L’isola di sapone

Serie: Detective Jordan: La spasmodica ricerca della polvere di stelle

   L’acqua schiumosa bagnava le dita della mano mentre Detective Jordan, schiantatosi al suolo alla fine del viaggio attraverso il portale, dormiva profondamente dopo aver perso i sensi. A tratti russava.

   Vicino al suo corpo inerme, una figura lo guardava dall’alto, era completamente avvolta nel buio, sembrava che fosse il buio stesso, i contorni non erano ben definiti. Col piede provò a toccare il costato di Jordan, che non diede nessun segnale. La figura si piegò sulle ginocchia, alzò un prolungamento del suo corpo, un braccio probabilmente, e colpì sul cranio Jordan.

   Il volto del detective penetrò nella sabbia vulcanica. Jordan portò entrambe le mani sul punto colpito iniziando a sfregare tentando di scrollarsi di dosso il dolore. Si voltò in posizione supina, aprì gli occhi e vide una luce porpora, che rifletteva sul cielo nero rendendo l’ambiente poco ospitale, a tratti spettrale. Un vento impercettibile fischiava prepotentemente mentre il mare infrangeva le sue onde contro gli scogli frastagliati ai bordi dell’isola.

   Jordan si sedette, continuando a massaggiarsi il capo, e diede uno sguardo veloce intorno a sé; quando vide la figura buia al suo fianco iniziò ad indietreggiare facendo leva su gambe e braccia. Raggiunta quella che per lui fosse una distanza di sicurezza ridusse gli occhi a un paio di fessure e puntando l’indice verso il suo aggressore chiese: «E tu chi diamine sei?»

    «Io sono Ombra.» rispose una voce femminile, l’oscurità del volto nascondeva un leggero sorriso.

    «Dove sono finito?»

    «Non ne ho idea. Nessuno vive qui. So soltanto che è un’isola e che dalla terra fuoriescono strane sfere.»

   Jordan vedeva brillare nell’oscurità delle bolle, sembravano bolle di sapone.

    «Come sei arrivata qui?»

    «Sono stata esiliata dalla fata.»

    «Delle vespe?»

    «Esattamente, la conosci?»

    «Non ancora, la sto cercando.»

    «Te lo sconsiglio vivamente. Quella donna ha il male dentro, cattiva, perfida, manipolatrice. Lascia perdere.»

    «Non lascio perdere un bel niente! Devo trovarla e porre fine all’imminente disastro che sta portando nel mio mondo.»

    «Nel tuo mondo? Da dove vieni? Esistono altri mondi? Mi piacerebbe visitarli!» esclamò concitata Ombra.

    «Non so quanti ne esistano, ma un altro di sicuro ed è il mio mondo.»

   Ombra guardava Jordan a tratti dubbiosa e per certi versi incuriosita «Com’è il tuo mondo, parlamene.»

    «Forse un’altra volta.» rispose categorico Jordan «Adesso voglio solo trovare questa fata. Dove la trovo?»

    «Non lo so, io sono stata catapultata qui attraverso un portale.»

    «Dov’è? Mostramelo!» disse il detective non rendendosi conto che stesse urlando.

    «Non funziona più.» rispose Ombra con tono mesto e malinconico.

    «Come fai a dirlo, mostramelo, proviamo a sistemarlo quantomeno.»

   Ombra era dubbiosa. Dopo alcuni attimi di silenzio iniziò a camminare. Jordan la guardava attonito mentre si allontanava, e in un attimo di lucidità decise di seguirla prima che non fosse più a portata di vista.

   Ombra aveva un’andatura lenta e titubante, Jordan la osservava a debita distanza mentre si introduceva all’interno di una piccola selva. I rami degli alberi frusciavano sinistramente e in sottofondo si sentivano volatili gridare minacciosamente.

   Jordan ispezionò rapidamente le fronde e accelerò il passo avvicinandosi a Ombra.

    «Non avere paura» bisbigliò la figura oscura «ci sono io con te.»

