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  • I due falliti salgono in macchina, arrivano all’ambulatorio… quattro frasi al medico mezzo addormentato, una puntura e via ancora in macchina. Eccoli ancora parcheggiati dietro ai giardini. Matteo inizia a pia […]

    • Che bello il mio nome! Nell’episodio precedente, l’uomo mi era parso una sorta di misero codardo; ora mi accorgo di quanto sia una vittima del destino, di una fidanzata incapace di provare empatia. Speriamo che il rapporto con la bella riccia non si trasformi in un nuovo errore. Ciao Francesca!😊

      • Ma adesso perché gliela devi tirare… ahahahah. Dato il senso del risveglio psicologico… credo che non ricadrebbe nei vecchi schemi; assolutamente no.

      • A parte tutto, il mio omonimo un po’ lo capisco! Anch’io ho un debole per le ricce….per fortuna mia moglie non legge i commenti. Mi accoppa! Ahahahah

    • Mi sembra un noir, con questa storia dei due falliti. Un racconto di vita di strada e quant’altro!

    • Hello… a ognuno chissà cosa può sembrare. Grazie per aver letto, benvenuto. Un caro saluto.

    • Ci si potrebbe domandare perché le persone continuano ad aggregarsi in coppie e completano il disastro riproducendosi. Quante frustrazioni ha creato questa convenzione sociale? E quante personalità ha spento? Certo, il protagonista di questa storia forse non aveva personalità da vendere, ma ha dovuto comunque ridimensionarsi per fare spazio all’ego della sua compagna. Sono pochi quelli che alzano la testa e rompono gli schemi e i condizionamenti esterni. E talvolta un po’ di alcool può aiutare a fare questo passo nel vuoto, il primo di un lungo viaggio verso se stessi.

      • La gente sceglie la strada più facile che inevitabilmente diventa un nero tunnel senza via di uscita.
        Grazie per aver letto caro Tiz.

    • Il silenzio può ferire più di mille parole, ma può anche lenire le pene. Sai Francesca quanto adori i tuoi racconti e come al solito non ti smentisci mai. I sentimenti che si palesano nelle righe sono forti, prorompenti e ahimè specchio dell’esistenza di molte persone. Il dolore del protagonista lascia inizialmente senza fiato, tanto da riempirmi d’angoscia, tuttavia il suo risveglio psicologico ha mutato quell’angoscia. Ho apprezzato il simbolismo del quadro che, almeno per come l’ho inteso io, rappresenta la vita di Dario e ciò a cui lui si sente incatenato.

      • Mia cara… dimostri una grandissima sensibilità emotiva e letteraria. Hai colto i punti salienti… e hai perfettamente osservato il quadro con il giusto “sguardo”. Detto questo è chiaro quanto tu sia vicina anche al mondo dell’arte. Scrivi molto bene… si vede dal tuo commento. Grazie mille Olga, sono onorata.

  • Nel locale, il ragazzo era stato tutta la sera nel suo posticino: Il trespolo che accomodava per ripetere le sue sentenze tipiche, sbiascicanti, alla gente divertita. Dentro sempre più intontito, fuori… rosso e […]

  • Francesca Lucidi ha cambiato la foto del profilo 2 mesi fa

  • Francesca Lucidi ha cambiato la foto del profilo 2 mesi fa

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  • «Sai che hai le gambe grosse?» Federico si rivolse così a Giulia.
    Federico era un amico; una delle tante presenze annoiate tra le giornate della ragazza, e della sua compagnia di sconosciuti che si chiamavano co […]

    • Secondo me Giulia è una bellissima donna, dotata di un grande coraggio. Penso che sia facile rispecchiarsi in lei, nelle sue insicurezze. Che dire? buona vita Giulia! Buona vita, Francesca.😉

      • Buona vita a te Dario. Giulia ringrazia e io ringrazio. Ho inserito cose viste o vissute… di cui non si parla mai abbastanza, soprattutto in una società che mistifica un tipo di estetica… malsano e irreale.

    • Ciao Francesca, al fine sotto tua sollecitazione sono riuscita a posare il “culone” (il mio) 😀 La nostra mente è sempre la peggior nemica, l’ansia da “prestazione” si nasconde subdolamente in ogni piccolo sguardo ricevuto. Difficile accettarsi per come si è, forse è un processo naturale che avviene con l’avanzare dell’età.

