Mega-raggio-fotonico-distruggi-tutto-senza-alcuna-recalcitranza ™

Serie: Niente di anomalo


“Sonia, adesso chi abbiamo?”

“In teoria dovremmo avere filosofia, ma non ci hanno ancora trovato il professore. Quindi forse avremo un supplente”

“Ah ok grazie”

-Purtroppo so chi avremo adesso. Sta venendo come supplente il nostro professore di letteratura, che vuole fare un’interrogazione a sorpresa-

Ed effettivamente fu così.

“Adesso chiamo… ”

-Ti pare? Sempre a me le disgrazie-

“Facciamo in ordine alfabetico. Mi dispiace Bati, so che passi sempre per prima, ma interrogo te”

-Si scusa pure questo! Dai, viecce! Vediamo chi vince!-

“Parlami dell’indovinello veronese”

-’Come fa a saperlo già così bene?’, sta pensando. Giusto per confermare che voleva mettermi un brutto voto apposta-

“Sul banco hai un libro! Stai leggendo da lì!”

-Mi accusa pure di copiare!- “Da dove dovrei leggere?”

“Dal libro che hai sul banco!”

“Cioè, sto leggendo suggerimenti su l’indovinello veronese dal mio libro sul banco? Il mio libro chiuso di scienze? Davvero?”

“Ah”

-Ahahah! Ho preso otto! Guarda come rosica!-

Il pomeriggio Sonia era rimasta a casa da sola.

-Cosa? Qui c’è un bigliettino? Cosa dice?-

Sia io e Francesco sia papà siamo usciti e abbiamo le chiavi di casa, tu vai a fare una passeggiata, ne hai bisogno. Io torno a casa alle quattro; se ti trovo dentro casa ti ammazzo e uso il tuo corpo per fare esperimenti. Con amore, mamma.

-Proprio con amore. E poi capisco che bisogna differenziare il testo, ma metterlo in corsivo mi sembra un po’ esagerato. Comunque devo andare-

Dopo un po’ di cammino trovò un gatto randagio incastrato in una busta di plastica.

-Che schifo che mi fanno gli animali. Io posso capirli e parlarci, sempre in virtù del potere che avevo usato con gli alieni la volta scorsa. ‘Perché quella stupida umana non aiuta un gatto carino come me?!’, sta pensando. Per fortuna qui non c’è nessuno che potrebbe essere attirato dal mio comportamento- “Che hai detto gattaccio?”

“Di liberarmi! Subito!”

“Mi dà fastidio questo tuo modo di chiedere”

“Un attimo… Tu mi capisci?!”

“Che ne dici?”

“Se mi capisci perché non mi liberi?!”

“Implorami e forse ti libererò”

“Mai! Io faccio parte di una specie privilegiata! Tu mi devi servire!”

“Certo. Io sto aspettando che tu mi implori”

“Io sono un essere superiore! Io non imploro!”

“Va bene-Sonia se ne stava andando-Liberati da solo creatura superiore”

“Ti prego non andare!”

“Ripeti un attimo la parola con la p che hai detto”

“Ti prego! Ti prego!”

“Bravo, bravo”

Sonia lo liberò.

“Mi hai trattato male, quindi non mi lascio accarezzare da te!”

“Chi ti vuole accarezzare? Mi fai schifo”

“Cosa?! Non andartene!”

“Perché? Che vuoi ancora?”

“Questa è il punto della storia in cui tu mi salvi dalla strada e mi porti in casa tua!”

“Cosa? Io di certo non faccio parte di quella storia. Ciao gattaccio”

“Hey Francesco-la madre di Sonia era con il robot-Mi è arrivata notizia di un asteroide che si sta dirigendo verso di noi. Credi di essere in grado di distruggerlo completamente con il tuo cannone?”

“Ovviamente!”

“Allora vai, entra nella capsula, arriva nello spazio e distruggi il meteorite. Se non ce la farai chiamerò Sonia”

“No! Non ho bisogno di lei!”

