Suo l’amore (parte II)

Serie: Dall'inferno un fiore

Un altro trillo. Anita apre gli occhi di scatto. È sudata.

Si porta le mani in mezzo alle gambe dove le sembra di sentire ancora dolore.

Il cellulare continua a squillare.

Si mette seduta, con i gomiti appoggiati sulle ginocchia e le mani sulla fronte. Riprende fiato. Lancia un’occhiata all’orologio a muro. Segna le 00.33. Si alza e va verso il mobiletto vicino alla porta. Tira fuori il cellulare dalla borsetta.

Luca.

«Che cosa è successo, ancora?»

«Ti ho svegliata?»

Anita sente il collo che le pulsa. «Lascia perdere.»

«Il ragazzo ha tentato di suicidarsi.»

«Che cosa?»

«Dopo che te ne sei andata, gli abbiamo preso una pizza e della Coca Cola, e abbiamo messo una brandina nel magazzino…»

Anita lo interrompe. «Ma siete pazzi a trattenerlo?»

«Senti, sappiamo solo che è un Asperger, e che è stato abbandonato alla nascita. Non sappiamo un cazzo della vera madre, o di una qualche maledetta relazione con la matrigna. Non si è capito neanche se lui lo sa. A me sembra innocuo ma, se non scopriamo chi sta proteggendo o cosa sta affossando, il ragazzo è fottuto. Per quanto ne so è l’unico testimone, ma è anche l’unico sospettato. Mi ascolti?»

Anita fa un bel respiro mentre si avvia in cucina. «Sì.» Quindi riempie un bicchiere di acqua dal rubinetto, e ne butta giù metà.

«Si voleva sfracellare la testa contro il muro. Non ti dico il sangue che gli colava dalla fronte, ne usciva a fiotti. Sai che bel casino se non lo pigliavamo in tempo?»

Anita torna a sedersi sul divano, con il bicchiere in mano. Ne beve un altro sorso. Pensa all’età di Lele, alla madre che lo ha rinnegato. Il nodo della pietà le si stringe in gola mentre quello dell’odio si allenta. «Adesso come sta?».

«È ricoverato al San Salvatore, psichiatria. Si è beccato cinque punti, ma non ha fatto una piega. Comunque, sembrava un pazzo. L’agente che ha sfondato la porta ha dovuto placcarlo. Stile rugby, hai presente?»

Il pensiero dei Servizi Sociali s’insinua come un serpente nella mente di Anita. «Ai medici cosa hai detto?»

«Gli ho spiegato la situazione concludendo che, per adesso, tu lo tieni in custodia protettiva, in qualità di nostra ausiliaria, psicologa personale e amica di famiglia…». Luca fa una pausa. «Va bene, ho esagerato. Ma hanno abboccato.»

Anita si appoggia allo schienale. «Ma si è capito perché lo ha fatto? Ha detto qualcosa?»

«Ha sfoderato un altro dei suoi ritornelli. L’agente non ci ha capito granché. Vaneggiava qualcosa sul terremoto, che non ha ucciso chissà chi. Ti dice niente?»

Anita stringe forte il bicchiere. Lo schiocco di una crepa sul vetro rimbomba nella sala.

Serie: Dall'inferno un fiore
  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: Anita
  • Episodio 3: Primo interrogatorio
  • Episodio 4: Diagnosi
  • Episodio 5: Secondo interrogatorio
  • Episodio 6: Suo l’amore (parte I)
  • Episodio 7: Suo l’amore (parte II)
  • Episodio 8: Mio lo strazio
  • Episodio 9: Epilogo
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    Commenti

      1. Massimo Tivoli Post author

        Ancora grazie, Angela. Il prossimo episodio svelerà la relazione tra Anita e Lele.