Oltre i confini della realtà

Serie: Cronache di una Sognatrice

“Il velo della ragione copre un lato misterioso del nostro mondo. Il grande desiderio di sognare, nel cuore della notte, ha il potere di mostrarci l’altra faccia della medaglia, laddove il sole non fiorisce mai…”

Con i suoi grandi occhi nocciola ancora lucidi, la giovane Zaira osservò la pallida Luna rimembrando le ultime parole del padre, mentre il leggero soffio del vento le accarezzò il codino nero, facendolo scodinzolare come un allegro campanellino notturno. Il suo triste sguardo cadde sul luccicchio del cristallo appeso al collo, lascito amorevole della cara madre.

«Solo nei sogni…» disse malinconica, ripensando quei cari genitori persi da qualche anno. Trovò conforto accarezzando il proprio gattino nero che, nel frattempo, ricambiò con amorevoli fusa. Attorno a lei le lucciole illuminavano i petali dei fiori della Luna, appena dischiusi, pronti ad inchinarsi alla loro padrona, indicando che le tenebre erano giunte.

«Spero di rivederli, è da un po’ che i miei sogni sono solo una grande e fissa macchia nera! Vorrei riabbracciali, dire loro quanto mi mancano… Ma forse, chissà, loro lo sapranno già… Che ne dici, eh Black?»

Il miagolio di Black fu l’ultimo sussurro udito quella notte. Rincasò, e alla ricerca del fervido desiderio di rivedere i propri cari, chiuse gli occhi e visualizzò immagini ingiallite dal tempo, sufficienti però per farle venire un leggero sorriso. Spense la piccola lanterna, fece un’ultima carezza al gatto, quindi si mise a letto, rannicchiandosi e abbracciando il piccolo cuscino, come era solita fare. Attraverso il piccolo lucernario, la Luna bussò ancora al piccolo cristallo che indossava, e un tenero luccichio le scaldò il cuore. Fece un lungo sospiro, e dopo un po’, cadde in un sonno profondo.

“Sogna ciò che desideri davvero, e la tua mente vagherà in terre distanti da tutto quel che conosci, sino ad arrivare ai limiti della tua stessa razionalità per poi andare oltre, e solo allora, solo in quel piccolo frammento etereo, potrai vivere un istante intriso di eternità…”

Nel cuore della notte, una voce tenue, ma profonda, vivificò ogni sua statica immagine creata, e la luce della Luna penetrò il petto della giovane, mentre il cristallo adagiato sul petto emise un bagliore fulminante che illuminò quella povera stanza. All’apice delle sue immagini sognanti, Zaira venne avvolta da una intensa fiamma bianca, e un placido torpore le riscaldò il cuore, mostrandole, ancora una volta, i propri cari, in un abbraccio affettuoso e carico di emozioni. All’improvviso, l’oscurità inghiottì quella onirica visione, e la giovane si sentì risucchiata da una forte tempesta, finché non precipitò in un vuoto carico d’oblio che pareva infinito. Zaira chiuse gli occhi, sentì la nausea montarle su per la gola, e la paura gelarle ogni cosa per quella surreale condizione. Poi un tonfo. Quindi solo silenzio. Zaira non giaceva più sul proprio letto, e Black, miagolando, lo ispezionò invano da cima a fondo. Nel farlo, fece cadere il cristallo, unico superstite di quella strana sparizione. Emise un ultimo bagliore, e perdendosi sotto il letto, nel completo oblio dell’oscurità, si spense.

***

Quando aprì gli occhi, nonostante fosse ancora assonnata, Zaira ebbe la strana sensazione che qualcosa, o qualcuno, la stesse trascinando per le gambe. Alzò lo sguardo, quel tanto che bastò per intravedere le spalle di due tizi, e vide confermato il suo sospetto. Provò a dimenarsi e protestare.

«Che succede!? Lasciatemi le gambe!»

«Oh! Hai sentito Kozan?»

«Ah si, mio caro Jizan! La cosa si è svegliata!»

Zaira sgranò gli occhi e sbuffò seccata. Non aveva paura. Provava solo un gran fastidio alla schiena per tutta l’erba che stava arando. Realizzò che qualcosa non quadrava davvero.

«Asp… Ma… Io ero… Io ero a letto! Mi ero addormentata! Ma che cav…»

«Hai sentito, ah? Jizan, questa cosa parla!»

«Oh si, mio caro Kozan! La cosa parla!»

