Pietà per gli ultimi

Serie: Helena Everblue

«E che diamine!» borbotta l’anziano pescivendolo estraendo la lama dalle scapole del donnone «Va bene rompere le palle, ma te stavi esagerando!»

Helena spalanca gli occhi dinanzi a quella scena surreale: il blu cobalto che nasce quando il vento di burrasca decide di giocare zigzagando tra aria e acqua, tra cielo e oceano. Il pugno di Markus la raggiunge con una forza inaspettata; una forza da spaventapasseri che è però sufficiente a scaraventarla nella polvere. A Hugo sembra di sentire un suono ovattato quando la nuca della ragazzina incontra i ciottoli vischiosi che decorano disordinatamente il terreno, ma forse è solo suggestione.

«Ben ti sta, stupida mocciosa», ringhia Markus, lanciando un’occhiataccia alle palpebre serrate della piccola. «La prossima volta non me lo rubi più il pesce!»

Hugo si avvicina a Helena e le afferra un polso tra due dita; le ossa di cartapesta scricchiolano sotto la lieve pressione. Il battito è debole, ma presente.

«È solo svenuta, stupido vecchio.»

«Vabbè, aspetta che uso il coltello pure con lei.»

«Vedi di starle lontano! Stalle lontano.»

          Il chiarore lattiginoso della Luna, accarezza la polvere che ha lasciato il giorno. Hugo trascina Markus tra quella polvere, tra i rimasugli di odori e di sensazioni che hanno attraversato i suoi nervi durante le ultime ore. Controlla il proprio respiro, una, due, tre volte; di solito la Luna gli è amica, lo aiuta a rilassarsi, ma oggi pare non sia così.

«Ti sei liberato del corpo di quella donna?»

«Tutto sistemato, boss.»

«Tutto sistemato?! Hai ucciso un’aristocratica, stupido vecchio, non hai sistemato un bel niente!»

«Che vengano pure a cercarla! Non troveranno manco un pelo di fica.»

Hugo sospira e nella sonnolenza della sera il suo sospiro sembra invadere il mondo. Le voci sulla morte dell’aristocratica non avrebbero tardato a circolare; gli uccelli avrebbero cantato e i pesci bisbigliato.

«Sei tu boss che non fai le cose giuste; non ascolti i miei consigli! Com’è che non hai ancora ammazzato quella ragazzina?!»

«Mi stai dando degli ordini, vecchio?»

«Macché, solo un consiglio.»

«Non è la prima volta che mi dai questo…consiglio.»

«E te lo do finché non fai quel che va fatto.»

«Secondo te dovrei uccidere una bambina?!»

L’alzata di spalle del vecchio vuole essere una risposta.

Nella mano destra di Hugo, luccica la lama seghettata di un coltellaccio simile a quello che Markus aveva utilizzato per uccidere l’aristocratica. «Dovrei tagliarle la gola.»

Markus annuisce e nel chiaro di luna la sua sagoma pare uno spettro evanescente.

«O forse dovrei tagliarla a te», prosegue Hugo, «in fondo sei così vecchio che non ti resterà chissà quanto da vivere.»

«Tu sai quel che succede ai bambini che mettono piede in questa zona di Newcity? Certo che lo sai, e anche troppo bene! Quelle come lei la città bassa se li mangia in un boccone!» ribatte Markus, mentre una singola goccia di gelido sudore si fa strada tra la ragnatela delle sue rughe.

«Che dovrei fare? Piantarle questo coltello nel cuore?»

«Certo che lo dovresti fare, boss…per il suo bene!»

Gli sguardi dei due uomini si incontrano: l’uno accesso e vibrante, l’altro offuscato dalle cataratte.

«Per il suo bene.» Il borbottio di Hugo è rivolto più a se stesso.

«Sì, per mille cagnacci rognosi, sarebbe un atto di pietà»

Hugo ripone il coltello nella fodera che tiene nascosta sotto la veste e si rivolge nuovamente all’anziano pescivendolo. «Le cose andranno diversamente, stavolta.»

«Chissà, boss. Magari sì, magari no. Quella ragazzina ti ricorda…»

«Chiudi quella boccaccia, vecchio, mi stai facendo incazzare! Il problema non è certo la bambinella. Tu sei il problema.»

«Ti ho detto che non resta manco un pelo di quella grassona di mer…»

Quasi senza rendersene conto, Markus si ritrova per terra, la nuca a pochi centimetri da un grosso sasso che nella forma ricorda la punta di una lancia. «Per mille cagnacci rognosi maladdestrati, mi volevi accoppare?!»

Si rialza non senza fatica, lo scricchiolio delle giunture ad accompagnare i suoi movimenti sgraziati.

«Che ti succede, Markus? Stiamo messi male con l’equilibrio ultimamente.»

«Bah! Io il mio consiglio te lo ho dato. Se non vuoi accopparla tu, ci posso pensare io; in fondo non è altro che una piccola ladra.»

«Solo una cosa ti dico, mio caro Markus: toccala ancora una volta e farai compagnia ai resti dell’aristocratica…ovunque essi siano.»

