PARTE QUARTA – L’INSONNIA (1/2)

Serie: NEVADA - Un insolito omicidio nel deserto


PARTE QUARTA – L’INSONNIA

Ross ha avuto il permesso di procedere con gli interrogatori, segue uno schema da lui ideato che dice gli permetterà di ottenere informazioni rapidamente, non so quanto possa essere vero. Sono passati ormai più di venti giorni dalla sua sfuriata nel bagno della centrale, da allora non ci sono stati passi avanti sul caso, e visto che a Turner avevano dato un ultimatum dai piani alti, ha deciso di dar retta al tenente. Non mi importava che il mio punto di vista non avesse portato a nulla, o se per questo fossi uscito dalle grazie del capitano, ma da quando il caso aveva raggiunto un apparente punto morto, avevo smesso di dormire.

L’unità è stata smantellata, ed io sono stato relegato a fare del lavoro d’ufficio. Ogni stramaledetto giorno la mia scrivania è piena di montagne di scartoffie da sistemare, ci lavoro assieme a Terence, che come se già non mi pesasse abbastanza, mi assilla con la questione Simmons.

« Non è giusto Vincent, ancora non sono riusciti a prendere il suo assassino. »

Lo so Terence, maledizione, sarà la centesima volta che me lo ripeti oggi, quanto vorrei essere per strada in questo momento. Ross entra dalla porta con la sua solita camminata decisa, mi rivolge un breve sguardo e tira dritto, non sembra affatto di buon umore, deve aver fatto un altro buco nell’acqua. Brancolano nel buio, la cosa non mi dà affatto soddisfazione. Certo, non mi troveranno allo stadio a sventolare una bandierina con la scritta “Team Ross”, ma vorrei davvero conoscere come si sono svolti effettivamente i fatti quella notte nel deserto, magari finalmente ritroverò il sonno.

Un agente entra con in mano un malloppo di fogli, spero che non venga da questa parte, ma lo fa, allora spero siano per il collega alle mie spalle, purtroppo non è così.

« Ragazzi, dovete sbrigare queste carte, doveva farlo Jordan, ma è impegnato con il tenente Ross, perciò… dovete farlo voi. » ci dice, riponendoli sul tavolo ed allontanandosi immediatamente.

Quanto vorrei cospargere la scrivania di benzina, e darle fuoco. Qui dentro rischio di impazzire, mi serve una pausa.

« Terence, torno subito, ho bisogno di staccare. »

Mi allontano da quell’incubo e raggiungo la macchinetta del caffè, la brocca è semipiena, devono averlo fatto da poco. Ci riempio un bicchierino di carta, e ne mando giù un sorso, come al solito sa di piscio. Connie, una delle centraliniste, mi si avvicina timidamente, è sempre molto carina con me. Porta dei grossi occhiali neri, che le scivolano giù per il naso da quanto sono pesanti, così li riporta su con l’indice ed ogni volta dopo sorride.

« Ciao Vick! » mi saluta con voce appena udibile.

« Ciao Connie. Ti sconsiglio il caffè, è un autentico schifo. »

« Grazie, ma comunque io non lo bevo il caffè. Volevo solo dirti che mi dispiace per la tua situazione. »

« Si beh, poteva andare anche peggio. » le dico incurante.

Impacciata, mi si avvicina di qualche passo, e poggia la sua mano dolce sulla mia spalla.

