Portanza

Serie: Levii-Hatan

≪Non c’è niente da capire in Tireo, è semplicemente pazzo≫ Meloria fece schioccare la lingua dopo una lunga e soddisfacente sorsata di vino ≪ma dicono che si può apprendere molto da lui, basta solo capire come. È grazie a lui che faremo evolvere il nostro Sapere, quello che ci hanno tramandato… ed è anche per questo che io ancora non ho idea di quale sia!≫ concluse imbronciata.

≪Ah, sicuramente è il più eclettico degli artisti, lo seguirò in tutte le sue follie!≫ esclamò Dion sorridendo.

≪Se ti piace definirlo così…≫ Meloria fece spallucce ≪che classe avete oggi?≫ chiese.

≪Potranza-portanza ecco≫ intervenne Turi sputacchiando un po’ di pane nero. Meloria li guardò di sottecchi arrossendo come imbarazzata. Lanciò un’occhiata rapida a Zaira, quindi si ricompose drizzando la schiena e masticando con calma. ≪Tu sarai un vero disastro≫ disse a Turi ≪tu forse andrai meglio se ti levi dalla faccia quell’aria sorniona≫ Dion sfoggiò il sorriso di chi conquista la figlia, ci prova con la madre e ammicca alla serva.

Meloria roteò gli occhi ≪Sei un caso perso≫ concluse alzandosi.

***

Seguendo la grande schiena ondeggiante di Sailo, l’improbabile coppia non sapeva proprio cosa aspettarsi dalla lezione che stava per avere inizio. Mentre si avvicinava alla porta, un profumo dolce aleggiava nell’aria, e una volta dentro Dion ebbe un sussulto. L’aula non aveva niente a che vedere con tutto quel luogo terroso: era la stanza da letto di Zaira: Le pareti levigate rilucevano di un cremisi morbido e tendaggi grigi e oro ricadevano fino al pavimento. Due divani blu si fronteggiavano e su uno di questi la bellissima Magistra attendeva i suoi accoliti.

Dion si girò verso Turi guardandolo in cagnesco, cosa ci faceva lì l’ammaestratore di Porci? Era la situazione ideale per avere un po’ d’intimità con la sua nuova, raggiante musa. Con una gomitata lo superò e lisciandosi il ciuffo biondo, si prostrò un inchino infinito. Turi da dietro osservava la finezza delle porcellane sul tavolo da fumo, lo sfavillare di grandi pietre minerali sospese su basi d’ottone, dove incredibilmente non poggiavano.

≪Prego sedetevi≫ Zaira indicò il divano di fronte al suo e il sorriso di Dion s’afflosciò quando la donna parlò al plurale.

≪Perché tanto distanti se il nostro destino ci giuda verso sentieri congiunti≫ recitò rapito dall’enfasi del momento.

≪Per te la mia pelle brucia e le mie labbra sono come carboni ancora ardenti, non scordarlo accolito o ti scotterai≫ rispose Zaira cercando di nascondere l’aria divertita. 

Dion stava già per replicare quando Turi, ancora alle prese con lo strano mistero delle pietre sospese, inciampò nel tappeto di pelliccia, finendo lungo disteso come la povera bestia che quell’arredo era stata un tempo. Ci fu un momento di silenzio. 

Turi invece di rialzarsi rimase lì a carezzare la pelliccia come farebbe un amante con i fianchi d’una bella donna ≪che è montone delle langhe? Io di bestie così mica ne ho mai avute! Però li porci non son tanto diversi, cacano e brucano come questi montoni da ricchi.≫ concluse ancora a pelle d’orso. Il silenzio diventò presto imbarazzo. Almeno da parte di Dion, che non riusciva proprio a comprendere l’innata inadeguatezza di Turi. Zaira invece non parve farci caso ≪dell’infuso di Maaht o del nettare d’ostunia?≫ chiese aprendo una scatolina d’osso intarsiata e rivelando fiori e bacche essiccate.

Dion si schiarì la voce cercando di ignorare il goffo Turi che si rialzava, con l’immancabile punto interrogativo sul volto ≪Maaht per me, profumato come i capelli d’una Dea≫.

≪Anch’io quello≫ aggiunse Turi tirando su con il naso.

Le mani delicate e decise di Zaira si mossero e a Dion sembrò una danza fatta apposta per incantare. In breve tre tazze fumanti con un liquido dorato, furono servite dalla Magistra.

≪Miele?≫ domandò ancora e Dion sentì la parola amore uscire dalle sue labbra.

≪Si≫ rispose con un anelito. Il cucchiaio tintinnò nel suo lieve vorticare e Dion ebbe la sua tazza tra le mani. Turi scosse il capo, e quando afferrò la tazza divenne paonazzo scottandosi le dita, senza però mollare la presa.

≪Oggi voglio solo chiacchierare≫ Zaira sorrise soffiando sul liquido profumato e Dion accostò la bocca alla tazza e bevve un piccolo sorso. Turi fece altrettanto ma non con la stessa delicatezza, ustionandosi anche la lingua.

≪Chiacchierare… la cosa che più amo al mondo, anche con me stesso. Ecco perché lascio spesso e volentieri la mia magione di Kētos per raggiungere una più appartata casetta campagnola. Per stare con me stesso e comporre odi all’amore≫ Dion bevve ancora senza mai perdere gli occhi truccati di kajal di Zaira.

