Ospiti da Brigitta

Brigitta Di Capri era entusiasta: finalmente alla vigilia di Natale avrebbe avuto ospiti. Erano anni che passava quella festività da sola: suo marito era morto venticinque anni fa in un incidente d’auto e i suoi figli – luridi ingrati – inventavano mille scuse pur di non passare del tempo con lei.

Quando era nel fiore della giovinezza e ancora attiva come attrice, l’essere considerata una delle donne più belle al mondo le permetteva di circondarsi di una miriade di persone. Ma adesso che Brigitta aveva settant’anni e il tempo, il silicone e il botulino avevano sfigurato il suo corpo trasformandola in una vecchia ciabatta, era stata abbandonata.

La villetta in cui viveva possedeva un ampio salone, per pulirlo aveva impiegato quasi tutta la mattina, ma il risultato era soddisfacente: il pavimento in marmo bianco era lindo, le pareti del medesimo colore con ricami dorati splendevano e così i due lampadari in stile barocco appesi al soffitto. Facevano una gran bella luce e un piacevole effetto una volta entrati nella stanza, ricordava lo sguardo affascinato di quando aveva ancora ospiti. Aveva cambiato le tende, rosse per l’occasione; sul camino aveva appeso una ghirlanda ed alcune calze e le aveva riempite di dolci. Sul tavolo che poteva ospitare fino a cinquanta ospiti aveva posato le tovaglie per la festa, con ricami rossi e verdi di renne e ghirlande e qualche volto del pancione che portava regali – pacchiane – ma facevano un bell’effetto.

La signora Di Capri era soddisfatta, lasciò la sala e raggiunse le scale che portavano al piano di sopra per andare in bagno. Riempì la vasca d’acqua calda e di sali da bagno; una volta spogliatasi, si immerse.

Brigitta si crogiolò nel calore dell’acqua: quaranta gradi come era solita fare un’attrice di cui nemmeno ricordava il nome.

C’era la sua vecchia radio su una sedia accanto la vasca, l’accese ed il segnale giunse disturbato; ruotò le manopole alla ricerca di una stazione: “La situazione degenera… la polizia… i militari faticano a…” Brigitta cercò ancora e, alla fine, trovò un canale che trasmetteva musica natalizia. Muoveva il piede a ritmo mentre lasciava che i sali versati in acqua inebriassero il suo olfatto. Sentì delle urla provenire dall’esterno e alzò il volume della radio per coprirle, restando nella vasca fino al tramonto.

La donna uscì dall’acqua, indossò l’accappatoio e andò in camera a prepararsi: mise un rossetto di un rosso intenso, applicò le ciglia finte, un po’ di mascara e legò tra i capelli un grande fiocco rosso che la rendeva simile ad un pacchetto regalo, ed era proprio ciò a cui voleva assomigliare.

Si tolse l’accappatoio e si portò davanti allo specchio, osservando come la chirurgia l’avesse trasformata: la pelle le sembrava elastica e liscia come quella di una ventenne, i seni alti e sodi e il volto, gonfio e asimmetrico, appariva alla signora Di Capri bello come un tempo.

Uscì dalla sua stanza senza coprirsi e riprese la radio dal bagno, alzando al massimo il volume della musica. Canticchiava i motivetti natalizi mentre scendeva i gradini e raggiunse la porta d’ingresso che aprì. Sentì il gelo sul corpo, le urla di chi ancora fuggiva, vide il sangue e i resti dei corpi dei vicini al suolo, smembrati e divorati dalle creature svegliatesi da un sonno che doveva essere eterno. La stavano aspettando e adesso, Brigitta era pronta.

Lasciò la radio sulla soglia, accese tutte le luci e raggiunse il salone. Scossa dai brividi di freddo, salì sul tavolo e si distese su di esso, raggiante. I non-morti, o come li chiamavano quegli stolti, presto avrebbero ritrovato la loro adorata Brigitta Di Capri, l’attrice amata e benvoluta da tutti.

Sentì i grugniti, i passi strascicati dei primi zombie e Brigitta sorrise come non le accadeva da tempo. Si augurò che i primi ospiti lasciassero qualcosa anche per gli altri.

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