Tra fango e terra

Serie: Tra fango e terra

Tra i monti

Capitava più spesso che Linderios Fierdäl parlasse piuttosto che tacesse. Pure nel sonno, ammesso che dormisse davvero, blaterava in chissà che dialetto elfico perduto da millenni. Ciarlava così tanto che Aurelia imparò le lingue degli uomini d’ogni epoca, nonché la complessa lingua del singolare individuo che l’accompagnava.
     Doveva chiamarlo maestro, perché così lo avevano abituato sin da bambino e così avrebbe abituato lui i suoi discepoli. Aurelia inquisì più volte sulla faccenda degli Arcani e il loro ordine, ma Linderios aveva scaltramente svicolato, tirando fuori l’ennesimo aneddoto sulla magia e la sua capacità di traviare le menti.
     «È quello che faccio io, vero, maestro?» sussurrò Aurelia, massaggiandosi la spalla proprio dove il foro del dardo aveva lasciato una graziosa cicatrice a forma di mezzaluna. «Travio le menti, maestro? Quei cani, mesi fa, perché non avete ancora avuto il coraggio di dirmi che sono stata io a farli azzannare tra loro?»
     «Avrebbe giovato a qualcosa?» Linderios schioccò le dita, guidando la fiammella dall’indice al fornello della lunga pipa.
     «Ho giurato a me stessa che non avrei più ucciso, maestro. Controllare gli elementi non basterà a evitarlo, devo soprattutto imparare a controllare il lato più oscuro di me.»
     «Può darsi,» Linderios ricordò il giorno in cui l’aveva trovata. Aurelia, seduta tra il sangue e le lacrime, con la mano protesa verso i due segugi. Lei era convinta di averli messi l’uno contro l’altro, ma qualcosa che lui non le avrebbe mai rivelato era accaduto oltre il crinale, nascosto dalla fitta boscaglia: gli uomini che la braccavano, dal sacerdote all’ultimo popolano, furono attanagliati dalle visioni più macabre, dalla viscerale paura della morte. Proprio come i due animali, la loro realtà aveva vacillato e avevano preso a lottare tra loro, a scannarsi coi denti e con le unghie, convinti di starsi difendendo dal più feroce dei mostri infernali.
     Aurelia lo raggiunse e gli poggiò una mano sulla spalla. «La mente è il peggior nemico per noi maghi. Lo dite sempre, maestro. La mia mente è un pericolo anche per gli altri.»
     «Finisci di leggere il manoscritto che ti ho procurato, ne riparleremo non appena sarai dotta abbastanza!»
     Linderios accelerò il passo, calando il cappuccio sulle orecchie a punta e celando il proprio aspetto. Il dito, esile e inanellato, indicava un cumulo di casette incastonate tra la roccia, a cinquanta passi da loro.

Riuscirono a farsi ospitare a casa di una famiglia di cordiali boscaioli. Linderios si volle convincere di averli ammaliati con la propria parlantina, ma gli sguardi stralunati del padre di famiglia e dei due figlioletti non avevano mai abbandonato la sagoma di Aurelia.
     «Siete diretti alla città a valle?»
     «No, buon uomo.» Linderios meditò se accendere la pipa. Senza ricorrere alla magia non avrebbe saputo neppure come fare: la fiammella sul suo indice non lo tradiva mai. «A dire il vero, potremmo essere diretti laggiù. Ci sono voci strane in giro?»
     «Non che io sappia,» rimuginò il boscaiolo, sbirciando rapidamente la moglie, seduta comoda sul letto dall’altro lato della stanza. «Di recente non viaggio molto: come potete vedere, la mia adorata è incinta.»
     Linderios si morse le labbra per evitare di far battute sulla promiscuità degli uomini: l’ultima volta che aveva paragonato una donna incinta a una cagna non era finita come sperava.
     «Finalmente una femminuccia…»
     Non appena Aurelia finì di sussurrare, quasi persa nei pensieri, tutti gli occhi al tavolo furono rivolti a lei.
     «Una femmina? Chi?» domandò il boscaiolo, scostando seccamente il piatto e poggiando le mani sul tavolo. «La creaturina in arrivo?»
     Linderios levò le braccia al cielo, «no, no! Per carità, macché. La mia amata figlia parlava della gatta qui fuori.»
     «Il gatto.»
     «Gatto? Sembrava una femmina anche a me.»
     Il boscaiolo si alzò facendo strisciare la sedia. «Qualche voce strana l’ho sentita, viandante. Si racconta che una strega e il suo amante deforme vaghino per questi boschi in cerca di anime.»
     «Deforme? Suvvia, è solo per le orecchie?» rise Linderios, scoprendo il volto. Strappò dal mento la barbetta finta e fissò la famiglia di fronte: «Se volete scusarci, signori, la strada ci attende!»
     «La cena è stata deliziosa,» mormorò Aurelia, inchinandosi con rispetto. Sussurrò poche parole tra le labbra e tutti i presenti, escluso Linderios che sogghignava sull’uscio, iniziarono a sbadigliare e a cercare un comodo giaciglio su cui appisolarsi.
     «Dormono?» domandò lui, perplesso.
     Aurelia annuì a malincuore. Diede le spalle ai boscaioli e camminò verso il maestro.
     «Sta’ giù!»
     L’avvertimento di Linderios arrivò tardi. Il capofamiglia si avventò sulla ragazzina e la colpì alle gambe con una mazza. Il colpo s’infranse contro il ginocchio, spappolando le ossa e costringendo Aurelia a cascare sotto il proprio peso.
     «Cacciatori di streghe? Com’è possibile?!» strillò Linderios, tirando fuori la pipa dalla sacca e agitandola: disegnò una runa tra il fumo del braciere e il tanfo della paura. Una serie di dardi magici saettarono dalla punta della pipa e volteggiarono sino a impattare in pieno petto il boscaiolo.
     «Non posso camminare!» gemette Aurelia, stringendosi il ginocchio. Il bracciale che il maestro le aveva regalato le scivolò lungo il polso, cadendole tra i piedi. Lo raccolse tenendolo fitto tra le dita.
     «Dovevo solo condurti dall’Ordine, maledizione! Perché l’intero universo sembra volermi ostacolare?» ragliò Linderios, massaggiando la gamba ferita dell’allieva. Salmodiò poche parole e pregò che bastassero a farla stare almeno in piedi.
     «Non muovetevi!» abbaiò qualcuno alle loro spalle.
     L’elfo strofinò le tempie, stringendo fitta la pipa nella mano destra. Aurelia, accecata dalle lacrime, osservò la gonna imbrattata di sangue e immaginò le membra sfracellate sotto di essa: la magia lenitiva di Linderios le impediva di patire, ma non aveva affatto riparato il danno.
     «È proprio vero che queste terre sono inospitali verso noi utilizzatori di magia,» disse l’elfo, indovinando dall’ombra oblunga proiettata sui suppellettili la forma del secondo cacciatore di streghe che aveva alle spalle.
     «Non voglio te, elfo, ma la ragazza. Ha distrutto un intero villaggio e la gente sopravvissuta ha incaricato me e il mio amico di riportare la sua testa.»
     Aurelia tacque. Non ricordava di aver bruciato alcun villaggio, solo di aver tolto la vita a un uomo che aveva mal gestito il proprio amore per una ragazzina.
     «Scappa, Aurelia, me ne occupo io.»
     «No, maestro.» Strinse il bracciale d’argento, ne assorbì il gelo intrinseco, pregno di magia e affetto. «Me ne andrò dove nessuno potrà più trovarmi. Addio.»