« Vick, vorrei tanto fare qualcosa per farti stare meglio. »

Qualche minuto più tardi siamo nel seminterrato, nella stanza dove teniamo i fascicoli sui casi chiusi, la sotto nessuno può sentire i suoi gemiti di piacere mentre la sbatto su un portadocumenti impolverato. Fa un caldo infernale, la luce solare che sopravvive al vetro spesso della finestrella impolverata, si riflette sui nostri corpi sudati. Anche mentre facciamo l’amore gli occhiali le scivolano sul naso, glie li sfilo, la cosa le piace e mi chiede di baciarla, non sono un tipo da baci, ma la accontento. Stringe la mia testa forte al suo seno mentre la possiedo con più vigore, sento il suo cuore quasi esplodere, le sue labbra ansimanti si appellano a Dio, fino a che non raggiunge l’estasi, ed io con lei. Riprendiamo fiato mentre con le mani sul mio collo mi trattiene vicino a se, il mio sguardo basso è rivolto ai suoi seni che palpitano ad ogni suo respiro. Sollevando la testa incontro prima le sue labbra, sulle quali assieme al rossetto sbavato si è dipinto un sorriso appagato, quindi i suoi grandi occhi nocciola, che mi osservano rilasciando un luccichio che non comprendo. Mi da un piccolo bacio sulle labbra, per poi riprendere a guardarmi quasi come fosse in attesa che io dica qualcosa, ma non so bene cosa dire. Quando prova a darmi un altro bacio, mi ritraggo.

« Dovremmo tornare di sopra adesso. » Le dico.

Mi sottraggo alle sue braccia, riabbottono la camicia e riaggancio la cintura. Lei non si è ancora rivestita, ha solo rimesso gli occhiali, e con le mani trattiene la camicetta chiusa sul suo seno, come se adesso provi imbarazzo a mostrarmelo. Nel dirigermi verso la porta, le consiglio di attendere prima di venire su, in modo da non destare sospetti. Il suo volto ha cambiato espressione, gli angoli della bocca sono piegati verso il basso, e le palpebre cadono sui suoi occhi lucidi, mentre a capo chino fa di tutto per evitare il mio sguardo.

« D’accordo. » mi dice con voce strozzata.

Non capisco cosa le sia preso, un attimo prima era felice, ed ora pare sul punto di dover piangere, forse dovrei chiederle il motivo, ma non ho tempo di preoccuparmene adesso. Non so spiegarmi come, ma quella galoppata mi aveva dato un nuovo stimolo, una prospettiva diversa.

Risalgo le scale cercando di non dare nell’occhio e raggiungo l’archivio delle prove, per entrarvi devo esibire il distintivo al custode all’ingresso. Una volta dentro, prendo la scatola con i fascicoli del caso Simmons, e sfilo le lastre dove è possibile vedere il proiettile sparato a Lenny Dalton. Voglio portarle via con me, ma non si possono prelevare prove senza un’autorizzazione, devo inventarmi qualcosa. Faccio la cosa più banale che si possa fare, infilandole sotto alla camicia. Un occhio attento le avrebbe notate, tuttavia conoscevo il custode, era un pigro buono a nulla, che si era fatto destinare all’archivio proprio per poter oziare tutto il giorno. Riesco ad eludere la sua vigilanza senza problemi, e quando firmo sul registro delle visite, non si accorge neppure che utilizzo il nome di Harry Callaghan. Una volta uscito, le sfilo in fretta dalla camicia, arrotolandole e mettendole sotto il braccio mi dirigo verso la mia scrivania.

Serie: NEVADA - Un insolito omicidio nel deserto
  • Episodio 1: PARTE PRIMA – IL RINVENIMENTO (1/2)
  • Episodio 2: PARTE PRIMA – IL RINVENIMENTO (2/2)
  • Episodio 3: PARTE SECONDA – L’UNITÀ (1/2)
  • Episodio 4: PARTE SECONDA – L’UNITÀ (2/2)
  • Episodio 5: PARTE TERZA – LE INDAGINI (1/2)
  • Episodio 6: PARTE TERZA – LE INDAGINI (2/2)
  • Episodio 7: PARTE QUARTA – L’INSONNIA (1/2)
  • Episodio 8: PARTE QUARTA – L’INSONNIA (2/2)
  • Episodio 9: PARTE QUINTA – IL LIBRO (1/2)
  • Episodio 10: PARTE QUINTA – IL LIBRO (2/2)
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