Niente di anomalo

Serie: Niente di anomalo


“Mi sembri molto annoiata o sbaglio? Non potresti fare qualcosa di produttivo invece di leggere roba su internet? Perdi solo tempo! Semmai leggi qualche libro di un autore serio.”

“Siamo in classe, sono riuscita ad avere l’ultimo posto e adesso sta spiegando quel logorroico del nostro prof di letteratura! Cos’altro dovrei fare se non questo?”

“Sonia Bati, Martina Veghi! Silenzio!”

Poco dopo suonò la campanella, tutta la classe uscì e tornarono a casa.

“Mamma? Papà? Che ci fate qui?”

“Io e tua madre volevamo farti una sorpresa!”

“Sorpresa? Perché?”

“Non ricordi Sonia?”

La madre le passò un piccolo pacchetto.

“Oggi è il 6 ottobre! Il tuo compleanno!”

“Vero! Neanche me lo ricordavo.”

“Pensavo che i tuoi poteri ti aiutassero a ricordare le cose, non a dimenticarle.”

“Scartalo”, disse entusiasmata la madre.

“Un anello! Carino.”

L’anello era metallico con incastonata una piccola pietra rotonda azzurrina. Subito Sonia se lo mise all’indice della mano destra, sopra ad un altro anello verdastro.

“Secondo i miei calcoli questo nuovo anello ti dovrebbe permettere di avere molto più controllo sui tuoi poteri.”

“Anche? Grazie! Terrò per ricordo il mio anello in berillio. Questo in cosa è fatto invece? Scommetto plutonio e cobalto.”

“Esattamente.”

“Papà, come hai contribuito?”

“L’ho incartato. Guarda che è difficile.”

“Come è possibile che una scienziata intelligente come te trovi interessante uno stupido commerciante del genere?”

“Guarda che mi offendo.”

“Voglio bene a tuo padre, anche se è stupido.”

“Sono offeso.”

Dopo aver parlato con i suoi genitori salì lentamente le scale e si sedette alla scrivania in camera sua.

-Wow, che giornata. E comunque, sì, lo so che un inizio del genere è piuttosto enigmatico, ma non ho potere decisionale sull’inizio della storia. Se non l’hai capito, sto parlando con te che stai leggendo. Vedo la tua perplessità, ma qui la quarta parete non esiste. E a proposito, lo so che vi state chiedendo il perché della ripubblicazione. Ebbene, a quanto pare in questo periodo il capo ha avuto un sacco di problemi, perciò ha intenzione prima di dare una sistemata a questa storia, tipo sistemare i buchi di trama, gli errori grammaticali e la punteggiatura. Capite il capo, questa storia l’ha scritta abbastanza tempo fa, quando era ancora più giovane di me; e immagino che adesso sia nella situazione in cui ti vergogni di quelle cose che hai fatto quando avevi appena iniziato a imparare a fare qualcosa. E da quello che ho capito vuole anche aggiungere un sacco di roba nuova, prima di tutto nel tratto di storia che aveva già scritto, e forse la continuerà anche, wow. Un’altra cosa: poiché all’inizio ogni episodio era più corto, in realtà la parte nuova inizierà dal decimo episodio di questa prima stagione. Una volta sistemato noi, inizierà cose nuove, credo. Un’ultima specificazione: quando un dialogo ha le “ ” vuol dire che sono un vero e proprio dialogo, invece se ha le – -, allora o è un pensiero o sono parole che sto dicendo telepaticamente.

Ok, dopo questa divagazione, torniamo a noi. Torniamo con un minimo di quarta parete… No, quarta parete è comunque troppo, direi un quarto muretto o una quarta recinzione. Vabbè, ahem. Basta. “Che poteri ha questa? Perché non ha ancora avuto una descrizione fisica?”. Queste dovrebbero essere le domande che ti stavi ponendo durante il mio monologo, se questa è la prima volta che leggi questa storia e non hai letto la prima versione, almeno. Visto che qui devo essere io a mandare avanti la baracca, mi devo presentare da sola, come al solito, visto che il narratore qui dentro è inutile. Penso che si sia già capito, ma il mio nome è Sonia Bati. Hai presente l’aspetto stereotipo della ragazzina sfigata? Ecco, sono quello. Bassa, magra, capelli lisci, scuri e castani, occhi marroni con gli occhiali. Indosso vestiti scuri, caldi e larghi e ovviamente i miei anelli. Riguardo a ciò e ai miei poteri, all’inizio non erano così potenti, ma più cresco più diventano forti e incontrollabili, e ho notato che elementi radioattivi aumentano il mio controllo, anche se ne diminuiscono la potenza. Non mi va di farti tutta la lista di tutti i miei poteri, sono davvero troppi; ma sappi che la maggior parte dei poteri che possono essere immaginati io li possiedo. Comunque adesso devo fare i compiti.-

Una volta finiti cominciò a scrivere su un quaderno ad anelli.

-Oh no. Mio padre entrerà qui per chiedermi di aiutarlo a fare le pulizie in casa, visto che mamma deve tornare al lavoro adesso. Tempo previsto che perderò: venti minuti. Io scompaio.-

“Sonia! Mi aiuti a… Non è qui? Mi hai letto la mente prima che entrassi e sei diventata invisibile! Esci fuori o ti punirò!”

