Sangue

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione

Quel giorno rimase impresso nella carne di Nicolas, indelebile, al pari di uno dei ricordi ancestrali di Moo. Aveva appena svuotato la vescica quando l’urlo di dolore di Marianne coprì ogni angolo di silenzio. Nicolas si afferrò con forza al lavandino, temendo che quel suono gli spaccasse il cuore prima che i timpani.

Dopo il primo, ne seguirono altri.

Scoprì di essersi mosso solo quando giunse al termine del corridoio. Aveva camminato fino a lì come un automa, senza rendersene conto. Guardò la scalinata che si allungava verso il basso, enorme, insuperabile. I gradini di legno gli sembrarono irti di pericoli, troppo stretti. In fondo alle scale c’era solo il buio che lo derideva.

Un nuovo urlo, questa volta di spavento, lo spinse ad affrettarsi. Strinse con entrambe le mani la balaustra e scese il più velocemente possibile. Sentiva il sudore bagnargli la faccia, in rivoli caldi che dal collo raggiungevano la schiena fredda. Lavorò come una locomotiva, come se da questo dipendesse la sua vita: un passo alla volta, cercando di mantenere l’equilibrio. Una volta giunto al piano terra sentì il petto esplodere in un dolore sordo, come se qualcosa dentro di lui stesse andando a fuoco: probabilmente, pensò, i polmoni.

Si costrinse a non dare spazio alla sofferenza e si diresse verso la cucina, da dove filtrava la luce accesa del lampadario. Quello che vide lo fece cadere in ginocchio. Cercò di puntellarsi a terra con le mani, rifiutandosi di rovinare completamente sul pavimento.

Mamma era indietreggiata fino al frigorifero, appiattendo con forza le spalle contro l‘elettrodomestico. Il braccio destro le penzolava inerme, coperto di sangue fino alla spalla. Nicolas riusciva a vedere attraverso il tessuto strappato: lembi di carne ricadevano flosci, attaccati solo a deboli fili di tessuto organico. Doveva essersi difesa incrociandolo contro il petto, cosa che stava facendo in quel momento con il sinistro.

Non urlava più, dalle sue labbra usciva solo un flebile lamento misto a pianto. I suoi occhi erano grandi, spalancati, pieni di un dolore impossibile da gestire.

Davanti a lei c’era Johnny ancora in pigiama: fra le mani, reggeva un grosso coltello da cucina insanguinato. Erano entrambi fermi, lei contro il frigo e il ragazzo a pochi passi,  con il braccio teso, che le puntava contro l’arma appuntita gocciolante.

Nicolas si accorse che il lamento che sentiva era in realtà composto da due diversi suoni all’unisono. Marianne sussurrava, Johnny borbottava piangendo a dirotto. Si spinse in avanti aiutandosi con le mani per non scivolare sul sangue che imbrattava il pavimento. Non gli importò di sporcarsi a sua volta.

Arrivato vicino riuscì ad alzarsi. «Johnny!»

Lo chiamò a gran voce nell’intento di distrarlo, ignorando lo sguardo disperato della madre. Il terrore per quello che poteva succedere a lui, fu come un lampo che le schiarì completamente la mente.

Nicolas sentì il fratello mormorare poche parole troncate dai singulti, spezzate nel senso e nel significato. “Non mi vuoi bene” … “colpa di Nicolas” … “è cattivo, cattivo” …

Con uno scatto degno di una leonessa Marianne si gettò di peso addosso al figlio maggiore, decisa a bloccarlo. «Esci, Nicolas! Attento al coltello!»

Johnny si liberò in fretta di Marianne, troppo debole per lottare a lungo, cercando di raggiungere il fratello che nel frattempo era indietreggiato di qualche passo.

«Vedi cos’è successo? È colpa tua! Tu vuoi tutto. Inventi sempre nuove scuse per avere l’attenzione di mamma e papà. A me, non rimane niente!»

