Nemesis

Dicono che il male conservi una memoria di gran lunga più potente di quanto ogni buona azione possa generare. Personalmente, mi trovo d’accordo.

Ma c’è maniera di eludere il giudizio, quando quest’ultimo è supremo?

Il fatto di correre in chiesa, a ogni piè sospinto, depista parecchio. Proprio là fra quei banchi, dove s’annidano le vecchiette ginocchioni. Vai a sapere cosa facevano, quelle vecchie, quando erano in forze! Eppure, se una giustizia esiste, nessuno può sfuggire. 

Spiacente di deludervi e rovinare così la festa, ma nell’aldilà non si è felici. 

E comunque, quando ci si arriva, si perdono i giorni “nuovi” a desiderare di tornare  indietro. La memoria, signori carissimi, è l’ultima a lasciare. E tanto smemorati si era nella quotidianità, tanto puntuali e precisi si diventa nella “mortitudine”.

Non sarete più così tolleranti! Questo ve lo devo anticipare. Tappatevi le orecchie, se non volete sentire. Oppure mettetevi una benda sugli occhi, dato che non so con quale modalità vi arrivi la mia voce. Pensate forse che nell’ignoranza si viva meglio?

Vorrete spaccare la faccia a tutti, nell’altra dimensione. Perché, siate onesti, chi di voi può affermare di non avere avuto l’esistenza condizionata, in maniera irreversibile, dalla sempiterna interferenza di qualcuno? Suvvia! 

Nella “mortitudine” c’è uno spettro che vi insegue, fino a farvi voltare quando s’avvicina. Un formicolio alla base del collo, che vi farà sentire a disagio.

So che siete oltremodo delusi. Uno spirito madido di sofferenze che vaga appresso a voi, come un pellegrino che non trova pace.

E non è solo una questione di coscienza. 

Più che delle nefandezze, egli è la somma della vostra inettitudine, della vostra incapacità di agire e difendervi. Di farvi valere, s’intende.

Quando rimarrete soli (mica che nell’altra dimensione ci sia compagnia, ma talvolta capita d’incrociare il tramestio di poveri diavoli), tale spettro si armerà di bastone e inizierà a colpirvi forte in testa, così come faceva in vita. Un tarlo che corrode fino a scavare un buco. Non è vero e proprio dolore: è più inquietudine. L’idea di non avere concluso niente.

Perciò, signori, ve lo dico per esperienza. Pagate i vostri debiti.

Non procrastinate o tanto meno cercate scorciatoie.

Qui, da dove io vi parlo, troverete soltanto “entità” come me: la vostra nemesi.

E la realtà che vi portate, però capovolta.

Riflessa in uno specchio lercio, che scatena l’anatema per bilanciare il bene e il male. Nessuna chiesa sarà rifugio; nessuna confessione né anima pia che gridi alla vostra conversione.

Una cappa di fumi opalescenti giungerà a colmare il divario che c’è fra la realtà e il mondo illusorio. Ne parlavano i filosofi, in tempi immemori. Lasciate che anch’io dica la mia.

Armatevi di tutto il coraggio di cui siete capaci. Solo quello serve.

I pavidi sono esseri inutili. E quando su ciascuno scenderà la sentenza, fate almeno che chi vi ha amato non vi odi.

Io persisto e poi m’involo. Dicono che il male conservi una memoria. Devo continuare a ripetermi, oppure avete imparato la lezione?

E lo dico guardando quel coglione che ho puntato. Un tale che si dà alla bella vita. In vacanza sulla sdraio, con la brezza e le palme. Ciarla al cellulare e crede che tutto sia una festa.

Lui non sa.

Lo aspetto al varco.

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Discussioni

  1. Ciao Cristina. Devo farti i complimenti per il lessico, si vede che sei stata attenta.?
    Il racconto in sé l’ho trovato piacevole. Secondo la mia opinione, la forma ha un po’ oscurato la sostanza.

  2. Ciao Cristina. Hai dato voce allo spettro che sussurra all’orecchio di ognuno, preannunciando la “nudità” nella morte: nessun luogo dove nascondersi da sé stessi. Inquietante proprio perché tocca nel profondo. Complimenti, questo è il tuo racconto che ho preferito fra tutti.
    p.s. mangia!!! 😀

  3. “Dicono che il male conservi una memoria di gran lunga più potente di quanto ogni buona azione possa generare. Personalmente, mi trovo d’accordo.” Condivido anch’io appieno! Cristina, ma non è che come Dante, hai fatto un giro nell’aldilà? Bel racconto: originale!

  4. Ciao Cristina! cavoli, sei stata velocissima con il lab, io lo scrivo questo weekend.
    Diciamo che parti da lontano (io credevo che il narratore fosse il ragazzo che si vede nella foto) e invece…