“Come se avessi il potere di punirmi”, ricomparì sulla sedia.

“Chi ha il potere in questa casa?!”

“Mamma. Non tu.”

“Aiutami!”

“Ok. Io faccio il bucato, pulisco il pavimento e spolvero le mensole. Tu lava i piatti.”

“Non puoi farlo tu?”

“Devo fare tutto io?”

“Ok, va bene allora.”

Sonia ricominciò a scrivere sul quaderno.

“Mi aiuti?!”

“L’ho sto già facendo. Grazie a questo nuovo anello posso usare contemporaneamente più poteri in modo molto preciso. Sto pulendo il pavimento del corridoio fuori camera mia con l’uso combinato di chiaroveggenza, idrocinesi e telecinesi.”

“Addirittura! Allora non puoi fare tutto tu?”

“No! Almeno i piatti lavali tu.”

“Ok, va bene.”

Sonia finì tutto in poco tempo.

-Ho già finito tutto. Ah, altra cosa, in caso non si fosse capito cosa è la chiaroveggenza: posso vedere qualsiasi persona o oggetto che ho già visto, indipendentemente dalla loro posizione nello spazio. Dove è finito quello scansafatiche!? Non ha finito ed è sparito! Oh no. Sta arrivando qui per dirmi che l’hanno richiamato a uno dei suoi negozi per dei problemi. E come al solito sono io che devo tenere pulita questa casa.-

“Sonia, io devo…”

“Si, lo so.”

Rimase a casa da sola, e finì le faccende.

-Adesso posso fare merenda. Un classico pane, zucchero e olio è perfetto, veloce da preparare e consigliato per chi ama i dolci. Per oggi ho dato, adesso potrò stare tranquilla. Comunque se vi interessa i miei genitori si chiamano Antonio e Lucia.-

Quindi preparò la merenda e cominciò a guardare un video sul telefono mentre si imboccava con la telecinesi.

Il giorno dopo stava andando a scuola.

-Non ho molti amici, non gli ho mai avuti, soltanto con Martina sono abbastanza legata. Contando ovviamente che vivo in un posto deserto con le salsole che rotolano in giro manco fossi in un film western, infatti in classe siamo solo quindici persone. Ovviamente nessuno sa che io sono una psichica? Un’esper? O come si chiama la gente che ha poteri del genere. Per tutti sono una normale sfigata.-

Entrò a scuola e si diresse subito in classe.

“Sonia! Ti ho tenuto il posto al fondo a fianco a me.”

“Grazie Martina.”

Lei le si sedette accanto.

-Lei è così gentile con me. Anche perché qui dentro le uniche normali siamo io e lei. A proposito di lei, non è stata ancora descritta dal narratore! Ovviamente adesso lo devo fare io, perché sono circondata da incompetenti. Comunque, lei è leggermente meno magra di me, ma molto più alta, capelli mossi, neri e lunghi e occhi marroni. Normalmente indossa vestiti chiari attillati. Questo quadro va bene, invece parlando degli altri in classe, in questo momento ci sono tre persone: la capoclasse Giulia Risti, sfigata e intelligente come me, Antonio Treschi, il vice capoclasse, uno stupido belloccio eletto dalle ragazze e Lorenzo Lustro, un grande sportivo appassionato segretamente, come me, di videogiochi, manga e cose del genere.-

“Mi sbaglio o hai un nuovo anello?”

“Si, questo è nuovo.”

“Posso provarlo?”

-Non posso farglielo toccare, non riuscirei a proteggerla dalle radiazioni!- “Preferirei di no, è molto delicato e prezioso per me.”

“Ah, scusa, non ne avevo idea. Buona fortuna per la verifica di scienze. Che bel modo per iniziare la mattina.”

“Già, però penso di essere preparata.”

Cominciarono la verifica; erano passati appena quindici minuti.

-Finito. Che stupidaggine. E precisiamo, io non copio, sono semplicemente intelligente. Modestamente. Ma adesso inizia la parte divertente! Devo fare il giusto numero di errori per prendere otto.-

In dieci minuti sistemò la verifica.

-Perfetto, è pronta. Tuttavia sarebbe sospetto consegnarla adesso. Devo cercare di spiccare il meno possibile, se usassi il mio vero talento tutti terrebbero gli occhi fissi su di me, e sarebbe per loro più facile scoprire i miei poteri. E se qualcuno scoprisse i miei poteri io non potrei più vivere una vita tranquilla, nel caso migliore diventerei all’inizio un fenomeno da circo, poi la gente si renderebbe conto di quanto sono potente e si spaventerebbe. Per questo mi tingo i capelli; il mio colore naturale è questo, ma normalmente i miei capelli avrebbero riflessi viola, decisamente troppo appariscenti.-

“Antonio? Già consegni?”

“Ovvio. Io sono sempre il più veloce. Io sono sempre più di tutti!”

-In realtà non ha tanto torto Antonio. Lui è il più veloce, il più sicuro in sé stesso e il più idiota. Le persone come lui hanno “idiota” scritto sulla fronte a caratteri cubitali. So metà delle sue risposte, e sono tutte sbagliate; l’altra metà non ho neanche voglia di guardarle. E come al solito dopo questa esibizione praticamente tutte le ragazze lo guardano. Per fortuna almeno Martina e Giulia sono immuni a queste cose e capiscono lo sciocco che è Antonio.-

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