Peperonata!

Sabato mattina mi son svegliato con ‘sta voglia di peperonata e, ancor prima di far colazione, mi son preoccupato di vedere se avevo l’occorrente per.

Ovviamente il mio frigo e la mia dispensa erano pieni di : sacchetti di patatine (mezzi aperti), aranciata Lurisia (in caso di guerra termonucleare Koreana, che non si sa mai), sughi pronti da single, frutta in decomposizione e mezza foglia di insalata che la verdura è importante, ma non c’era traccia di peperoni, pomodori, cipolle e patate.

Bon, dopo aver imbastito una colazione energicamente sufficiente a guidare, comprare, tornare indietro, mi lancio al megamaxi centro commerciale che ho dietro casa per prender tutto quello che serve per una peperonata come si deve.

Allora, solitamente il parcheggio del megacentro è tipo una spianata di asfalto che ci troverebbe tranquillamente posto anche l’astronave aliena di Indipendence Day, nel caso sentissero il bisogno di scender giù a comprar della birra: per evitare che uno parcheggi la macchina e poi non riesca più a trovarla, hanno messo perfino dei gran pali con in cima una forma di banana, carota, melanzana, così uno ha un punto di riferimento (ho parcheggiato a sud della melanzana, ti saluto che c’è un autobus che parte tra 2 minuti…).

Beh, il problema è che proprio stamattina han deciso di fare una specie di fiera sulla spianata con mercatini di natale (siamo in maggio), pista di go-kart amatoriale e brucomela per bambini con poche pretese.

Risultato: la capacità del parcheggio si è notevolmente affievolita, ma comunque non tanto da destare preoccupazione.

Quindi trovo un posto facile all’ombra della carota ma, mentre sto per raccattare le borse per la spesa, mi si avvicina uno dei soliti personaggi che chiedono se sei contro la droga, di mettere una firma e di mollare giù 10 euro.

Ora, non ho mai capito a chi serva tutto ciò e chi permette tutto ciò se quando io provo a suonare per strada mi arrivano subito due vigili che mi chiedono se ho i permessi anche solo per accordarmi la chitarra sulla pubblica via.

Comunque:

“Scussa maaaaa, posso farti una domanda? (ha la esse più blesa di Jovanotti)”

“No guarda, scusa son di fretta”

“Scussa maaaa, è ssolo una domandaaaaaa, sei contro la ddrogga?”

E mi si appoggia alla portiera che non posso aprire nè chiudere.

” Si ovvio, trovo che la ddroga travi i giovani come te”

“Scussaaaaa maaaaa, allora dovresti firmare la petizzione per abolire la droga e versare il contribbutto per aiutare i ggiovani a non entrare nella ddroga”

Ok.

Questo è molesto professionista e non posso neanche chiudergli la testa nella portiera perchè mi blocca lui.

Sono addestrati.

Ok, mi costringo a pensare a un diversivo…ci sono.

“Ehi, è uno spinello quello lì per terra?”

E mentre lui si volta a cercare – con occhi febbricitanti di ragazzo contro la droga – la canna gratis, io risalgo in auto, metto in moto e me la svigno a bussola dalle parti dell’ananas, che dovrebbe essere a una distanza tale da scoraggiare eventuali inseguimenti a piedi e aggressioni.

Solo che.

La zona ananas è già bella piena, probabilmente riempita da tutti i fuggitivi dei questuanti contro la droga e a trovare un posto si fa fatica.

Ci sarebbe la zona Anguria, ma lì siamo proprio alla periferia del supermercato (si vede dalla finestra di casa mia) e tanto valeva venire a piedi.

Insomma, faccio qualche giro nel parcheggio e alla fine vedo che una macchinetta di quelle da guidare senza patente se ne esce da un posto che sta tra un suv transatlantico da una parte e il gabbiotto dei carrelli (vuoto) dall’altra.

Ben, con una manovra degna di Nuvolari mi infilo in un sol colpo e senza manovre nello spazio lasciato libero.

Solo che #2

La macchinetta in quanto tale ci stava abbastanza larga, la mia che è più grande ci sta anche lei, ma solo se non apro le portiere che sono perfettamente equidistanti e a centimetri 2 da suv Titanic e gabbiotto.

Ok.

1-2-3 prova dell’incazzo, prova dell’incazzo 1-2-3.

Siamo già a buon punto.

Bè, facciamo retromarcia e andiamo…ma mi accorgo dall’altra parte una macchina sta uscendo in retromarcia senza nessuno a bordo, probabilmente perchè qualche cerebroleso non ha tirato il freno a mano.

