Non c’è altra scelta

Serie: Cuore Nero

Guilliman si strinse nel suo parka e infilò le mani nelle tasche chiedendosi se avrebbe mai smesso di nevicare.

Neri era in ritardo.

Accidenti a lui! Pensò.

Sarà rimasto incastrato fra le gambe dell’ennesima sventurata.

In lontananza vide una macchina familiare che avanzava a gran velocità.

In un attimo, l’auto gli si affiancò con il motore borbottante e lui salì rapido a bordo.

All’interno dell’abitacolo trovò il volto sorridente di Daniel Neri.

Aveva gli occhi iniettati di sangue, di chi non ha dormito a sufficienza ma non sembrava dispiaciuto per questo.

“Chiunque sia, mi dispiace per lei. Non sa in cosa si è cacciata.” Esordì Guilliman prendendo a frugare nel portaoggetti.

“Buongiorno anche a te Patrick.”

“Sei in ritardo…Niente giornale?”

Neri scosse la testa. “Meglio che tu non legga i titoli di oggi. I giornalisti hanno assediato il college.”

“Merda…” disse Guilliman rassegnato.

Sapeva che non sarebbero riusciti a tenere nascosta la cosa ma non si aspettava un assalto del genere.

Smise di pensarci e diede a Neri le indicazioni per raggiungere l’indirizzo fornitogli da Tracy Kemper e l’auto si mise in movimento.

“Speriamo almeno che questo Mendel possa aiutarci in qualche modo. Cosa hai scoperto ieri sera?” Domandò al suo collega, prendendo a smanettare con i pomelli dell’autoradio.

“Qualche riferimento al percorso accademico di Carlson. Ha insegnato in altre città, ma nessun riferimento a terapie psichiatriche o cose simili. Inoltre ho scavato più a fondo nella sua vita, ma non c’è davvero nessun precedente penale.”

“Ecco appunto…” osservò Guilliman sconsolato.

“…Sarà un altro maledetto vicolo cieco.”

Lo studio del dottor Franz Mendel era situato al quarantunesimo piano di un imponente grattacielo a vetri del centro cittadino.

Una volta entrati nella hall vennero indirizzati da un concierge verso una fila di cinque ascensori.

Salirono a grande velocità e successivamente percorsero un breve corridoio fino ad una porta che recava un’iscrizione sopra lo spioncino:

– Dott. Franz Mendel –

Suonarono il campanello.

Passi leggeri si avvicinarono rapidi dall’altro lato della porta.

Uno scatto della maniglia e si trovarono davanti una donna sulla quarantina, in un elegante tailleur scuro.

“Buongiorno signori, come posso aiutarvi?” Domandò con un sorriso cortese.

“Sono il detective Patrick Guilliman” ripose l’investigatore mostrando il distintivo.

“Lui è il mio vice Daniel Neri, abbiamo un appuntamento con il dottor Mendel.”

“Prego accomodatevi.” La segretaria li condusse in un anticamera e poi si diresse verso la sua scrivania, dando un veloce sguardo al planner giornaliero, che aveva attivo sul monitor.

“Bene.” Disse poi, “Il dottore vi riceverà fra poco. Gradite del caffè?”

“Volentieri.” Rispose Neri.

“Io sono apposto, grazie.” Disse Guilliman.

Trascorse circa un quarto d’ora, quando la porta dello studio si aprì.

“Buongiorno Signori.” Il dottor Mendel fece capolino dall’interno.

“Entrate prego.”

Gli investigatori fecero l’ingresso e si guardarono attorno. L’arredamento era elegante ma sobrio.

Scaffali pieni di libri, qualche soprammobile e riviste di medicina, disposte a ventaglio sopra un basso tavolo di vetro, davanti a due divani eleganti e ampi.

“Sedetevi.”

Lo psichiatra li invitò a prendere posto, indicando i divani.

“Dunque.” Proseguì, sbottonandosi la giacca e accomodandosi anche lui.

“La dottoressa Kemper ha accennato ad una consulenza.”

“Esatto dottor Mendel.” Rispose Guilliman.

