Parole sull’acqua

Serie: Parole sull'acqua

Londra è la città più grigia in cui abbia mai vissuto. Piove e fa freddo, sempre. Di rado esce il sole e in quelle occasioni ne approfitto per passeggiare. In una di queste rare giornate soleggiate, ho scoperto un canale, Regent’s Canal. Su un lato si trovano delle casette così tranquille che sembrano quasi disabitate, sull’altro due immensi giardini che impediscono alla frenesia della città di raggiungere chi sta passeggiando lungo il canale. È un piccolo angolo di pace nella grande città di Londra. La mia passeggiata è breve, arrivo sempre fino ad un grande albero. Mi siedo all’ombra e leggo un libro o guardo le houseboat che riempiono il canale. Ce n’è sempre una diversa e passo il tempo ad immaginare come potrebbe essere vivere in una barca. Un giorno, arrivata al solito albero, mi sono accorta di aver scordato il libro a casa e, per la prima volta, neanche un houseboat in vista. Stavo pensando di tornare a casa quando ho sentito il rumore del motore di una barca. Mi aspettavo un houseboat di quelle moderne con un mini giardinetto super curato o una di quelle che guardandole ti chiedi come sia possibile che galleggi ancora, ma la barca che si iniziava ad intravedere all’orizzonte non era né l’una né l’altra. Quel giorno conobbi Mrs Austen. Mi sono spesso chiesta se quello fosse il suo vero nome. Era una donna senza età: non sono mai riuscita ad indovinarla. Qualche capello bianco mi ha spesso fatto pensare che potesse avere tra i quaranta e cinquant’anni. Ma la sua pelle senza un accenno di rughe, come se il tempo si fosse scordato della sua esistenza, e il suo sorriso così tranquillo e leggero mi hanno portata spesso a pensare che fosse più giovane di me. Quando incontro qualcuno per la prima volta guardo sempre il sorriso. Molti non sorridono. Altri, secondo me i peggiori, si sforzano di sorridere pensando di poter ingannare chi gli sta di fronte. Il sorriso di Mrs Austen l’ho visto solo nei bambini. Proprio così per me Mrs Austen era una bambina intrappolata nel corpo di una donna. Non fraintendetemi, quando dico “bambina” non significa immatura ma piena di voglia di fare, allegra, sempre pronta allo scherzo e a ridere e a meravigliarsi per piccole cose che solo i bambini potrebbero notare.Non mi scorderò mai la prima volta che che la incontrai: “Buongiorno cara. Sono Mrs Austen, amante di libri e ladra di storie! Come posso aiutarti?”Di aiuto ne avevo bisogno eccome! Stavo cercando la sezione dei romanzi per vedere cosa proponeva questa insolita libreria e decidere se comprare o meno un libro. Mi sono resa presto conto che non c’era nessuna divisione per genere:”Vorrei comprare un romanzo, oppure no, non lo so. Veramente vorrei vedere dei romanzi.”Mrs Austen si mise a ridere di gusto:”Ahahah! Perdonami cara, ahah, ma forse sei nel posto sbagliato. In questa libreria i romanzi si leggono, non si vedono.”Nonostante Mrs Austen mi ispirasse simpatia questa risposta mi diede fastidio. -Stava ridendo di me? Per una parola sbagliata? Penso si capisca il senso della frase, è ovvio che i libri si leggono.-“Volevo dire leggere dei romanzi.” -Leggere dei romanzi? “Dei” è plurale non voglio che si prenda ancora gioco di me.-Mi corressi immediatamente:”In realtà volevo dire leggere UN romanzo. Si, ecco, uno solo.” -Ma prima di leggerlo devo comprarlo, potrebbe pensare che non voglio pagare.-“No non è vero! Cioè si, è vero che voglio leggere un romanzo ma in questo momento vorrei comprare un romanzo per poi leggerlo. Pensandoci, non sono sicura di volerlo comprare. Di solito mi metto seduta sotto quell’albero a leggere ma oggi ho scordato il libro e quindi vorrei comprarne un altro per passare un po’ di tempo a leggere come faccio sempre, però se ne inizio uno nuovo poi lo devo finire, ma devo finire anche il libro che ho a casa e io non riesco a leggere due libri contemporaneamente quindi vorrei leggere, ma non sono sicura di voler iniziare un nuovo libro e così volevo solo vedere dei libri. Si voglio vedere dei libri…credo”. Alla fine della frase non avevo più fiato ma un gran mal di testa, e credo anche Mrs Austen.”Cara, sei sicura che va tutto bene?” Mi guardò con un’aria seriamente preoccupata. “Si, le risposi mentre stavo ancora prendendo fiato dopo aver superato il record di apnea con il mio monologo, vorrei solo comprare un libro”.Mrs Austen scomparve dietro ad uno scaffale e riapparve subito dopo con un libricino:”Direi che questo è quello che fa per te”. “Il brutto anatroccolo?” Ero indecisa se ridere o sentirmi offesa per la scelta: “Grazie ma credo di averlo già letto quando ero piccola. Cercavo qualcosa più da adulto.”Feci per ridarglielo ma lei lo spinse dolcemente verso di me:”Cara, credimi hai bisogno di rileggere questo libro. Facciamo così: questo non lo paghi. Lo leggi e domani me lo riporti.” Accettai d’istinto, poi il mio cervello si rimise in moto e pensai che la mattina seguente avrei dovuto lavorare, forse non sarei arrivata in tempo per restituirle il libro. Oltretutto avevo visto il meteo prima di uscire quel pomeriggio e dicevano che sarebbe piovuto e io non ho mai amato camminare sotto la pioggia. Che fantastica idea scegliere di vivere a Londra.Feci presente a Mrs Austen le mie preoccupazioni: “Se non riesco a portarglielo domani? Ha un biglietto da visita o qualche cosa per rintracciarla? Un numero? Un indirizzo email?”Mrs Austen, impegnata a spolverare degli scaffali, mi rispose senza alzare lo sguardo dal suo lavoro:”Sono sicura che riuscirai a passare nel pomeriggio, con il sole che ci sarà domani devi approfittarne per uscire. Mi troverai sempre qui, ti aspetto cara!”-Veramente domani ci sarà il diluvio- pensai ma decisi di non ribattere.Tornai verso casa, parlare con Mrs Austen era stato un dispendio di energie enorme. Quella sera mi misi nel letto e inizia a leggere il brutto anatroccolo. Finito il libro, non ci volle molto, ripensai all’insolito pomeriggio e mi vennero in mente le parole di Mrs Austen “Cara credimi hai bisogno di leggere questo libro”. Ero così impegnata a cercare di parlare usando le parole giuste che non mi era passato per la mente di chiederle cosa voleva dire. -Perché avrei bisogno di un libro per bambini?-Non aveva senso continuare a pensarci, il meteo non era cambiato da quando l’avevo letto prima di uscire, segnalava sempre grandi temporali per il giorno seguente. Probabilmente non avrei incontrato ancora Mrs Austen molto presto. La mattina dopo mi alzai dal letto e andai ad aprire la finestra. C’era il sole.

Serie: Parole sull'acqua
  • Episodio 1: Parole sull’acqua
  • Episodio 2: Il brutto anatroccolo
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    Discussioni

    1. Interessante ed intrigante. Mi è piaciuto il rimando ad un autrice che adoro e le descrizioni dei luoghi sono sublimi. Sino curiosa di proseguire e vedere come si sviluppa la trama.

      1. Grazie davvero! Spero di continuare ad alimentare la tua curiosità. Grazie ancora!

      1. Ciao Micol! Grazie per il commento. Spero di non deluderti con il secondo episodio!