Liberate Proserpina

Serie: Le sentinelle della Luna


Mi chiamo Benjamin Stroke e odio l’Autunno.

Diciamoci la verità, la manfrina dei colori meravigliosi e della caldarroste ha stancato pure voi.

Mentre le persone se ne stanno sul divano con una tazza di tè fumante, il camino acceso, rabbrividendo di piacere al rumore della pioggia, tocca a noi Cacciatori di Mostri annaspare nel fango per inseguire l’ennesimo Loccomostro Spinato in vena di scampagnate.

Sapete che succede in Autunno? Le giornate si accorciano e le notti sono più lunghe. Ecco che succede.

Più notte, più mostri.

Più mostri, più lavoro.

Altro che doni del sottobosco.

E vogliamo parlare della più grande farsa della società?

Il modo subdolo con cui, ignobili malfattori, spingono giovani menti, non solo ad accettare, ma addirittura a esaltare il Male?

Esatto. Sto parlando della festa di Halloween.

Uno dedica la vita a dare la caccia ai mostri, rischiando la pelle per tenere le persone al sicuro, e gli riservano forse una festa? Forse indicono la giornata nazionale del Cacciatore?

No, per niente. Dedicano una festa ai mostri.

Una festa per chi, con l’amicizia delle tenebre, succhia sangue, divora cervelli e spaia i calzini.

Con tanto di addobbi e costumi. Non so voi, ma io lo trovo indecente.

Inoltre ho un brutto ricordo del 31 Ottobre. La mia bis-cugina Willow Stroke decise di vestirsi da strega, per fare la moderna.

Non fece nemmeno in tempo a dire “dolcetto” che si trovò alle calcagna tre generazioni di Cacciatori di Mostri inferociti. Non l’abbiamo più vista.

Sono questi i motivi che mi hanno portato a cercare di mettere fine a questa fastidiosissima stagione, in quella che è passata alla storia come “Liberate Proserpina”.

“Questa storia deve finire” gridai mentre rientravo a Villa Lugubre, cercando di liberarmi dalle foglie rimaste incastrate nel mio ectoplama.

“A cosa ti riferisci?” chiese Luna.

“Intendo questo vento, questo cielo grigio su e queste foglie gialle giù .”

“Squiiit, squitt”

“Non dire sciocchezze non c’è un periodo migliore degli altri per mangiarsi un buon libro.”

“Squiitt”

“Mr. Jingles ha ragione. E’ un bel momento per starsene in casa al calduccio, magari con una cioccolata calda. Poi tutti questi bei colori che viaggiano col vento: rosso, giallo, arancione.”

“Ecco un’altra sciocchezza. Sapete cosa ottenete se private gli alberi dalle loro foglie? Alberi spogli. Siete tutti cacciatori di mostri e non dovrei essere io a dirvelo, ma non c’è niente che attiri di più i mostri. Non li guardate i film? Se camminate tra alberi secchi e spogli, potete giurarci che prima o poi un paio di zombie vi acchiapperanno le caviglie. Non si discute, è nostro dovere intervenire?”

“E cosa intendi fare, Benny?”

“Convoca gli altri, andiamo in missione. Le Sentinelle della Luna fermeranno l’Autunno.”

“Allora ragazzi che sappiamo sul nostro obiettivo?” chiesi fissando negli occhi i miei compagni.

“Che ha delle sfumature emozionanti” rispose Luna dalla sua poltrona preferita.

“Squiiiiit, Squiiiiit” aggiunse Mr Jingles dalla pila di libri su cui si era accomodato.

Pernacchi, Disastro e Sberleffo contribuirono alla discussone con urlacci e frantumando due lampadari. Nonno Lugubre non era ancora arrivato, ci voleva del tempo prima che riuscisse a trascinarsi fuori dalla cappella di famiglia.

“Basta con i colori e con le castagne per favore. Concentriamoci. Cosa lo provoca?”

“Beh direi la fine dell’estate?”

“Brava, adesso si ragiona. Perché finisce?”

“Squiiit”

“Dici davvero, Mr. Jingles? Parlaci meglio di questa storia.”

Finalmente la fortuna era dalla nostra parte.

Mr. Jingles proprio la sera prima aveva cenato con una gustosissima copia de “La Mitologia Romana”, era venuto a conoscenza di pettegolezzo molto interessante.

Un tipo prepotente di nome Plutone si era invaghito di una ragazzina chiamata Proserpina e l’aveva rapita per averla sempre con se. Questo aveva causato la rabbia della madre della ragazza, una certa Cerere, che di mestiere faceva nascere le cose: fiori, alberi, raccolti e roba simile.

Come tutte le suocere che si rispettino, Cerere era astiosa e vendicativa. Così aveva ben pensato di vendicarsi sul mondo smettendo di fare il suo dovere.

Per il gesto di un ragazzino viziato a tutti noi tocca sorbirci questa orribile stagione.

“Ehi chi è questa Proserpina? E’ carina? Potrei fidanzarmici io.”

“Ecco arrivato il Latin Lover dell’oltretomba. Non ci serve il tuo aiuto Nonno Lugubre. Andiamo a cercare questa ragazzina e riportiamola a casa.”

“Squiit, squiit”

“Hai ragione , è proprio buio” confermò Luna mentre ci addentravamo in una stretta spelonca.

“Benny, sei sicuro che sia la strada giusta?”

“Certo piccolina. Sono il più grande Cacciatore di Mostri della storia, il mio senso dell’orientamento è sviluppatissimo.”

In quel momento una voce femminile dal suono meccanico ci fece sobbalzare tutti.

“Tra cinquecento METRI, sarete arrivati a destinazione: AVERNO”

“Beh che male c’è a farsi aiutare dalla tecnologia?” mi affrettai a dire nascondendo lo schermo luminoso. “Aprite bene gli occhi, siamo vicini.”