≪Io n’vece mica c’ho nessuno per parlare e a li porci dico sempre le stesse cose≫ Turi rise ragliando come un somaro, sotto lo sguardo inorridito di Dion. Per calmarsi svuotò la tazza in un unico sorso. Ora si sentiva tremendamente accaldato.

≪Ma parlatemi di voi, la vostra arte l’ho già capita, ma c’è un mistero nei vostri occhi…≫ disse Dion appoggiando la schiena al divano, mentre con aria rilassata sorseggiava la sua bevanda. Però faceva caldo in quel posto, pensò allentandosi il fazzoletto di seta. Zaira sorrise maliziosa e accavallò la gamba con una grazia tale che la temperatura parve ancora aumentare.

Turi si muoveva senza trovare una posizione e Dion gli assestò un’altra gomitata tornando a sorridere in attesa della risposta di Zaira.

≪Ohi! E mica sei un mulo che tiri queste botte. Fa caldo qua dentro e questa camicia…≫ Turi si sbottonò il colletto, guardando la finestra chiusa.

≪Hai caldo ma certo, vado ad aprire≫ Zaira si alzò e ancheggiando raggiunse la finestra spalancandola. Quando si voltò i due erano pallidi come cere e sembravano tremare.

≪Ho esagerato?≫ chiese sorridendo mentre Turi era scosso da tremiti profondi. Dion si girò verso di lui battendo i denti, la tazza gli cascò dalle mani andando in frantumi sul pavimento con uno schianto. ≪Io… io chiedo… non mi sento affatto ben…≫ provò a dire. Le mani di entrambi salirono alla gola, le bocche si aprirono in una ricerca spasmodica d’aria. Zaira s’avvicinò e lentamente carezzò il volto terrorizzato di Turi, poi buttò un bacio a Dion che annaspava con gli occhi strabuzzati.

≪Io ho bevuto l’infuso? Era un no quello? Esatto. E per quale motivo secondo voi?… vi vedo un po’ in difficoltà, vi verrò incontro. C’era del veleno dentro. Non si tocca mai niente che il vostro ospite non assaggi per primo, questa è una regola elementare. Là fuori i Natanti si nascondono tra gli amici, tra i nobili e i miserabili. Non sempre le battaglie si vincono con ferro e sangue, c’è un’arte più sottile fatta di carezze, labbra rosse e veleno.≫ disse sporgendosi verso di loro con aria languida.

Turi sembrava aver perso il controllo della respirazione e il pallore del suo viso stava virando in una sfumatura di giallo smorto. Dion aveva ancora le mani serrate alla gola, cercando disperatamente di sciogliere quel nodo tremendamente stretto del suo bellissimo foulard.

≪Non siete davvero molto svegli, ma sono convita che questa lezione la ricorderete bene.≫ disse ticchettando con la punta delle dita sul mento. Fece un altro giro del divano tra i rantoli dei due, e quando fu loro di fronte estrasse due boccette di vetro ≪bevete questo≫. Quando i due le ebbero tracannate con urgenza la donna s’allontanò senza dire una parola, ancheggiando come il più micidiale dei serpenti. 

Serie: Levii-Hatan
  • Episodio 1: Porci e poesie 
  • Episodio 2: A sud-ovest di Kētos
  • Episodio 3: I Magistri
  • Episodio 4: Aquaria 
  • Episodio 5: Radici
  • Episodio 6: Portanza
  • Episodio 7: Neracciaio
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    Responses

    1. Ci sono rimasto male, credevo si riprendesse dalla stanza di Tireo, poco male. Meloria continua a intrigarmi, Turi é il top, Dion, lo odio, che si dia una svegliata, basta fare lo stoccafisso 😂
      Da una lezione di portanza non mi sarei mai aspettato che venissero avvelenati, bella trovata.
      Leggo il prossimo

    2. Da quando Turi e Dion sono entrati nella sala di Zaira, prima sono rimasto incantato dalle descrizioni dell’ambiente, e poi sempre più incuriosito fino a rimanerci di stucco per l’inaspettato finale. Brava Virginia!

      1. Ciao Ivan! Zaira è stata un pò cattivella, ma non per questo Dion perderà il suo amore spassionato per lei.
        Grazie davvero per avermi letto ancora, alla prossima.

    3. Bellissima questa lezione, i tuoi protagonisti sono sempre molto divertenti e il contrasto con la serietà dell’ambiente e della missione e interessante.
      Le tue descrizioni sono sempre molto raffinate, belle da leggere oltre che da immaginare, mi piace molto il tuo modo di scegliere le parole.
      Questo episodio mi ha ricordato un po’ il primo libro della saga di Nevernight, non so se ti è mai capitato di leggerlo.

      1. Grazie Alessandro per il bel commento. Le descrizioni (quando non sono ridondanti) aiutano veramente il lettore ad immedesimarsi nell’ambiente e nell’atmosfera, quindi apprezzo veramente.
        Certo, ho letto Nevernight e ora che lo citi ho capito anche a quale episodio ti riferisci, molto probabile che anche se inconsciamente mi abbia influenzato.
        Grazie ancora e a presto

      1. Qua non è venuta scritta la frase a cui ti riferisci, ma immagino che sia il sorriso tre per uno? 🙂

      1. Haha!! Giusto! Complici le secche della Meloria, un isoletta di soli gabbiani vicino a Livorno.