“Stiamo lavorando ad un caso piuttosto delicato e abbiamo bisogno del suo aiuto in quanto

esperto di personalità multiple.”

“Sono a vostra disposizione.” rispose Franz Mendel dando una rapida occhiata al suo orologio da polso. “Per una mezz’ora.”

“Avrà sicuramente sentito del caso di Lucas Dawson.”

“Solo quello che c’è sui notiziari e i giornali.”

“Quello che sto per dirle non è stato ancora coperto dalla stampa, dottore. Le chiedo pertanto di trattarlo con estrema riservatezza.”

“Capisco.”

“L’unica pista che abbiamo è piuttosto insolita.” Proseguì Patrick Guilliman.

“Dopo la scoperta del corpo abbiamo interrogato il preside e i docenti dell’istituto. Uno di loro in particolare, era parecchio agitato e pretendeva di parlare con noi. Si chiama Robert Carlson e…”

Guilliman esitò guardando Daniel Neri.

“…Ha confessato di aver ucciso il ragazzo, o meglio, ha riferito che l’omicidio è stato compiuto dal suo alter ego.”

“Interessante.” Osservò lo psichiatra, estraendo dalla tasca un piccolo taccuino e una penna. “Posso?” Domandò poi ai detective.

“Si, ma la regola di prima vale anche per le sue note.” Ripose Guilliman.

“Assolutamente.” Ripose Mendel, iniziando a scrivere velocemente.

“Ci sono prove che confermino la versione di Carlson?” Chiese.

“E’ questo il problema dottor Mendel. Non abbiamo nessun indizio. Nessuna traccia è stata lasciata sulla scena del crimine, l’assassino è stato meticoloso e attento.”

“Il professore vi ha detto qualcosa circa il suo disturbo?”

“Sembra che sia iniziato dopo un aggressione, subita da piccolo, da parte di alcuni coetanei. Durante quell’episodio, il signor Carlson avrebbe sviluppato un’altra personalità che lui chiama Alex e che, in quella circostanza, avrebbe preso le sue difese.”

“Capisco…” disse Franz Mendel annotando le informazioni. “Descrivetemi Robert Carlson.”

“Agitato e ansioso, molto sensibile.” Riferì Guilliman. “In una parola direi…Tormentato.”

“Quello è solitamente lo stato d’animo preponderante in un soggetto affetto da un simile disturbo e quindi teoricamente, il signor Carlson è in linea con le nostre conoscenze sull’argomento.” Disse lo psichiatra. “Ci vuole un forte stress emotivo per sviluppare questo tipo di disturbo e nel caso del vostro sospettato, la violenza di quell’episodio avrebbe generato una personalità opposta, forte e sicura di sè, in grado di fare quello che lui non poteva. La cosa che mi sorprende è la sua estrema consapevolezza.”

“Cosa intende?”

“In genere queste persone, pur riconoscendo un disturbo per cui seguono una terapia assidua, non hanno pensieri o ricordi lucidi. Qui invece abbiamo un soggetto in grado non solo di ricordare il momento esatto in cui si è sviluppata l’altra personalità ma anche di raccontarlo perfettamente, come uno spettatore.”

“Sarebbe possibile ricostruire gradualmente un evento del genere nel corso di una terapia?”

Chiese Guilliman.

“Possibile, ma non probabile. Come ho detto, il soggetto primario non è lucido nei momenti in cui prevale una seconda personalità. Ci vuole molto tempo e diverse sedute solo per creare un rapporto di fiducia con il terapista e anche dopo averlo fatto, una ricostruzione così dettagliata è praticamente impossibile.”

“Abbiamo domandato a Robert Carlson se avesse mai seguito una terapia.”

“Lui cosa vi ha risposto?”

“Dice di non ricordare.”

“Credete che stia mentendo?”

“Per ora crediamo che sia una storia assurda. Perché confessare un omicidio raccontando tutta questa storia, per poi mentire?”

“Io non credo che stia mentendo.”

Lo psichiatra chiuse il taccuino e lo ripose sul tavolo di vetro assieme alla penna.

