Quarta Querelle: Es-son’Io e Super-Io 

Serie: Il Buio

Avevo superato una prova, ma non ero felice, solo confuso.

Tim-or? Timor? Sono stato ingannato? Non ci potevo credere…

Ma chi era L? Potevo davvero fidarmi di lui?

Il mondo attorno a Ro cambiò: dal nero della stanza al nero del mondo in cui si era per la prima volta svegliato. L l’aveva portato fuori da lì.

“Spiegami!” esplose Ro confuso.

L lo guardò. “Tieni a bada le emozioni” rispose.

“Dimmi chi sei!”

L era cambiato: un alone di luce blu chiaro della stessa grandezza e intensità di Timor.

“Sono Lux, sono colui che guida chi ritrova la speranza. Ti devo delle scuse”.

“Che? Ma mi state prendendo in giro o cosa!? Come mi hai trovato?”

“Allontanandoti da me, abbracciando nuovamente la Paura, mi hai indebolito: la fiducia e la speranza dentro il tuo animo si erano quasi spente del tutto; ma quando hai capito come battere tuo padre e gli altri, rispondendo a tono, qualcosa è cambiato: hai ottenuto un po’ di sicurezza, donandomi nuova forza e la possibilità di trovarti”.

Ro si lasciò cadere a terra. “Non capisco. Perché Timor mi ha tradito? Cosa volete da me?”

Lux rise: “alla prima domanda ci puoi arrivare da solo: basta il suo nome. Per quanto riguarda la seconda: Timor ottiene energia dai tuoi fallimenti e delusioni; io invece sono il suo opposto, e l’unico che davvero vuole aiutarti; seguendo Timor, continuando a fallire le prove, saresti morto”.

“Queste dannate prove!” Ro non ne poteva più. Ma stava davvero per uccidersi? “Perché non mi hai detto prima queste cose?”

“Ci ho tentato, ma mi stavi ascoltando? Come avresti mai potuto abbracciare la Speranza se il tuo cuore era avvolto dalla Paura? Qualunque cosa avessi detto ti avrebbe allontanato di più da me”.

“E quindi giustamente hai pensato bene a chiamarmi fallito!” Ro era ancora furioso.

Lux tacque per qualche secondo. “Per questo ti devo delle scuse” disse sincero. “Il tempo stringeva ed ero lontano dalla mia area, quindi molto debole. Ho agito impulsivamente pensando di smuoverti. Speravo che provocandoti, usando toni forti e duri avrei ottenuto una reazione positiva, ma ti ho solo ferito ed allontanato di più da me. Ho sottovalutato la tua sensibilità”.

Ro lo guardò a lungo. Infine disse: “d’accordo; ti perdono. In verità è grazie a te che ho capito come sconfiggere mio padre”.

“Però il tempo stringe sempre più; vieni”. Lux teletrasportò entrambi fino alla barriera gelatinosa.

“Di nuovo qui? Perché volevi farmi passare attraverso questo schifo?”.

“E’ stato un altro mio errore” rispose sincero Lux. “Hai fatto una cosa eccezionale prima, riuscendo a superare la prova nella tua Comfort Zone”.

“Cosa?”

“Vedi, questa dove ci troviamo, e dove si trova Timor, è la Comfort Zone: qui ti senti al sicuro, crogiolato nella tua quotidianità, felice o meno, spesso avvolto da paure e senza l’intraprendenza e il coraggio di cambiare. Con questa mentalità negativa e inetta stavi affrontando le prove, quadruplicando la difficoltà senza volerlo. Avere il coraggio di attraversare la barriera ti garantirà la forza di affrontare nuove sfide e ti renderà libero, anche se questo primo passo è difficile”.

Ro guardò la barriera. “Fammi indovinare: la prima volta non ha funzionato perché devo volerlo io, giusto?”

“Esatto” rispose Lux “non voglio più obbligarti, né farti false promesse come Timor: sei in pericolo ora come ora: questo mondo sta crollando, con te all’interno, e devi assolutamente uscire il prima possibile superando le prove; ma per farlo correttamente devi metterti in un’ottica di scoperta, diversa dal tuo quotidiano, e questo deve partire da te: né io, né Timor ti potremmo mai imporre ciò”.

“Mh” fece Ro. Diede un’occhiata in giro: il cielo, la terra, ogni cosa scura illuminata dalla nuova luce di Lux era crepata, decadente, in rovina.

“D’accordo” decise infine. “Ti credo. Ma prima voglio che mi dici un’ultima cosa: cosa sono queste sfide?”

Lux parve riflettere un momento. “Questo luogo è costruito su misura per te. Neanch’io ne conosco l’origine; so solo che ne sono parte, proprio come Timor. Le prove che stai affrontando sono costruite su di te, in base alle tue paure, ai tuoi timori, alle tue esperienze. Ti sembrano sfide gigantesche, ma in realtà lo sono solo nella tua mente, soprattutto con la mentalità che hai avuto finora nella Comfort Zone: e così le ansie sociali trasformano le persone in squali, la paura di non raggiungere il proprio successo trasforma le difficoltà in pesi, i problemi ad aprirsi o rispondere rendono le tue conoscenze degli invasati minacciosi”.

Ro non riusciva a credere a quel che stava sentendo

“Quindi” continuò Lux “ora sta a te decidere: allontanarti da Timor, abbracciare il Coraggio e dare una svolta alla tua mentalità per permetterti di superare i tuoi vecchi fantasmi, o restare qui ad attendere che questo mondo ti cada addosso. E prima di continuare, fai caso che da quando hai riacceso un minimo di fiducia e sicurezza non hai più avuto problemi di asma da ansia”.

