Noah Carlile 

Serie: Dis-ordinary girl


Contro il volere del padre avvocato, il quale avrebbe preferito che il figlio seguisse le sue orme, Noah scelse invece di volare dall’altra parte dell’Oceano per frequentare la rinomata Central Saint Martins di Londra. Dopo come si suol dire essersi fatto il sedere per un bel po’, tornò in Patria per entrare a tutti gli effetti nell’ Elisabeth’s squad, per l’enorme gioia di sua madre.

A differenza di quello che molti potrebbero pensare, l’essere il figlio del capo nella “1920” non regalava assolutamente nulla.

Anzi, sua madre pretendeva sempre molto da lui e lui spesso sentiva il peso di una figura così importante e, a volte, quasi scomoda.

I colleghi spesso si rapportavano a lui in modo quasi servile, sperando forse lui potesse mettere una buona parola per loro.

Perciò decise di isolarsi, e questo contribuì a far girare la voce che lui fosse altezzoso.

Ma con Piper non ci riusciva.. no, con lei proprio no.

Era già alla sua scrivania da un pezzo quando la vide arrivare a per di fiato.

Dio se era tutta matta quella ragazza.

Fatto sta che non smise un secondo di pensare a lei dal momento in cui mise piede nello studio di sua madre.

Era così diversa dalle ragazze che era abituato a frequentare; tutte modelle, fissate con la dieta e un sacco di altre stronzate.

Lei era bellissima eh, sia chiaro; eppure non sembrava nemmeno farci caso.

Quel giorno aveva i capelli biondi raccolti in una coda alta, era curata ma non aveva accenno di trucco.

Grandi occhi verdi si intravedevano al di la degli spessi occhiali marroni.

Indossava delle Stan Smith classiche, un paio di jeans stretti che evidenziavano forme perfette e una semplicissima camicetta bianca che lasciava intravedere appena un accenno di reggiseno bianco col pizzo.

Gironzolava un po’ spaesata per i corridoi con una cartellina di pelle marrone, dalla quale uscivano dei disegni

Chiunque avrebbe pensato: ma chi si presenterebbe il primo giorno di lavoro, in uno studio di alta moda, vestita così?!

Eppure lui ne restò affascinato, come se già ne percepisse l’essenza.

La botta finale fu sentirla parlare dei suoi disegni, delle sue idee.

L’aveva rapito.

Totalmente.

“Bene bene Signorina Davis, vedo che è arrivata quasi in ritardo questa mattina”.

Piper si voltò di scatto.

“Oh mio Dio Noah, mi hai spaventata! Non mi puoi venire alle spalle in questa maniera!”

Lui lo sapeva bene invece dove altro avrebbe voluto venirle… eppure le disse solamente:

“Dai muoviti, mia madre ci vuole parlare”.

Oh no.. Che cosa mai avrò fatto stavolta?

Serie: Dis-ordinary girl


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

  1. Ciao Silvia, inizio a capire perchè fra le classificazioni inserite nel primo episodio c’è anche l’erotico 😀
    Stai costruendo una storia d’amore che si preannuncia una specie di favola moderna.