L’Ultima Porta

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-

Meloria non respirava. Il suo cuore aveva smesso di battere e i suoi occhi, verdi come le colline lontane, non avrebbero più visto la luce. Turi la stringeva tra le braccia, impotente e devastato. In che luogo andavano le anime in transito? L’avrebbe rivista quando fosse giunto anche per lui il momento di attraversare l’Ultima Porta? Non pianse, in quel momento non ne era capace. Si rese conto di non riuscire a respirare bene, perché Dion lo abbracciava con la forza della disperazione nascondendo il viso sotto a un braccio.

La neve si ostinava a posarsi sul volto esangue di Meloria e Turi meccanicamente la toglieva con delicatezza. Passarono attimi o forse ore prima che Rega si decidesse ad interrompere quella scena struggente. Lo fece come meglio potè, sussurrando che non c’era altro da fare, che dovevano lasciarla alla terra. Turi si voltò di scatto, guardando Rega come se fosse un estraneo ≪alla terra hai detto bene… non qui in quest’ammasso di ghiaccio che gli gela il sangue!≫ disse alzandosi con la ragazza in braccio, tenendola come una cosa delicata e preziosa. Dion lo seguì come un ombra, senza mai distanziarlo più di un passo e in silenzio s’incamminarono accompagnati dalla desolazione del paesaggio, simile a quella dei loro cuori.

Quando il buio prese a calare Rega e Severo a turno chiesero di dividersi il peso della ragazza, ma Turi pareva non sentire, scuotendo impercettibilmente la testa, arrancando. Allora Dion si mise al suo fianco, non disse una parola, gli sfiorò il braccio, carezzò la mano bianca di Meloria e Turi si voltò a guardarlo. Con estrema gentilezza passò al compagno quel carico così prezioso e Dion lo strinse a se, avanzando. Turi sentì le braccia improvvisamente pesanti, si guardò le mani vuote e pensò che erano mani inutili.

Dion sentì ancora più freddo mentre cercava di schermare il vento impietoso dal viso di Meloria. Quando il buio fu totale Severo ruppe il silenzio ≪non possiamo andare oltre, rischiamo di finire in qualche burrone… accampiamoci vicino a quella sporgenza.≫.

Turi e Dion accettarono la proposta e tacitamente si avviarono contro le raffiche di vento.

Dion aspettò con il corpo di Meloria tra le braccia, non sapendo cosa fare, in fine cadde in ginocchio in attesa. Turi si guardò intorno e trovato un punto pianeggiante prese a scavare la neve con le mani, dapprima con gesti pigri, poi con ferocia. Severo e Rega si aggiunsero a quel gesto disperato, spalando acqua gelida fin quando la poltiglia divenne terra, appena percettibile nel buio della notte. Quando il giaciglio scuro fu abbastanza ampio Dion si avvicinò, e indeciso se compiere lui stesso quel gesto estremo passò il corpo della ragazza a Turi. Faceva freddo, oh Dei quel freddo era arrivato a mordere fin dentro le ossa, fino al cuore.Turi adagiò il corpo sistemandone con cura la posizione, avvolgendolo nella sua cappa con premura. Poi aprì i palmi di Meloria, raschiò una manciata di terra molle e l’affidò alle sue mani, richiudendole. Rega e Severo si allontanarono affinché i due compagni potessero dare l’ultimo saluto a quella che era stata la loro amica. Osservando al di sopra il volto latteo di Meloria, il poeta gettò il primo pugno di terra nell’esatto momento in cui Turi buttava la sua. La neve sembrò volteggiare più lentamente in una danza funebre, quieta e silente, e anche il vento parve perdere il suo vigore, intonando note sussurrate. Con lo sguardo velato e rivolto altrove, mani tremanti buttarono mota gelida su un corpo troppo piccolo per quell’infinito niente.

Turi pensava all’ingiustizia di quella morte precoce, all’inadeguatezza di quel luogo lontano dove avrebbero dovuto abbandonarla; Dion fantasticava sulla vita che ancora l’attendeva, ricacciando in maniera scaramantica l’arrivo della Falce. Nessuno dei due si rese conto che il vento si era fermato e la neve l’aveva seguito chissà dove, e la notte aveva virato in un viola profondo.

Un sobbalzo improvviso del corpo della ragazza li fece finire a gambe all’aria, terrorizzati e increduli. Poteva la morte scuotere membra ormai prive di ogni alito di vita? Turi e Dion si guardarono con aria stralunata, gettando occhiate fugaci alla macchia scura che era il corpo semi-sepolto di Meloria. Arrancando lentamente a quattro zampe Turi si affacciò sulla buca, al di là dei bordi di neve imbrattata Meloria lo guardava con gli occhi grandi dell’incubo. Una boccata d’aria che sembrava voler assorbire l’intero cielo, uno spasmo e ancora la ricerca dell’aria bramosa, poi la tosse e un gemito.

Rega e Severo corsero inginocchiandosi di fianco ai compagni, mentre quello che poco prima era stato un cadavere artigliava il suolo in cerca di un’appiglio. Turi si tuffò all’interno del buco, aveva paura, non capiva niente di quell’incredibile risveglio e non voleva crederci. Ma con forza afferrò la ragazza tenendogli gli testa in alto, si perse in quel viso terreo, su cui i riverberi della notte disegnavano ombre profonde ed evanescenti.