      • Non credo centri l’età… basta guardare i numerosi interventi a cui molte persone di una certa età si sottopongono rabbiosamente. Molti dottori dell’estetica vanno troppo oltre, e l’esempio che si sta dando alle nuove generazioni… è assai pericoloso. ❤

      • Ciao Francesca,
        bellissimo e tenero racconto. È proprio vero che è difficile accettarsi, il nostro corpo lo vediamo quasi sempre come estraneo a noi. Io non mi sono accettata da molto e adesso sono felice per quello che sono e Giulia si è rivelata una grande persona. Complimenti! 😊

    • Hai trattato un tema molto forte, Giulia rappresenta la sofferenza, il dolore e la voglia di volersi integrare rispettando i canoni “imposti” dagli altri. Il male maggiore è quello di sentirsi esclusi, e quindi, psicologicamente, vogliamo fare di tutto per evitare ciò. Ma i conflitti interiori restano, e possono sfociare in qualsiasi patologia fisica o psichica, martoriando ancora di più la vita del soggetto. Col tuo stile ben riconoscibile, in grado di trasmettere rabbia, dolore e disperazione, hai caratterizzato sapientemente i due momenti: la caduta e la ripresa. Si perché basta un nulla sconvolgente in grado di farci svoltare verso una nuova vita, e Giulia, alla fine, ha dimostrato carattere e consapevolezza. Brava Francesca, riesci sempre a coinvolgermi e a trasmettermi sempre forti, vivide, reali emozioni. Grazie😊! Un abbraccio!

      • E io vengo ogni volta coinvolta nei tuoi appassionati, e puntuali, commenti.
        So che leggi con attenzione ed empatia, e te ne sono grata. Grazie mille!

    • Una bellissima storia di rinascita, descritta con le tinte oscure del malessere che nel finale si tramuta in speranza.
      Bravissima come sempre

    • Molto interessante, dai. Mi è piaciuto perché fa riflettere. Piacersi non piacersi? accontentarsi o non accontentarsi?

    • Una bella brutta storia, tristemente attuale, in cui, almeno in parte, specchiarsi (a chi non è capitato di crucciarsi, spesso immotivatamente, per un presunto difetto). Il tema è il delicato rapporto di dipendenza dall’esterno, dai riscontri, dai modelli e dal giudizio. Non è un problema che tocca solo i meno belli perché anche persone in linea con gli “standard di bellezza” del momento posso ingigantire una minima imperfezione e ammalarsene; il problema riguarda la fragilità delle persone che non riescono a sopportare il peso degli sguardi e restano intrappolate nella loro dismorfofobia. Basti pensare che alcuni culturisti si vedono magri. Bello e toccante il finale e il modo in cui la protagonista si rivolge allo specchio e alla sua gamba come fosse un’interlocutrice. Grazie come sempre Francesca per scoperchiare temi scomodi e scuotere i lettori.

    • Mi sono subito ritrovato dalla parte di Giulia soprattutto quando ha subito il bullismo della società perché non rispecchiava gli standard estetici in vigore nella nostra “civile e progressista” comunità. Una storia che fa riflettere su determinati meccanismi. Complimenti.

  • Ho accettato l’invito a cena dagli occhioni azzurri e tristi… una sera abbiamo parlato per caso: una mia amica era intenta a predare un amico degli occhioni, che si perdevano e spegnevano in una coppia di bir […]

    • “Non sono pazza”,vabbè, un pochetto magari…😉
      A parte gli scherzi, ho trovato questo episodio conclusivo meno ricercato stilisticamente rispetto ai precedenti, tuttavia la forza del tuo coraggio non ne risente, anzi! La mancanza di abbellimenti e fronzoli aiuta a focalizzare l’attenzione sulla voglia di rinascere. Combattere e vivere. Ciao Rose. Ciao Francesca.😊

    • In conclusione, la protagonista è stata in grado di emergere dall’oblio come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Un finale che ho apprezzato veramente tanto.
      Aspetto qualche altro tuo scritto qui su Edizioni Open! ❤

      • Grazie Stella. Il concetto è che ogni giorno… si rinasce, con la consapevolezza di noi… della vita e del “cerchio”. Inizio e fine, separati?

