Morwenna e Gwendoline

Serie: Ho la tua promessa

Nilo attraversò lunghi corridoi di pietra, salì e scese scaloni illuminati da torce e un paio di volte si trovò davanti a un vicolo cieco. Dopo diverso tempo, perso a vagare per il castello, si decise a chiedere indicazioni a una sguattera. Giunto al terzo piano di una delle torri minori bussò alla spessa porta di legno.

“Avanti.” La voce era più acuta di quella di Sir Urien, ma non meno autoritaria.

Lo scriba entrò nella stanza semibuia e si fermò al centro.

“Buon pomeriggio Sir Brent, il mio nome è Nilo. Ha qualche minuto da dedicarmi?”

Nella penombra poteva vedere l’uomo allo scrittoio, sommersa da carte e codici miniati; la stanza, molto più calda degli altri ambienti, era arredata con sfarzo: arazzi alle pareti, grandi tappeti, una libreria traboccante di rotoli di pergamena e due camini.

“Tu devi essere lo scriba assoldato da mio cognato.” disse Sir Brent alzando lo sguardo solo per un momento, “Carino il gonnellino.”

“Grazie, Sir. Anche io trovo alcune delle vostre usanze molto pittoresche. Vorrei parlare di sua nipote: Lady Morwenna.”

“Ordini del caro Sir Urien, immagino.” Si alzò e, zoppicando appena, raggiunse un seggio accanto al fuoco. “Abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo quando abbiamo saputo che Morwenna era stata salvata da quella torre maledetta. Ovviamente le cose non sono andate come speravamo.”

“Lei si è fatto un’idea di ciò che può essere successo?”

“Contrariamente a quanto ti devono aver raccontato, io non so assolutamente nulla della scomparsa di mia nipote.”

“Non capisco cosa voglia dire.”

“È semplice: qualcuno ha rapito la povera Morwenna e il caro Urien ha già dei sospetti nei miei confronti.”

“Di sospetti non ha parlato, ma mi ha riferito della sparizione dei progetti.”

Sir Brent si alzò per versarsi un bicchiere di Ippocrasso. “Devo ammettere che è strano: ho dato un’occhiata ai disegni e li ho lasciati nello scrittoio. La mattina dopo erano spariti. Sospetto che il giovane Turlough ne sia il responsabile.”

“Chi?”

“Lo spasimante di Morwenna, viene spesso a rendere omaggio a mia sorella” spiegò tornando a sedersi, “mio cognato non te ne ha parlato?”

“No, chi è?”

“Un ragazzo di famiglia rispettabile, ma troppo stupido e debole per riuscire a tirare fuori la sua bella da quella trappola mortale. Anzi, sono sorpreso che sia riuscito a introdursi qui e prendere quelle pergamene sotto il mio naso.”

Nilo si lasciò sfuggire uno sbuffo, ma Sir Brent lo ignorò. “Riguardo ai disegni: cosa ne pensa?” continuò lo scriba.

“Diabolici! Mio cognato deve avere una mente contorta per ideare delle prove così difficili.”

“Pensa che fossero troppo impegnative?”

“Ma certo, una ragazza del nostro rango viene lasciata nella torre perché trovi marito, non perché ci marcisca.” Prese un sorso di vino speziato prima di proseguire: “Se si fosse trattato di Gwendoline ammetto che in molti avrebbero tentato e magari qualcuno avrebbe avuto successo; ma la povera Morwenna non aveva speranza, neanche contando sul nome di suo padre.”

“Lady Gwendoline è sposata?”

“No,” sospirò Sir Brent, “naturalmente la torre e le sue prove erano state preparate per lei, ma la ragazza è entrata nell’esercito ad appena quindici anni.”

“Come mai?”

“Questa è una cosa che dovrai discutere con suo padre. Ora desidero tornare al mio lavoro, ho perso fin troppo tempo.”

Sir Brent svuotò il calice, si alzò e Nilo lo seguì fino allo scrittoio. “Una cosa ancora,” disse lo scriba, “non è che mi farebbe assaggiare un po’ di quell’Ippocrasso? Immagino che Sir Urien non abbia nulla in contrario.”

Sir Brent si irrigidì, ma tornò accanto al camino e versò un po’ di vino in un calice ammaccato.

Nilo ne approfittò per sbirciare i testi alchemici e le pergamene colme di formule che Sir Brent stava studiando.

“Eccoti servito.” disse seccamente l’uomo porgendogli il calice.

“Mille grazie, Sir.” rispose Nilo, poi portò il vino alla bocca e ne bevve un sorso. “No,” ammise con disgusto, “non mi è mai piaciuto l’Ippocrasso. Buona sera.” Lasciò il calice ancora colmo sullo scrittoio e uscì.

Serie: Ho la tua promessa
  • Episodio 1: La Torre
  • Episodio 2: Morwenna e Gwendoline
  • Episodio 3: Un nuovo pretendente
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

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    Discussioni

    1. Nilo è un bel personaggio, sicuro ed enigmatico come un’investigatore moderno proiettato nel medioevo fantastico.
      Non vedo l’ora di vedere come se la caverà

      1. A volte un po’ sbruffoncello anche, ma è simpatico anche a me 🙂

    2. Sai che mi piace, questo personaggio, Nilo? un investigatore in un contesto insolito. Se inizialmente avevo pensato ad uno Sherlock Holmes in chiave fantasy, ora non riesco a non legarlo a Guglielmo da Baskerville 🙂 Vediamo dove ci porteranno le sue indagini!

      1. Ti ringrazio tanto, ma con un paragone del genere non avrò mai più il coraggio di scrivere una sola riga 🙈

    3. ” molto più calda degli altri ambienti, era arredata con sfarzo: arazzi alle pareti, grandi tappeti, una libreria traboccante di rotoli di pergamena e due camini.”
      bella la descrizione della stanza!!

    4. Ciao Berenice, il mistero si infittisce con l’ingresso di nuovi personaggi. Bene! Mi piace la piega un po’ “contorta” che ha preso la vicenda 😀

      1. Devo stare attenta perché quello di lasciare troppi sottintesi e complicare le cose è uno dei miei difetti. Spero di non essere stata troppo “contorta”

      1. Troverai tante ricette 🙂
        a me piace un sacco, ho provato diverse volte a farlo, con risultati all’inizio non troppo soddisfacenti. Alla fine ho trovato una ricetta che mi ha dato soddisfazione, usando barbera, miele, chiodi di garofano, noce moscata, cannella e cardamomo. E lasciando tutto in infusione (rigorsaemnte a freddo) per 40 giorni 🙂
        mi è venuta voglia di rifarne altro!

      2. Prima di scrivere questo brano non ne avevo mai nemmeno sentito parlare, che coincidenza che tu lo sappia preparare! Da come lo descrivi sembra buono. 😉

      3. l’ho bevuto ad un paio di festival vikinghi/fantasy/celtici in passato… un mio amico lo fa molto buono, ed alla fine mi sono cimentato anche io. Farlo è meno facile di quanto sembri (è difficile bilanciare bene le dosi delle spezie, bisogna sperimentare), ma quando è buono, si beve che è un piacere! 🙂