Sotto Natale

L’ufficio chiude. Resterà chiuso, e al massimo sarà la brezza a bussare alle imposte e scuotere la saracinesca del palazzo. Nel silenzio improvviso, i fiocchi di neve si rendono conto di non sentirsi a loro agio con tanti sguardi addosso; per giunta, le luci colorate degli addobbi ne turbano la naturalezza, il candore che tanto agognano di portar dal cielo in terra.
     La collega e fidanzata lo affianca con un saltello, «ehi!» sbuffa, «mi aspetti?»
     «Oh, ehi, ciao. Pensavo fossi ancora dentro.»
     «No, il caro boss ha già serrato tutto. Mi ha cacciata!» ride, mentre lo prende sottobraccio. «Dove te ne vai a Natale?»
     «Parentame…»
     «Oddio, sembra una brutta parola,» sogghigna lei. Cerca tra gli occhi dell’uomo che tiene stretto, sgattaiola veloce e tenta di afferrare al volo qualche sentimento lasciato scappare.
     «Torno dai parenti, giù.»
     «Allora ci si rivede all’anno nuovo? Dovrò stare così tanto tempo lontana da te?»
     Lui ne contempla l’enigmatica bellezza, resa impeccabile dalle sopracciglia aggrottate: «Le feste passeranno in fretta. Ti manderò un messaggio di auguri.»
     «Come no…» lei lo spinge.
    
Si ritrovano in un sorriso. Dopo un bacio sulla guancia, prendono la metro verso mete opposte.

Quando Sara mette piede tra i ciuffi d’erba intristiti, per prima cosa sbuffa; lo fa di cuore e con l’obiettivo di farsi notare. Poi accelera il passo. Dall’altro lato del parchetto, l’uomo solitario si volta e la sciarpa gli si srotola dal collo, cadendo nel fango. Ora, ogni dubbio sparisce. Lei pulisce con rabbia la neve dagli occhiali da vista e rincara la dose di sbuffi. Il passo è deciso, avanza come un’atleta olimpionica pronta a scagliare il giavellotto tra le stelle.
     «Parentame! Macché!» raglia, battendogli la mano sul petto.
     Lui è attonito. «Sara! Io…»
     «Io un corno!» lo colpisce ancora. Si placa, tirando su col naso. Incolpa il gelo per quell’ulteriore fastidio. Purtroppo lo sa bene: le lacrime non si possono trattenere a lungo, e se non le piangi di fretta, finirai per soffiarle via dal naso.
     «Mi dispiace, lo dico davvero.»
     Sara asciuga una sola goccia sulle guance. Cala il cappello di lana sulla fronte. «Che ragione avevi di mentirmi? Se non sei stato dai parenti a me che importa? Non volevi vedermi più? Sii onesto e lasciami, su! Sotto Natale, che mi frega!»
     «Non voglio lasciarti, Sara.» La accoglie al proprio petto e le bacia le labbra. Ogni tremore nella piccola donna si attenua, ogni brivido di gelo lascia il posto a un tepore così piacevole da rinnovarle il pianto.
     Attorno a loro i quattro alberi appesantiti dal niveo manto ondeggiano. Poco, senza farsi notare troppo, i rami beccheggiano e scricchiolano. La stessa folata, accompagnata dai clacson feroci, spolvera l’unica panchina del parchetto incastrato tra i palazzi sul bordo della tangenziale. Come se il freddo non li infastidisse, i due ospiti della notte si accomodano sul legno umidiccio, zuppo di ricordi e di immagini di altre coppie che, proprio sotto Natale, si sono fatte promesse e toccate i cuori.

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Commenti

  1. Silvia Schiavo

    Il tuo racconto ha rapito il cuore anche a me, complimenti!Un concentrato di emozioni in brevi fotogrammi, che lasciano spazio a vari ipotetici finali e che ci fanno empatizzare con i sentimenti e i dubbi di lei. Buone feste 🙂

    1. Giovanni Attanasio Post author

      Ciao!
      Grazie per esserti fermata a leggermi 🙂 Spero che apprezzarai anche le altre mie opere, vecchie e future 😛

  2. Annalisa Santini

    Un finale aperto alle interpretazioni. Mi piace. In poche righe sei riuscito a farmi emozionare, perché la scrittura è anche questo: emozioni. Non so come sia andata a finire tra i due innamorati ma dato che siamo sotto le feste spero, e confido, che sia andata bene! I dialoghi intensi e veloci, la descrizione perfetta dello spazientirsi della ragazza e un finale aperto sono gli ingredienti giusti per questo magico racconto. Bravo!

    1. Giovanni Attanasio Post author

      Ciao!
      Ti ringrazio per aver letto il racconto. È bello sapere che ti ha emozionata, soprattutto perché volevo che la storia facesse proprio questo: essere una piccola fotografia natalizia.
      Grazie ancora per avermi dedicato il tuo tempo 🙂

    1. Giovanni Attanasio Post author

      Ciao! Grazie per il commento 🙂
      Sì, sono cose abbastanza reali. Volevo regalare un piccolo frammento di Natale, a mo’ di augurio. Credo che tra i due innamorati, dopotutto, sia andata a finire bene 🙂