    • Francesca, è stato un piacere leggere questa serie, più unica che rara, ma ormai dovresti sapere come la penso. In questo atto conclusivo, al di là di una rinascita e riscatto già percepito da me nell’episodio precedente, ho visto una coppia di lupi solitari che finalmente si son ritrovati nella condivisione del tutto attraverso un amore si frastagliato, sofferente, ma vissuto senza timore, con dolcezza e passione ricercando sempre il meglio in ogni attimo che risulta sempre fuggevole, forse l’ultimo, forse no, ma comunque meritevole di essere vissuto, nel bene e nel male. È stato bello condividere questo viaggio folle, sensuale, rabbioso e delicato ricco di simboli e contrasti, e spero di rivedere presto i graffi della tua creatività. Non mi resta altro che dirti a presto e… brava, di tutto cuore😁!

    • Questo episodio mi è piaciuto più di tutti. Complimenti.

    • Episodio dark, oscuro nel vero senso del termine. La consapevolezza si riduce a pura, semplice, lancinante verità… ed è giusto così. In questo episodio – o meglio, in tutta la serie – la protagonista associa costantemente la sofferenza mentale a quella fisica: il corpo vincolato alla mente e viceversa. Già, indissolubilmente legati. Questo viaggio, quale la tua serie, è stato un continuo perdersi tra i meandri della tua mente… ma allo stesso tempo impone al lettore di riflettere sulla propria condizione e, in ultima analisi, sulla condizione in cui versa il genere umano. Applausi! 🙂

      • La tua attenzione mi riempie sempre di gioia, anche perchè cogli oltre lo stile e l’avvicendamento di sillabe, lo so. La melodia ti arriva… quando stride e quando accarezza.

    • Ciao Francesca. Nell’episodio finale quella a colpirmi non è stata tanto la sofferenza, fisica e mentale, della tua “protagonista”. Devo essere sincera nel dirti che le hai fatto un dono prezioso: la complicità con un altro essere umano, Imperfetto, ora debole ora forte, complementare. E’ uno di quegli amori che non finiranno mai davvero, anche se le strade dovessero dividersi. La capacità di appartenersi con uno sguardo ed essere veri e nudi. La sicurezza di due anime che si rincorrono riconoscendosi e “giocando” una con l’altra di vita in vita.

    • Eccomi, con il mio proverbiale ritardo, a leggere di come una storia dovrebbe finire e di come una relazione dovrebbe cominciare: con naturalezza, per caso, come un facile appetito da soddisfare. Di fronte ad una fine è facile anche scomodare la retorica della ciclicità, e infatti la citerò, perché è l’essenza di ogni esperienza di vita: si inseguono fasi a cui seguono fasi che il più delle volte segnano una fine e un inizio. Forse un giorno finiremo anche noi. Ma non è detto, forse non finiremo mai. Di certo c’è solo una cosa: ho visto che questa Serie è terminata e ne hai cominciata un’altra. Di “Malattia e normalità” conosco il messaggio, ne abbiamo parlato, e lo trovo meraviglioso.

    • Mi trovo in imbarazza a commentarti Francesca, la potenza della tua scrittura lascia senza parola, spesso mi sono ritrovato a rileggere frasi per assaporarne fino in fondo la bellezza.
      Bravissima.

  • Miei cari, alla fie ho capito che EO non fa per me. Mi è sempre piaciuto sperimentare, su tante piattaforme, per capire quale possa essere il metodo più adatto a me. Per cui aspettare 30 giorni per postare anche altrove i miei lavori è un po’ limitante. Inoltre ho fatto due conti e la mia storia alla fine cuberà più parole di quelle permesse per…[Leggi tutto]

  • Ok, ho provato a giocare un po’ con le copertine. Dato che Le Cirque du Freak è una serie, alla fine, ho deciso di utilizzare sempre la cover base della storia. Mi limiterò a cambiare il sottotitolo per ogni parte.

    Come potete notare sto scrivendo scene molto brevi, di circa 600 parole, per cui per ora creo le parti nuove ogni volta, ma ho il v…[Leggi tutto]

  • Ciao a tutti,

    mi sono iscritta per vedere se così riesco a terminare una storia che ho in mente da un po’. Quando non scrivo fiction, mi occupo di traduzioni, editing, correzione di bozze e curo un blog di scrittura creativa in cui parlo di questa professione, cercando di rendere più chiari gli aspetti meno visibili.
    Amo i thriller, specie se p…[Leggi tutto]

  • Bianca Heinz-Kurstermann è diventato un membro registrato 7 mesi, 2 settimane fa

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Bellard Richmont

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@bellardrichmont

attivo 1 mese, 3 settimane fa
scrittore