L’esigenza

Viaggiavano da un po’ e il silenzio si era riempito forse di quattro o cinque parole in tutto mentre la strada scorreva cambiando i paesaggi.

Sembrava di essere immersi in uno spazio senza tempo ma era piacevole ascoltare il cambio delle frequenze del silenzio attraversato dai respiri e dai movimenti lenti.

Ognuno dei due racchiuso nel suo piccolo mondo ma attento ai cambiamenti sottili del mondo dell’altro che cercava di apparire distaccato anche se osservava non visto ogni dettaglio dell’altro.

Bisognava soltanto arrivare a destinazione o il viaggio era una parte importante del percorso?

Lui osservava la strada attentamente come se dalla sua osservazione potesse arrivare la spinta a parlare ma ogni minimo movimento cambiava la percezione di quello che sentiva dentro.

Non era spaventato dai silenzi e non riusciva a comprendere bene ma cercava di non distrarsi perché voleva essere nel momento e non perdere l’allineamento con l’istante perfetto per quello che gli viveva dentro da un po’.

Avrebbe potuto spingersi oltre in ogni momento ma gli sembrava che ogni cosa sarebbe potuta esplodere all’improvviso.

Non sapeva se sarebbe riuscito ad arrivare a destinazione o se prima di allora il suo segreto sarebbe saltato fuori come un tappo da una bottiglia tanta era l’agitazione che lo animava.

La guardava appena con un occhio alla strada e si rese conto che nel percorso lei si era assopita cullata dal movimento della macchina e come una magia quello che sentiva dentro di colpo trovò un momento di quiete.

All’improvviso però si ritrovò in una tempesta di domande che lo travolsero e mentre cercava di tenersi concentrato seguendo la strada fra tutte le domande un pensiero prese posto sul podio e scalzò tutti gli altri.

Prima di allora ogni volta che si era interrogato su questo groviglio che gli cresceva dentro non era mai riuscito ad identificare il motivo che lo aveva alimentato e la decisione di investigare ogni volta veniva meno quando si rendeva conto che interrogarsi era alimentare il groviglio e la confusione.

Ma all’improvviso in quel momento su quel tratto di strada uno sguardo rapido alla presenza al suo fianco uno sguardo davanti a se perso dietro quello che lo aspettava oltre si rese conto che il motivo che non trovava spiegazione in realtà aveva addirittura un nome.

Si aveva un nome e si chiamava esigenza.

Questa parola nuova lo travolse e iniziò a cercare di spiegarsi il suo significato cercando di isolare la mente e mettendo al lavoro il cuore perché l’esigenza lo sapeva arrivava proprio da lì.

Era stata lì da sempre l’esigenza negli abbracci schivati nelle parole sospese negli sguardi che conoscevano molto di più nella presenza ricercata e chiedeva ora qualcosa in più.

Poteva ricordare ogni momento ora e alla luce della nuova parola tutto assumeva un significato diverso.

Il loro rapporto così leggero eppure così denso una sintonia diversa ogni volta e quella sensazione di urgenza che non lascia scampo perché non è la ragione a renderla importante ma i sentimenti e quello che si prova con il cuore.

Ma cos’è poi per il cuore l’esigenza?

Un tormento perché il cuore ha la certezza di sapere quello che serve ma non riesce a comunicarlo perché qualunque cosa dice assume un significato diverso.

Si accorse che l’esigenza aveva trasformato ogni istante della sua vita spostando di continuo il limite di sopportazione di attesa lasciandolo costantemente fermo a sperare che tutto potesse cambiare in un momento.

Era un complesso di sentimenti e sensazioni che non passavano certamente solo per il cuore e che lui faceva fatica a tenere sotto controllo perché interessavano tutti gli aspetti della vita ed era impossibile non considerarli.

Non le aveva mai detto ti voglio nella mia vita perché non era un’espressione leggera e la sua paura maggiore era quella di non riuscire a spiegare questa esigenza e di rimanere intrappolato nella necessità senza poter spiegare altro.

E poi che altro non le aveva mai detto?

Che a volte sapere che lei c’era non bastava perché quello che serviva per lui era sapere che fosse nella sua vita e sapere che lui potesse condividerla con lei.

Che quello che lei era non rappresentava per lui un punto di arrivo ma un punto di partenza per quel percorso che voleva fare insieme a lei.

Che niente era semplice o leggero ma sorvolare su tutto non avrebbe reso tutto più facile.

Che lui credeva in quello che sentiva e che seguendo quello che sentiva non aveva mai sbagliato.

Che la sua vita era diventata quasi un esclusivo supporto della sua perché il suo cuore la sentiva come un inquilina importante.

Che lei era una presenza inspiegabile con la ragione ma con il cuore era la persona che arricchiva la sua vita.

Che sicuramente lei era molto di più di tutto quello che lui sarebbe mai riuscito a spiegare con le parole e anche molto di più di quello che forse sarebbe riuscito ad accettare.

In realtà aveva paura che lei non volesse ascoltare tutto questo paura che se non lo avesse voluto ascoltare non avrebbe mai saputo quanto fosse importante per lui.

La strada stava arrivando a destinazione il tempo delle riflessioni stava terminando e tutto quello che avrebbe voluto fare era fermare questo momento per non dover ammettere di aver paura.

Poi si ricordò di un altro momento in cui qualcosa aveva cambiato la sua percezione del loro rapporto e per un istante il dolore di quel momento lo travolse lasciandolo senza respiro.

Anni prima le loro strade si erano separate per scelte di vita diverse e in quella distanza lui aveva perso ogni cosa di lei e di se stesso e cercando rifugio altrove aveva cambiato direzione al percorso.

Ritrovarsi era stato cercare di ritornare ogni volta all’appuntamento con l’incrocio successivo per poter riprendere il percorso comune ma anche così era sempre stato difficile e diverse occasioni erano andate perse.

Fino a quel momento dove in macchina insieme diretti verso la stessa destinazione tutto sembrava essere tornato nelle mani del destino.

Niente accade per caso si disse e senza riflettere prese la sua decisione.

Scelse in un istante senza consultarsi con la mente e decise che quello sarebbe stato il momento della verità.

Una stazione di servizio gli venne incontro e lui decise di fermarsi proprio mentre lei apriva gli occhi e cercava di capire dove si trovasse.

Si rese conto che non c’erano molte parole da dire e mentre lei lo guardava cercando di decifrare i suoi pensieri fece l’unica cosa che non aveva mai fatto e che avrebbe parlato per lui.

La strinse in un abbraccio e lasciò che tutto quello che doveva essere detto scorresse attraverso il suo corpo verso di lei.

Lei rispose al suo abbraccio e tutto fu chiaro e non ci fu più bisogno di parole.

L’esigenza lo aveva condotto all’incrocio stabilito dal destino per ritrovarsi.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni