Solo per disagiati

Serie: Niente di anomalo


“Bene. Quello là in fondo è un villaggio?”

“Sì credo di sì Sonia”, rispose Alucard.

“Chi siete voi?!”

Un uomo dal villaggio li vide e urlò per farsi sentire.

“Il fatto che ci ha visto è un problema?”

“No, tranquilla. Se restiamo qui va bene, e se proprio arriviamo a un punto critico possiamo cancellare i suoi ricordi”

“Ok”

“Chi siete?!”

I due si stavano avvicinando lentamente.

“Un attimo. Siamo in una dimensione alternativa antica, giusto?”

“Giusto”

“Perché le altre persone parlano tranquillamente la nostra lingua?”

“Quando il… L’oggetto il cui nome mi fa rabbrividire ogni volta che lo pronuncio, se fai toccare quello all’universo oltre a darti il potere di farti passare da un universo all’altro ti dona anche il potere di capire e parlare le lingue che senti”

“Ah. Molto comodo ai fini della trama”

“Già”

I due erano arrivati al villaggio.

“Inventiamoci nomi plausibili sul momento-Alucard parlò telepaticamente a Sonia-Ok?”

“Ok”

“Chi siete?”

“Io sono Ottavio”

-Anche quel nome è una citazione? Mh. L’ho già sentito da qualche parte questo nome, ma non ricordo dove precisamente- “Io sono Priscilla”

“Io sono Caio. Da dove arrivate?”

“Da Roma, stavamo facendo una passeggiata in giro”

“Potreste aiutarci in una cosa?”

“Cosa?”

“Il nostro capo villaggio è molto malato, conoscete dei medici di fiducia che lo possano curare?”

“Che facciamo?-chiese Sonia telepaticamente ad Alucard-Gli aiutiamo?”

“Ma sì, non succede niente di male se gli aiutiamo”

“Ok allora”

“Noi due siamo medici di nostra fiducia”

“Già. Possiamo aiutare noi”

“Grazie!”

Loro due furono portati in una capanna piena di persone attorno al letto di paglia su cui era sdraiato il malato.

“Sintomi?”

“Dall’alba di oggi non si sveglia”

“Ok”

Sonia toccò la fronte del malato.

“Ha una polmonite molto forte-disse telepaticamente-Lo curiamo?”

“Sì, non ci vedo nulla di male. Tu hai capito che è polmonite con la biocinesi, vero?”

“Certo, quale altro modo avrei potuto usare?”

“Non lo so chiedevo, comunque credo che curarlo con la biocinesi sia anche abbastanza facile”

“Già, per fortuna. Ma se si svegliasse così a caso non desterebbe sospetti?”

“Effettivamente hai ragione. Lascia fare a me”

“Va bene”

Alucard toccò anch’esso l’uomo malato.

“Siete fortunati, non ha niente di così tanto grave. Fra poco si sveglierà da solo”

“Davvero?”

“Davvero”

Mentre lui parlava Sonia lo curò, senza farlo svegliare.

-Ok, si sveglierà tra una decina di minuti. Così non ci saranno sospetti-

Tuttavia mentre parlavano entrarono nella capanna un gruppo di uomini armati.

“Io sono Tullio Ostilio, re di Roma. Sono qui per parlare con il capo villaggio”

“Il nostro capo villaggio è molto malato, è l’uomo svenuto. Non può dare udienze”

“Ah. Allora lascio decidere voi. Prima di tutto vorrei ricordarvi che il vostro villaggio è completamente composto da contadini, ed è quindi sprovvisto di difese. Detto questo, sottomettetevi a Roma o vi ucciderò uno per uno nel modo più doloroso possibile”

“Che simpatico-era Sonia-Numa Pompilio era meglio”

“Cosa?!-disse una delle altre guardie-Prova a ripeterlo!”

“Numa Pompilio era stato scelto per la sua integrità e onestà, lui è stato scelto per discendenza se non ricordo male. Tutti bravi a ereditare”

Tullio dopo quella frase accoltellò Sonia al petto con la spada che portava. I due rimasero a guardarsi per almeno un minuto.

“Ehm vuoi restare qui a fissarmi ancora per molto?”