Linderios si svegliò solo, tra le dita la sua pipa, intatta e pronta per essere fumata. Si guardò attorno, prima allarmato e poi spaesato.
     «Aurelia! Dannazione, dove sei?»
     Avanzò e pestò il proprio zaino, poggiato con cura contro un albero. Tra le fibbie notò una lettera spiegazzata:
     “Maestro, mi dispiace. Non c’è Ordine a cui vorrò consegnarmi, non prima di aver fatto pace con me stessa. E tanto per essere chiara: il bracciale è bellissimo così, nella sua rozza forma, non mi azzarderò a metterlo nella mani di nessun fabbro! Voglio che calzi largo, che mi scivoli dal braccio e che mi costringa a stare attenta, a chinarmi per raccoglierlo semmai cadrà, ricordandomi che sono viva tra fango e terra, come tutti gli altri.”

FINE

Serie: Tra fango e terra
  • Episodio 1: Non è un orso
  • Episodio 2: Henrim
  • Episodio 3: Aurelia Fierdäl
  • Episodio 4: Tra fango e terra
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    Responses

      1. Puoi controllare la serie di Giuseppe Gallato, nell’ultima puntata appare Aurelia ed è lì che continueranno le sue avventure 😉
        Grazie per aver letto questa piccola serie! Alla prossima.

    1. Ciao Giovanni. Eccoci alla conclusione di questa meravigliosa mini serie. Aurelia è davvero un bel personaggio, ti assicuro che nella Torre dei sette Arcani troverà – almeno in parte – il riscatto che merita. 🙂 Bella la scelta di chiudere l’ultimo episodio così… “romanticamente”. Ancora mille complimenti! 🙂

      1. Ciao!
        La scelta del finale è soprattutto utile: non volevo mettere dei paletti troppo profondi. In questo modo, tu puoi divertirti come vuoi con Aurelia(in modo casto 😠)!
        Alla prossima avventura! 😊

    2. Ciao Giovanni, commento solo ora nella piattaforma ma ho letto l’episodio non appena pubblicato. Grazie per averci donato qualche immagine del passato di Aurelia, un personaggio che ha tutte le carte in regola per diventare protagonista di una serie lunga o di un romanzo. So che la affiderai a Giuseppe e sono sicura che è in buone mani 😀

      1. Ciao,
        grazie per avermi letto. Aurelia è sicuramente un bel personaggio, ma la magia non trova posto nei miei romanzi, non in quelli imminenti. Giuseppe si prenderà cura di lei, certamente! 🙂
        Alla prossima.

    3. Molto bello anche questo e mi dispiace sinceramente che la serie sia già conclusa. Sei riuscito in poco spazio a delineare bene i due personaggi e il finale mi è piaciuto molto. Forse il braccialetto è l’unico affetto che Aurelia si concede il lusso di avere, e il concetto che le stia largo, che possa scivolare via da un momento all’altro è una bellissima metafora.

      1. Ti ringrazio per avermi dato fiducia ed avermi seguito sino alla fine!
        Grazie ancora per i tuoi commenti, sempre molto attenti e piacevoli. Alla prossima avventura! 😀

    4. Bellissimo finale, apprezzo molto la tua capacità di creare personaggi così vivi con pochi tratti.
      Linderios con la sua pipa bacchetta mi è piaciuto molto, mi piacerebbe conoscerlo meglio. Non so se Amelia è la protagonista di qualche tua serie pregressa o futura ma spero di leggere ancora le sue vicende.
      Alla prossima avventura

      1. Aurelia è stata ideata per far parte dei nuovi capitoli della serie di Giuseppe Gallato, nei Sussurri dalla Locanda.
        Non so se scriverò ancora di loro, ma non nego che mi piacerebbe! Ti ringrazio tantissimo per avermi seguito, e alla prossima!