E’ vero!  realizzò Ro toccandosi il diaframma.

“Finché eri accompagnato dalla Paura eri solo e cieco; ora che hai anche me non lo sei più” concluse Lux.

Ro guardò la barriera, chiuse gli occhi: con passo tranquillo attraversò la sua membrana: non era più melmosa, non faceva più resistenza, non era più dolorosa.

Quando Ro li riaprì era già dall’altro lato, totalmente uguale alla Comfort Zone, con Lux al suo fianco.

“Ora che Timor è molto più debole possiamo dedicarci totalmente alle prove: presto, andiamo”.

Prima Prova: Squali Sociali.

Appena Ro rimise piede in quella vasca infestata affiorarono tutti i brutti ricordi ad essa legati, ma non si lasciò scoraggiare: non poteva permettere alla negatività di attraversare di nuovo il suo cuore.

Al primo squalo avvistato subito si ricordò dei consigli di Lux: “non avere paura: guardali negli occhi. Di solito abbassi lo sguardo con gli sconosciuti, e ti senti fissato e vulnerabile, annullando la tua persona: ma sii te stesso! Non lasciarti intimorire e fissa quegli squali negli occhi, perché sono come te!”

Ro così fece: alzò lo sguardo e guardò fisso negli occhi dello squalo; quello caricò contro di lui, ma Ro non si fece intimorire e continuò a mantenere alto lo sguardo.

Cercò di non irrigidirsi, e di liberarsi dalla paura: lo squalo si fermò all’improvviso davanti alla punta del suo naso.

Quindi Ro si sciolse; gli ruotò attorno, lo accarezzò, lasciò a sé stesso la possibilità di essere naturale: sé stesso, anche con uno squalo.

Quello prima scodinzolò, poi nuotò attorno a lui, quindi assunse l’aspetto di una persona normale: un vecchietto simpatico dall’aria allegra.

Infine sparì.

Ro sorrise, soddisfatto e incuriosito di scoprire quali altre persone si nascondessero dietro gli altri squali.

Fu prima il turno di una donna alta e sicura, poi un bambino monello, quindi un operaio, un corridore, un autista.

Uno dopo l’altro gli squali si rivelarono per quel che erano, e scomparvero finché la vasca non fu vuota: a quel punto Ro si ritrovò fuori, all’asciutto, insieme a Lux.

“Ce l’hai fatta!” gioì lui avvolgendolo e luccicando, tra le risate di Ro e contentezza irrefrenabile.

Seconda Sfida: Corsa Costante.

Ro era già a metà strada sulla rampa di scale; non era poi così pesante come credeva.

Timor voleva sabotarlo, perché il vero modo per affrontare quella sfida era tutt’altro: “raggiungere il tuo personale successo, il tuo obiettivo di vita, non deve stressarti” gli aveva detto Lux “quindi non ti caricare di pesi inutili, e prenditi le pause di cui hai bisogno. Una volta preso degli impegni finiscili, non li far accumulare, così come lo stress, e vedrai che andrà tutto bene!”

E così Ro stava facendo: prendeva al massimo due sfere alla volta, e dopo qualche gradino quelle svanivano da sole: per ogni sfera svanita il tragitto si accorciava e le scale di allargavano, con gradini sempre più comodi.

Di tanto in tanto prendeva una pausa; poi, una volta ricaricato, ripartiva.

Che gran pezzo di merda che è stato Timor, pensò.

Poi la vide: l’uscita.

Attraversò l’uscio della porta e ricomparve nel monotono mondo oscuro, sempre più decadente, accanto a Lux.

Il terreno tremò e in lontananza si udirono dei tonfi.

“Ce l’ho fatta!” esultò Ro, “con questa, sono tre sfide completate! E’ tutto merito tuo!”

“Non dire scemenze” rispose Lux, “ho solo illuminato il tuo cammino: tu l’hai percorso. Ricordati di tutto ciò che stai imparando”.

“Certo!”

“Ora però non fermiamoci: non sei ancora fuori pericolo”.

L’entusiasmo di Ro scomparve all’improvviso, ma non per lasciare posto all’ansia, bensì alla determinazione: sentiva di poter fare tutto.

“Bene” disse, “andiamo!”

Quarta querelle: Es-son’Io e Super-Io.

“Questa è l’ultima porta” avvertì serio Lux, “l’ultima sfida: la più difficile, la più imprevedibile. Ti guarderai dentro come non mai: se fallisci…”

“Ma tre su quattro comunque è un ottimo risultato no?”

“No. Serve equilibrio, e potrai ritrovare quello perduto solo superando TUTTE e quattro le prove: SOLO così crescerai”.

Sì, ha ragione, realizzò Ro.

Guardò la porta: il simbolo era una specie di frattale con l’immagine di una persona con un’altra persona nella testa, che a sua volta ne aveva una in testa, all’infinito.

“Consigli?” chiese Ro prima di entrare.

“Guardati ad occhi aperti senza timore: così potrai correggerti” rispose Lux con una voce paterna e rassicurante come neanche Timor è mai riuscito a proferire.

Ro guardò la porta, poi ruotò la maniglia.

Serie: Il Buio
  • Episodio 1: Prima Prova: Squali Sociali 
  • Episodio 2: Seconda Sfida: Corsa Costante 
  • Episodio 3: Terza Trance: Invasati Invadenti
  • Episodio 4: Quarta Querelle: Es-son’Io e Super-Io 
  • Episodio 5: Quinto Quiz: La Luce
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