PARTE TERZA – LE INDAGINI (2/2)

Serie: NEVADA - Un insolito omicidio nel deserto

PARTE TERZA – LE INDAGINI

« I corpi potrebbero essere stati spostati in seguito. » ipotizzò Ross.

Tale possibilità veniva tuttavia smentita dalle tracce ematiche rilevate sulla scena, così il tenente si convinse che ci fosse un terzo uomo quella notte nel deserto, e che questi avesse sparato a Dalton posizionandosi sul corpo di Simmons per depistarci. Non mi convinceva questa teoria, ma su una cosa concordavamo, la Chevrolet di Dalton vista aggirarsi attorno a casa di Simmons, il capello ritrovato nel portabagagli di quest’ultimo e la corrispondenza sulle caratteristiche fisiche definite nell’identikit del potenziale killer, ci portarono a considerare fosse lui il principale indiziato per l’omicidio dell’ex vice-procuratore. Di certo non gli mancava il movente, ed il fatto che gli avessero sparato non lo scagionava.

Nel corso della riunione tenutasi il giorno successivo alla consegna del fascicolo, il tenente Ross espose al resto dell’unità e al capitano la sua teoria.

« …Ora dobbiamo solo capire chi era il terzo uomo, e perché ha sparato a Lenny Dalton. Io penso che qualcuno li abbia seguiti, e vedendo quello che aveva fatto, ha pensato bene di fargliela pagare. Credo che dovremmo cercare fra gli estimatori di Simmons, non sono affatto pochi lo so, ma è comunque un inizio capitano. Mi dia l’autorizzazione, un numero di uomini adeguato, e cominceremo gli interrogatori prima di subito. » affermò con tono deciso.

Era certo di essere riuscito a persuadere Turner, ma rimase sorpreso, come tutti gli altri in quella stanza, quando il capitano si rivolse a me.

« Detective D’Angelo, qual è la sua opinione in merito? » mi chiese.

Non capivo la ragione di tale domanda, Ross era stato piuttosto chiaro nella sua esposizione, ed io non avevo in alcun modo mostrato dissenso, limitandomi ad ascoltare in silenzio. Colto alla sprovvista, non ebbi l’immediata prontezza di rispondere, ma quando Turner sollecitò una mia replica, dovetti aprir bocca.

« La mia opinione Signore, è che Lenny Dalton sia l’assassino di Simmons. » dissi.

Ross, che si era voltato verso di me, come avevano fatto anche gli altri colleghi, con un impercettibile cenno del capo, mi espresse il suo assenso. Il capitano, dopo aver fatto scorrere l’indice ed il pollice sui suoi folti baffi corvino, pareva non esserne pienamente convinto, e mi interrogò nuovamente.

« Quindi concorda con la versione del tenente Ross? »

« Si Signore, per quanto riguarda l’omicidio di Simmons la penso come il tenente. »

Ancora Ross annuì in segno di apprezzamento. Chissà, forse da quel momento avrebbe potuto avere inizio una più pacifica convivenza fra di noi. Ma questo solo se mi fossi limitato a dire ciò, senza proseguire ad esporre il mio pensiero, come invece decisi di fare.

« Per quanto riguarda invece la dinamica da lui esposta, capitano, io non ritengo plausibile l’ipotesi di una macchinazione di un terzo uomo, col fine di depistarci. Inoltre Signore, pur essendo Lenny Dalton un individuo poco sveglio, dubito fortemente che questi non si sarebbe accorto di venir seguito in mezzo al deserto. »

L’espressione di Ross mutò repentinamente, ed il suo volto da compiaciuto, trasfigurò in un misto di collera e sconcerto. Ma il peggio per lui doveva ancora venire, Turner infatti aveva un’altra questione da pormi.

« Dunque detective, lei come consiglierebbe di procedere? »

Anche questa volta, alla domanda postami, rimasi inizialmente muto. Negli occhi di Ross potei leggervi quasi una supplica a tacere, tuttavia non potevo proprio farlo, non era nella mia natura.

« A parer mio Signore, sarebbe più opportuno andare avanti con le indagini. Ritengo ci sia la possibilità di scoprire altri elementi che potrebbero esserci sfuggiti fino a questo momento, e che ci permetterebbero di far luce sugli eventi. »

Il tenente Ross non era estraneo a scatti d’ira, e mi sorpresi di come riuscì a contenersi, immagino che trovandosi davanti ad un superiore, volesse evitare di mostrarsi irritabile. Eppure, nel momento in cui Turner, lasciandosi apparentemente guidare dalle mie parole, espresse la sua volontà di proseguire con le indagini per almeno un’altra settimana, il tenente non riuscì più a trattenersi.

