Nel Deserto

Serie: Gli Occhi del Drago

Le avventure “vere” facevano schifo. Era tutto sporco, triste, spaventoso. L’unico momento in cui Diana trovava ristoro era la sera: traeva forza dal canto e dall’abbraccio di Lenore e Akira.

Il treno viaggiava lento come un asino, era sicura che a piedi avrebbero impiegato meno tempo per arrivare al Santuario.

L’interno del vagone era soffocante. Quando a Diana sembrava di boccheggiare come un pesce fuor d’acqua, Lenore le veniva in aiuto passandole un lembo di stoffa bagnato sul viso e le labbra. Le aveva insegnato a tenere in bocca ogni sorso per lungo tempo, prima di ingoiarlo. In quel modo riusciva a conservare il contenuto della tazza fino a pomeriggio inoltrato.

Si sentiva egoista nel pensarlo, ma era contenta che alcune persone si fossero arrese lungo il cammino. Il terzo giorno alcuni pellegrini avevano iniziato a soffrire di gastroenterite; rigettavano nel bacile usato per raccogliere i bisogni fisiologici, appestando l’aria stantia dell’afrore della bile mescolata agli escrementi. Diana aveva combattuto contro i conati di vomito a vuoto fino a quando Akira le aveva spiegato che il suo era un riflesso condizionato. Lenore le aveva consigliato di stringerle la mano e contare al contrario da dieci a uno, fino a quando la contrazione passava. In quel modo, riusciva a resistere fino a sera.

La bambina immaginava che l’Erborista avesse aggiunto qualche sostanza alla farina che portavano appresso, perché nessuno dei tre accusava problemi intestinali. Circostanza che aveva attratto l’attenzione di alcuni, generando una silenziosa acredine.

Aveva sempre pensato che il mondo fosse buono: le persone del quartiere dove era cresciuta erano gentili. Certo, i Ka erano dei fetenti: possedevano uomini, donne e bambini, e li picchiavano se non obbedivano ai loro ordini.

Mamma l’aveva protetta e accudita facendo del suo meglio, rendendo ogni giorno speciale nonostante l’isolamento. Non le era mai stata nascosta la sua situazione, quando era diventata abbastanza grande per poterlo fare da sola le era stato insegnato a mettere le lenti a contatto: solo allora, le era stato permesso uscire di casa senza essere accompagnata. Dopo la sua nascita, la madre aveva iniziato a dare lezioni a casa ai bimbi che richiedevano più attenzioni, adesso Diana aveva capito che erano affetti da “disturbi cognitivi”, per poterle stare vicino.

Se da una parte le aveva insegnato a diffidare dagli estranei, dall’altra le aveva detto di guardare al futuro con fiducia e confidare nella bontà insita nell’animo umano. Era morta per una malattia degenerativa, ma aveva amato la vita e le aveva indicato la via da seguire una volta giunto il momento di separarsi. Le aveva detto che l’Erborista era l’unica a poterla aiutare, l’unica che avrebbe preso a cuore la sua vita.

Alla bambina sembrava che il mondo l’avesse tradita all’improvviso: non sapeva più in cosa credere e la sua confusione aumentava con il trascorrere dei giorni.

Gli Shishi-Ka erano buoni o cattivi? Ogni volta che incontrava gli occhi di Akira, lui le sorrideva in segno di incoraggiamento. Le aveva ceduto il posto per lasciarle più spazio e si era accomodato a terra incurante della puzza e del continuo rollio sotto il sedere. Le aveva detto che per lui non era un disturbo, grazie alla meditazione riusciva a controllare situazioni come quella senza che gli dessero fastidio. Diana si era ripromessa che appena al sicuro avrebbe imparato la “meditazione”, qualunque cosa fosse. Sembrava piuttosto utile.

Akira era totalmente diverso dai Ka tanto temuti dalla gente del suo quartiere. Era gentile, perfino coccolone; si capiva che non avrebbe mai fatto male a una mosca. Avrebbe voluto dire alla vecchia Jona, la dirimpettaia chiacchierona, che i Padroni non erano tutti uguali. Magari, le proprietà di Akira erano contente di stare con lui. Lei, lo sarebbe stata.

I prayers, invece, erano davvero spaventosi. Al momento di accamparsi per la notte, quello con gli occhietti piccoli non mancava di fare loro visita per chiedere qualche informazione; quando la fissava, Diana tremava. Si rifugiava vicino a Lenore e Akira, temendo di essere stata scoperta per colpa di qualche gesto sbadato. Da quando erano partiti non aveva mai aperto bocca, ma a volte le era difficile mantenere l’atteggiamento di una bambina piccola. Le piaceva osservare la notte e le stelle e le piaceva ascoltare gli adulti parlare. Forse, una delle espressioni del suo volto l’aveva tradita e il prayer attendeva solo il momento giusto per smascherarla.

