Lui

Serie: La pelle del male

“Melissa, ti stavo pensando.”

“Anche io. Com’è andata?”

“Domani c’è l’ultima udienza, l’avvocato è incerto, non riusciamo a prevedere come sarà la sentenza. Penso che gli concederanno un sacco di attenuanti.”

“Mi spiace non poter più aiutare.”

“Anche a me. Come va il nuovo lavoro?”

Intanto Margherita doveva aver fatto cadere qualcosa di pesante e il frastuono di quella caduta creò un attimo di silenzio fra noi due.

“Un sogno per chiunque ami scrivere o leggere, ma è difficile abituarmi a tutto questo.”

“Mi manca venire da te in agenzia. E i tuoi di libri, come vanno?”

“Sono lì, resistono ma nulla di che. Il detto purché se ne parli, con me non vale.”

“Troppa cattiveria?”

“Troppa.”

Dallo schermo appoggiato sulla mia guancia sentivo il suo fiato pesante, corposo, preoccupato.

“Ascolta Melly, qualunque cosa dicono, non ti devi fare abbattere. La vita andrà avanti, il tempo diluirà tutto, vedrai.”

“Nel frattempo però è tutto uno schifo.”

“Mi manchi.”

“Anche tu.”

“Ti chiamo domani dopo l’udienza finale.”

“Va bene, a presto commissario…”

La sua risata sincera spezzò la tensione.

“Ma smettila.”

Poi riagganciammo, ognuno con la speranza che quella udienza avrebbe segnato la fine del nostro duro lavoro, il nostro pensai, quello che ormai io non posso fare più.

Marcus Prati, commissario della polizia di Lucca e mio migliore amico, alto, moro e occhi scurissimi, un pugliese testardo e ostinato che era finito nel mio cammino quasi per caso, tutti hanno sempre pensato che ci saremmo fidanzati, ma due tipi come noi stanno bene insieme solo sapendo che possono condividere tutto dell’altro solo se ognuno sta nel proprio nido, distinto da quello dell’altro.

Il lavoro ci aveva unito e adesso che professionalmente non potevo più aiutarlo, mi era rimasto vicino come un amico di sempre, l’unico al quale io riuscivo a cucire addosso il termine dell’amicizia.

“Melissa, datti una mossa!”

Guardai Margherita che ormai era spazientita, chiusi l’armadietto e la raggiunsi in negozio, pile di libri disordinati aspettavano solo me per essere catalogati ed esposti, una cura di cui i libri che avevo scritto io erano rimasti sprovvisti.

Il piattino ovale arancione delle caramelle era vuoto, sarei dovuta passare alla Coop e prenderne ancora un po’, per terra galleggiava statico qualche rivolo di polvere, la musica soffusa era un vecchio jazz meditativo.

Margherita prese dei faldoni blu e cominciò a scrivere chissà quale appunto, tutto era tranquillo e placido, come se al mondo non potesse succedere nulla di male, come se la pelle non prudesse mai di quei fastidi che spesso sono piccoli presentimenti laconici.

Le etichette alfabetiche mi fissavano in attesa di essere colmate di nuovi nomi.

Il telefono suonò per te volte poi Margherita rispose.

“Giunti al Punto, buonasera. Sì, aspetti un momento.”

Margherita si appoggiò il cordless sul maglione bianco spesso e ci soffocò il ricevitore.

“Per te, Giovanni Falci. Che devo dire?”

Posai i libri in malo modo sul pavimento, che diavolo voleva ora questa persona da me?

La vita dei criminali non era più la mia e la voce di Marcus che pronunciava un no secco, veniva mimata nella mia testa in modo deciso.

Ma lui poteva anche capire che se i guai ti vengono a cercare almeno vuoi sapere il perché.

“Passamelo!”

Margherita, sgomenta e bianca come il suo maglione mi passò il telefono.

“Sono qui, mi dica.”

“Buonasera Melissa, sarebbe libera per un caffè uno di questi giorni?”

“Perché?”

“Ha scritto lei il libro, ‘Scandali, come sopravviverci’?”

“Sì, certo.”

“Ho bisogno di parlare con lei di quel libro. Immagino che lei sappia chi sono io.”

“Sì lo so e proprio non capisco.”

“Ho bisogno di aiuto.”

“Non sono più nel mestiere.”

“Ma il talento non svanisce così in fretta. Glielo sto chiedendo per favore.”

Margherita non perdeva una parola di quella conversazione e se avesse avuto dei popcorn a portata di mano, gli avrebbe divorati fino all’ultimo minuscolo pezzettino, come con il più spaventoso dei film horror.

Giovanni notava il mio silenzio e tornò a parlarmi.

“Scelga lei un posto dove si sente al sicuro, magari pieno di gente. Le voglio solo parlare qualche minuto.”

Io non sapevo cosa pensare, ero solo stordita, più cerchi di eliminare le abitudini di una vecchia vita, più quelle ti vengono a inseguire.

“Domani, caffè Sambo Forte Dei Marmi, ore 18.”

“Ci sarò.”

“Arrivederci.”

Riagganciai, incerta su quello che avevo appena fatto.

“Ma sei impazzita!”

“Margherita, non è il momento.”

“Ma è un assassino!”

“Lo so.”

In quei momenti rimpiangevo di non aver mai avuto dimestichezza con le armi, convinta che se hai un’ama prima o poi la devi usare, ci avevo rinunciato.

Un cliente si mise fra me e Margherita e per togliermi da quella tensione, cominciai a servirlo io per prima.

Sapevo che dovevo dirlo a Marcus e che molto probabilmente lui mi avrebbe fermata.

Ma mentre il signore analizzava la sezione dei gialli, apparentemente senza interesse, io sapevo di sentirmi viva, sapevo perfettamente che stavo facendo tutto questo solo per me stessa, come per illudermi che la vita che avevo prima stesse tornando, ancora un po’, per me.

Era pericoloso e illegale, a tratti, desiderarla così tanto, ma non riuscivo a smettere di farlo.

Quando il cliente uscì senza niente, com’era prevedibile, io chiesi a Margherita se per caso avevamo una sezione dedicata alle armi e alle loro caratteristiche, fu in quel momento che il suo pallore pregresso diventò un rosso spesso sulle gote ormai livide di furia, l’unica risposta che ottenni fu la porta dell’entrata sbattuta e lei che per ripicca mi lasciò completamente sola in negozio, in fondo erano due le ore in più che si era trattenuta, non potevo certo prendere di farle passare quel tempo parlando di assassini e pistole, non mi avrebbe mai capita, molto meglio restare da sola, non avevo che un giorno per capire cosa trarre dall’incontro con Giovanni e se riunire la banda in onore dei vecchi tempi.

La scrittrice, il modello, il pugile e l’attore.

Lo spettacolo stava per iniziare.

Serie: La pelle del male
  • Episodio 1: Uccidere qualcuno 
  • Episodio 2: Uccidere lei 
  • Episodio 3: Lei
  • Episodio 4: Lui
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