Rotto

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione

Conoscere il vero aspetto di Moo rese Nicolas felice. Quando era all’aperto, ligio nel rispettare le “ore d’aria”, alzava lo sguardo in direzione della finestra della camera: cercava il riflesso di un paio occhi gialli intenti a studiare cosa accadeva in giardino.

Quel segreto lo faceva sorridere, tanto che Johnny sembrava innervosito dalla sua silenziosa allegria. Seguiva il suo sguardo senza notare nulla di strano: un paio di volte s’irritò al punto da lasciare il campo di gioco senza una spiegazione, convinto che il fratello si divertisse a prendersi gioco di lui.

Appena rientrato Nicolas chiudeva le tende della cameretta per creare zone di penombra, dove Moo sembrava sentirsi a proprio agio. L’angolo che aveva accolto lo scheletro era il suo preferito. Quando Nicolas aveva cinque anni quel cantuccio era stato il suo “nascondiglio speciale”.

Moo amava quel posto quanto lui. Gli consentiva di rimanere in una zona d’ombra abbastanza compatta, rendendo le sue fattezze appena accennate. Sedeva a terra allungando le braccia per esprimere le sue “parole” grazie ad una mimica eccezionale. Avevano sostituito i battiti a terra, il “sì” e il “no”, con altrettanti cenni del capo.

Con il trascorrere dei giorni Nicolas si era reso conto che Moo comprendeva quasi tutto quello che gli diceva. Il bambino ricorreva ai gesti solo quando non era sicuro di aver ben interpretato il pensiero dell’altro. Scoprì che Moo possedeva un udito e un olfatto eccezionali. A volte si alzava all’improvviso, senza motivo apparente, e s’infilava sotto il letto ad una velocità sovrumana. Dopo alcuni istanti qualcuno bussava alla sua porta. O la spalancava di botto, come accadde in quel momento.

Johnny non perse tempo in inutili convenevoli.

«Hai visto i miei dvd? Quelli dei vampiri.»

Nicolas indicò la scrivania. Il giorno prima il maltempo aveva impedito loro di uscire ed avevano trascorso il pomeriggio a guardare la televisione: Johnny aveva lasciato lì i dvd per comodità. Il minore dei fratelli non amava particolarmente i film dell’orrore, ma non aveva mosso obiezioni alla richiesta dell’altro.

Johnny raggiunse la scrivania prendendoli fra le mani. Finse di studiarli per alcuni secondi, dando le spalle a Nicolas.

«Mi hanno detto… che li stavi guardando.»

Nicolas si rizzò sulla schiena, preparandosi a una scenata. Moo aveva insistito per rivedere una seconda volta una delle pellicole. Aveva abbassato quasi del tutto il volume, ma a quanto pareva non era stato sufficiente.

A Moo il primo film non era interessato particolarmente. Quello successivo lo aveva elettrizzato. Non aveva distolto lo sguardo dalle scene salienti, perso un secondo delle battaglie fra clan: combattimenti a mani nude, zanne aguzze e artigli taglienti come uniche armi.

Moo gli aveva fatto fermare la pellicola in determinati momenti, indicando con insistenza il telecomando, e il bambino aveva inteso che desiderava raccontargli cosa accadeva nella foresta. Scene cruente, grazie alle quali aveva raccolto più notizie che in un mese di “gioco”. Da quanto aveva visto il mondo di Moo non gli piaceva per niente. L’indugiare nelle sequenze che ritraevano i vampiri raminghi attaccarsi l’un l’altro, fece comprendere a Nicolas la solitudine e il pericolo nel quale era vissuto Moo.

Cercò di capire quale fosse il modo migliore per affrontare Johnny, decidendo di ammettere la colpa.

«Hai ragione, ho voluto rivederne una parte.»

Johnny strinse con forza i dvd osservandolo a occhi socchiusi. «Tu non hai rispetto per le mie cose… Dei miei dvd, della maschera…»

Nicolas fece un passo indietro, colpito dal tono della voce di Johnny. Avvertì il suo dolore, sordo, misto alla rabbia che sempre più spesso gli dimostrava.

Lo vide avvicinarsi allo scaffale dove conservava i giochi e buttarli a terra in malo modo. Mentre rovesciava ogni cosa, piangendo e mormorando frasi sconnesse, sembrava un bimbo piccolo in preda ad una crisi isterica.

«Sei cattivo, con mamma fai finta di essere buono per farla arrabbiare con me. I mostri me lo dicono sempre. Sempre…»

Nicolas preferì tacere: cosa poteva dire, a sua discolpa? Aveva usato le sue cose senza permesso. L’unica nota stonata era l’accusa di voler farlo apparire cattivo agli occhi della mamma.

Moo non interferiva nei loro litigi. Perché i mostri del fratello erano diversi? Sembravano odiarlo e non ne comprendeva il motivo.