« Capitano, con tutto il rispetto, ma lei ha affidato a me l’unità. Quindi credo dovrebbe dar retta al mio parere, non a quello di un sottoposto. Le manifestazioni ci sono già state, e abbiamo visto che sono sempre sfociate in disordini, non potranno far altro che peggiorare Signore. >>

La replica del capitano fu stranamente pacata, come se non fosse convinto neanche lui di ciò che diceva.

« Non so tenente, la sua linea d’azione non mi convince. Interrogare tutti i simpatizzanti di Simmons, significherebbe mettere sotto accusa almeno metà della città, questo tra l’altro comporterebbe un eccessivo dispendio di forze e di risorse. Direi piuttosto di proseguire con le indagini, in attesa di nuovi sviluppi, e nel caso non dovessero essercene, rivedrò la mia posizione, e prenderò in considerazione la sua proposta tenente. »

Appena la riunione fu aggiornata, Ross lasciò rapidamente la stanza, il suo aspetto era quello di una teiera dimenticata sui fornelli, era pronto ad esplodere. Qualche ora più tardi, mentre entravo nel bagno della centrale, con la coda dell’occhio lo vidi accelerare il passo verso di me. Quando mi raggiunse dentro, stavo pisciando in un orinatoio, non fece in tempo ad aprir bocca, che dopo di lui entrò anche un agente semplice. Questi si mise a due orinatoi di distanza alla mia sinistra, e il tenente si vide costretto anch’egli a tirar giù la lampo e a tener chiusa la bocca. L’unico suono che sporcava il rispettoso silenzio in quel gabinetto, era quello dell’urina che impattava nella ceramica. Quando ebbi finito, azionai lo scarico e mi portai ai lavandini, Ross mi raggiunse quasi immediatamente. Nel mentre che mi risciacquavo le mani, potevo vedere attraverso lo specchio il suo riflesso, nervosamente si strofinava le mani insaponate, e di tanto in tanto mi gettava un’occhiata, e lo stesso faceva con il collega, che intanto si era portato ai lavabo. Ross fremeva dall’impazienza, in attesa che questi lasciasse la stanza, e quando finalmente ciò avvenne, il tenente poté dar sfogo alla sua collera.

« Ma tu chi cazzo ti credi di essere D’Angelo? Mi hai remato contro, quando c’eravamo già accordati su come siano andate le cose. »

Sbraitava e dimenava il suo dito inquisitore, ed io lasciai che mi inveisse contro. Avrei potuto uscire dal bagno senza dargli l’opportunità di sfogarsi, ma preferii attendere, per dargliene modo. Mi sentivo quasi in dovere, non provavo un senso di colpa per aver espresso la mia opinione, affatto, ma avendoci lavorato a stretto contatto, avevo avuto modo di vedere con quanta dedizione si fosse dedicato al caso. Probabilmente, avrebbe continuato ad urlarmi contro per un bel po’ di tempo ancora, se solo non fosse entrato il sergente Thomas, costringendolo così ad interrompersi.

« Salve signori. » esclamò il sergente.

Entrambi rispondemmo al saluto. Ross agitò le mani per dar loro una rapida asciugata, e dopo essersi sistemato il nodo della cravatta, se ne andò. Il sergente Thomas osservò la scena in assoluto mutismo, e quando il tenente non fu più nella stanza, mi domandò se c’erano per caso problemi. Immagino che, nonostante il locale fosse insonorizzato, avesse avvertito le urla anche da fuori.

« No, nessun problema Signore. » risposi.

Serie: NEVADA - Un insolito omicidio nel deserto
  • Episodio 1: PARTE PRIMA – IL RINVENIMENTO (1/2)
  • Episodio 2: PARTE PRIMA – IL RINVENIMENTO (2/2)
  • Episodio 3: PARTE SECONDA – L’UNITÀ (1/2)
  • Episodio 4: PARTE SECONDA – L’UNITÀ (2/2)
  • Episodio 5: PARTE TERZA – LE INDAGINI (1/2)
  • Episodio 6: PARTE TERZA – LE INDAGINI (2/2)
  • Episodio 7: PARTE QUARTA – L’INSONNIA (1/2)
  • Episodio 8: PARTE QUARTA – L’INSONNIA (2/2)
  • Episodio 9: PARTE QUINTA – IL LIBRO (1/2)
  • Episodio 10: PARTE QUINTA – IL LIBRO (2/2)
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