Nephel

Serie: Il Dio Solo

Quando l’Elfide si avvicinò alle librerie ricordo di aver gridato.

« No, ti prego. »

La mia vita aveva smesso di preoccuparmi: non volevo toccasse il mio tesoro. Se mi ero trasformato in Gollum non ero poi tanto diverso dai pasticcioni che consideravo idioti.

« Ho del cibo » la mia voce graffiò nuovamente il silenzio, stridula, pari al verso di un corvo. Erano mesi che la mia bocca non emetteva suono. Indicai la parete opposta, dove erano disposte in buon ordine decine di lattine.

Nell’anarchia dei primi giorni avevo ignorato i supermercati, presi d’assalto da centinaia di persone. L’edificio vicino a quello della biblioteca ospitava un negozio di animali ed era lì che avevo fatto scorta di quanto ero riuscito a portare con me. Cibo per cani e gatti, crocchette, miglio per uccelli.

L’Elfide alzò un sopracciglio ad arco, piegando le labbra in una smorfia indecifrabile. Nel suo sguardo lessi sorpresa. Per mia fortuna, non ostilità. Era la prima volta che mi trovavo faccia a faccia con un individuo di un’altra razza, quando mi ero ritirato nella biblioteca avevo deciso di considerare quanto stava accadendo alla stregua di un racconto di fantascienza.

La sua pelle era ben più chiara di quanto avevo immaginato, talmente sottile da lasciar emergere le venature azzurre dei capillari sottocute. Non riuscii a reggere il confronto con i suoi occhi: mi parvero quelli di un cieco adombrato dalla cataratta.

« Cibo? Il tuo, cibo? »

Parlava. Quella rivelazione mi scosse più di quanto aveva potuto altro, lasciandomi tremante.

Fraintesi. « No, no. Prendilo, è tuo. »

Le sue labbra si piegarono ancora, nell’imitazione di un sorriso. « Perché, dovrei desiderare il tuo cibo? »

Non risposi, ammutolito per il terrore.

« Tu non sai nulla? »

Finalmente uno sguardo che riuscì a decifrare: divertita pietà.

« Le razze non possono metabolizzare proteine animali, il nostro apparato digerente è stato studiato per essere simile a quello dei bovini. Ci cibiamo di foglie e vegetali. »

Compresi in quel momento che per gli umani la guerra era già persa: sarebbe stata la fame ad ucciderci.

« È un buon posto, questo. »

Era quanto temevo: l’Elfide voleva cacciarmi dal nido per prenderne possesso. Scoppiai a piangere come un bambino e caddi a terra in ginocchio. Mentre le lacrime scendevano sulle guance sentii la gola farsi arsa, quasi il pianto stesse svuotando il mio corpo di ogni liquido.

« Non voglio morire. » sputai quelle poche parole biascicando. Non so, come intese.

« Non ho mai ucciso se non per necessità. »

Lasciò che il mio corpo ritrovasse compostezza e i singulti si affievolissero.

« Ti propongo uno scambio. »

Osai sollevare lo sguardo, ancora scosso.

« Desidero imparare a leggere. » l’Elfide indicò le scatolette di latta con un cenno secco del capo. « In cambio, ti procurerò del cibo. Il tuo, cibo. »

« Leggere? »Dimentico della prudenza, cercai i suoi occhi.

« Ho appreso come utilizzare un elaboratore, ma nella mia istruzione non è stato previsto l’insegnamento della lettura. »

Un problema che a mio parere aveva abbruttito il mondo. L’utilizzo degli elaboratori aveva soppiantato quasi del tutto l’uso della carta stampata: piccoli terminali olografici consentivano di accedere a migliaia di nozioni senza neppure girare una pagina. Quando tenevo lezione a miei allievi ero piuttosto infervorato sull’argomento. Le belle rilegature di pelle, l’odore, la consistenza delle parole vergate sulla carta stavano scomparendo a favore di sterili file. Leggere e scrivere era divenuto inutile. Qualsiasi istruzione era trasmessa  tramite impulso neurale o auricolare. Le nuove generazioni consideravano le biblioteche dei musei.

L’Elfide decise di abbattere il muro che ci divideva.

« Il mio nome è Nephel. »

Come posso temere qualcuno che mi concede in dono il suo nome? Così pensai, mentre ne saggiavo il suono nella mente. Molti nobili delle Terre dell’Ovest lo portano ancora, pur non conoscendo quell’antico, importantissimo, antenato. Di lui, solo questo è rimasto memoria: un nome. Nephel.

Pensai di dovergli altrettanto. «Alone.

Perché… desideri imparare a leggere? »

« Perché voglio comprendere. »

Mesi dopo chiesi a Nephel qual era la pulsione che alimentava il suo amore per i libri. Cosa, voleva “comprendere”.