Spesse nubi nascondono la Luna, aprono le porte alla perfetta oscurità della notte. Solo la luce lontana di qualche stella solitaria osa ribellarsi. Nonostante il mondo sembri affondare nella pece, Hugo sa che l’alba non tarderà ad arrivare, portando con sé la consueta dose di lavoro e di sudore.

«Sei crudele, boss» La sagoma di Markus sembra farsi piccina piccina, fino quasi a scomparire in quella pece pregna di inganni. «Se quella ragazzetta ti piace, dacci pure da mangiare. I gialli che caviamo dal banco bastano a malapena per noi ma tu dacci tutti i pesci che vuoi! E dopo? Alla fine morirà comunque, proprio come quell’altra. Vuoi vederla mentre crepa nella sua stessa merda?!»

«Voglio che chiudi quella cazzo di bocca!» sbotta Hugo, mentre la sua mano destra accarezza l’elsa del coltello, forse inconsciamente.

«Hai visto com’è ridotta quella mocciosa? No che non hai visto; stai fissato con i suoi occhiacci strani e non vedi il resto! Per me si è già beccata la Malattia. Un taglio alla gola ci devi dare. Zac! E lei non soffrirà più.»

Il cielo borbotta: un caos di tuoni e saette, anticipa l’arrivo della pioggia.

«Sarà meglio che me ne torni a casa», afferma Hugo. Si avvia a passo spedito, lo sguardo concentrato a osservare i movimenti dei suoi stessi piedi. Se fosse rimasto lì ancora un po’, probabilmente non si sarebbe limitato a sfiorare l’elsa del coltello; avrebbe trapassato il vecchio Markus da parte a parte.

«Io comunque ce lo direi a quella ragazzina.» La voce stridula di quest’ultimo lo raggiunge emergendo dall’oscurità dietro alle sue spalle. «Quando saprà della Malattia, sarà lei stessa a pregarti di ucciderla; vedrai, boss, vedrai.»

          Quando Hugo spalanca la porta della sua catapecchia, trova Helena appoggiata a una parete, seminascosta dalla coperta della notte.

«Che fai lì per terra come un animale?» le chiede.

Un fulmine trafigge l’atmosfera come fosse la spada di Dio, illumina il viso della giovane, la fotografia che stringe tra le mani.

«E quella dove l’hai trovata?»

«Mi dispiace, io non volevo.»

«Non importa, bambinella, non importa.»

Poi, proprio quando Hugo comincia a sperare che fino al giorno seguente nessuno avrebbe più aperto bocca, Helena gli rivolge una semplice domanda: «È sua figlia?»

All’esterno le prime gocce di pioggia hanno già cominciato a bagnare il terreno; troppo poche per lavar via la rabbia e lo sconforto dal cuore dell’uomo.

«No, bambinella; nessun figlio per chi vive in questa sfortunata parte di mondo.»

«Sa una cosa, signore?» Gli occhi spalancati di Helena si confondono con i colori freddi del temporale. «A me questa sfortunata parte di mondo non dispiace affatto.» 

Serie: Helena Everblue
  • Episodio 1: La fanciulla senza nome 
  • Episodio 2: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
  • Episodio 3: Un uomo buono
  • Episodio 4: Pietà per gli ultimi
  • Episodio 5: Il disagio numero uno 
  • Episodio 6: Nani scaltri e misteriose femmine
  • Episodio 7: La dama nera
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    Commenti

      1. Dario Pezzotti Post author

        Grazie Daniele, anche in questa serie non mancheranno i colpi di scena, ma dovrai avere un po’ di pazienza. 😉

    1. Giuseppe Gallato

      Molto bello anche quest’episodio, ma credo che ancora non hai (volutamente) svelato nulla. In uno dei commenti ho letto che la storia sarà ampia e abbraccerà diverse stagioni. Ottimo! 🙂 Siamo dunque solamente in una fase introduttiva? Chissà dove ci porterai questa volta! 🙂

      1. Dario Pezzotti Post author

        Hai ragione Giuseppe, sarà una storia di almeno due stagioni! Posso solo anticipare che Helena nasconde un segreto, ma adesso è presto per svelarlo…😉😁

      2. Giuseppe Gallato

        Nelle tue mani ho paura che questa povera Helena nasconderà una quindicina di segreti! 🙂 Almeno due stagioni? Che bello!

    2. Micol Fusca

      Come Massimo non vedo l’ora di scoprire e conoscere meglio la Malattia. Helena è un personaggio piuttosto ambiguo, la storia si presta a vari sviluppi e confesso di non riuscire a darle una direzione. Non mi resta che attendere. 🙂

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Micol! Mi piace definire questa serie “dark-distopica”. Come ho già detto in precedenza, il viaggio sarà uno dei temi fondamentali, ma questa prima stagione si svolgerà quasi totalmente al mercato. Diciamo che questa prima serie è una sorta di introduzione.😉

      1. Dario Pezzotti Post author

        Grazie Mauro, questo è quello che definisco un episodio tranquillo, di passaggio. Sono felice che ti sia piaciuto.😊

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Massimo, e come sempre grazie per l’appoggio.
        Nel prossimo episodio conosceremo qualcosa di questa Malattia…