L’evocazione

Serie: Le ali del corvo

Mentre la forma prendeva vita lentamente, non sentiva né le esclamazioni soffocate attorno a sè, né i bisbigli rauchi degli evocatori: ciò che le importava era riuscire a sfuggire dal suono tormentoso della litania che la stava imprigionando, impedire che la propria essenza venisse manipolata in quel modo.

Mentre il suo corpo prendeva vita in quel luogo alieno, strappato dal suo mondo con violenza, urlò di dolore, cercando gli sguardi spaventati dei sacerdoti: mentre prendeva consistenza lesse molto in quegli occhi, troppo per permettere loro di riaversi dalla sorpresa.

Colse il primo tremito della barriera mentale ancora prima di completare la mutazione, e spazzò lontano il sacerdote più vicino con un solo tocco leggero al suo petto. Corse quindi lontano, nel bosco, ignorando la carne fresca che era servita all’evocazione.

Avrebbe trovato il modo per tornare nel suo mondo, lontano da lì.

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Nello stesso momento, in un altro luogo, uno stregone rovistava nelle interiora dell’agnello sacrificato agli Dei del Sole, alla ricerca di una speranza da offrire al suo popolo. Brian Raven taceva, osservando di nascosto i volti estatici dagli altri capi-clan: uomo del suo tempo, permetteva al vecchio stregone Gonad di praticare i riti dei druidi a beneficio del popolo superstizioso.

Personalmente credeva solo nella forza e determinazione, ed aveva accolto il peso della sua solitudine fin da bambino: la sua posizione di re non gli permetteva di sbagliare, soprattutto con capi-clan più anziani che avrebbero manifestato scontentezza alla sua prima incertezza. Il suo aspetto appariva ingannevole solo ad un primo sguardo, soprattutto per la snellezza del fisico nervoso che non superava il metro e ottanta, ma una volta giunti allo sguardo non si poteva sbagliare: gli occhi neri erano profondi come abissi impenetrabili, risaltati dal volto scuro ed attraente, in cui il naso leggermente aquilino donava una nota di severità.

Come gli altri era abbigliato di vesti di pelli conciate; l’unico simbolo esteriore di potere era rappresentato da un pesante cerchio d’argento che gli cingeva la fronte e tratteneva i lisci capelli neri lunghi fino alle spalle. In realtà a Brian serviva solo il pesante spadone a due mani, per sentirsi tranquillo.

Non sorrise nemmeno quando lo stregone tranquillizzò i convenuti assicurando che gli dèi vegliavano su di loro. Lasciò che la cerimonia finisse, quindi lo attese nell’angolo dove era rimasto dall’inizio. Quando Gonad lo raggiunse, lesse con sincera sorpresa una nota di preoccupazione negli occhi del vecchio.

«Dunque, gli déi non ci sono così favorevoli?»

Il vecchio ricambiò il suo sguardo ironico con uno spazientito.

«Tutto quel sangue non serve solo a quietare gli ignoranti; la tua stirpe è vecchia quanto questa terra, conosci il loro potere. Non sono gli dèi a preoccuparmi. È accaduto qualcosa che ha turbato l’equilibrio: un’evocazione, a sud. È giunta una creatura che non appartiene a questo mondo.»

Il guerriero corrugò la fronte. «Ci è nemica?»

Gonad scosse il capo «Non lo so.»

Brian si mosse velocemente, leggero come un predatore all’approssimarsi delle tenebre. «Vecchio, ad un druido non è permesso non sapere… è stata la tua gente?»

«No» lo stregone lo affrontò sicuro. «La formula utilizzata era quella per convocare un essere oscuro, ma è stato commesso un errore grossolano nell’intonazione. Dei druidi non avrebbero sbagliato.»

«Così questa… creatura, potrebbe non esserci necessariamente ostile.» L’uomo sorrise leggermente, lo sguardo divenuto ardente, facendo rabbrividire il vecchio. «Forse è possibile stringere un accordo, non mancano doni da poter fare ad una creatura oscura.»

Gonad scosse le spalle. «La tua anima è già stata sfiorata molte volte dall’ombra, ma fino ad ora conoscevi ciò che cercavi: questa volta, potrebbe essere diverso. Non è saggio rischiare tutto per una sfida.»

Brian l’osservò attento. «Una sfida … il nostro popolo è prigioniero di queste rupi spoglie, circondato da nemici che ci costringono a morire lentamente senza nemmeno l’orgoglio della battaglia: siamo gente fiera, stanca di morire di fame e di attendere il volere degli déi. Da solo riuscirò ad evitare le pattuglie dei romani ed a raggiungere il sud in quattro giorni, incontrerò il tuo demone e verrò a patti con lui: tengo troppo alla mia anima per perderla, sono certo di tornare.»

Il vecchio non rispose, seguendolo con lo sguardo mentre si allontanava dalla sala: il giovane re era troppo testardo per accettare consigli, ma fino a quel momento si era dimostrato arguto. A Gonad non rimase che confidare in lui. 

Serie: Le ali del corvo
  • Episodio 1: L’evocazione
  • Episodio 2: Il mercato
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    Discussioni

    1. Ciao Kella,
      benvenuta tra di noi, mi piace tantissimo questo inizio, una serie che si preanuncia molto succosa, mi piacciono i fantasy che ricalcano fatti storici veramente accaduti.
      Aspettiamo il prossimo episodio

      1. Ciao Alessandro, grazie per aver letto il mio racconto. Spero che non ti deluda

      1. La forza è universale 😀

    2. Ciao Kella, innanzitutto benvenuta😁! Si preannuncia un bel fantasy anche se con mia sorpresa leggo di… Romani! Quindi siamo nella cara antica Roma come periodo, anche se immagino che l’ambientazione sarà “barbara” e guerriera! Incipit molto interessante, soprattutto il frutto di questa evocazione, aspetto sviluppi allora, alla prossima 😊!

      1. Ciao Antonino, grazie a te per aver letto e apprezzato il mio racconto. Sì, questo fantasy è ambientato in un periodo storico piuttosto lontano dal nostro.