Velocemente rientro nel mio posto e per fortuna la macchina si ferma senza toccare la mia, ma di fatto non posso uscire senza batterci contro.

1-2-3 prova dell’incazzo, prova dell’incazzo 1-2-3.

Ok. Calma.

La peperonata verrà buonissima no?

E’ un alimento sano, delizioso e poco calorico.

Bon.

Avanti non posso andare perchè c’è un’altra macchina; se faccio retro per spingere quella dietro potrei danneggiarla.

Arriverà ben il proprietario no?

No.

Mezz’ora dopo sono ancora lì incastrato.

Non posso suonare neanche il clacson perchè i rumori della fiera vicina sono troppo forti.

Bè, stupratemi allora.

Decido di provare a chiamare la reception del centro commerciale per fargli fare un annuncio e mandare il tipo della macchina a spostarmela ma ovviamente, poichè pensavo di metterci 15 minuti, non ho preso neanche il cellulare.

Inoltre, vedo che sta arrivando nella mia direzione il coatto della firma di prima.

Inoltre#2, la temperatura nel parcheggio sta considerevolmente aumentando.

E’ troppo.

Avvio il motore, dò qualche colpo di acceleratore a vuoto come nei film e faccio retromarcia, fino a toccare con malgarbo il paraurti della macchina dietro e a spingerla, quando sento gridare il coatto e lo vedo correre nella mia direzione.

La macchina era la sua.

1-2-3 prova dell’incazzo, prova dell’incazz…basta.

Tiro il mio freno a mano in modo da bloccargli la macchina ed esco.

Calmo.

“Scusaaa maaaaaa, così mi rovini la macchina”

La guardo: una Tipo, credo del 1987, con dentro una serie di oggetti frutto di un trasloco o una rapina che deve essere arrivata al parcheggio solo a spinta. Con 4 ruote coi cerchi uno diverso dall’altro. Senza mezzi fari dietro. Con la vernice che forse un tempo era blu, ora invece è ruggine.

Rovinare?

Quella macchina non la vedevo più da quando mio padre ha rottamato la sua di Tipo, ma tipo era talmente tanto tempo fa che credevo non fosse neanche mai successo.

Poi noto un’altra cosa nel parcheggio.

Lo guardo: fisicamente ci equivaliamo, ma ho un incazzo che corre nelle vene che da un momento all’altro mi aspetto di vedermi gonfiare i muscoli e diventar verde, sovrastandolo di un bel metro.

“Senti”- dico calmo- “ti faccio una proposta: tu entri ora nel centro commerciale e mi compri 5 peperoni di colori diversi, 2 cipolle bianche, la pummarola e un sacco di patate e io poi ti lascio tornare a casa.

Comincia a protestare.

Io risalgo in auto e in retromarcia spingo la sua un po’ più indietro.

Riscendo.

“Ah, son convinto del fatto che mi offrirai pure la spesa, poichè grazie al tuo disguido ho perso del tempo”

Riprotesta.

Altra retromarcia, ora la Tipo è a pochi centimetri da quello che avevo visto prima: una Mercedes SLK così nuova di palla che forse deve ancora uscire sul mercato.

Costosissima.

Probabilmente di proprietà del questore.

Una spintarella in più e la Tipo andrebbe a sbattere sul muso della costosissima, mettendo nei guai il proprietario della Tipo, poichè io resterei lì a testimoniare che il ragazzo non aveva tirato il freno a mano. A chi crederebbero? A un importunatore o a un rispettabile cittadino?

Alla fine , dopo avermi rimborsato la spesa e lasciato il suo parcheggio e confidatomi la parola d’ordine per cui se la dici tutti i banchetti contro la droga d’Italia ti lasciano in pace, raggiungiamo l’accordo di dichiarare che non ci siamo mai visti nè conosciuti.

Entro nel megamaxi, sono le 12.20.

Prima del supermercato c’è sulla destra un nuovo burgy burgy .

Dice: oggi hamburger veggy ai peperoni, cipolle e senape.

‘Fanculo la peperonata.

Ragazzo? Fammene 2 ben grigliati, grazie.

Alla salute del coatto.

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Commenti

  1. Andrea Ferrini

    Racconto molto simpatico, scorrevole e sinceramente mi ha strappato un sorriso.
    Finale non del tutto scontato.
    Mi piace.

    P.s.: Situazione attuale del ragazzo che vive solo, mi sono immedesimato.