“Sonia-Alucard le parlò telepaticamente-Le persone normali dopo una coltellata non si comportano così”

“Lo so. Ma volevo troppo farlo. Statisticamente più una persona è idiota più è probabile che io la incontri. E quando mai avrò l’occasione di prenderlo in giro in questo modo?”

“Un po’ hai ragione. Comunque non avresti dovuto farlo”

“Ma… ”

“Ma? Ti stacchi da me?”

“Ti ho accoltellato”

“E quindi?”

“Ti ho accoltellato!”

“Lo vedo anche io che mi hai accoltellato, adesso potresti staccarti da me? Grazie”

“Ma… Ma… Cosa sta succedendo?”

“Che tu, come volevasi dimostrare, sei l’esempio perfetto di quando si danno i ruoli importanti ai raccomandati”

“Aspetta aspetta. Uno non parlarmi così! Due, io sono meglio di Numa Pompilio, tre, quando hai intenzione di morire?!”

“Io non ho intenzione di morire”

“Cosa?”

Alucard scoppiò a ridere.

“Va bene, comincio a capire ciò che mi hai detto prima”

“Cosa sei tu!? Perché non muori!?”

“Scusate, sono Sans-gli stava parlando telepaticamente-La butto lì l’idea: fate finta di essere divinità”

“Beh beh idea carina”

“Sì sono d’accordo. Alucard, tu che conosci bene la storia, quali sono le divinità più importanti di questo periodo?”

“Giove, Marte e Quirino”

“Quirino? Non ho mai sentito questo nome”

“Già, è raro sentirlo, ma all’inizio era una divinità molto importante. Quirinale deriva da Quirino”

“Ah. Comunque io faccio Marte”

“Allora io faccio Giove. Come mai proprio Marte?”

“Adesso lo capisci. Queste sono le poche nozioni di storia antica che so”

Tullio tolse la spada dal petto di Sonia spaventato.

“Possiamo andare adesso io e Ottavio?”, Sonia rigenerò la ferita.

“No! Chi siete voi?! Da dove arrivate?!”

“Mi hanno detto che arrivano da Roma”

“Cosa? Impossibile! Se fossero romani mi porterebbero rispetto!”

“Sei tu che ci devi portare rispetto. Io sono Giove e lui è Marte. Stavamo facendo una passeggiata”

“Cosa?”

Sonia afferrò la sua spada, lo disarmò, lanciò la spada contro il soffitto e creò un foro nel centro esatto della stanza.

“Basta come dimostrazione?”

“Certo che… -mentre parlava Sonia fece prendere fuoco il manico della spada, senza farlo propagare alla capanna in legno-Bene forse non state mentendo”

“Già”

“E poi tu non sembri Marte”

“E tu non sembri un re intelligente”

“Ouch. Povero Tullio”

“Cioè perché hai quell’aspetto?”

“Per la gestione della rabbia. Se non mi controllo faccio cose stupide”

“Tipo?”

“Mettere incinta Rea Silvia e creare la stirpe romana”

“Povero Tullio! Non ti sembra di esagerare un po’?-chiese Alucard-Basta, l’hai già fatto morire dentro”

“Nah. Posso fare di peggio”

“Andiamo adesso”

I due tornarono nella loro dimensione.

“Bene-per la prima volta Sonia vide Hole prendere il controllo del corpo e parlarle-Puoi andare”

“Ok… Hole”

Lui indossava un lungo impermeabile bianco, delle scarpe e dei pantaloni neri.

Mentre Sonia tornava a casa vide che Francesco le aveva scritto un messaggio.

“Hai qualcosa da fare adesso?”

“No, perché?”

“Vieni al bar accanto alla scuola”

“Perché?”

“Fidati di me. Ti diverti qui”

“Divertirmi? Io?”

“Sì! Vieni! E promettimi di non sbirciare all’interno del bar, ok?”

“No. Io vado a casa”

Tuttavia in quel momento Sonia ricevette anche un messaggio da sua madre.

Francesco mi ha detto che ti ha chiamato per andare al bar. Vacci. Io adesso sono a casa, se rientri adesso ti stacco ogni arto e ti ci picchio

-Ok allora non ho molta scelta. Comunque ho intenzione di ascoltare ciò che mi ha detto Francesco e non sbirciare-

Una volta arrivata davanti al bar si rese subito conto a cosa stava andando in contro.

