Oro e indaco

Serie: Io ti sentirò

Ivanna è solo una bambina quando lascia l’orfanotrofio per una vita migliore grazie a Ginevra e Bruno, ma nonostante ciò il suo passato continua a tormentarla così come il ricordo di suo fratello. Riuscirà Ivanna a trovare un po’ di pace?

L’oro dipinto sulle mura si rifletteva nel cielo indaco, mi perdevo nel guardare l’alba. Quello era lo stesso sole che vedevo dall’orfanotrofio, lo stesso che ricordavo dalla casetta. Ma probabilmente lo stavo guardando dall’altra parte del mondo.

Quanto è lontana l’Italia dalla Polonia?

Me lo chiedevo spesso. E in tutto quel lusso, talvolta, mi sentivo in colpa.

Ad annebbiarmi la mente era un buon profumo di torta di mele appena sfornato, così uscivo e vedevo una signora affacciata al balcone del piano superiore: i suoi occhi erano caldi e pieni di saggezza.

Il volto era solcato da rughe ma nonostante questo rimasi affascinata da quell’anziana signora.

– Vuoi un pezzo di torta signorina? –.

Mi fece segno di venir dentro e io le andai incontro, il suo portamento ricordava vagamente quello di Ginevra.

Una volta entrata l’odore della torta si fece più forte tanto da risvegliarmi l’appetito, e quando l’anziana donna mi passò il piatto con il pezzo di torta e dopo aver aggiunto qualche scaglia di cacao mi buttai voracemente su quei sapori che mai avevo provato prima in vita mia. Il dolce e l’amaro mi inebriarono completamente tanto da desiderare un altro pezzo.

– Di questo passo tua mamma Ginevra e tuo papà non potranno assaggiarne un pezzo –, esclamò.

Trovai giusta quell’affermazione, così mi misi composta sulla sedia e mi guardai intorno.

C’erano molte foto appese alla parete, volti estranei ad eccezione di uno: il suo sguardo l’avrei riconosciuto ovunque, e nel tempo aveva conservato la stessa espressione di quando era appena una bambina.

– In quella foto tua madre aveva poco più che la tua età –.

– Com’era? –.

– Puoi credermi se ti dico che era una vera peste! Si arrampicava sulle piante come una scimmietta e raccoglieva sempre le mele che mi faceva trovare sul tavolo, inoltre voleva aiutarmi nella cucina e ha imparato presto a cucinare –.

Quell’idea mi rallegrò. Subito dopo la voce di Ginevra mi fece scattare dalla sedia, salutai l’anziana donna e corsi di sotto.

– Non hai resistito all’odore della sua torta di mele vero? –.

– Ho lasciato qualche pezzo per voi è veramente buona! Ma è vero che quando eri piccola ti arrampicavi sulle piante? –.

Sorrise.

Il quel sorriso mi parve che l’azzurro del cielo si riversasse su di lei.

– Oh si, e se terrai il segreto ti racconterò alcune mie avventure che non ho mai detto a nessuno! –.

Feci segno di cucirmi la bocca ed entrai a casa con lei.

Giorno dopo giorno trovavo sempre più pace nel vivere circondata da verde, profumi intensi e l’amore di una famiglia.

Quando uscivo di casa cominciavo a contare i mattoncini che mi separavano dal suo balcone fino a quando non incrociavo quegli occhi segnati da diverse primavere. Faceva segno di venir su e io correvo da lei, assetata di storie e di ogni sua parola. Mi raccontò tutto della sua vita, di quando era una bambina e andava a prendere l’acqua con una brocca fino al paese per poi tornare, di quando suo padre partiva per la guerra e tornava sano e salvo, di quando provò la gioia di essere madre.

Pendevo dalla sue labbra.

Vivevo tempi lontani con lei, luoghi che non avrei mai visto e situazioni che non avrei mai potuto vivere. Ma in qualche modo le immaginavo nella mia mente erano limpide e vive come se quei ricordi fossero stati miei.

Mi insegnò ad intrecciare corone di peperoncini per appenderli sopra il balcone, a fare le marmellate e un po’ di cucito.

– Volevi bene alla tua mamma? – le chiesi un pomeriggio.

– Si bambina e molto. Tu invece? –.

– Io ho due mamme, non so a quale voler bene –.

Il suo volto si fece pensieroso per un attimo ma poco dopo tornò sereno – Penso che entrambe siano importanti per te, chi in un modo chi nell’altro. Ricordalo sempre Ivanna –.

In quel momento non potevo capire il significato di quella frase tanto che passò subito in secondo piano.

– Però non ho mai avuto una nonna –.

Forse fu per questo che legai tanto con nonna Marisa, fu l’unica nonna che conobbi.

Serie: Io ti sentirò
  • Episodio 1: Dove lasciai il mio cuore – Tramonto
  • Episodio 2: Frammenti d’autunno
  • Episodio 3: Fiocchi di neve – Regina
  • Episodio 4: Il suo odore era gelsomino
  • Episodio 5: Italia
  • Episodio 6: Oro e indaco
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