    «Non ho paura!» sbottò Jordan.

   I due continuarono a camminare lungo la selva fin quando gli alberi si diradarono e davanti a loro si aprì un grosso spiazzale con al centro un calice poggiato su una roccia.

    «È quello!» esclamò Ombra.

   Jordan si guardò intorno con circospezione e si avvicinò al portale: era bellissimo, di cristallo, immacolato, sembrava brillasse di luce propria. Jordan era ormai a un paio di passi dal calice quando il gracchiare dei volatili si fece più intenso e minaccioso. Due grossi uccelli, dalle piume giallo oro con la coda a tre punte e un becco aguzzo, si stavano fiondando sul detective, mancavano pochi istanti all’impatto quando Ombra, con un salto a mezz’aria, iniziò a roteare su se stessa lanciando una serie di veloci calci. Gli uccelli si ritirarono in volo.

    «Prendi quel coso e andiamocene!» urlò Ombra.

   Jordan, ancora incredulo a quanto avesse appena visto, afferrò il calice, che divenne incandescente, lasciò la presa e riprovò con entrambe le mani. Niente da fare, il calice da lì non si poteva spostare, era praticamente impossibile maneggiarlo a mani nude.

    «Andiamo!»

    «No!» rispose Jordan «Questo è l’unico modo per raggiungere la fata, non me ne vado senza.»

   Gli uccelli dorati non tardarono a tornare, questa volta erano molti di più, un intero stormo, e tenendosi a debita distanza iniziarono a sputare del liquido, che a contatto con il terreno generava delle bolle.

   Ombra afferrò per un braccio Jordan e iniziò a trascinarlo nella direzione da dove erano arrivati. Il detective si liberò dalla presa e serrò i pugni con aria minacciosa. Ombra iniziò ad aumentare di volume, era diventata gigantesca, anche la voce era mutata, era demoniaca. Scagliò l’abominevole braccio verso Jordan, che riuscì a evitare la presa rotolando di fianco impattando, però, contro il liquido degli uccelli.

   Una bolla di sapone iniziò a volteggiare con al suo interno Jordan. Gli uccelli la colpivano violentemente facendola allontanare dal portale.

   Ombra lanciò un urlo distorto e straziante, iniziò a rincorrere i volatili d’oro spazzando via ogni singolo albero che le stava di fronte, riuscì a raggiungere lo stormo e dal volto fuoriuscirono colonne di fuoco. Alcuni uccelli precipitarono al suolo bruciati, il resto dello stormo volò via veloce spaventati dalla maestosità dell’attacco.

   Jordan percepì solo fiamme e caldo, non riuscì ad assistere al suo salvataggio; la bolla cambiava di continuo direzione e il detective non riusciva a mantenere l’equilibrio al suo interno.

   Ombra afferrò saldamente la bolla con entrambe le enormi mani e dominando l’isola dall’alto della sua statura provò a spezzare la tonda prigione.

   Jordan, all’interno, provava a saltare e a spingere le pareti ma tutto era inutile.

    «Non voglio morire in modo così patetico.»

    «Una morte patetica è proprio quello che ti meriti per non avermi dato retta!» urlò la voce demoniaca di Ombra «Ora stai zitto e lasciami fare.»

   Jordan si ammutolì, Ombra aveva ragione, sarebbe dovuto scappare, elaborare un piano e riprovare. L’istinto lo ha sempre guidato, ma spesso porta verso scenari poco raccomandabili e spiacevoli, come quello attuale.

   Ombra, ancora ben ancorata alla bolla, iniziò a rimpicciolirsi finché non aderì completamente alla sfera formando uno scudo, anche la sua voce era tornata affabile.

    «Non riesco a spezzarla, mi dispiace.»

    «Un modo deve pur esserci.»

   I due fluttuavano sospinti dal vento. Ombra era silenziosa, Jordan era seduto a gambe incrociate al centro della bolla in cerca di una soluzione. Passò l’indice sulla parete interna e lo annusò.