≪È viva! O immenso Tartaros è viva!≫ gridò Severo aiutando Turi a tirarla fuori. Meloria annaspava graffiando il viso di Turi, mentre Dion le toglieva i capelli appiccicati alla faccia.

≪le pellicce, ha freddo, le pellicce!≫ gesticolò Dion senza distogliere lo sguardo da lei e in un attimo la cappa di terra e morte era stata sostituita da velli caldi.

Meloria si aggrappò al collo di Turi facendo sparire la faccia nell’incavo del petto, come una bambina. Con il loro miracolo tra le braccia si avviarono correndo, ridendo e piangendo verso il loro misero riparo.

≪Hai fame? Hai freddo? Hai sete? Sei viva veramente?≫ la assillarono con mille domande, alle quale la ragazza rispondeva con cenni appena percettibili. Gli occhi di Meloria si muovevano rapidi sui volti dei compagni ritrovati, e la sua mente vagava tra il sogno e l’incubo, ancora incapace di comprendere. Gli stessi sentimenti si alternavano negli altri in un caleidoscopio di luci e ombre, abbaglianti e incisive come come la luna attaccata a un cielo d’ossidiana.

Le ore passarono con lentezza e ogni respiro di Meloria era sorvegliato da orecchie attente, ogni movimento seguito da sguardi premurosi. Gli occhi di Meloria, ancora attaccata a Turi, furono gli unici a chiudersi quella notte, in un sonno vero di chi ha sfidato la Falce.

Serie: LEVII-HATAN -seconda stagione-
  • Episodio 1: Luce e Ombra
  • Episodio 2: Ricompense 
  • Episodio 3: O-Missione
  • Episodio 4: Identici
  • Episodio 5: Cerchi nella neve
  • Episodio 6: Il tocco della Falce
  • Episodio 7: L’Ultima Porta
  • Episodio 8: Carcasse
  • Episodio 9: Zanne
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

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    Discussioni

      1. Ciao Ivan, sai che non hai visto male? Chissà, forse sboccerà un amore. Grazie di aver letto ancora, a presto

    1. Ciao Virginia. Mi hai fatto prendere un colpo! La morte è nella natura delle cose, ma la povera Meloria meritava di vivere ancora molte, molte avventure assieme a Turi (scoppierà l’amorazzo?) e Dion. Direi che a questo punto sono una bella squadra! Si uniranno a loro in pianta stabile anche i gemellini?

      1. È proprio vero che sei un po’ strega perché le tue previsioni sono giuste! Alla fine l’ho risparmiata povera Meloria, e poi ha ancora tanto da dire e da fare nello svolgersi delle vicende. I gemellini si stanno già affezionando! Grazie della visita 😍

    2. “Meloria non respirava. Il suo cuore aveva smesso di battere e i suoi occhi, verdi come le colline lontane, non avrebbero più visto la luce. “
      No, no, no. Urge un colpo di scena!

    3. ma che fava. Ci hai fatto stringere il cuore per la morte di Meloria e poi è ancora viva. Malefica, non si fa cosi.
      Scherzi a parte, un altro episodio magistrale, ben scritto e con dei bellissimi spunti poetici che vista la scena, ci stavano benissimo.
      Bravissima

      1. A parte che mi sono presa pure della fava, ti ringrazio perché vuol dire che il gioco ha funzionato… gioco fino a un certo punto perché lei in quell’Ultima Porta una capatina ce l’ha fatta…
        Felice di averti ancora con me le nevi di Levii-Hatan 🙂

      1. Ti ricordi Mordiroccia della storia infinita? Mi pare che dicesse qualcosa del genere, mi ha ispirato lui 😉

    4. Mammamiamammamiacheepisodio!
      Per metà se non di più, ho letto col cuore pesante per Meloria, poi altro colpo di scena! Che dire, stavolta mi hai portato proprio sulle montagne russe!
      Turi sempre più “alfa”, Dion sempre meno cicisbeo
      E le tue descrizioni, tanti del paesaggio quanto delle emozioni dei personaggi.. Perfette!

      1. Grazie Sergio per la tua sensibilità, sei un lettore e uno scrittore attento e questa è davvero una bella cosa quando si parla di letteratura. Evviva Meloriaaaa!!!!

    5. “Una boccata d’aria che sembrava voler assorbire l’intero celo, uno spasmo e ancora la ricerca dell’aria bramosa, poi la tosse e un gemito”
      Aaaaaaaah!
      Ma che!!! Ma ti pare il caso di far prendere questi spaventi ai lettori!?! 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
      Avevo già le cornee sudate…! 😂

    6. “Turi sentì le braccia improvvisamente pesanti, si guardò le mani vuote e pensò che erano mani inutili.”
      Ti giuro, questo passaggio mi ha fatto venire il magone. Turi che paradossalmente si sente le braccia pesanti dopo aver passato il prezioso fardello. La frustrazione che gli fa provare un senso di inutilità…sento il suo vuoto.

      1. Grazie, anche se sono stata un pò crudele ad averti fatto soffrire inutilmente, mi fa molto piacere che la descrizione del momento sia riuscita.

    7. “suoi occhi, verdi come le colline lontane, non avrebbero più visto la luce”
      Ma come!?! Meloria…. Io credevo che…
      Di solito adoro le sorprese, e anche questa è ben piazzata, di certo non me l’aspettavo….
      Però, son triste lo stesso 😕