Responsabilità – Parte II

Serie: Gli Occhi del Drago


L’Erborista avanzò verso l’Anghel senza dar mostra di dolore; le sue braccia erano ancora tese in un invito che non venne accolto.

Preso alla sprovvista, Charity arretrò di qualche passo. Sbalordito

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una grotta offre al gruppo un rifugio per la notte, dando loro un effimero momento di tranquillità. Il sospetto di essere seguiti si materializza con il giungere di un Anghel: Charity.

Nell’incedere, grosse falde di pelle si staccarono dal corpo di Lenore, cadendo a terra come petali secchi. Lasciarono spazio a una luce iridescente si allargò a macchia d’olio. L’energia spirituale dell’Anghel l’avvolse per completo distorcendo i suoi lineamenti. Della sua figura non rimase che un bozzolo antropomorfo, senza alcun lineamento; il simulacro iniziò ad assorbire le vibrazioni facendole proprie. Crebbe nuovamente in luminosità, divenendo accecante.

L’aurea dell’Erborista impattò contro quanto le stava vicino: i vetri del falco delle sabbie scoppiarono, la parete rocciosa della grotta iniziò a vibrare in un movimento ad onda che lisciò lo strato esterno.

Chartity cercò rifugio addossandosi contro il varco d’ingresso: tentò di convertire il flusso di energia che aveva diretto sulla donna, spegnerlo, ma i suoi tentativi risultarono vani. In quelle condizioni gli fu impossibile battere in ritirata. L’Anghel e L’Erborista erano oramai uniti da fili sottili simili a una ragnatela iridescente.

Charity non aveva mai pensato che una creatura vivente potesse manipolare le vibrazioni spirituali con una tale intensità. Era consapevole che, sotto la luce accecante, il corpo della donna era integro e conservava l’aspetto originario. Era umana! Se lo disse più volte, mentre lei avanzava.

Come sospettare che, ben lungi dall’essere dettato da blasfemia, l’aver danneggiato le ali fosse frutto di calcolo? Charity se lo chiese, disperatamente. La potenza dell’aurea della donna poteva ben più che uccidere. Forse, radere al suolo l’intero massiccio.

L’Anghel si sentì perduto: era stato addestrato a combattere ogni sorta di nemico, confidare nella sua fede. Il Priore era stato un maestro formidabile, inflessibile, ma la sua aurea non era che una fiammella al vento confrontata a quella della sua avversaria.

Charity sentì le guance bagnarsi di lacrime: quando raggiunsero le sue labbra ne saggiò il sapore ferroso. Quelle che stava piangendo erano lacrime di sangue. Era dunque la fine?

“Un nuovo inizio…”

Nessun suono giunse dal simulacro: quelle poche parole sfiorarono la mente dell’Anghel come un refolo di vento. Rinfrescanti. Risanatrici. Le lacrime si asciugarono lasciando solo una scia scarlatta.

Le scapole della creatura di luce parvero deformarsi: mutarono consistenza e spessore. L’essere si vestì di candide ali, le cui piume bianche aderivano alle forme come un mantello regale.

Charity cadde in ginocchio, vinto.

Giunta fino a lui, l’Erborista spalancò le ali. Chinò il volto sul suo e gli posò le mani sulle spalle.

Charity chiuse gli occhi, abbandonandosi al Giudizio. Ricordi che aveva sepolto in un angolo buio lo sommersero: l’infanzia negata da una vile violenza, il disgusto e la paura. La gioia nell’aver trovato un suo ruolo, abbandonando la sporcizia e l’empietà dell’essere femmina. Mai donna.

Il Priore lo aveva accolto nella Fede, permettendogli di rinascere. Allontanare da sé il passato e assurgere al divino: un Anghel, il guerriero perfetto. La vita non le aveva permesso altra via.

Le… gli… Charity iniziò a tremare. Aveva smesso di pensare a sé come donna da molto tempo.

“La purezza risiede nell’anima, Figlia.”

L’Anghel scosse il capo violentemente, cercando di scrollarsi di dosso ogni pensiero. Quella era una prova, doveva seguire a tenersi saldo nel Credo.

“Lascia che ti mostri la “verità””

Il simulacro alzò una delle mani dalle spalle dell’Anghel, posandola sulla sua testa.

Charity sussultò: spalancò gli occhi rivolgendoli alla calotta rocciosa e accolse il flusso di pensiero inviatole senza opporre resistenza.

Seppe del Drago. Seppe dell’Angelo. Seppe che il Puro le era di fronte. Pianse lacrime cristalline.