Era lui ad avventurarsi all’esterno. Era agile, veloce, silenzioso. Riusciva a mimetizzarsi con facilità. Gli piaceva esplorare gli edifici in rovina, alla ricerca di quanto era possibile utilizzare. Un giorno aveva fatto ritorno con un arco in fibra di carbonio che aveva montato con pochi semplici movimenti, quasi quella conoscenza fosse trascritta nella sua natura.

Era solito raccogliere ogni pezzo di carta sul suo cammino, indistintamente. Riviste pornografiche si accompagnavano a fiabe e spartiti musicali, libri cui mancavano pagine a prime edizioni autografate dei grandi classici.

Nei giorni fortunati, faceva ritorno portando cibo: il “mio” cibo. Custodiva nello zaino un contenitore di plastica adatto a conservare alimenti e vi riponeva la carne tagliata a tocchetti. Non volli interrogarmi sui poveri animali, un tempo domestici, cui dovevo la vita.

Trascorreva quanto rimaneva del giorno e della notte a leggere.

Mi rivolse un’occhiata distratta, deciso a immergersi nuovamente nella lettura: ricordo che teneva fra le mani la Bibbia.

« Cerco di comprendere quale mondo vorrei per chi avrà la forza di risorgere. »

Una risposta che mi lasciò del tutto svuotato. Era un uomo, sì, non umano ma uomo. Intelligente. Profondo. Mai avevo pensato agli altri quando avevo preso fra le mani uno dei miei libri. Lui, desiderava costruire un futuro migliore per le generazioni nate dalla cenere.

Kato, giunse in primavera.

Serie: Il Dio Solo
  • Episodio 1: Alone
  • Episodio 2: Il Signore degli Anelli
  • Episodio 3: Nephel
  • Episodio 4: Kato
  • Episodio 5: Fuori
  • Episodio 6: Il Branco
  • Episodio 7: Equilibri
  • Episodio 8: Conflitto
  • Episodio 9: Luna Rossa
  • Episodio 10: Il Dio Solo
  • Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

    Commenti

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giovanni. Sì, quello di Nephel è un personaggio chiave che avrà un ruolo importante nella serie. L’Elfide costringerà Alone a non essere più “solo”.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, Vorrei dire migliore del nostro, ma temo non sia possibile. L’essere umano è fallibile, a volte affidarsi ai mondi dentro i libri che più amiamo è l’unica speranza.

    1. Tiziano Pitisci

      Eccomi, finalmente, con l’unico rammarco di essere rimasto indietro mentre la tua fantastica serie prosegue e in questo episodio mostra una svolta importante. So che non c’entra niente ma questo incontro dì civiltà mi ricorda alcuni film epici tipo Balla coi lupi o Avatar. Vado avanti.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao, bentrovato. In effetti Alone e Nephel sono due mondi che si incontrano e la speranza avanzata dall’Elfide è proprio questa: costruirne uno migliore per tutti.

    2. Silvia Schiavo

      Anch’io divoratrice dei tuoi episodi (in un momento in cui me lo posso concedere). Bellissima l’dea di questa umanità, celata in un bisogno ipoteticamente dimenticato in un prossimo futuro e già tristemente poco coltivato tra i nostri attualli simili: LEGGERE. Oggi si pensa che la conoscenza derivi da un click. Bellissimo omaggio alla lettura da parte tua, effettuato in veste originalissima… chissà cosa accadrà ancora 😉

      1. Micol Fusca Post author

        Il concetto di umanità e diversità è molto ambiguo. Il confine è labile. “Leggere” mi ha donato molto: compagnia, conforto, sicurezza. Inizio ora a leggere file, ma non riuscirò mai ad abituarmi completamente. Ancora acquisto le versioni cartacee dei libri, li presto difficilmente, e conservo quelli vecchi in alcuni scatoloni in garage (per mancanza di spazio). Da questo punto di vista, somiglio molto a Scrooge. 🙂

    3. Giuseppe Gallato

      I personaggi prendono a poco a poco sempre più “forma”, questo perché sei brava a descriverli nella loro interezza. La narrazione risulta fluida e sono felice di constatare che ti stia trovando a tuo agio con questo genere! Bravissima! Ho sempre detto che sei una brava scrittrice e non finirò mai di sostenerlo! 🙂 Vado a leggere il seguito!
      Ps. Ho notato che @danieleparolisi ti ha segnalato la questione “sergenti doppi”, effettivamente con il suo consiglio potresti ovviare al problema. 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giuseppe, grazie per il tuo appoggio. Quanto alla scrittrice, diciamo scribacchina. Ho provato centinaia di volte con il tastierino per inserire le caporali, ma sono del tutto impedita! Ho provato a seguire le istruzioni di @danieleparolisi, probabilmente le mie dita sono troppo salsicciose per premere tutto velocemente. Oggi ho trovato un altro modo, inserendo sul pannello word il simbolo corrispondente. Vedremo se riesco a combinare qualcosa di buono. Ormai ho inserito altre puntate in bozze, vediamo se riesco a trovare il tempo per cambiarle. Che vada male, inizierò dal sesto episodio. 🙂