Mirandoli bene, la giovane notò che i due rapitori non erano dei colossi, anzi. Erano piuttosto mingherlini, con le braccia nerborute, ed indossavano degli stracci luridi e puzzolenti. Zaira sbuffò di nuovo, spazientita.

«Chi siete? Lasciatemi andare!»

«Ah! La cosa protesta!»

«Oh! E perché mai?»

«Ah! Ho un’idea, caro fratello! Chiediamoglielo!»

«Oh! Si! Ottima idea!»

Le voci dei due sembravano una sgradevole, quanto ridicola, cantilena, e Zaira aveva ormai esaurito la pazienza. Ma per quanti sforzi facesse, non riuscì proprio a divincolarsi da quella brutta posizione. In quei confusi istanti, avvertì una punta di timore raggiungerle la coda dei suoi capelli, un forte senso di ineluttabilità. All’improvviso, il suo trascinarsi chissà dove s’interruppe di colpo, aprì gli occhi e inarcò le sopracciglia. Quei due erano talmente vicini a lei che il loro fiato pestilenziale entrò nella sua bocca, stavolta spalancata per lo paura. La loro pelle penzolava dai quei glabri e pallidi volti, e al posto del naso avevano un tetro foro da cui fuoriuscivano vermi schifosi. Solo sfere plumbee contenevano le loro orbite, oscuri contenitori che la fissavano inespressivi. Con quella assurda visione dinanzi, le rimase solo una cosa da fare.

«AHHHHH!!!!»

I due si guardarono, rimirarono Zaira, che intanto urlava a squarciagola, e quindi:

«AHHHHH!!!!»

I tre urlarono per almeno cinque minuti, finché una folata imperiosa imperversò sulla loro posizione, scagliando a debita distanza i due fratelli, senza spostare di un passo la giovane. Zaira, dopo essersi sfregata gli occhi per via della polvere sollevata, rimase ancora a bocca aperta. Vide avvicinarsi qualcuno, in armatura scintillante, con passo lento, ma pesante e risoluto, tanto che il “clanck” di quel metallo rimbombò per tutta l’area. La vera stranezza era l’elmo, avvolto da una fiamma biancastra. L’elsa dorata, brandita con entrambe le mani, apparteneva ad uno spadone luccicante. Forse per via della Luna, alta nel cielo, o magari a causa della fiamma che gli divorava l’elmo.

«Allora? Che succede? Ancora voi due!? Non vi è bastata l’ultima lezione!? Per stavolta, risparmiatevi la lama della mia Regina, e tornatevene nella vostra fetida palude! Adesso!» sentenziò l’armatura, con voce metallica.

«Ah! Hai sentito, mio caro Jizan?»

«Oh si, caro Kozan! Ci sta proprio minacciando!»

«Ah! Che facciamo adesso?»

«Oh, io non voglio tornare a mani vuote!»

«Ah! Hai proprio ragione!»

I due puntarono i loro grossi pugni contro l’armatura, e Zaira, fiutando il pericolo, si scostò dalla traiettoria, celandosi tra i cespugli là vicino, senza però rinunciare a quanto stava per accadere.

«E così sia…» disse l’armatura, facendo volteggiare con grande maestria la sua Regina. I due si scagliarono con violenza, colpendo all’unisono l’armatura che, con prontezza, parò il colpo con la lama dello spadone, arretrando per lo sforzo solo di pochi centimetri. La fiamma sul suo elmo divenne più intensa.

«Adesso, se permettete, tocca a me…»

Con grande forza, l’armatura allontanò da sé gli avversari, e con un fendente irresistibile li scagliò in aria, attendendo al suolo la loro urlante discesa. Quando ciò avvenne, la fiamma emise un bagliore quasi accecante. Zaira vide a fatica quel che stava per accadere, ma ancora una volta, stentò a crederci. I due fratelli si bloccarono a mezz’aria, guardandosi l’un l’altro, senza fiatare. L’armatura, di contro, disse loro:

«Non amo ripetere le cose. Le mie parole sono preziose, e la mia Regina non ha tempo da perdere con misere creature come voi! Sparite!»

Bastò un gesto della mano. Sospinti da una misteriosa onda d’urto, i due fratelli vennero scagliati laddove l’occhio di Zaira non poté più scorgerli, e solo il loro stridulo urlo fece da scia alla loro uscita di scena. L’armatura emise un freddo sospiro, e la fiamma si affievolì. Si sedette, poggiando la propria Regina sulle sue gambe.