Nicolas indietreggiò fino al corridoio, esausto: non sapeva quanto poteva reggere ancora. Posò la mano sul pomello della porta d’entrata, poco convinto di trovare la forza per aprirla, e Johnny tornò ad alzare il coltello.

Un nuovo urlo invase la casa, molto più alto di quanto avevano potuto le grida di Marianne. Nicolas vide il coltello cadere a terra come in una scena al rallentatore e il fratello portarsi la mano alla testa quasi a strapparsi i capelli.

Fra loro si era interposta una figura massiccia, nera come la notte. Nicolas non riusciva a vedere il volto di Moo da quella posizione, ma sapeva che la sua bocca era spalancata in decine di denti aguzzi e che i suoi occhi gialli avevano incollato i piedi di Johnny al pavimento.

Marianne, stesa in cucina, non riuscì a vedere quello che stava accadendo.

«Mostro…» dopo l’urlo di sorpresa Johnny sembrò confuso: contemplò l’essere davanti a lui come una rivelazione. «Nemmeno tu… nemmeno tu, credi in me.»

Nicolas intuì la reazione di Moo prima che allungasse il braccio per afferrare il fratello. Avanzò di poco, toccandogli la schiena con delicatezza. «Moo… “No”!»

Vide l’espressione di Johnny mutare in uno spasimo di sofferenza. Fuggì in strada, urlando, con il pigiama insanguinato che gli svolazzava addosso scomposto.

Passarono solo pochi secondi e dalla porta spalancata giunsero i soccorsi. Prima di svenire Nicolas incontrò di sfuggita gli occhi di Luise: la mamma di Ron lo afferrò al volo prima che cadesse a terra. Si era precipitata lì non appena aveva scorto Johnny uscire di casa, chiamando i vicini a gran voce.

Il bambino non aveva bisogno di guardarsi attorno per sapere che Moo era scomparso: decise, a quel punto, di affidarsi alla Maga.

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione
  • Episodio 1: Rotto
  • Episodio 2: In fuga
  • Episodio 3: Stelle
  • Episodio 4: Charlie
  • Episodio 5: Premonizioni
  • Episodio 6: Sangue
  • Episodio 7: Coltello
  • Episodio 8: Attesa
  • Episodio 9: Una nuova tana
  • Episodio 10: “Tutto”
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Horror

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    Discussioni

    1. “Non urlava più, dalle sue labbra usciva solo un flebile lamento misto a pianto. I suoi occhi erano grandi, spalancati, pieni di un dolore impossibile da gestire”❤️

    2. Questo non me lo aspettavo di certo. La domanda è : come farà adesso Johnny a scamparla? Sarà arrestato?
      Sono un po’ preoccupato per lui a dirla tutta, anche se vedere Moo in action mi ha regalato una scarica di adrenalina.
      Ormai oggi la finisco 🙂

      1. Ciao Alessandro, la questione Johnny è piuttosto complicata. La gelosia non è il fattore che ha scatenato la sua crisi: purtroppo, anche lui ha dei “mostri” che gli sussurrano all’orecchio. Molto peggiori di Moo, perché sono solo nella sua mente 🙁

    3. Povero Johnny, chissà quale “mostro” tortura la sua anima! Ormai tutti sanno della mia simpatia nei confronti di questo personaggio. Brava Micol, episodio molto bello, la parte del coltello è squisita.😁

      1. Ciao Dario, che dire… Il coltello avrà una parte importante nel proseguo della storia, influirà sugli eventi futuri.
        Grazie per seguirmi nelle mie follie, ricorda che domani è il 19.12.2019 ;D

    4. Grazie Micol per il tuo apprezzamento del mio racconto Al Parco.
      Io non sono sui social e non ho altri mezzi per commentare.
      La mia mail è [email protected]
      Se vuoi puoi scrivermi con una tua mail.
      Ti seguo.
      CMV