    4. Massimo Tivoli

      Molto bello anche questo episodio. Mi piace molto il passaggio di conoscenza che sta avvenendo con Nephel, il concetto di sapere per comprendere e soprattutto non temere più quello che è sconosciuto. Bello il riferimento sempre presente alla Bibbia. Il racconto stesso ha qualcosa di epico. Solo un piccolissimo appunto sull’uso della punteggiatura: un paio di volte hai separato il soggetto dal verbo con la virgola (per es.: “Tu, non sai nulla?”); capisco che volevi creare un certo ritmo ma è tecnicamente scorretto (meglio scrivere: “Tu, tu non sai nulla?” oppure “Tu non sai nulla?”).

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Massimo, quel “Tu, non sai nulla.” mette a disagio anche me. Credo lo cambierò con un semplice “Tu non sai nulla”. Aspetto che la situazione vacanze sia conclusa per correggere, in modo da non lasciare l’episodio off line per troppo tempo. Quello delle virgole per così dire enfatiche è sempre stato un mio problema. Quanto al commento ti ringrazio. Spero che il seguito continui a piacerti. 🙂

    5. Daniele Parolisi

      Davvero bello, mi piace molto come caratterizzi e sai ben piazzare i dialoghi oltre a un ritmo del racconto ben calibrato.
      “Cerco di comprendere quale mondo vorrei per chi avrà la forza di risorgere”
      Bellissimo, da quel tocco di classe al finale.
      Una nota tecnica anziché usare “<<" puoi anche premere alt+174 per ottenere questo "«" che dovrebbe essere la forma corretta che viene usata per i dialoghi, invece se usi alt+175 hai questo "»"
      premi i numeri velocemente mi raccomando 😉

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Daniele, grazie per il tuo apprezzamento. Sono contenta che la serie continui a piacerti, spero di non deluderti. Grazie anche per il “tecnicismo”, mi allenerò per bene in vista del prossimo episodio. Sono un’imbranata, appena iniziato questo viaggio nel mondo della scrittura apostrofavo la e maiuscola per rendere l’accento. Ha ancora molto da imparare. 🙂

    6. Massimiliano Orsi

      Come sempre il capitolo coinvolge ed esprime perfettamente quello che vuoi dire. Il confronto fra due razze e la scoperta dell’intelligenza da parte della razza considerata alla stregua di un animale da caccia è resa molto bene dalla sorpresa che ne consegue.
      Complimenti!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Massimiliano, hai ragione. Il preconcetto “diverso”, ahimè, esisterà sempre. Non solo in un racconto fantasy, la storia dell’umanità ce lo insegna.

    7. Lara Coraglia

      Un capitolo molto interessante Micol, brava! Hai descritto l’Elfide molto bene caratterizzandolo sia fisicamente che interiormente, questa sua volontà nel voler comprendere ogni cosa per un futuro migliore mi piace molto perché, a vedere come si sono ritrovati, non mi sembra che il lavoro svolto sia stato fatto bene, anzi.
      Si vede che ti trovi a tuo agio scrivendo di un mondo distopico e sarà interessante scoprire il seguito. Brava!

      1. Micol Fusca Post author

        Grazie Lara, sono contenta che Nephel ti sia piaciuto. Presto entreranno in gioco altri personaggi. 🙂

    8. Dario Pezzotti

      Ciao Micol, altro episodio veramente ben riuscito. L’elfide non mi convince per niente; non fraintendetemi, tu lo hai presentato molto bene, ma le creature che somigliano anche solo vagamente agli elfi non sono degni di fiducia😂
      Scherzi a parte, vedo che ti muovi bene nel distopico, quindi non mi resta che attendere il prossimo episodio.😉

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Dario, prima o poi ti presenterò Christoph. Odioso, presuntuoso, calcolatore. Elfo al 100%. Nephel è un bravo ragazzo, credimi. 🙂

    9. Ely Gocce Di Rugiada

      Ho letto tutti tre gli episodi, anzi correggo li ho divorati.Hai descritto molto bene Alone, non in senso fisico ma caratteriale, percepisco le sue emozioni, l’ ho sentito vivo.A mio modesto parere saresti un ‘ ottima scrittrice di romanzi distopici profondi.

      1. Micol Fusca Post author

        Grazie Ely, devo confessarti che i tuoi complimenti mi hanno emozionata. Ho appena iniziato a propormi agli altri, di strada da fare ce n’è molta. Devo imparare tanto, leggere, scrivere. Questo è il genere in cui mi muovo meglio, il mio primo amore. Diventare una scrittrice di dispotico/fantasy è il mio sogno. Quella che mi offre Edizioni Open è una splendida opportunità, qui posso incontrare persone che hanno la mia stessa passione e possono offrirmi critiche costruttive. Non so dove mi condurrà il cammino che ho intrapreso, so solo che mi rende felice.