«Anche oggi sei stata brava… Non mi deludi mai…»

Poi, mirando il cespuglio di Zaira, disse:

«Non ti farò del male, ma con quei due hai davvero rischiato!»

Zaira era indecisa, stupita ed intimorita. Rimase ancora celata.

«Non amo ripetere le cose. Vieni fuori. Altrimenti ti riporto da quei due…»

Quel tono, così severo, accentuò i timori della giovane. Pensò di allontanarsi, rimanendo nascosta tra quegli alti cespugli verdi, e carponi si avvicinò ad un solitario tronco avvizzito, con un bel buco in mezzo. Nascosta dietro di esso, dette una sbirciata verso quello strano tizio. Era ancora là, inerme. Dal buco di quel tronco sbucarono strani volatili, bocche alate che provarono ad assaggiare le sue teneri carni. Provò a fuggire, senza far molta strada. Il vuoto la attendeva. Si fermò appena in tempo, e in quell’istante si rese conto di essere finita in una piana sospesa in cielo. Si arrese e tornò indietro. Aveva ancora la sua veste da notte, rovinata del tutto sulla schiena. Ma che importava. Con i suoi occhi ancora increduli, vide l’armatura prendere, da un piccolo borsello di cuoio, una sigaretta rudimentale. La accese, con la fiamma del suo elmo e aprì  leggermente quest’ultimo, dando fiato ad una bocca barbuta. Iniziò a fumare.

«Ci voleva proprio una boccata di fil di fumo, anche se tu non sei d’accordo, mia cara Regina…»

Zaira alzò lo sguardo al cielo. I suoi smarriti occhi nocciola trattennero a fatica lacrime nervose.

«Ma dove sono finita?»

E mirando la plumbea volta celeste, vide la Luna non esser più così luminosa, mentre il vento, scuotendo la sua veste consumata sulla schiena, sussurrò qualcosa tra le spoglie fronde degli alberi vicini…

“Il velo è scivolato dalla tela della ragione, e la via del non ritorno, ormai, è intrapresa. Il viaggio è iniziato…”

Serie: Cronache di una Sognatrice
  • Episodio 1: Oltre i confini della realtà
  • Episodio 2: Una lacrima nel buio
  • Episodio 3: Il bimbo che piangeva al chiaro di Luna
  • Episodio 4: Il treno dei Sogni
  • Episodio 5: Cuore Oscuro
  • Episodio 6: Una Rosa nera tra candidi fiocchi di neve
  • Episodio 7: Le lacrime amare di un lontano passato
  • Episodio 8: Il desiderio più grande
  • Episodio 9: Ultima battaglia ai piedi della Luna
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    Commenti

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Eleonora, ti ringrazio molto per le tue parole, e e di gatti ne vedrai, assieme ad altre stranezze, nelle altre puntate, e un gatto nero, il migliore della sua specie, darà il suo meglio verso la fine della serie… Non dico altro, spero di averti tra i miei lettori per allora! Grazie ancora😊!

    1. faby fabiana

      Libro scoperto per caso GraZie alla notifica dell’ultima pubblicazione. E sono rimasta folgorata dall’incipit attento, ben descritto e dallo stile fantasy ricercato e fantasioso. Un mix ben strutturato. Mi piace!proseguo nella lettura…

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie mille Daniele mi fa piacere averti tra i miei lettori del mio umile racconto, spero di averti tra i miei lettori sino alla fine!!!

    2. Vanessa

      Ciao Antonino, che universo hai creato! I due tipi mi hanno ricordato tantissimo Panco e Pinco, versione horror ahahahahahah ma l’armatura è davvero magica 😍 e anche la protagonista, con quella codina nera mi affascina. Corro a leggerne di più 🌺

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Vanessa, si, in effetti hai ragione su Pinco e Panco, e più avanti riappariranno, vedrai, in un episodio ancora non scritto. Creare un mondo è davvero una faticaccia, ma mi sto divertendo, e spero di far appassionare te e gli altri sino alla fine! Grazie mille, come sempre, per il tuo gioioso commento😁😁!

    3. Andrea Fiorini

      Il mondo dei sogni, gattini, creature orribili che però mi hanno fatto sorridere, un misterioso tizio in armatura: è tutto davvero interessante. Ho letto solo ora questo primo episodio e devo dire che ho proprio fretta di andare a scoprire come prosegue!

