Nonno

Hanno asfaltato via Pozze, ci hanno messo il bitume. Io la ricordavo stretta e con tante curve da tirarti su il vomito, mica questo stradone che c’ho davanti adesso. Forse sarebbe meglio averci ancora le cataratte, e che diamine! Il dottore me le ha fatte togliere che ci vedevo ancora, dall’occhio sinistro almeno. Poca roba, ma vabbè. Fossi cieco non sarei costretto a vedere.

«Nonno, vieni che ti portiamo in un posto.» La casa dove sono nato, ma mica me lo hanno detto! Che poi manco c’è più quel vecchio rudere; la hanno buttata giù dopo che a un giargianese ci è caduta una tegola in testa. Almeno l’avesse accoppato, che ce n’è troppa di quella gente.

Bah, ma chi se ne frega! Adesso sto qui, nella macchina che mio nipote finirà di pagare fra cinque anni, se tutto va bene; sembra che si faccia a gara a chi ce l’ha più grande. Che l’anno prossimo non varrà più un fico secco, al ragazzo sembra non importare; tutti c’hanno il macchinone, vrumm vrumm, che schifo di robe. Però è comoda, questo glielo concedo.

C’è un casino di traffico. La gente è una tribù di internati, servi di quella specie di droga che chiamano Sanas. Tutti in fila come formiche; penso che il buon Dio ci veda così. Ci vorrebbe un uomo d’ordine, qualcuno che metta a posto le cose con il bastone. I giovani d’oggi sono allo sbando, tutti che vogliono stare in un ufficio a fare i capoccia; chi si sporca le mani? Chi si spacca la schiena? Per quello ci sono i giargia, che fanno lavori che manco in guerra avrei fatto, io. Tre euro all’ora, ho sentito che ci danno, anche meno. Fanno bene ad andare a rubare.

«Nonno, ti stai addormentando?»

Pensa a guidare, ragazzo, che finisci nel culo della macchina davanti.

«Siamo quasi arrivati.»

Però il ragazzo c’ha ragione, ho un sonno terribile. Di notte mi sveglio quattro o cinque volte; per pisciare naturalmente, che di rizzarsi manco per sbaglio. Che poi dormire sarebbe la cosa migliore, mica c’è tanto da vedere in ‘sto posto. Quando ero giovane, ricordo che una fitta siepe selvatica cresceva ai margini della strada e mio padre andava a tagliarla con la falce. Ricordo i suoi stivali coperti di fango e ricordo pure gli scappellotti che mi tirava. Però io ero fortunato, che i miei fratelli più grandi si beccavano la doppia razione. E mia madre sempre zitta, a controllare la pentola sulla stufa o a sfregare per terra. Il mio vecchio stava in fissa con le camicie a quadrettoni e guai a stirarle male. Una volta, per un righino che manco si vedeva, mia madre si è beccata tante pedate che quasi ci si è aperto il culo, povera donna. Poco importa se quelle stesse camicie finivano, una sera sì e l’altra pure, in qualche fosso assieme al loro proprietario ubriaco fradicio. Lei, alla fine, se lo andava sempre a ripigliare. Io gli avrei sputato in faccia, altroché.
La siepe, quante storie in quella siepe. Ora ci stanno solo capannoni, più della metà che cadono a tocchi.

«Guarda che faccia, ‘sto vecchio di merda!» La nuova morosa di mio nipote, è un fuscello senza davanti né didietro; un manico di scopa che uno farebbe prima a ficcarlo in un buco nel muro: almeno quello sta zitto!

«Oh, Carla! Abbassa la voce! Non è mica sordo.»

Tranquillo ragazzo; ho smesso di offendermi un bel po’ di anni fa.

Il tic tic delle frecce mi fa pigliare un mezzo colpo nel momento in cui avrei cominciato a ronfare per davvero. Il macchinone sbuca in un parcheggio. Il campo dei Rossi, il fienile dei Motta e le serre dei Festa: che fine del cazzo che hanno fatto.

Perdiamo quasi mezz’ora per trovare un posto dove mettere la macchina. I bestemmioni che tira giù mio nipote; roba da far vergognare il demonio. E la sua morosa peggio di lui; io ci tirerei il collo, ma lui è innamorato, poveraccio. Che ci troverà in ‘sta scopa senza tette? 

«Una volta qui c’era la tua casetta. Ti ricordi, nonno?»

Accenno un sì. «Ma adesso ci sta l’Electronic city.»

«Quello ci stava due anni fa», ribatte lui con una faccia da “sei rimasto indietro.”

Alzo le spalle.