      1. Ciao Carlo, ho visto che hai pubblicato un altro racconto. Spero di riuscire a fare un “salto” domani, sono curiosa di leggerlo. Grazie per l’interesse per i miei scritti, la stima è reciproca. Scriverò sicuramente al tuo indirizzo mail, mi piace l’idea di rimanere in contatto 😀

    5. Senza se e senza ma, posso sbilanciarmi: allo stato attuale, questo è l’episodio della serie che mi è piaciuto più di tutti! Da una parte perché è più “vicino” al mio genere (narrativamente parlando), dall’altra perché getta luce su alcune vicende e – soprattutto – sui personaggi. Ho il vago sentore che nel prossimo capitolo ci saranno ulteriori svolte… belle oscure, profonde, tetre! Brava Micol, davvero complimenti. 🙂

      1. Ciao Giuseppe, hai ragione. Da questo episodio i piccoli indizi seminati qui e là iniziano a delineare la realtà sotto l’apparenza, soprattutto per quanto riguarda la figura di Johnny e la presunta gelosia che nasconde un mostro ben peggiore di Moo. Il clima si fa più serio, forse il sorriso si attenuerà per qualche tempo. Ma è la vita, bisogna prendere quello che arriva e reagire 🙂

    6. Wow, che svolta! Anche a me è piaciuta molto la parte delle scale e anche il coltello gocciolante mi ha dato i brividi… Complimenti Micol!

      1. Eccoci alla vetta! L’episodio di martedì prossimo chiarirà un po’ la dinamica di quanto è accaduto e avvicinerà il lettore a Johnny svelando le sue vere condizioni. Credo che pochi siamo “cattivi” di natura, c’è sempre un perché sotto alcuni atteggiamenti. Fino ad ora ho velato Johnny di una luce tetra, ma in realtà è un ragazzo che si è piegato sotto il peso di un mostro ben più pericoloso di Moo.

    7. Ciao Micol, hai dato una vera svolta al racconto, hai tinto di dark l’intera scena, in cui ho particolarmente apprezzato la parte delle scale: veramente suggestiva, oscura e coinvolgente, una sorta di discesa verso il buio dei sentimenti che affligge Johnny, un ragazzino che, a mio parere, rappresenta il lato più terribile della gelosia infantile nei confronti del fratello minore, un sentimento che forse, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo provato, ma la gelosia in Johnny è mutata in oscura follia. È palpabile la tensione, il dolore e la volontà di una madre che, nonostante la ferita, ha cercato di salvare il proprio cucciolo in pericolo. Mi hai trasmesso tutta l’espressivita e l’intensità dei personaggi, un episodio che mi è piaciuto davvero tanto, forse uno dei migliori della serie. La svolta finale, che riguarda Moo, mi ricorda il gesto del tipico migliore amico che ti difende ad ogni costo, anche uccidere se è necessario, ma per ora, la bontà di Nicolas ha prevalso. Le cose si son fatte interessanti, e la curiosità è a mille! Dalla tenerezza favolistica ad una realtà più crudele, ma questa serie resta sempre affascinante! Un caro saluto Micol, alla prossima😁!

      1. Ciao Tonino, figurati se la mia aurea oscura non ammorbava anche questa vicenda 😀
        A parte gli scherzi, queste serie prendono vita da un romanzo che ho proposto ad alcune case editrici. Credo di avertelo già accennato, ho ricevuto un paio di proposte che non ho accettato. Mi si chiedeva di mutare integralmente il tono, perché era “difficile” trovare il giusto target di lettori: bambini, adulti? Nel mio modo di vedere, questa è sempre stata una storia per adulti. Ha per protagonista un bambino, sì, ma Moo non è un mostro di peluche. Ho ricordato loro che le “favole” nella loro versione classica non sono adatte ad essere raccontate ai bambini prima di andare a nanna, pena incubi assicurati. Ecco perché ho preferito presentare questo scritto su Edizioni Open, sperando che i lettori ne cogliessero l’anima.