Prologo 

Serie: Ti ci devo portare


I destini di Marzia e Diego, Lara e Giulio si fondono insieme nel lavoro di una casa editrice, tra passione e incertezze sull'amore, i protagonisti avranno a che fare con le mancanze e i tradimenti, con i ti ci devo portare sognati e mancati, nel mezzo di una morte e una pandemia che li cambierà.

Giugno 2022

-Ti ci devo portare.

-Dove?

-All’inferno.

Mentre le sue mani posseggono ben saldo il coltello, gli occhi di Giulio assumono l’ombra scura dello spavento come unico scudo visibile contro la furia e quella sua promessa, guarda quella figura imputare la lama sottile e quasi trema, indeciso su cosa dire.

Lui sa perché l’ha fatto e si chiede se possa farlo ancora, anche a noi, qui e adesso, spettatori di questa storia, ostaggi del suo dolore e del suo coltello.

-Così lo hai aggredito tu?

È l’unica cosa che riesco a dire io mentre Diego sembra intenzionato a non lasciare andare la mia mano, come se solo così potesse proteggermi.

-Sì.

Ora è una voce esausta quella che parla.

In una mano il coltello e nell’altra il collo di Lara che impassibile non dice mai una parola né emette sussulti di panico, come se non avesse paura della lama che ora ha indosso come un collier lucente.

Siamo tutti lì, l’inizio delle nostre storie che si sono legate fra loro, manca solo Carlo e lui ormai è un’ovvia assenza.

Tra la radio e i tormentoni estivi la bambina piange da qualche minuto abbondante.

Uno stridulo acuto a rimbombare sui nostri nervi già tesi.

-Posso rassicurarla?

Diego parla e per la prima volta lascia la mia mano.

Quel volto ormai folle di sofferenza acconsente, ho la sensazione che Lara inaspettata mi ringrazi in silenzio, ma il suo volto è sempre inerme e distaccato.

“La vita senza amore dimmi tu che vita è”

-E voi lo sapete?

Ce lo chiede a bruciapelo, mentre canta quel ritornello con una strana disperata intonazione.

“Oh, dove sei andata? Oh, mi sei mancata!”

Fedez canta mentre Diego balla, impacciato e agitato, e con la bimba in braccio torna vicino a me e lei smette di piangere.

Rimaniamo in silenzio e finisce anche la canzone.

Faccio un passo in avanti, Diego mi ferma e una voce diversa dalla sua fa lo stesso.

-Resta lì.

Io trattengo il respiro, poi faccio un altro passo ancora.

-Tu non vuoi davvero tutto questo.

Gli altri mi guardano incerti mentre glielo dico.

-Marzia, torna qui.

Quella di Diego è una supplica sincera, ma io faccio ancora un passo in avanti, forse un po’ troppo lungo ma abbastanza per permettere a Lara di ribellarsi e scappare via.

Così mentre io avanzo, avanza anche la lama, chissà quanti ti ci devo portare mi perdo, se muoio proprio adesso.

Serie: Ti ci devo portare


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Discussioni

  1. Che dire, un prologo di forte impatto, accogli il lettore con uno “schiaffo” deciso, immergendolo a forza in una situazione ad alta tensione che senza dubbio stimola la curiosità

    1. @kenji-albani ma ciao, che bello risentirti! Sì, mi mancavate tutti e sono tornata 😀 diciamo che il prologo è il lato dark della storia che però parla principalmente di sentimenti 😀

  2. Già in questo incipit non lasci scampo: immergi subito il lettore in un’atmosfera di cupa sofferenza. Nonostante il coltello, è il dolore quello che colpisce ancor prima della violenza. D’altra parte, sei un’autrice che riesce a trarre il meglio dal dark. Sono felicissima del tuo ritorno ad Edizioni Open con questa tua serie, spero di poter leggere i prossimi episodi il prima possibile perchè, già dalle prima righe, la storia mi ha dato uno bello scossone e voglio saperne di più

    1. @micol-fusca che bello leggere nuovamente i tuoi commenti!
      Il lato dark sarà solo un file sottile nella storia, ma non ho resistito nel metterlo anche in questa serie che vuole esplorare soprattutto i sentimenti.
      Conto di pubblicare gli episodi senza troppe pause nel mezzo- Netflix insegna- l’episodio 2 è già disponibile 😀
      Mi piace il fatto che ti ha colpito la sofferenza perchè è un tema con cui i protagonisti dovranno far fronte sempre lungo la storia.
      Grazie di leggermi… felice di essere tornata!