        Per quanto riguarda le descrizioni, per me è molto importante che il lettore riesca a crearsi un’immagine chiara del mondo in cui si trova, pur mettendoci la sua fantasia: voglio immaginare che si senta un po’ a “casa sua”.

    6. Ciao Micol, questo è l’inizio di una serie urban fantasy che si prospetta bella e piena ti colpi di scena! Questo perché ci sono molti misteri celati dietro questa vicenda, dietro la vita di Diana! Un primo episodio efficace, ricco di ottime e “profumate” descrizioni, e avrò il piacere di leggere circa i segreti di questo nuovo mondo che la tua oscura mente ha creato, e non devo nemmeno aspettare, visto che il secondo episodio c’è già😁! Micol, sei davvero un’autrice completa😊!

      1. Ciao Tonino, hai già avuto modo di conoscere la piccola Diana 😉
        Ho voluto darle un mondo tutto suo, una storia, perché anche se è nata per gioco sono contenta di averla “creata”. Vediamo cosa esce fuori da questa nuova esperienza, è un genere che non ho mai portato avanti e in fondo sono curiosa anch’io.

    7. Ciao Micol! Questa serie promette davvero bene. Ottimo l’equilibrio tra l’aspetto fiabesco e quello un pochino più dark. Aspetto o prossimi episodi 😉

      1. Ciao Raffaele, la fantasy contemporanea non è il mio forte, ma ho voluto mettermi alla prova. Come disse il saggio “Io speriamo che me la cavo!” 😀

    8. Bambine dagli occhi strani…mi ricorda qualcosa! 😃
      Scherzi a parte, questo primo episodio fa il proprio dovere, ovvero incuriosisce. Gli ingredienti per un’ottima storia ci sono tutti. Un solo appunto: hai scelto un titolo importante per questa serie (vedi Stephen King); dovrai essere in grado di sostenerne il “peso.”😉

      1. Ciao Dario, sai che ci stavo pensando al momento di scegliere la foto per l’immagine? Siamo il risultato delle nostre esperienze, di quello che facciamo e leggiamo. Quindi sì, Helena probabilmente è entrata in me e ne sono felice 😀
        Quanto al titolo della serie non oso nemmeno immaginare di avvicinarmi al King. Era funzionale per gli occhi della piccola, visto che tutta la vicenda ruoterà attorno ad essi.

    9. E questa mica me la perdo… Bell’inizio serie, brava Micol! Lenore, col suo carattere deciso, mi ha letteralmente catturato. Di tutto il racconto, scritto divinamente, quello che mi è piaciuto di più è stato il dialogo con la cliente… Stupendo!

      1. Ciao Ivan, benvenuto nel mondo delle serie 😉
        Spero vorrai seguire le avventure di Diana, ho in mente una sola stagione così da non annoiare il lettore. Grazie per aver letto il primo episodio, sono contenta che ti sia piaciuto.

    10. Mi piace molto questa nuova serie, molto belle le premesse, leggermente macabre e spaventose come ogni buona storia di bambini.
      La bambina che ripete la formula studiata, come un mantra la rende molto credibile. Sei stata brava a creare i presupposti per un’altra bellissima serie.

      1. Ciao Alessandro, spero di non cadere troppo nel dark come al solito! Cercherò, lo prometto, voglio che questa sia una bella favola ;D

    11. Bene bene, pronti per iniziare una nuova serie! Anche se in realtà devo ancora finire la terza stagione de Il Branco!
      Devo dire che l’inizio mi piace, hai dato il giusto livello di informazioni (ed omesso un’altrettanto giusta quantità) per far nascere la curiosità nel lettore.
      Mi ha colpito l’ “affare” proposto da Diana, mi ha fatto pensare a quelle vecchie fiabe, dove il protagonista doveva fare un sacrificio che fosse una specie di ordalia o, come in questo caso, un pegno da pagare per aver qualcosa di prezioso in cambio.

      1. Ciao Sergio, credo che questa sarà una serie breve, probabilmente finirà con l’arrivo dell’autunno (forse prima): sempre che, i personaggi non mi prendano la mano come succede di solito.
        Sono contenta che tu abbia gradito il primo episodio, la piccola Diana inizierà davvero un viaggio irto di pericoli, ma, come in tutte le belle favole potrà contare sull’aiuto di due prodi