Attese in silenzio che Johnny terminasse il suo sfogo. Quando non ci furono più oggetti da scagliare il ragazzino sembrò afflosciarsi su se stesso. Rimase fermo ancora qualche minuto, accasciato, poi se ne andò sbattendo la porta.

Sicuro che non avrebbe fatto ritorno Nicolas iniziò a raccogliere gli oggetti per terra e a riporli al loro posto: sembrava fosse passata di lì una tromba d’aria. Per fortuna non si era rotto nulla, tranne una piccola statuina in terracotta: rappresentava un grizzly ritto sulle zampe posteriori, un souvenir acquistato durante la sua prima visita al Parco di Yellowstone. Posò i cocci sulla scrivania con l’intenzione di buttarli nel cestino dopo aver finito di sistemare.

Con la coda dell’occhio vide Moo tornare nell’angolo. Lo stava osservando in silenzio e Nicolas si sentì a disagio. Mise tutto a posto, incerto su cosa fare dei dvd. Decise di portarli in corridoio e posarli a terra, in modo da permettere a Johnny di recuperarli.

Moo lo richiamò con un gesto della mano, facendogli cenno di avvicinarsi. Negli ultimi minuti aveva cercato qualcosa nella cartella con le immagini stampate che era stata posata a terra.

Nicolas lo vide inspirare rumorosamente, mimando l’atto di odorare qualcosa.

«Odore… Puzza…»

Moo annuì.

«Puzza…»

Moo prelevò dal mucchio la foto che ritraeva Johnny e la odorò rumorosamente.

«Johnny puzza…» Nicolas attese un cenno d’assenso e Moo annuì nuovamente.

Pensò che intendesse comunicargli che Johnny era cattivo: in fondo, era quello che gli “altri” dicevano di lui. La sua espressione, però, appariva tranquilla. Non sembrava arrabbiato con il fratello maggiore.

Moo continuò nella sua mimica, alzando i pugni in aria prima di rivolgerli a lui. Lo fece per un paio di volte, trasmettendogli una muta domanda.

«Perché… non mi arrabbio?» accompagnò le parole con un’espressione che sperò somigliare a quella di Johnny.

Moo annuì, interessato.

Nicolas ci pensò a lungo. Si accorse che era difficile da spiegare, soprattutto perché non aveva mai voluto rivolgere quella domanda a se stesso. Perché non si arrabbiava? Ne aveva motivo.

«Io… sono ammalato.» Nicolas abbassò leggermente lo sguardo, arrossendo all’esame di quegli enormi occhi gialli che sembravano volergli leggere dentro.

Quando rialzò i suoi cercò qualcosa nella stanza che lo aiutasse a esprimere quel concetto. «Ammalato.» 

Moo gli venne in soccorso, indicando la statuina che ancora giaceva sulla scrivania. Annusò rumorosamente l’aria e tornò a indicare il grizzly rotto.

«Rotto… sì, il concetto è quello. Io sono Rotto.»

Moo annuì.

Nicolas si sorprese a pensare che Moo lo conosceva meglio di quanto pensasse. Sapeva che era malato, era stato il suo odore a comunicarglielo. Lo aveva sempre saputo.

« Il mio cuore, è Rotto. » frugò nella scatola delle immagini, senza trovare nulla di interessante. Ricordò la scatola dove erano stati riposti i pezzi dello scheletro di plastica: aveva deciso di smontarlo definitivamente per liberare l’angolo. Sotto lo sguardo di Moo, che non lo lasciava nemmeno un secondo, raccolse il cuore.

Lo portò all’altro che per la prima volta sembrò avere un moto di sorpresa. Lo posò a terra, sedendo di fronte a lui.

«Cuore…» indicò l’organo. «Rotto. »

Nicolas sospirò, tenendo lo sguardo incollato alla povera riproduzione di plastica. Visto così, sembrava qualcosa di inutile. Eppure, era il centro del suo universo da quando si era ammalato.

«Non posso arrabbiarmi. Non posso… non voglio pensare. Non voglio stare male.» Chiuse gli occhi, trattenendo le lacrime. «Non voglio lasciare che le cose brutte raggiungano il mio cuore. I pensieri possono uccidermi, così li metto via.»

Moo studiò lo sfogo con curiosità, incerto sulla strana reazione di Nicolas. Il bambino tremava e per la prima volta il suo odore era cambiato. Puzzava di disperazione. 

Pochi secondi, poi il suo odore tornò quello di sempre.

Nicolas lo sbirciò incerto, imbarazzato per essersi lasciato andare in quel modo. Non sapeva quanto Moo avesse compreso del suo monologo, ma immaginava che non fosse riuscito a seguire il suo ragionamento. In realtà, nemmeno lui c’era riuscito del tutto.

