Si apre un portone

Serie: Nuovo inizio


La radiosveglia suona puntuale e mi riporta alla realtà.

Mi giro dall’altra parte….voglio dormire ancora un po’.

La sveglia risuona, d’un tratto mi ricordo che non posso poltrire, devo incontrare il capo di Elena per comunicargli la mia disponibilità a lavorare con lui.

Ci vuole una doccia che mi liberi la mente, perché malgrado il sogno positivo di stanotte, non posso negare che il mio ex, si insomma, Lui, mi manca ancora tanto.

Avevamo, almeno credevo, un legame forte e speciale, e lo so che nella vita può capitare di essere lasciati e che, come dice qualcuno, sarà pure un Cretino, ma mi manca.

Mi devo muovere, non posso stare a ciondolare, viene tardi, anche se ogni cosa, ogni dettaglio mi fa pensare proprio al Cretino.

Ad esempio, mi alzo e per far luce apro la finestra e spingo in là la persiana, sento odore di fumo: è la sigaretta del vicino che se la sta quasi mangiando sul suo poggiolo, forse sperando di non farsi beccare dalla moglie…

La scena avrebbe un che di comico, ma a me viene in mente il Cretino e quante volte gli ho chiesto di smettere di fumare, il mio broncio ed infine il suo bacio.

Lo ho già detto?

Lo ridico. Mi manca… Il suo messaggio del buongiorno e la telefonata della sera. E tutto quanto in mezzo.

Se chiudo gli occhi me lo vedo davanti, sorridente e bello come il sole, me lo immagino ancora pronto ad abbracciarmi.

Ora, invece, ha occhi solo per un’altra, per fortuna almeno, lontano dal mio sguardo.

Mi si attorcigliano le budella e se penso a quanto mi ha fatto soffrire mi escono le lacrime senza controllo, per fortuna sotto la doccia non lo vede nessuno: siamo solo io e le mie fragilità.

Basta.

Devo pensare alla positività del sogno e, sull’onda di quelle buone sensazioni,  devo intraprendere il nuovo percorso, senza timori, ho sete di novità.

Mi asciugo con energia, un po’ di crema, indosso la mia camicia preferita, quella bianca, portafortuna, faccio una buona colazione e via.

Esco dal portone (finalmente uno si sta aprendo, anche in senso figurato, come mi ha detto la nonna!) e mi sembra che il sole mi baci e la città mi sorrida, speriamo sia di buon auspicio, o almeno così voglio credere.

Mi fiondo sull’autobus in direzione dell’agenzia del Signor Rossi.

Eccomi nel viale alberato, oggi mi fa tutt’altro effetto, l’idea che Elena l’altro giorno potesse fare qui una rapina mi fa proprio sorridere, anche se, in effetti, un po’ d’ansia mi rendo conto di averla ancora.

Avanzo senza indugio, quando, subito prima di entrare in quel bugigattolo, mi accorgo che l’atmosfera non è distesa come l’altra mattina.

Il boss, come lo chiama la mia amica Elena, mi accoglie un po’ pensieroso, seduto alla scrivania, sta fissando quello che credo sia un giornale e sembra in trance.

Babbo Natale, se lo chiamo così il signor Rossi mi incute meno soggezione, è talmente assorto nei suoi pensieri che quasi non si accorge che si sta bruciando le dita con il sigaro.

Poi mi sorride, smette di fumare e mi fa accomodare, vulcanico.

In meno di due minuti siamo seduti a leggere il contratto di sostituzione di maternità che mi ha preparato.

Lo scandisce con ritmo e voce radiofonica, in maniera cortese risponde alle mie domande legate ad alcune questioni pratiche e poi firmo, emozionata.

Finalmente mi sento più leggera e felice.

Il Signor Rossi mi spiega che potrò usare la scrivania di Elena in sua assenza proprio come mi aveva anticipato lei, il tavolo è vicino a quello del boss, riconosco il portapenne con Hello Kitty, un must della mia amica.

Chiedo come posso rendermi utile e Babbo Natale, visto che non sono programmate missioni per oggi, lui le chiama così, mi mostra come sono organizzati i files sul computer e quelli negli scaffali, cercando nel mentre di riordinare un po’ tutto.

Sulla sua scrivania scorgo una mappa, no, è una specie di vecchio stradario. Forse è quello che stava guardando quando sono arrivata: è decisamente logoro.

Mi ha incuriosito, voglio chiedere a Babbo Natale come mai si avvale di uno strumento così desueto per il lavoro… Perché non usa Google Maps per cercare gli indirizzi?

Lui con un guizzo quasi felino, a dispetto della sua mole, afferra il giornaletto prima di me e velocissimo tenta di nasconderlo, senza commentare, nemmeno si trattasse di un numero di Playboy.

Nel mentre ha un sussulto, trema tutto e poi crolla letteralmente sulla sua poltrona che per fortuna era subito li dietro.

Sembra svenuto.

Fulminato, ma… non piove! Oddio.

Doveva essere un lavoro temporaneo, ma non credevo così breve…

Lo chiamo. Gli do dei colpetti. Non rinviene. Sarà mica morto?

Mi vedo già i titoli del quotidiano cittadino: ”Spirato Babbo Natale. Trovata con lui una babba che non lo ha aiutato”. 

E adesso? Che faccio?

Serie: Nuovo inizio


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

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Discussioni

  1. “Lui con un guizzo quasi felino, a dispetto della sua mole, afferra il giornaletto prima di me e velocissimo tenta di nasconderlo, senza commentare, nemmeno si trattasse di un numero di Playboy.”
    😂

  2. Ciao Martina, questa serie è proprio carina! Accattivante, le continue allusioni a Babbo Natale fanno sperare che davvero compaia in scena completo di costume rosso, stivaloni e cappello. Mancano le renne. In questo periodo è azzeccatissima 😀