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Andrea, mi fa piacere ritrovare il creatore dei sognastrelli tra i lettori del mio racconto! Spero di non deluderti, ma più avanti ci saranno nuovi personaggi e.. nuove creature!

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Tiziano, ti ringrazio per le tue parole, ogni tuo commento è importante per uno alle prime armi come me!

    4. Andrea Bindella

      Grazie Antonino per questa stupenda storia tra il fantasy e la fiaba (sembra l’inizio de “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”. Si prospetta una bella serie!
      Mi è piaciuto molto il modo in cui pian piano fai entrare “l’azione” nella storia.
      Al prossimo capitolo! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Grazie a te Andrea per aver letto e commentato! Le tue parole mi lusingano tanto, in effetti Alice mi ha ispirato, ma le influenze non sono solo le sue… Grazie ancora!!!

    5. Micol Fusca

      Ciao Antonino, finalmente sono riuscita a leggere il tuo racconto per bene e ad assaporarlo nella sua completezza. Sai già che questa serie mi terrà avvinta allo schermo, ha quel tocco di favola e di mistero che amo particolarmente. Le domande che si affollano nella mia mente sono molte. La fanciulla di nome Regina è divenuta una spada? Qual’è la vera natura dell’Armatura, cela qualcuno al suo interno (così mi era parso di comprendere nel raccolto precedente quando parlavi del cacciatore) o come l’Alphonse di Fullmetal Alchemist è solo un involucro che cela un’anima? Insomma, tante, tante cose da scoprire. In un piccolo cenno su Facebook ti ho detto che ho eletto “Le Cronache di una sognatrice” come mio nuovo “sognastrello”: questa piccola creatura creata da Andrea Fiorini qui su Open ha conquistato un posto nel mio immaginario. Attendo le avventure di Zaira, spero di poter leggere il prossimo episodio al più presto 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Micol, le tue domande, per ora, rimarranno senza risposta😁😁😁! La serie si arricchirà di altri personaggi, e la povera Zaira vivrà tante magiche DISAvventure, e tieni conto che, nella mia mente bacata, questa sarà una LUNGA serie (almeno spero di poter reggere il passo della mia mente!!!) Inutile dirti che per me è un piacere averti in questo Sogno… o Incubo!?…

    6. Giuseppe Gallato

      Finalmente ecco una serie che va davvero “oltre i confini della realtà”, una di quelle storie che attivano il mio interesse e lo amplificano a mille! In questo primo episodio ci sono tanti elementi che mi hanno piacevolmente colpito. In primis i sogni, un tema a me molto caro: questa possibilità di valicare, varcare mondi è sublime. La protagonista è proprio andata a finire in un “Incantesimo”! 🙂 L’altro elemento è la componente fantastica/avventurosa che emerge da una narrazione che ho trovato fluida, scorrevole e attenta. Bravissimo Antonino, contento di poter leggere qualcosa di veramente interessante. Attendo il prossimo episodio! 🙂

      1. Antonino Trovato Post author

        Le tue parole mi riempiono sempre di gioia, non solo per la stima che provo nei tuoi confronti, un caro e vecchio compagno di battaglie filosofiche all’università, ma anche perché hai più esperienza di me in questo ambito, ogni tua parola è preziosa! Grazie😋😋😋!!

    7. Dario Pezzotti

      Ciao Antonino, voglio essere sincero: questo primo episodio è meraviglioso! Un fantasy onirico in cui ho intravisto una sorta di Alice nel paese delle meraviglie. Che altro dire, io adoro le storie in cui il sogno è il vero protagonista (e la mia serie “La bambina che non sapeva amare” è un esempio), quindi da questa tua Opera mi aspetto molto.😊

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Dario, le tue parole mi inorgogliscono, e spero davvero di accontentare le tue aspettative😁! Hai ragione nel dire che Alice mi ha ispirato, ma qui ti aspettano anche dei combattimenti… farò una visitina anche alla “bambina che non sapeva amare”, in attesa di Helena…

      2. faby fabiana

        Un inizio meraviglioso dove fiaba e sogno si uniscono. Un racconto fantasy minuzioso dallo stile fluido e accattivante. Mille domande affollano la mia mente, bramo per i prossimi episodi.Spero di leggerli presto .
        Complimenti

    8. Ely Gocce Di Rugiada

      Mi piace come piano piano fai entrare il lettore dentro la storia di Zaira, unendo il mondo al mondo dei sogni.Un inizio interessante che lascia il lettore smanioso di sapere come continua.Aspetto il prossimo episodio