-Perché dall’interno di questo posto proviene la voce di Silvestro? Perché sta cantando? Perché sembra che in questa città non ci siano altre persone oltre noi?!-

Well, I have a theory

Yeah, I heard a rumor

There was a murmur of purple and murder

One by one he sealed their dooms

And turned these toons

Into their tombs

Sonia entrò nel bar, e l’interno era praticamente vuoto, se non per un tavolo da cinque. A questo tavolo erano seduti Francesco, Antonio, Silvestro e Leonardo.

“Questo è un bar per soli disagiati?”

“Sì-rispose Francesco-E anche tu rientri nella categoria!”

“Già, mi dispiace ma a quanto pare è così”, rispose Silvestro.

“E poi perché non c’è il barista?”

“Perché il barista è Leonardo, ma in questo momento non c’è nessuno qui dentro a parte noi”, rispose Antonio.

“Davvero?”

“Davvero”, disse Francesco.

“Mh? Leonardo? Perché tu non parli?”

“Ho il raffreddore, e ho la voce strana… ”

Infatti Leonardo aveva la voce molto più bassa del solito.

“Mi è venuta in mente una cosa”

“Cosa Antonio?”

“Potresti dirmi un attimo ‘Luke, sono tuo padre’? Magari cercando di fare la voce ancora più bassa?”

“Che simpatico che sei… ”

“Ovvio. Lascia qualche aggettivo positivo anche a me”

“Certo che no! Io sono intelligente, affascinante, modesto, simpatico e stacanovista!”

“Come dici tu”

“E soprattutto modesto”

“Esatto Silvestro, esatto. La modestia è importante”

“Disse mister modestia in persona-era Antonio-Poi sono io quello stupido”

Mentre parlavano Francesco vide un ragno sul tavolo. Subito si alzò spaventato, e senza accorgersene diede una gomitata a Leonardo.

“Leonardo, scusa! Ma c’è un ragno lì!”

“Tranquillo non mi hai fatto male”

“Il suo ego ha attutito la botta”, disse Silvestro.

“Comunque contieniti, è un ragnetto”

“Tu sei un ragnetto Antonio! Quel coso mi fa paura!”

“Che fighetta che sei”

“Va bene, visto che sono una fighetta prendilo tu e buttalo fuori!”

“Cosa? Perché lo dovrei fare?”

“Perché io sono una fighetta e ho paura!”

Tuttavia Antonio non alzò un dito.

“Vedi!? Anche tu non vuoi toccarlo!”

“Perché te la prendi solo con me?! Anche loro due scommetto che non vogliono toccarlo!”

“Leonardo, Silvestro! Fate qualcosa voi!”

Nessuno dei due si mosse.

“Va bene, faccio io”

“No! Tu non ti muovere. Non è elegante far scomodare una ragazza”, disse Leonardo.

“Seriamente? Pochi giorni fa non eri così galante con me!”

“Lo so, e me ne scuso. Ma sono imprevedibile”

“Imprevedibile? Vuoi dire lunatico?”

“No! Non sono lunatico, sono imprevedibile”

“Ma non è la stessa cosa”

“Infatti. Lunatico non è un pregio, imprevedibile sì”

“Appunto”

“Io non ho difetti!”

“Certo, allora raccogli il ragno”

Ma di nuovo nessuno toccò ragno.

“Fate pena”

E Sonia prese il ragno in mano e lo portò fuori.

“Francesco, andiamo”

“Cosa? Aspetta!”

“No, andiamo! Non ho più voglia di assecondare questi idioti”

“Uffa… Va bene. Torniamo a casa”

I due tornarono a casa.

-Wow, è già finita la prima stagione. Mi sembra siano passati mesi da quando è iniziato tutto. Beh effettivamente sono passati mesi. Non so bene cosa succederà adesso, ma di sicuro ci sarà qualcosa di nuovo e poi verrà ripresa la seconda stagione. Credo. In ogni caso, anche nel finale devo rompere la quarta parete. Ci vediamo!-

Serie: Niente di anomalo


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