Luisetta e la fatina occhiolina

C’era una volta una bambina dolce e vivace che viveva in un piccolo appartamento di Milano. Il suo nome era Luisetta.

Luisetta era una bambina come tutte le altre, le piaceva giocare e disegnare, amava guardare le stelle e passeggiare all’aria aperta ma, soprattutto, adorava leggere libri di favole.

Un giorno sua mamma la portò in una delle biblioteche più grandi che avesse mai visto e le disse:

«Luisetta, vedi quegli scaffali laggiù? Sono quelli dedicati alle favole, vai e scegli un libro da leggere nelle vacanze estive».

Luisetta era indecisa, non riusciva a scegliere tra tutti quei libri, e anche se la mamma le aveva detto di sceglierne solamente uno, Luisetta si trovava davanti ad una scelta difficile, una scelta che avrebbe condizionato tutta la sua estate.

Iniziò a leggere le copertine dei libri: «“Gertrude e il topolino bianco”, “Fetripello e la maschera stregata”, “Re Contino e Estino buffo…” Mmm… E quello cos’è?».

La bambina si accorse che tra il muro bianco e lo scaffale era incastrato un libricino un po’ consunto e mal messo, così cerco di tirarlo fuori.

Passarono i minuti, e dopo due rimproveri dalla mamma perché si stava facendo tardi per la cena, Luisetta riuscì finalmente a estrarre il libro. Sulla copertina era disegnata una piccola fatina azzurra seduta su uno sgabello molto piccino. Più in su Luisetta lesse il titolo: “La fatina Occhiolina e l’ultima bambina”. Non vi erano dubbi, Luisetta scelse proprio quel libro!

«Vedrai, vedrai, ti piacerà!» le disse l’anziana bibliotecaria con un sorriso sul volto.

La mamma e la figlia, sorridendo a loro volta, tornarono a casa e cenarono.

Tra un boccone e l’altro, i pensieri di Luisetta erano fissi sul suo nuovo libro e non vedeva l’ora di mettersi a letto per iniziare a leggerlo.

Appena si infilò sotto le coperte, prese dal comodino il libro e iniziò a sfogliarlo.

All’interno trovò moltissime illustrazioni simili a quella incisa sulla copertina, ognuna delle quali ritraeva una bambina diversa intenta a sorridere alla fatina Occhiolina. 

Bisogna sapere che Luisetta era una bambina molto curiosa e fuori dal comune, ed ogni volta che iniziava a leggere un libro, leggeva per prima cosa l’ultimo capitolo.

Così, anche quella sera, Luisetta non lesse inizialmente l’introduzione o il capitolo uno, ma si diresse subito verso la fine del libro e, arrivata dinanzi all’ultimo capitolo, iniziò a leggerlo tutto d’un fiato.

La frenesia però sparì quasi subito, Luisetta si era stancata molto durante il giorno e per questo motivo dopo aver letto solamente quattro pagine, scivolò in un sonno profondo lasciando il libro aperto sul letto.

Quando la mamma entrò nella camera di sua figlia per darle la buonanotte, prese il libro dal letto, lo posò sul comodino e spense la lampada.

Ormai Luisetta dormiva già da un pezzo quando, nel cuore della notte, dal libro fuoriuscì un esserino azzurro scintillante alto come un bicchiere, che si mise a svolazzare per tutta la cameretta lasciando cadere la sfavillante polverina azzurra ovunque si posasse.

«Etciù, Etciù, quanta polvere! Ma come hanno fatto a ridurre il libro in quello stato??? Sono allergica alla polvere! Possibile che una fatina con poteri magici come me non riesca nemmeno a fare una magia per togliere l’allergia?» esclamò l’esserino azzurro.

Nel frattempo, sentito il gran baccano, Luisetta si svegliò e vedendo quella piccola fatina azzurra, credette di star ancora sognando.

«Piacere, sono Occhiolina, la fata dei sogni» disse la fatina.

«Piacere Occhiolina, ho letto qualcosa su di te nel libro, ma sei reale?» rispose Luisetta esterrefatta.

«Certo che sono reale, ma che domande! Ti ringrazio per avermi salvata da quel libro impolverato, non ce la facevo proprio più a stare tra quelle pagine a soffiarmi il naso ogni minuto! Per sdebitarmi potrai chiedermi di esaudire un desiderio qualsiasi, ma ad una condizione: il tuo desiderio deve essere un puro atto di gentilezza».

Luisetta era esterrefatta, non sapeva se fosse tutto reale o solo frutto della sua immaginazione, ma non voleva rischiare, e perciò le rispose: «Io sono Luisetta, ma te sei davvero una fata dei sogni? Come sei finita dentro il libro? E come fai a far esaudire i desideri?» .

«Molto tempo fa, una fata cattiva mi lanciò un sortilegio e mi rilegò in questo libro, il sortilegio recitava:

“Quando al principio leggerai il finale,

scomparirà l’effetto collaterale,

e l’incantesimo svanirà

se una curiosa bambina lo spezzerà”.