Sapeva di aver detto il vero, ma non voleva approfondire ulteriormente i suoi sentimenti. Sentiva che sarebbe stato pericoloso.

Si schiarì la voce, sapeva che i grandi lo facevano per darsi un tono, drizzando le spalle con falsa sicurezza.

«Cuore Rotto. Non voglio arrabbiarmi.»

Moo annuì, spostandosi sotto il letto.

Non era ancora ora di cena e Nicolas intuì che desiderava lasciarlo tranquillo. Forse, a modo suo, anche Moo doveva riflettere su quanto era accaduto.

Si rialzò da terra raccogliendo i cocci posati sopra la scrivania e li buttò nel cestino archiviando l’intera faccenda.

Quando John venne a prenderlo Nicolas lo accolse con l’abituale sorriso. Una volta a tavola si limitò a dare un’occhiata incerta al fratello, apparentemente tranquillo, chiedendosi per la prima volta se i mostri di Johnny esistessero davvero. 

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione
  • Episodio 1: Rotto
  • Episodio 2: In fuga
  • Episodio 3: Stelle
  • Episodio 4: Charlie
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    Commenti

    1. Vanessa

      Micol, a me di questa tua serie, colpisce molto la psicologia dei personaggi, certi messaggi che lanci attraverso il racconto… La parte in cui Nicolas dice che non può arrabbiarsi e allora mette via i pensieri per non stare male è molto dolce. Bravissima 🌺

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Vanessa, ti ringrazio per aver preso Nicolas e Moo in simpatia. Quello di “accantonare” è un meccanismo di difesa comune, esistono momenti nella vita in cui la sofferenza è un peso troppo grande da portare.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Bellard, grazie 🙂 Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto. Il mio stile in fondo è molto semplice, mi piace pensare che i miei racconti somiglino a una “pausa caffè” capace di portare il lettore in un altro mondo anche se per un breve momento.

    2. Pingback: Recensione di "Nel buio della notte", una serie Edizioni Open targata Micol Fusca | Giuseppegallato.it

    3. Giuseppe Gallato

      “Conoscere il vero aspetto di Moo rese Nicolas”… coraggioso, pensavo coraggioso! Ahahahah. Scherzi a parte, la serie riparte nel migliore dei modi. Il Moo che vede film e impazzisce per le parti violente/battagliose/adrenaliniche è meraviglioso! Chissà se e quanto durerà questo bel quadretto. Che sia la quiete prima della tempesta?
      Inutile poi parlare della tua scrittura, che trovo sempre pulita, attenta e fedele nel restituire al lettore l’immaginario pensato. 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Master, diciamo che Nicolas è proprio felice: ha un sorriso a 32 denti. Da qui inizia un percorso più cupo, anche se l’amicizia fra Moo e Nicolas farà la parte del leone fino alla fine della storia (mi sa che ci sarà una terza stagione…). Grazie per aver voluto trascorrere qualche momento con il mostro sotto il letto, anche Moo sta sorridendo nell’ombra.

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Alessandro, questa serie è un po’ diversa da quello che scrivo abitualmente. Ho adottato un approccio “soft”, tempi più lunghi, nell’intento di farne una favola dark.

    4. Dario Pezzotti

      Questa seconda stagione inizia nel migliore dei modi! Il legame tra Nicolas e Moo è qualcosa di speciale, poetico. In tutta onestà, provo simpatia anche per Johnny; mi auguro che non si riveli un personaggio totalmente negativo.😊

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Dario, anch’io provo simpatia per Johnny. Non è cattivo, ma come si inizia ad intendere il suo “mostro” è ben più crudele di quello di Nicolas.

    5. Micol Fusca Post author

      Ciao Antonino, grazie per “vegliare” sui miei refusi 😉 oramai sei una specie di angelo custode. Sono contenta che questo inizio di stagione ti sia piaciuto, da qui in avanti molte domande cominceranno a trovare risposta. Purtroppo, a volte, drammatica.

    6. Antonino Trovato

      Ciao Micol, è davvero un piacere leggere e vedere l’empatia instaurata tra Nicolas e Mooo, il loro modo di comunicare tramite i segni, il modo più antico di comunicare, il tutto con la tua proverbiale cura e attenzione. Nei tuoi racconti la diversità e sempre presente, come lo è nella realtà del resto, ma tu riesci a porre sempre una comunione, e qui, le sofferenze di Nicolas e di Mooo si fondono nel loro giocoso convivere. Durerà quest’idilio? E Johnny? Ottimo inizio di stagione😁!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, grazie per “vegliare” sui miei refusi 😉 oramai sei una specie di angelo custode. Sono contenta che questo inizio di stagione ti sia piaciuto, da qui in avanti molte domande cominceranno a trovare risposta. Purtroppo, a volte, drammatica.