    «Ombra!» esclamò Jordan «Nel mio mondo questo si chiama sapone!»

    «Quindi?» chiese l’oscurità che lo avvolgeva.

    «Nel mio mondo i bambini giocano con le bolle di sapone, da piccolo mi divertivo a formarle, infilavo un dito al suo interno e poi cercavo di estrarlo senza romperla. Era molto difficile riuscirci, magari il meccanismo è uguale anche nel tuo mondo.»

    «Non ho capito cosa dovrei fare.» disse Ombra.

    «Devi provare a entrare dentro la bolla per poi riuscirne velocemente, diventando enorme come prima magari.»

    «Non credo che funzioni. Lo sputo di quegli uccellacci ha uno strano effetto sui miei poteri, come se li lavasse via.»

    «Proviamoci, sempre meglio di stare qui a non fare nulla.»

   Ombra si fece convincere velocemente, qualcosa, dentro di lei, la spingeva a fidarsi di quel uomo; iniziò a fare pressione sulla superficie della bolla di sapone e lentamente si insinuava al suo interno ma pochi istanti dopo venne come risucchiata e si ritrovò di fianco a Jordan. Ombra provò immediatamente a modificare le sue dimensioni. Nessuna chance.

    «Perché non mi dai retta? Te lo avevo detto che non avrebbe funzionato.»

   Jordan si portò la mano al mento mentre era appoggiato alla parete della bolla, aveva un’aria nervosa, batteva insistentemente il pollice contro la gola.

    Jordan iniziò a battere la testa contro la parete di sapone sempre più forte, accompagnò il movimento con i gomiti, si voltò e iniziò a prenderla a pugni. Era colmo di rabbia. Ombra lo osservava. Più lo guardava e più ne era attratta, come il metallo con il magnete.

   L’ira di Jordan prendeva velocemente il sopravvento, il detective stava liberando il suo lato oscuro ma era ancora debole.

   Ombra gli si avvicinò. Jordan si voltò e vide chiaro il volto di Ombra, non era più avvolto dall’oscurità, aveva il suo volto, la fronte leggermente stempiata, i baffi, il doppio mento, Ombra era la proiezione del suo lato più scuro.

    «Non avere paura.» sussurrò Ombra.

   Jordan guardava la sua faccia. Ombra, volubile come un fluido, confluiva lentamente nel corpo del detective.

   Le vene si colorarono di nero per tutta la durata dell’assorbimento come anche le sclere.

   Un ghigno sinistro tagliava il volto di Jordan in diagonale.

    «Adesso torniamo a terra.»

Jordan alzò il braccio destro e sferrò un pugno in aria verso il basso. La vibrazione generata dal pugno fece esplodere la bolla di sapone.

Serie: Detective Jordan: La spasmodica ricerca della polvere di stelle
  • Episodio 1: Tristezza
  • Episodio 2: Intuizione
  • Episodio 3: Il De Orchibus
  • Episodio 4: L’isola di sapone
  • Episodio 5: Lo specchio senza riflesso
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    Commenti

    1. Federico Ferrauto

      Ciao Eliseo,
      ho letto i capitoli 2, 3 e 4 tutti d’un fiato. Come già commentato nel primo, questa serie mi piace davvero tanto. E’ ben scritta, c’è ritmo e i personaggi hanno un loro spessore davvero notevole.
      Dimmi che gli altri capitoli usciranno a breve! 😀

      1. Eliseo Palumbo Post author

        CIao Federico, Ho appena postato il quinto episodio/capitolo, sepro ti piaccia anche, adesso sto lavorando al sesto, a breve lo posterò
        Buona giornata 🙂

      1. Eliseo Palumbo Post author

        Ciao Isabella!
        Si, il mio genere preferito è sempre stato la Sci-Fi, però ho un’attrazione per il fantasy/grottesco, ti ammetto che un pò ridevo anche io mentre lo scrivevo 🙂