Sensazioni

Serie: Il corriere

  • Episodio 1: Sensazioni
  • Episodio 2: Maschere

La calma di una sera gelida stava per prendere il posto di un limpido pomeriggio. A chiazze una leggera nebbia calava sulle strade e velava le case, i lampioni appena accessi, le cuffie sulle teste delle persone. Il furgoncino di Nicolas correva veloce verso la sua ultima consegna, voleva sbrigarla in fretta. Il corriere era un lavoro che non gli dispiaceva, adorava guidare, ma era felice anche di ritornare finalmente al deposito. Salutò i magazzinieri con un cenno del capo e qualche parola smorzata dalla quotidianità, tolse il berretto scoprendo la zucca pelata e salì in auto. Non attese che l’abitacolo si riscaldasse né che il parabrezza si disappannasse, partì subito. Nicolas era un bell’uomo, sposato e con due figli, e gli piaceva tenersi in forma, per questo prima di andarsene a casa si sarebbe fermato in palestra. Aveva iniziato anni prima come hobby per scaricare lo stress del lavoro, per scrollassi di dosso molte insicurezze, ed era finito per appassionarsi. Da qualche tempo però faceva di tutto per concludere il suo allenamento entro le nove, a quell’ora voleva già essere in auto. Accese la radio sperando in qualche modo di sentire ciò che voleva, mentre passava da una frequanza all’altra, il bracciale che indossava al polso destro richiamò la sua attenzione. Era argentato con una pietra nera intrecciata nel mezzo. Lo guardò e sorrise pensando alla fortuna che aveva avuto trovandolo, sembrava possedere un grande valore e il legittimo proprietario doveva essersi di certo disperato avendolo perso. Tuttavia Nicolas era ignaro di ciò che quel bracciale gli avrebbe causato.

Parcheggiò l’auto in divieto di sosta e, prima di scendere, sfilò il bracciale nascondendolo nella tasca del cappotto. La città era completamente sprofondata nella sera quando Nicolas uscì dalla palestra, i prematuri addobbi natalizi illuminavano ad intermittenza i vicoli circostanti e gli alberi dei marciapiedi. Mancavano pochi minuti alle nove. Si mise a sedere, accese nuovamente la radio e aspettò. I conduttori della trasmissione disquisivano di argomenti di interesse generale e quella sera si parlava della morale nelle favole. Nicolas, mentre attendeva, pensò che era buona cosa che di tanto in tanto la morale si fosse trovata all’inizio di una storia invece che nelle battute finali, pensò anche che ciò che conta davvero è il motivo, il perché delle cose è ciò che tiene legato il tutto. E dopo quel tanto o poco filosofeggiare, il suo flusso di pensieri fu interrotto dalla voce del conduttore.

«C’è una chiamata per noi».

«Ciao, sono Michela e chiamo da Roma».

«Buonasera, qual è la morale che ci vuole raccontare?»

«Anni fa ho conosciuto un ragazzo in un bar, siamo stati tutto il giorno insieme e ci siamo innamorati», la voce della donna si fece tremante. «Passarono le ore e lui dovette tornare a casa sua, io tornai alla mia e da quel giorno non l’ho più rivisto».

«Signora, ma quanto tempo è passato da quell’incontro?»

«Parliamo di quasi ventitré anni fa. Io ora sono sposata, ho tre splendidi figli, ma ancora oggi a distanza di tanti anni, io, penso ancora a lui, a ciò che ho provato e non capisco il perché … forse le cose sarebbero potute essere diverse adesso», disse commossa.

«E vorresti rincontrarlo? Come si chiama?» disse la voce del conduttore.

«Nicolas».

«Allora lanciamo un appello: Nicolas se da qualche angolo del mondo ci stai ascoltando chiamaci, mandaci un messaggio o batti un colpo».

L’uomo del corriere allora tirò su la levetta dei fari, una lacrima gli scese lungo il viso e partì. Si ricordò del bracciale che indossò nuovamente al polso e riprese ad ascoltare la musica, riaccasò, diede un bacio a sua moglie e abbracciò i figli.

Continua …

Serie: Il corriere
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  • Episodio 2: Maschere
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    Responses

    1. Il racconto è fluido e trova nella sintesi il suo punto di forza. Arriva diretto a chi legge senza perdersi in fronzoli ed il finale lascia una nota amara che, a mio giudizio, fa sempre bene a chi legge.
      Alla prossima lettura…

    2. Ciao Marco, e ci lasci così, con un continua… e non è giusto😂😂😂, fanne una serie!!! Da questo breve racconto si coglie tutto il fascino e il mistero contenuto in una storia ben più complessa e intrigante. A questo punto attendiamo proprio il continuo!!! Un saluto, alla prossima!

    3. Ciao Marco, la tua storia riesce fin da subito a catturare l’attenzione del lettore. Oltre alla caratterizzazione del protagonista, che permette di provare empatia fin dalle prime righe, gioca il mistero del bracciale che indossa. E’ una serie, vero? Quel “continua” me lo fa sperare.