Ma tu Luisetta, con la tua curiosità, sei riuscita a liberarmi, spezzando l’incantesimo che mi teneva prigioniera. E per sdebitarmi, esaudirò un tuo desiderio».

«Qualsiasi desiderio?» rispose Luisetta.

«A condizione che sia un puro atto di gentilezza» ribadì la fata Occhiolina.

Luisetta, che era una bambina saggia e giudiziosa, pensò e ripensò al suo desiderio.

“Una nuova casa per le bambole? No no, troppo semplice, papà può sempre comprarmene una nuova… Un cavallo? Di sicuro i miei genitori non me lo comprerebbero, ma poi dove lo potrei sistemare? Non abbiamo una stalla e dove potrebbe stare? Nella cameretta con me? No no, un cavallo non va bene”.

Luisetta pensò a lungo al suo desiderio, pensò e ripensò, doveva scegliere bene perché aveva solo un’unica possibilità. Ma alla fine si decise, e rispose alla fata: «Vorrei che i miei genitori andassero d’accordo, vorrei che non litigassero più per delle sciocchezze».

La fata,capendo lo stato d’animo di Luisetta, le rispose: «Luisetta, hai dimostrato di avere un animo nobile. Non hai chiesto beni materiali, al contrario, hai chiesto la felicità dei tuoi genitori. Questo ti fa onore. Esaudirò il tuo desiderio».

Luisetta era felice, non riusciva a credere che con l’aiuto di Occhiolina i suoi genitori potessero tornare a parlarsi senza litigare.

Occhiolina le disse: «Domani mattina, durante la colazione, portami con te, sarò invisibile agli occhi dei tuoi genitori ma dovrò fargli l’occhiolino in modo che il desiderio si realizzi».

«Va bene fatina, non vedo l’ora che sia domani».

«Ora torna a letto Luisetta, fai sogni d’oro».

Luisetta dette la buonanotte alla fatina e si rimise a dormire, domani sarebbe stata la giornata decisiva.

L’indomani scese dal letto e si precipitò in cucina per la colazione. Quando la fatina fece l’occhiolino alla mamma, lei cambiò subito umore e diede un bel abbraccio affettuoso a sua figlia.

Non facendosi sentire dalla mamma, la fatina chiese a Luisetta quando sarebbe sceso suo padre per la colazione, in modo da fare l’occhiolino anche a lui e realizzare il suo desiderio.

«Ma il mio papà abita dall’altra parte di Milano, lo vedo solo nel fine settimana» disse Luisetta.

«Devi portarmi da lui questa mattina, altrimenti l’effetto della magia svanirà e non potrò più fare nulla per realizzare il tuo desiderio » esclamò la fatina.

Luisetta, allarmata, corse dalla mamma e le chiese se poteva invitare papà per la colazione. La mamma le rispose che non era certa che papà sarebbe venuto a causa del suo lavoro e, rassicurandola, aggiunse di non preoccuparsi perché l’avrebbe poi visto il giorno seguente. Ma Luisetta non smetteva di piangere perché voleva il suo papà; e la mamma, esasperata, lo chiamò, anche perché un sesto senso le diceva che era la cosa giusta da fare.

Il padre di Luisetta, che le voleva molto bene, corse subito da lei. Non appena entrò in casa, la fatina gli fece l’occhiolino. Il papà non appena vide Luisetta e sua madre, non poté trattenere le lacrime e le abbracciò entrambe, chiedendosi: “perché mai ho rinunciato a tutto questo?”.

Abbracciando Luisetta e sua madre, decise che non sarebbe più andato via.

Occhiolina, vedendo la felicità negli occhi di tutta la famiglia, si diresse verso il libro da cui era venuta fuori. Luisetta l’aveva pulito, non c’era più un briciolo di polvere. Occhiolina lo aprì, si sistemò dentro e come per magia un’altra storia si aggiunse alle altre, la storia di “Luisetta e la fatina Occhiolina”.

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Commenti

  1. Dario Pezzotti

    Ogni tanto anche uno come me (amante delle storie oscure) ha bisogno di abbandonarsi alle fiabe. In tutta onestà, anche io ne ho inventato alcune; le raccontavo alle mie figlie quando erano un po’ più piccole e magari in futuro le pubblicherò su EO. Mi piace come scrivi, anche se alcuni passaggi andrebbero sistemati. Però questa Luisetta che va subito a leggere l’ultimo capitolo…sacrilegio! Personalmente avrei scritto un finale in cui viene punita per questo. Scherzo, naturalmente (forse.) Grazie per avermi fatto tornare bambino.

  2. Daniele Parolisi

    Di solito non mi attirano storie cosi, ma sei riuscita comunque a intrattenermi. Sono stati quattro minuti spesi bene. Grazie per aver reso l’attesa della metropolitana meno stressante XD
    Complimenti!

  3. Costanza Cerrotta

    Cara Annalisa!!! Bello bello bello!!! Credo se ci incontrassimo e scrivessimo insieme riusciremmo a tuffarci nel mondo della fantasia senza riuscire più ad uscirne! Il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo! Viva la fantasia!!