“L’Erborista porta vita, mai morte.”

Charity fu avvolto dall’aurea dell’Erborista per completo. Un bozzolo pulsante, all’interno del quale percepì il calore del ventre materno. Le lamine che componevano le sue ali iniziarono a staccarsi, una ad una, raggiungendo il suolo con un suono metallico. Non si ribellò. La pace che l’accolse non aveva uguali. Sentiva che anche il suo corpo stava mutando. Non si chiese quale fosse il suo destino. La sua vita apparteneva al Puro, quando aveva giurato fedeltà lo aveva fatto sapendo che un giorno la sua anima sarebbe stata convogliata nel Cuore.

Le ginocchia cedettero e cadde a terra. Il bozzolo scoppiò, al pari di una placenta, lasciando fuoriuscire una grande quantità di energia spirituale. L’Anghel tornò ad aprire gli occhi: sentiva freddo, le sue membra tremavano.

L’energia spirituale era scomparsa.

L’Anghel abbassò lo sguardo sul suo corpo, sfiorandolo con timore e delicatezza; un corpo che non le era mai appartenuto, aveva rinunciato al suo genere non appena adolescente. Le sue forme la colsero di sorpresa, risultandole non del tutto spiacevoli.

«Qual è il tuo nome, Figlia?»

L’Angel sollevò lo sguardo sulla donna, anch’essa nuda, che la osservava con le labbra piegate da un sorriso.

Non era il suo, ma lo abbracciò non appena il cuore glielo suggerì. «Faith. Il mio nome è Faith.»

Gli occhi dell’Erborista brillarono. «Ci attende molto lavoro, Faith. Ora sei una mia responsabilità.»

Serie: Gli Occhi del Drago


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Sci-Fi, Young Adult

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Discussioni

    1. Ciao Ale, non preoccuparti sono specializzata in “francesismi” 😀
      Grazie mille, sono felice che l’episodio ti sia piaciuto. Faith si è aggiunta all’allegra brigata, per ora di passaggio. Farà ritorno nella terza stagione.

  1. Fantastico, episodio davvero potente. Si, ho già usato questo aggettivo nell’altro commento, ma non ne me ne vengono di migliori per rendere l’idea di quanto il tuo scrivere permetta al lettore di sentire l’emanazione dell’energia dell’Erborista. O dovremmo dire, dell’Angelo? del Puro? 🙂

    1. @sergiosimioni Ti ringrazio per i complimenti 😀 Dopo Akira, anche Lenore accetta di sottostare alle sue responsabilità. Un processo che era già iniziato a Imelda, con la promessa che l’Erborista ha fatto a Minnie

  2. “Charity sentì le guance bagnarsi di lacrime: quando raggiunsero le sue labbra ne saggiò il sapore ferroso. Quelle che stava piangendo erano lacrime di sangue. Era dunque la fine?”
    immagine visivamente molto potente, ben descritta (come tutto l’incrdere di Lenore verso l’Anghel, del resto!)

  3. “L’Erborista porta vita, mai morte.” Sull’erborista non avevo dubbi.

    Tutto il passaggio su come Anghel si trasforma in Faith mi è piaciuto tanto tanto (praticamente è gran parte dell’episodio). Bhe! Voglio “vedere” (non leggere) cosa combina questo nuovo personaggio.
    Alla prossima puntata.

    1. @raffaeledipoma anch’io ho dimenticato di taggarti nelle altre risposte ai commenti. Devo ancora farci l’abitudine…
      Detto questo, devo confessarti che questo arco narrativo è stato molto intenso anche per me. Quanto al farti “vedere” quanto seguirà spero di poter esaudire le tue aspettative 😀

  4. “L’Angel sollevò lo sguardo sulla donna, anch’essa nuda, che la osservava con le labbra piegate da un sorriso.Non era il suo, ma lo abbracciò non appena il cuore glielo suggerì. «Faith. Il mio nome è Faith.»”
    Questo passaggio mi è piaciuto Applauso 👏

  5. “Nessun suono giunse dal simulacro: quelle poche parole sfiorarono la mente dell’Anghel come un refolo di vento. Rinfrescati. Risanatrici. Le lacrime si asciugarono lasciando solo una scia scarlatta.”
    Questo passaggio mi è piaciuto 👏

    1. @dario-pezzotti L’Angelo ha perso le ali e si è vestito di carne. In questo episodio mi sono un po’ divertita a giocare con la genesi e la consapevolezza della nudità 😀