«Presto, Gabriel! Quel tipo sta uscendo!» starnazza Carla. Ma la senti che voce?! Tiraci il collo, per l’amor del cielo!

Finalmente il motore si ferma e forse posso dormire un po’.

«Noi andiamo a prendere due cose al Fai da te. Tu, con le tue gambe, è meglio che ci aspetti qui.»

E che diamine avrebbero le mie gambe? «Va bene.»

I due piccioncini scendono dalla macchina e lui ci dà una palpata al culo spigoloso di lei. Rido pensando che si sia fatto male, ma manco ci fanno caso.

«Ti lascio i finestrini abbassati, così passa l’aria.»

Lei si sta sistemando i capelli nello specchietto e lui si è acceso una siga.

«Senti, nonnino.» Gabriel c’ha quasi trent’anni, ma adesso ne dimostra molti meno. «Avresti dieci euro da prestarmi?»

Eccoti finalmente, amorevole nipote! Allungo il braccio per dargliene venti; non è forse per questo che Dio ha creato i nonni?

Mi butta un bacio attraverso il finestrino. Forse Giuda l’era più sincero. Ho talmente sonno che mi si ribaltano le pupille. Andate ragazzi, andate! Chissà quante belle robe potrete comprare con venti euro stampati sulla carta dei volantini dell’ Electric city!
Carla c’ha proprio ragione: come vecchio sono un vero stronzo.

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Commenti

  1. Angela Catalini

    Questo nonno ne sa una più del diavolo e mi piace molto come personaggio, perché non segue il solito cliché in cui cado spesso anch’io: vecchio, debole, perdente. Un nonno rampante merita una seconda possibilità (leggasi una serie dedicata a lui). Bravo.

    1. Dario Pezzotti Post author

      In futuro arriverà la serie. Al momento mi sto dedicando alla stesura di Helena Everblue, ma ho bene in testa anche il proseguo della dis-avventura del nonno.😉

  2. Maria Anna Haag

    Mi pareva strano gliene avesse date venti di euro, però non accorgersi subito che era un volantino, secondo me è un pò troppo forzato il finale. L’ idea a chiosa de “il vecchio ne sa una più di te” ci stava tutta, però andava trovato un finale diverso, più curato.
    Carattere molto ben delineato del protagonista, molto netto, mi è sembrato di averlo davanti quel nonno. Complimenti!

    1. Dario Pezzotti Post author

      Ciao Maria, ci saranno delle sorprese. Ho scritto questo racconto per “trovare respiro” dalle storie che solitamente racconto, decisamente troppo oscure 😅. Se hai letto altri miei racconti (ad esempio Volevo solo amare, Caotica solitudine) saprai che il finale è il mio punto forte, la cosa che mi riesce meglio. La storia del nonno continuerà e credimi, ci sono molti segreti da svelare😉

  3. Raffaele Sesti

    Bel racconto, sopratutto il punto le riflessioni del nonno sono fantastiche.. favolosa la frase “è un fuscello senza davanti né didietro; un manico di scopa che uno farebbe prima a ficcarlo in un buco nel muro”..
    Hai tratteggiato davvero bene il protagonista, con la sua anzianità sottolineata da tutti i suoi pensieri datati, ragionamenti grotteschi (ma giusti!) e sopratutto dal sonno!!
    Bravo!
    Alla prossima lettura..

    1. Dario Pezzotti Post author

      Grazie Raffaele, per aver letto questo piccolo racconto tanto diverso dai miei soliti.😊

    1. Dario Pezzotti Post author

      Ciao Micol, e grazie per aver letto questo racconto che (apparentemente) tanto si discosta da quel che amiamo leggere. Chi non vorrebbe diventare come questo nonnino? Lucido, furbo, un tipo a posto ! Ma attenzione, perché nemmeno lui è immune all’oscurità…

  4. Ely Gocce Di Rugiada

    Un racconto diverso dai soliti, e con un anziano che mi è piaciuto moltissimo, in quanto, ci insegna a rispettare quello che saremo un domani, dato il tempo passa per tutti.Spero ci siano altri racconti.

    1. Dario Pezzotti Post author

      Ciao Ely, l’anziano di questo raccontino è lo specchio di quel che (si spera) saremo un giorno; è un uomo piuttosto normale, né buono né cattivo. Ed è proprio questa normalità che ho tentato di sottolineare. Hai ragione, come stile si discosta da quel che scrivo solitamente, ma spero sia arrivato comunque al cuore.

