Questo è…

Serie: Un giorno con te

Marie canticchiava allegramente passeggiando per il centro commerciale.

C’era un certo ritmo nel suo modo di camminare; era vivace e leggiadro, ma manteneva anche una certa eleganza e compostezza.

A quanto pare il nome che il ragazzo le aveva dato le era piaciuto, e questo si rifletteva nei suoi gesti.

Il ragazzo notò che le sue mani erano molto piccole e delicate, e le sue labbra di un rosa che dava una punta di colore al bianco del suo viso.

Chissà come mai stava facendo caso a tutti questi dettagli adesso…

I due continuarono a girovagare tra gli scaffali, fino ad arrivare al reparto di frutta e verdura.

Là, incurante di chi fosse lì attorno, la giovane esclamò:

“Guarda, mi è cresciuto il seno!”

E il ragazzo prontamente rispose:

“Rimetti a posto le arance!”

Alla fine i due non comprarono nulla, e tornarono a passeggiare per la fila di negozi che si susseguiva fuori dall’area del supermercato.

“Adesso dove ti va di andare?”

Marie lo guardò con la coda dell’occhio e un lieve sorriso sul volto.

Il ragazzo rimase sorpreso da quella domanda.

“Lasci scegliere a me?”

“È naturale, non funziona forse così in questi casi?”

Gli rispose lei senza esitazione.

In effetti era vero, quando si passa il tempo insieme a qualcun altro, non dovrebbe essere solo uno dei due a scegliere dove andare.

Tuttavia aggiunse:

“Però non ti senti anche tu un po’ stanco…? Ci riposiamo un attimo, prima?”

Al ragazzo sembrò di avvertire qualcosa di sospetto nel tono della sua voce, ma in fondo non era affatto strano visto che si trattava di lei.

“Va bene, sediamoci su quella panchina.”

“Perfetto!”

Marie balzò sulla panchina di legno, e il suo vestito ondeggiò insieme a lei.

Il ragazzo le si sedette accanto e poggiò le braccia all’indietro, alzando lo sguardo.

Anche il soffitto del centro commerciale era stato decorato a regola d’arte. C’erano gigantesche sfere natalizie appese qua e là, ed enormi fiocchi di neve luminosi a breve distanza l’uno dall’altro.

“È stupendo, vero?”

Disse lui contemplando quella vista.

“Più che stupendo.”

Rispose lei. Solo che a differenza sua non stava guardando il soffitto, ma lui.

Lo guardava con un’espressione ammaliante e il giovane, non appena se ne rese conto, diventò di un rosso vivo e ritornò subito a fissare i fiocchi di neve luminosi.

L’aveva preso così alla sprovvista che il suo cuore aveva iniziato a battere più forte.

Mentre cercava di ricomporsi, sentì qualcosa di morbido sulla sua spalla.

Era quasi spaventato all’idea di girarsi, ma infine si fece coraggio.

Marie si era appoggiata a lui con la testa e aveva chiuso gli occhi.

Percepiva il suo calore, e da quella distanza anche il suo profumo. Era una fragranza dolce, ma non troppo.

Una ciocca di capelli biondi le era andata sul viso, e da lì riusciva a percepire il suo lieve respiro.

Il soffitto non poteva vincere il confronto, la ragazza accanto a lui aveva completamente rapito la sua attenzione.

“Più che stupendo…”

Il ragazzo sentì il bisogno di ricambiare, ma più sottovoce che poteva, le parole di poche fa.

“Mmh?”

Marie aveva riaperto gli occhi e lo guardava con un sorrisetto soddisfatto. Lo aveva sentito, forse?

“Adesso tocca a te.”

Ancora prima che lui potesse dire o fare nulla, la ragazza lo tirò a sé con una forza che non sembrava possibile potesse provenire da quelle esili braccia.

E così, il ragazzo si trovò con la testa appoggiata sulle sue gambe morbide.

Era diventato rossissimo e tentò di rialzarsi, ma lei lo tenne saldamente fermo.

“Stai calmo.”

Poi, iniziò ad accarezzargli i capelli, mentre lo guardava fisso negli occhi.

Le sue mani erano soffici come le aveva immaginate, e di un calore davvero confortante. Prima non credeva di essere particolarmente stanco, ma in quel momento sentì un profondo senso di sollievo avvolgerlo, come quando ci si sdraia sul proprio letto dopo una giornata intensa di scuola o lavoro.

Eppure, non poteva propriamente definirsi calmo.

I suoi occhi si stavano specchiando negli occhi di Marie e il cuore ormai gli batteva fortissimo.

Sperava soltanto che lei non se ne accorgesse.

Quella scena sembrava quasi…

Fu lì che ebbe un’illuminazione, e comprese infine cosa stava accadendo.

Ecco che cosa intendeva lei prima, quando aveva detto: “Non funziona forse così in questi casi?”

Questa non era un’uscita insieme per passare il tempo…

Questo era un appuntamento.

E in un turbinio di emozioni contrastanti mischiate tutte fra loro, iniziò a volere che quel momento finisse al più presto possibile, e al tempo stesso non finisse mai.

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Angolo dell’autore

“E allora… che il nostro appuntamento abbia inizio.”

(Date a live)

La scritta centrale nell’immagine del capitolo è questa stessa citazione in giapponese.

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Serie: Un giorno con te
  • Episodio 1: Capelli biondi e occhi smeraldo
  • Episodio 2: Un nome da principessa
  • Episodio 3: Questo è…
  • Episodio 4: Sarò io a vincere
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Matteo, non so perché ma il tuo “diavoletto” mi ricorda Lamù (non so se sei troppo giovane per conoscere il personaggio di questo manga/anime, ai miei tempi spopolava) 😀

      1. Matteo Is Post author

        Ciao Micol, sì conosco Lamù (e che fosse veramente popolare), anche se solo di nome visto che non l’ho mai guardato/letto. Comunque sia sono contento che ti ricordi lei 😊