Poco davanti ai nostri piedi apparve un meraviglioso prato sotterraneo, ricco di fiori profumati e farfalle, alberi verdi e rigogliosi. L’aria riempita del canto degli uccelli.

Seduta al centro una giovane fanciulla toglieva i petali a una margherita.

“M’ama, non m’ama. M’ama, non m’ama.”

“Buonasera” dissi con voce autorevole. “Stiamo cercando Proserpina.”

“Sono io Proserpina” rispose la ragazza con voce sognante. “Quindi state cercando me.”

“Siamo qua liberarti. Così tua madre è contenta e noi ci sbarazziamo dell’Autunno.”

“Ma non sono stata rapita, io amo Plutone. Anche se lui non mi vuole, dice che sono troppo appiccicosa. Potrei tornare con voi, ma siete sicuri che sia meglio? Niente più freddo, pioggia e cielo grigio renderanno una cosa scontata la rinascita della Natura che avviene al mio ritorno. Se volete cancellare l’Autunno dovete essere pronti a rinunciare alla Primavera.”

Guardai Luna negli occhi, poi Mr Jingles. Tutti e tre fummo d’accordo all’istante.

Salutammo la ragazza e tornammo a Villa Lugubre a goderci una cioccolata calda.

“Luna” gridai. “Dove sei? La cioccolata è quasi pronta.”

“Eccomi” ripose la mia piccola protetta correndo.

Indossava una vecchia giacca di cuoio consumata, un capellaccio e si era tinta il viso di bianco.

“Ma come ti sei vestita?”

“Domani è Halloween e mi sono vestita dal mio eroe preferito: il mitico Benjamin Stroke”

Trattenni a stento le lacrime. Che tesoro la mia Luna, è riuscita a farmi amare perfino l’Autunno.

E poi ragazzi, avete visto che colori? 

Serie: Le sentinelle della Luna


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Discussioni

  1. Ciao Alessandro, ti confesso che la primavera e l’autunno sono le mie stagioni preferite.
    Nella tua storia ho ottenuto entrambe! Se la mia prof di lettere mi avesse spiegato la mitologia in questo modo, probabilmente a scuola non mi sarebbe venuta a noia! 😀

    1. Eheheh grazie Micol, sono contenta che ti sia piaciuta la mia storia, grazie per il commento e per averlo letto

  2. “Questo aveva causato la rabbia della madre della ragazza, una certa Cerere, che di mestiere faceva nascere le cose: fiori, alberi, raccolti e roba simile.”
    Messa così, la mitologia assume tutto un altro stile

  3. “Esatto. Sto parlando della festa di Halloween.Uno dedica la vita a dare la caccia ai mostri, rischiando la pelle per tenere le persone al sicuro, e gli riservano forse una festa? Forse indicono la giornata nazionale del Cacciatore?”
    😂 😂 😂

  4. Volevo proprio capire come se la sarebbero cavata, direi egregiamente! Mi è piaciuto l’innesto della mitologia e il risvolto di Proserpina innamorata… e poi che banda, la mia preferita! E vai di caldarroste e cioccolata calda! Bravo Ricci

  5. ““Tra cinquecento METRI, sarete arrivati a destinazione: AVERNO”“Beh che male c’è a farsi aiutare dalla tecnologia?” mi affrettai a dire nascondendo lo schermo luminoso. “Aprite bene gli occhi, siamo vicini.””
    Mi ha fatto ridere

  6. “Pernacchi, Disastro e Sberleffo contribuirono alla discussone con urlacci e frantumando due lampadari. Nonno Lugubre non era ancora arrivato, ci voleva del tempo prima che riuscisse a trascinarsi fuori dalla cappella di famiglia.”
    👏 👏

  7. Per gustare pienamente la primavera di Vivaldi prima bisogna ascoltare l’Autunno che, comunque sia, possiede il suo fascino. Ti dico questo per affermare che sono pienamente d’accordo con il messaggio che lanci con questo racconto.
    Ho gradito molto come hai inserito la mitologia in questa fiaba.

  8. ““Ecco arrivato il Latin Lover dell’oltretomba. Non ci serve il tuo aiuto Nonno Lugubre. Andiamo a cercare questa ragazzina e riportiamola a casa.””
    😂 Hai capito il nonno.

  9. Allora (lo so, non si dovrebbe esordire con un “allora”, ma fa niente), io amo l’autunno. E volevo proprio vedere dove sarebbero andate a parare questa volta le sentinelle!
    Mi piace un sacco questo incontro con la mitologia classica, il modo in cui hai inserito il mito di Proserpina nel racconto!
    E poi, dai, hai visto che colori? 🙂

    1. Ehhhh i colori….
      Ciao Sergio grazie per aver letto e super commentato il nuovo brano.
      E un piacere averti tra i miei lettori

  10. “Tra cinquecento METRI, sarete arrivati a destinazione: AVERNO”
    😂 😂 😂
    Il GPS per andare all’inferno, pardon, all’Averno, mi mancava. Se mi dici dove l’hai preso, avrei un po’ di persone a cui regalarlo!

  11. “Mi chiamo Benjamin Stroke e odio l’Autunno.”
    L’ho già detto che questi inicpit mi piacciono un sacco? Ne hai fatto il marchio di fabbrica (uno dei) di questa serie, ed è bello perchè ti fanno capire dove si andrà a parare, senza ovviamente svelarti nulla 🙂
    Sono l’antipasto perfetto!

  12. L’ autunno. Pessima stagione. Condivido il pensiero di Stroke. Ahahah. Però è indubbio che le parole di Proserpina siano veritiere. Un’altra missione riuscita per il nostro Cacciatore di mostri.