  4. Linda Carluschi

    Ma che bella fiaba! Hai saputo emozionarmi e farmi sorridere di nostalgia: da figlia di divorziati mi sono immedesimata subito in quella bambina.
    La storia scorre bene e senza punti morti, una dolce fiaba moderna. Brava!

  5. Daniela Tania Linguanti

    Mi è piaciuta molto questa fiaba. Una fiaba moderna, una fiaba senza principi azzurri o matrigne dal dente avvelenato. Una fiaba moderna perché tratta di temi attuali. La separazione fra due genitori, per quanto possa essere diffusa, è un fatto traumatico per i bambini. Ed ecco che l’unico desiderio di Luisetta è quello di vederli di nuovo insieme e felici. W la fatina Occhiolina e W i lieto fine 💙

    1. Annalisa Santini Post author

      Ciao Daniela e grazie per il tuo commento, sono contenta che la storia ti sia piaciuta! Come hai notato, ho cercato di coniugare il classico con il moderno, affrontando temi inusuali per una fiaba. Sebbene ci possa essere dell’egoismo in ciò che la bambina vuole, ho cercato di mettermi nei suoi panni, anzi, nei panni di tutti quei bambini che hanno genitori separati, notando che ciò che vuole la maggior parte di quei bambini è vedere, finalmente, la famiglia riunita.

  6. Tiziano Pitisci

    Penso che prima o poi chiunque ami scrivere dovrebbe misurarsi con una fiaba. È un vero e proprio cambio di prospettiva. Di questa storia, oltre allo stile lineare e morbido, oltre alla morale sull’unione familiare (e alla sensibilità dei bambini su questo tema) ho apprezzato il finale, che è stato, in pochissime battute, talmente fantasioso e surreale da relegare (o rilegare 🙂 ) il resto della storia quasi a normalità.

  7. Letizia Bonvini

    È qualcosa che non avrei mai cercato, una storia per bambini. Sono contenta, però, che mi sia capitata, più che per le mani, sullo screen. Del resto, me l’ha insegnato Philip Pullman, anche nei racconti per piccoli, ci sono grandi lezioni per tutti. Possiamo chiamarla la storia di Luisetta e la fatina Ochiolina, ma anche una storia dell’animo buono.

    1. Annalisa Santini Post author

      Ti ringrazio per la recensione e sono contenta che la favoletta si sia piaciuta. Non è da me scrivere storie per bambini, ma ogni tanto mi piace sfidarmi e vedere se sono in grado a scrivere trattando altri temi. Da un lato, volevo far emergere i sentimenti e ciò che realmente può provare un bambino di fronte al tema della separazione; mentre dall’altro, volevo dimostrare che anche i piccoli gesti possono essere “grandi”.

  8. Dario Ruscetta

    Storia davvero molto graziosa, nonostante la mia età non mi permetta di godermela come un bambino 🙂
    Mi piace come scrivi e mi hai ricordato quelle che mi leggevano da piccolo (o che hanno leggono a mia nipote), quindi, nonostante non sia il mio genere, c’è dell’innegabile qualità.

    Ti chiedo però una cosa, ma prendila come una domanda perché è una mia interpretazione del testo e magari è errata:
    la bambina vede che il libro è composto immagini che ritraggono le altre bambine insieme ad Occhiolina, suppongo finite lì come nel finale della tua favola, quindi a seguito di un’avventura congiunta; però hai scritto che la fatina viene liberata da Luisetta che spezza l’incantesimo, quindi, in teoria, lo stesso dovrebbe sparire. Non so…forse è un problema da “adulto”, ma mi sembra che alla fine la storia, per quanto bella e ben scritta, non torni del tutto.

    1. Annalisa Santini Post author

      Innanzitutto ti ringrazio per la recensione, fa sempre piacere essere letti ed apprezzati. Sono contenta di averti ricordato la tua infanzia. Rispondo subito alla tua domanda: non essendomi addentrata nei particolari, il finale sembra non tornare ma ciò è voluto perché ad esso si possono dare diverse interpretazioni. La strega ha “rilegato” (da notare il verbo rilegare e non relegare) la fatina all’interno di un libro che narra della sua vita, cioè delle storie che ha vissuto con le altre bambine prima di essere imprigionata. Alla fine del racconto la fatina sarà liberata dall’incantesimo, cioè sarà libera di entrare ed uscire dal libro, ma la magia che fa sì che il libro narri le sue storie, quella resterà. Alla fine la fata rientra nel libro non perché è costretta a star lì, ma perché ha la possibilità di poter scegliere. Forse all’interno del racconto potevo spiegare meglio la vicenda, ma ho preferito lasciare un margine di interpretazione al lettore.
      Grazie mille per la recensione, e se hai altri dubbi scrivimi!

    2. Dario Ruscetta

      Ok ora è più chiaro, probabilmente si perde un po’ proprio quando accenni alle immagini con le altre bambine, non direttamente ma arrivando a conclusione, quindi potrebbe confondere.
      Comunque rimane una bella storia per bambini, ne scrivi abitualmente?