“Io sono convinto che Carlson stia vivendo un forte conflitto interno.”

“Anche la dottoressa Kemper la pensa così.”

“Immaginavo.” Osservò Franz Mendel sorridendo.

Poi cambiò improvvisamente espressione in favore di un volto serio e riflessivo, prendendo di nuovo il taccuino.

“Nella mia carriera mi è capitato di studiare molteplici tipologie di criminali. Assassini seriali che si insinuavano nelle indagini solo per sfidare le autorità. Killer compulsivi che confessavano i loro crimini. Alcuni volevano essere fermati perchè incapaci di frenarsi e altri volevano solo la loro piccola dose di celebrità. I loro elementi in comune erano il narcisismo e l’assenza di empatia che li invogliava a prevalere sugli altri, con violenza ovviamente.”

Franz Mendel si alzò e prese a passeggiare davanti a loro.

“Ma in un soggetto multiplo come il nostro professore, tutto questo è difficile da individuare.”

“Alex si nasconde dentro Carlson.” Disse Guilliman.

“Esattamente.” Confermò lo psichiatra mettendosi di nuovo a sedere.

“Ipotizziamo che questo sia il primo omicidio per Alex…” disse guardando verso l’alto. “L’evento potrebbe in effetti aver sconvolto il signor Carlson a tal punto da spingerlo a dichiararsi colpevole. Questo potrebbe confermare la vostra pista.”

“Non è sufficiente dottore.”

“Beh, un’altra caratteristica degli psicopatici che studiavo era che tutti o quasi, tornavano sulle scene del crimine per rivivere gli omicidi.”

“Sta dicendo che dovremmo condurre Carlson sul luogo del delitto per far uscire Alex?”

“Potrebbe essere d’aiuto. Se riusciste a condurre il professore sulla scena del crimine e ricostruire l’omicidio con lui, potremmo amplificare le sue sensazioni. Inoltre se potessi parlare con lui…”

“Dottore…” Guilliman tergiversò, “…Non credo sia…”

“Potrei osservare le sue reazioni e magari, far uscire Alex.”

Guilliman guardò Neri.

“Vanhoer non sarà d’accordo.” Disse il giovane detective.

“Hai ragione…” rispose Guilliman

“…Ma non abbiamo altra scelta.” 

Serie: Cuore Nero
  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: Il detective Guilliman
  • Episodio 3: Il ritrovamento di Lucas Dawson
  • Episodio 4: Il professor Robert Carlson
  • Episodio 5: L’interrogatorio
  • Episodio 6: Il Carlson-dentro-lo-specchio
  • Episodio 7: Analisi
  • Episodio 8: Non c’è altra scelta
  • Episodio 9: Un’ottima idea
  • Episodio 10: La scena del crimine
  • Episodio 11: Lui è qui
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Horror

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    Discussioni

    1. Ciao Daniele, ho recuperato tutti gli episodi, e devo dire che mi piace assai?! Innanzitutto il tuo detective è un personaggio accattivante, che mi ha preso immediatamente, soprattutto negli scambi con Neri, davvero ben fatti. E poi la trama, sembrava tutto scontato, e invece ecco la variabile impazzita, ossia Carlson e la doppia personalità… Adoro i dialoghi impostati, sempre ottimamente caratterizzati, a mio gusto ovviamente ?! Insomma, aspetto nuove, terrificanti, illuminanti, rivelazioni! Un saluto, a presto!

      1. Grazie mille Antonino! Mi fa davvero piacere! Presto arriveranno nuove puntate!
        Grazie ancora e buona serata!

    2. Ho letto tutta la serie d’un fiato! Vorrei essere capace anche io di scrivere qualcosa su dei detective! Mi piacerebbe moltissimo… Continuerò a leggerti. Spero che il primo episodio della mia serie venga presto pubblicato

      1. Grazie mille Sara! Nei prossimi episodi ci saranno grandi novità ma non ti anticipo nulla! Non vedo l’ora di leggere la tua serie e ti farò sapere! A presto e buone Feste!