Il Cuore dell’Innamorata — Tempo scaduto

Serie: Due sorelle, un destino


Lydia e Ruriko, assorte nei loro pensieri, rimasero senza fiato. Entrambe ebbero la sensazione che quella non fosse soltanto una misera leggenda: il “Cuore” esisteva davvero e, probabilmente, anche il drago cremisi. Ruriko avvertì un gelido fremito lungo la minuta schiena e si ritrasse, quasi a volersi proteggere dallo spettro del futuro; a Lydia, invece, venne un bel prurito alle mani al sol ricordo di quella potente energia intravista nella mente della sorella.  Jasmine terminò con un lungo sospiro; e dopo l’istante di inquietudine, Ruriko si alzò dalla seggiola e si batté la fronte col palmo della mano.

«Ma si! Eyrin!» 

Lydia spalancò gli occhi, incuriosita da quell’esclamazione.

«Che ti prende adesso?» 

Ruriko alzò l’indice destro, socchiuse le palpebre e iniziò a spiegare.

«Eyrin, mia cara sorella, è la prima signora dell’antico regno di Erodhoan, sorto dalle ceneri dei domini del Volkland!» 

Jasmine e Cecil ascoltarono in silenzio; Lydia invece la guardò perplessa, quasi annoiata. Le scappò perfino uno sbadiglio.

«E allora? Cosa vuoi che me ne importi!» 

La sorella sbuffò e fece spallucce.

«Ah! Che ignorante!» 

«Dillo un’altra volta e ti ritroverai i piedi al posto delle mani» biascicò la maggiore, una mano poggiata sul mento e gli occhi stretti in due fessure. Ruriko aveva già messo il broncio, stava per scatenare la sua lingua biforcuta; poi però emise un profondo respiro e abbandonò l’ascia di guerra. Meglio continuare con le spiegazioni.

«Povera sorellona mia! Devi sapere che in uno di quegli stupidi libri, come li chiami tu, è contenuta l’intera storia di tutti i regni antichi. Si intitola “Arché – Principio del mondo conosciuto. Storia e tradizioni”.» 

Lydia era sempre più scocciata. Praticamente dormiva. Ruriko guardò il soffitto e scrollò la testa; quindi proseguì.

«Tu non ci crederai, ma il regno di Erodhoan, dopo una guerra civile sanguinosa, ha subito un colpo di stato; come conseguenza, Eyrin e i suoi fedeli collaboratori fuggirono verso sud, trovando rifugio in un piccolo centro di commercianti. Un porto franco, un luogo sicuro. E sai come si chiamava quel posto, mia carissima Lydia?» 

«No, non lo so, mia cara rompiscatole.» 

«Raduan… Lydia! Non capisci? Abbiamo la conferma che qui troveremo ciò che stiamo cercando!» 

Per l’ennesima volta, la guerriera replicò con un poderoso sbadiglio. Le parole poco importavano. Sapeva già qual era il suo destino: affrontare una tempesta cremisi, un dio fattosi bestia. Alzò lo sguardo e si rivolse a Jasmine.

«Voi non sapete nulla di questa storia?» 

«Beh, ecco, in effetti…» esordì titubante la ragazza. «Vecchi racconti legati alla fondazione del granducato di Raduan fanno riferimento alla prima Signora. E si chiamava proprio Eyrin. Ma potrebbe essere un caso, sono solo leggende.» 

Lydia fece una smorfia intrisa di scetticismo.

«Non credo siano solo storielle. Vedremo domani sera al ricevimento, ne approfitterò per indagare.» 

Jasmine accennò un sorriso e annuì. Resasi conto che ormai l’ora di cena era giunta, iniziò a preparare una zuppa di ceci e cipolle: nuovi e sublimi odori invasero quell’umile casetta. Cecil, vispo come non mai, coinvolse in alcuni giochi Ruriko, e Lydia li guardava sorridendo mentre battevano le mani e recitavano filastrocche come questa:

“Salta salta la vita va avanti

Chissà chi arriverà a salvarti

Forse il drago che prima ti mangerà

O il prode cavaliere che la testa gli taglierà?

Un due tre

Il mostro non è più con te

Quattro cinque sei

Io per l’innamorata sempre lotterei.”

«La cena sarà pronta tra poco!» esclamò Jasmine mentre mescolava la mistura prelibata. Lydia si alzò e, tirandosi indietro i suoi riccioli, decise che era tempo di fare due passi nonostante la sorella non fosse d’accordo.

«Tornerò presto» le sussurrò in un orecchio; la baciò sul collo e le affidò il violino. Senza farsi notare, fece un rapido e impercettibile gesto con il mignolo sulla nuca di Ruriko, quasi a comporre una linea retta in aria; quindi indossò la maschera e uscì.

***

Clizia, rannicchiata sul letto e avvolta dalle lenzuola, ebbe un fremito. Aprì gli occhi; sentì come un vulcano esploderle in gola e infiammarle l’esofago. Aveva il corpo in subbuglio. Dalla bocca fuoriuscì della nebbiolina rossa che, per incanto, generò l’ombra di una figura mostruosa. La stanza venne pervasa da ghigni sinistri e urla scricchiolanti. La duchessina tremava, avrebbe voluto alzarsi e fuggire. Ma qualcosa la teneva legata al letto. Infine udì una voce terrificante, un rimbombo che la stordì.

“Presto… Presto ogni cosa cambierà…”

Ci fu un ronzio potente, poi tutto scomparve. Infine venne il silenzio, interrotto solo dai singhiozzi di Clizia. La paura della donna trovò conforto in un urlo di dolore, mentre la pietra al collo smise di brillare. In quel momento entrò in camera il padre, l’espressione preoccupata.