I pellegrini erano stati una delusione: non appena si erano uniti al gruppo aveva provato per loro autentica ammirazione. Le erano sembrati savi e saggi, forti della loro fede. Durante la prima preghiera comune li aveva sentiti vicini, la loro energia spirituale l’aveva avvolta in un abbraccio. Con il trascorrere dei giorni l’atteggiamento di molti si era fatto meschino. Erano gelosi di ogni piccola cosa, come una goccia d’acqua risparmiata o un pane più saporito. L’egoismo aveva preso il sopravvento e ognuno pensava per sé. Perfino il “canto” ne aveva risentito: erano poche le “voci” ad essersi mantenute limpide.

Pensava che nelle difficoltà le persone si aiutassero una con l’altra, ma quell’esperienza le stava insegnando tutt’altro. Per fortuna c’erano delle eccezioni, come la bella signora che di tanto in tanto le sorrideva con espressione complice.

Riflettendo su tutto questo aveva compreso il senso di quanto le aveva detto Lenore; il pellegrinaggio era una prova, solo chi riusciva a attraversare quella specie di martirio era degno di accedere al Santuario.

Grazie al cielo, era ancora convinta che gli dèi non esistessero, il viaggio stava giungendo al termine. Non vedeva l’ora di incontrare il Mago che l’avrebbe liberata per sempre dal peso dei suoi occhi. Anche essere “speciale” faceva schifo.  

Serie: Gli Occhi del Drago
  • Episodio 1: L’erborista
  • Episodio 2: Il nemico del mio nemico
  • Episodio 3: Ninna Nanna
  • Episodio 4: Il Ka, l’Erborista e il Topolino
  • Episodio 5: Il Treno
  • Episodio 6: Il Pellegrinaggio – parte I
  • Episodio 7: Il Pellegrinaggio – Parte II
  • Episodio 8: Nel Deserto
  • Episodio 9: Il Santuario di Imelda
  • Episodio 10: Vicolo cieco
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi, Young Adult

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    Discussioni

    1. “il pellegrinaggio era una prova, solo chi riusciva a attraversare quella specie di martirio era degno di accedere al Santuario.”
      E stai facendo davvero un gran bel lavoro, perché hai descritto questo viaggio in maniera eccelsa, brava!

      1. Ciao Ivan, grazie. Sono contenta che tu abbia viaggiato assieme a loro nel deserto 😀

    2. Ti avevo detto che con calma sarei arrivato!?
      Non posso fare a meno di pensare che in questi ultimi episodi ci sia un’atmosfera che prende ispirazione dai terribili viaggi che i deportati erano costretti a intraprendere verso l’inferno. Ancora una volta il senso di famiglia è l’unica forza a sostenere i nostri eroi.?

      1. Ciao Dario, ti confesso che mentre scrivevo pensavo proprio a quei viaggi disperati 🙁

    3. Ciao Micol, leggendo questi episodi respiro un pò l’aria presente nella serie Nel buio della notte, coi suoi contorni dolci e allo stesso tempo amari. Diana è una bimba speciale, soprattutto dentro, e pian piano sta imparando la natura della realtà nelle sue sfacettature. Un episodio che copre con bravura ogni spazio di dovuta riflessività, perché attraveso i pensierio di Diana scopriamo tutto il suo mondo. Tanta è anche la malinconia, immancabile in ogni tuo racconto!

      1. Ciao Tonino, sì i toni sono quelli di “Nel Buio della Notte” 😀
        Di tanto tanto esce fuori il mio lato tenero (tipo licantropo nelle notti di luna piena). A ben pensarci, anche Nicolas era un bambino. Forse perché, fra tutti sono quelli a riuscire a credere nell’impossibile e nel fantastico senza mai perdersi d’animo. Per fortuna, anche alcuni adulti riescono ancora a farlo 😀

    4. “Non vedeva l’ora di incontrare il Mago che l’avrebbe liberata per sempre dal peso dei suoi occhi. Anche essere “speciale” faceva schifo. “
      Questo passaggio mi è piaciuto

      1. Purtroppo, essere “diversi” a volte procura diversi pensieri

    5. Mi è piaciuta molto la descrizione del viaggio in treno (metaforicamente tremenda la descrizione dei “mal di pancia” fatta molto bene).
      Penso che sia rimasta delusa dei pellegrini, perché qualche volta la realtà, come la immaginiamo, non corrisponde alle nostre aspettative.

      1. Ciao Raffaele.
        Sì, soprattutto quando si è bambini tutto si colora di rosa. Ma questa di Diana tutto sommato è una favola e prima o poi riuscirà a raggiungere l’arcobaleno 😀

    6. Siaml quasi alla fine del viaggio, che anche a me pare estenuante. Il tuo mondo è così vivido che è quasi venuta la nausea anche a me, per il continuo rollio del treno e gli odori insopportabili.
      Speriamo di arrivare presto dal mago

      1. Ciao Alessandro, in realtà il cammino è ancora lungo 🙁
        Secondo i miei calcoli Diana raggiungerà Histora a metà della seconda stagione, ma dovrà affrontare ancora molte “avventure” (alcune belle) prima di realizzare il suo sogno 😀