“Vai e dimostralo allora”

In poco tempo arrivò nello spazio e si affacciò nello spazio aperto.

“Eccomi. Tempo calcolato per l’impatto: ventotto ore, due ore, trentasei minuti e cinquantatré secondi. Il Mega-raggio-fotonico-distruggi-tutto-senza-alcuna-recalcitranza sarà pronto in un minuto”

“Solo un minuto? Cioè, cinque minuti gli impieghi solo per dire il nome della mossa, cambia nome ti prego”

“Fatti i fatti tuoi Sonia!”

“Quello è il nome più ridicolo di una mossa che io abbia sentito in vita mia”

“Non è vero! E poi quando lo dici tu devi mettere ™ alla fine, visto che è mio marchio registrato!”

“Seriamente?”

“Seriamente! E poi perché sei qui?! Non rubarmi la scena!”

“Ok, va bene. Volevo solo vedere che stavi facendo. Fai pure”

Sonia rimase a fluttuare vicino a lui.

“Finalmente è pronto! Mega-raggio-fotonico-distruggi-tutto-senza-alcuna-recalcitranza!”

-Quel coso con il nome ridicolo non sta facendo niente- “Ti rendi conto che non stai facendo niente?”

“Sì, ma posso ancora sforzarmi!”

“Sforzarti? Non hai muscoli, non sei un umano! Sei un microonde arrabbiato e fastidioso! E non ti puoi manco allenare. Non ti serve fare cyclette, sei tu la cyclette!”

“Credi in me!”

“Va bene. Allora se hai bisogno di me chiamami”

Sonia cominciò a girovagare nei dintorni, finché non vide qualcosa di strano.

-Cosa?! C’è chiaramente una persona che ci sta osservando da lontano vicino alla luna! E adesso è scomparsa. Quindi ci sono altre persone con i poteri come me. Vorrei rintracciarlo, ma come dovrei fare? Idea! Un personaggio del genere non può comparire così a caso, di sicuro verrà presentato prima o poi. Sarà lei o lui a venire da me-

“Sonia?”

“Che vuoi?”

“Un aiutino?”

In un secondo l’asteroide scomparve.

“Fatto. Per inciso, credo che quel meteorite ce lo abbiano mandato sempre quegli alieni di qualche capitolo fa”

“Ok, per evitare di perdere tempo con lunghe e noiose spiegazioni io so di cosa stai parlando”

“Bene”

La mattina dopo, Sonia si era appena svegliata. Si stropicciò gli occhi e sbadigliò, dopo richiuse la bocca e si mise subito gli occhiali.

-Seriamente? Perché Francesco era in camera mia mentre stavo dormendo?-

“Sonia? Che cosa è successo?!”

“Che tu sei stupido. Nessuno ti ha detto che NON devi entrare in camera mia quando dormo?”

“No, perché? Cosa mi è successo? Sono nella tua bocca o sbaglio?”

“Non sbagli. Stavo sbadigliando, e se qualcuno mi guarda l’interno della bocca e io non mi trattengo questo viene rimpicciolito e trascinato dentro; è un impulso che non riesco a fermare”

“Potresti togliermi da qui almeno?”

“Ok”

Sonia prese in mano Francesco, che era diventato grande qualche centimetro.

“Mi fai tornare come prima che dobbiamo andare a scuola?”

“Tornerai come prima fra un ora. Io non posso usare i miei poteri per riparare questa situazione. E poi oggi è sabato”

“Ah”

“Intanto puoi fare il robottino carino, non arrabbiato, che si lascia accarezzare”

“Certo che no! Preferisco essere smontato pezzo per pezzo piuttosto che quello!”

“Mi dispiace, ma adesso sei ancora più impotente di prima verso di me. E non puoi farti salvare dai miei genitori, visto che ci siamo solo noi a casa per tutto il giorno”

Serie: Niente di anomalo


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Discussioni

    1. Leggermente. Probabilmente Cannarsi adesso possiede i diritti d’autore sulla parola ‘recalcitranza’ (anche perché è l’unico che l’abbia mai usata dai tempi di Dante)