  5. Giuseppe Gallato

    Epico questo nonno! 🙂
    Una storia diversa dalle tue solite. Dai commenti precedenti, inoltre, mi è sembrato di capire che hai intenzione di creare una miniserie. Chissà cosa ti inventerai questa volta. 🙂

    1. Dario Pezzotti Post author

      Ciao Giuseppe, grazie per aver letto anche questo racconto senza pretese, in cui ho provato a trasmettere la malinconia propria degli anziani.
      Forse ne farò una miniserie, ma non ho ancora deciso…Quello che posso anticiparti, è che una mia nuova serie (dark) arriverà prestissimo!🙂

  6. Dario Pezzotti Post author

    Avrei voluto limitare le vicende del nonno a questo piccolo racconto, ma Voi, attraverso critiche costruttive e immeritati elogi, mi state convincendo a costruire qualcosa di più. E dire che questa storiella avrebbe dovuto essere una sorta di modo per tirare il fiato! 😂

  7. Daniela Mastropasqua

    Io adoro i racconti dove i protagonisti sono gli anziani, quel senso di melanconia e di nostalgia di cui, inevitabilmente, la storia si impernia. Ci vuole sensibilità per raccontare una storia attraverso gli occhi di un vecchio. Una sensibilità che in te sono riuscita a vedere, e che stronza quella Carla!!! Spero di leggere ancora di questo nonnetto.

    1. Dario Pezzotti Post author

      Proprio la nostalgia era il sentimento che volevo veicolare attraverso questo racconto. Grazie Daniela.😊

  8. Massimo Tivoli

    Il nuovo finale strappa sicuramente un sorriso, sompatico. Però ormai, Dario, quando si tratta di te mi hai abituato a mantenere le aspettative alte 😉 A me sembra, anche considerando il nuovo finale, che sia stato buttato giù con un po’ di fretta di volerlo buttare giù. Per me il PG e la situazione possono dare origine a qualcosa di interessante. Fossi in te, me lo rifletterei un po’ di più, giusto il tempo per entrarci dentro davvero e non rischiare di banalizzare. Mi permetto di essere sincero e schietto con te proprio per il rispetto reciproco che c’è tra noi. Io ho sempre pensato che a chi scrive non servono pacche sulle spalle ma consigli il più possibile critici 😉 e troppo spesso vedo commenti che eleggono qualsiasi scritto a capolavoro. Secondo me non è corretto verso l’autore…

    1. Dario Pezzotti Post author

      Ma Massimo, questo racconto è un capolavoro!😜
      A parte gli scherzi, certo che devi essere critico! Devi dirmi se quello che scrivo è una schifezza. Hai ragione soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda il finale. Il Pg, concedimelo, non credo sia da buttare. Il settimo bicchiere è stata una serie abbastanza impegnativa, per questo sentivo il bisogno di un raccontino semplice semplice.😉
      Capolavoro? Al massimo, quando mi va di lusso, sfioro appena la decenza.

  9. Debora Aprile

    Il finale mi ha proprio strappato una risata, mitico il nonno! 😂 Però come già detto, sia da te Dario, che da Massimo, ci starebbe proprio bene un continuo e magari creare pure una miniserie! Sono proprio curiosa di leggere cos’altro possa combinare 😊

    1. Dario Pezzotti Post author

      Questo finale l’ho messo dopo! Nella prima stesura, il nonno si addormentava maledicendo suo nipote. Adesso il racconto è proprio completo…il racconto, ho detto! Il nonnino è troppo in gamba per non tornare. Grazie Debora, sono contento che tu mi abbia apprezzato anche in questa veste inedita.

  10. Massimo Tivoli

    Mi hai tolto le parole di bocca. Penso ci stia molto bene. Infatti più che un racconto mi è sembrato l’episodio di qualcosa di più lungo. E io sarei molto curioso di sapere cosa combinerà il nonno. 😉

  11. Massimo Tivoli

    Il nonno incuriosisce sin dalle prime battute. Ho letto desideroso di scoprire dove si andasse a parare. Il finale però mi ha lasciato un po’ a bocca asciutta. Non so, mi aspettavo qualcosa di “diverso”. Il racconto è scritto bene (attenzione: questo troncato è ‘sto), però a meno che io non ci abbia capito niente (molto probabile) mi ha lasciato, come dire, neutro: non succede gran che. Il tema dei giovani che mancano di rispetto alle generazioni precedenti c’è, ma non credo volesse essere il fulcro del racconto… Ma probabilmente qua andiamo sul gusto personale, quindi questo mio parere specifico lascia il tempo che trova 🙂 Ecco, più ci penso, e più credo di non essere stato capace di cogliere il racconto.

    1. Dario Pezzotti Post author

      Grazie per ‘sto, hai ragione. Il finale neutro è voluto. Sono lieto che il pg ti sia piaciuto, che ne diresti di una miniserie?😉