«Figlia mia!» 

Rekel strinse la figlia terrorizzata in un tenero abbraccio.

«Andrà tutto bene, finché io sarò in vita ti proteggerò ad ogni costo!» 

***

Gli Angeli Oscuri, celati da lunghi mantelli neri, iniziarono a muoversi non appena imbrunì: la missione esigeva immediatezza e discrezione. Comandati da Brenek, attraversarono la città balzando di tetto in tetto e giunsero in un batter d’occhio alle porte del palazzo granducale. Occhio di Tenebra aveva ancora la voce di Rakun in testa e un nome intriso di speranza nel cuore:

“Ryn…”

Quel nome, ombra del passato, rimbombava potente, e lo avrebbe spinto ad affrontare persino tutte le divinità del mondo. 

“Ryn” 

Una tragica ossessione che gli infiammò di suprema volontà quella cicatrice sul volto.  Gli occhi s’iniettarono di sangue; dalla bocca fuoriuscirono stille di furia cieca. Una lotta incredibile si stagliava all’orizzonte, ne era certo. Ma l’oscurità più tetra aveva colmato il vuoto della sua anima, mentre la perdita di un amore mai assopito era mutata in odio. Odio verso il mondo, riversato attraverso il suo Occhio oscuro; e lo scintillio delle lacrime aveva lasciato spazio al luccichio delle monete. Gioie effimere, che lo avevano reso un efferato omicida. I corazzieri del Granduca sorvegliavano la zona coadiuvati da alcuni balestrieri e spadaccini: sarebbe stata un’impresa per chiunque, ma non per Raphael e i suoi uomini migliori. Rimasti a debita distanza, alcuni Angeli scagliarono dardi silenziosi che, in prossimità del palazzo, esplosero: la zona venne avvolta da una densa coltre di fumo velenoso. Solo quattro corazzieri resistettero alla nebbia.

«Fatevi sotto!» sbraitò uno di loro. Il comandante degli Angeli non aveva molto tempo da perdere. Sogghignò; serrò le palpebre, tolse il guanto dalla mano destra e sciolse il sigillo del suo oscuro potere: sul palmo comparve il suo “Occhio di tenebra”. Era un bulbo nerissimo, da cui scivolarono rivoli di sangue violaceo in grado di creare profondi buchi sul terreno. Brenek puntò quell’arma contro i nemici, e quest’ultimi percepirono dapprima un brusio fastidioso; poi però avvertirono un’incredibile stanchezza, come se qualcosa avesse penetrato le spesse armature e stesse prosciugando la loro vitalità. Le guardie caddero in ginocchio; la loro pelle era invecchiata di colpo, e non ebbero nemmeno la forza di poter gridare al cielo tutta la loro sofferenza. Dopo alcuni istanti d’agonia s’accasciarono al suolo. Morti. Brenek riaprì gli occhi e, contemporaneamente, l’Occhio sulla mano si richiuse. Rimise la protezione e fece cenno ai compagni.

«Via libera» ghignò infine.

Gli Angeli s’intrufolarono nel palazzo e, in men che non si dica, le lame dei loro coltelli s’abbeverarono del sangue di ignari soldati e servitù innocente. L’allarme era stato dato, ma ormai non aveva più senso: la vita della duchessina stava per finire tra le grinfie letali dell’oscurità.

***

La luna splendeva alta in cielo, illuminando di poco la miseria dei sobborghi di Raduan. Lydia avanzò sicura, ma con la guardia alta. Si fermò solo davanti all’insegna di una locanda malfamata: “L’eterno ubriaco”.

«Un bel bicchiere di vino è proprio quello che ci vuole» ridacchiò, già pregustando una lauta bevuta. Quel posto non sarebbe mai stato adatto ad una signora normale: fatiscente; squallido; i tavoli, sgangherati e marci, non erano migliori dei pochi denti ingialliti del taverniere o dei suoi clienti alcolizzati. Ma Lydia, nonostante la gonna lunga e azzurrina con uno spacco a mostrar le gambe, non se ne preoccupò minimamente. In fondo aveva visto di peggio, e poi la sua fedele sciabola stava ancora sulla sua schiena sotto il vestito, pronta per essere utilizzata. Si sedette in uno sgabello – tra i più decenti – e ordinò ciò che la sua bocca bramava. A un certo punto, mentre sorseggiava tranquilla, occhi indiscreti e voluttuosi le furono addosso; fece finta di nulla. Ma quando avvertì l’alito fetido di uno di quegli ubriaconi, lo sguardo divenne serio.

«Oh oh, cosa abbiamo qui? Uno stuzzichino niente male! Vieni con me che ce la spassiamo tutta la notte!» 

Al che la donna lo guardò con la coda dell’occhio e, assai disgustata, sibilò:

«Non sei il mio tipo, e poi scommetto che non sapresti soddisfare nemmeno i vermi più miseri!». 

Gli astanti, a quella battuta, esplosero in mille risate di scherno. Infuriato, l’uomo l’afferrò per un braccio.

«Come cazzo ti permetti lurida putt…» 

Lydia, che ne aveva le scatole piene, gli sferrò un cazzotto leggendario proprio sul naso facendolo stramazzare in terra. L’ilarità dei presenti cessò e, in men che non si dica, la donna si ritrovò circondata. Quest’ultima terminò di bere, si leccò le labbra e stiracchiò le braccia. Tutto era apparecchiato per un nuovo combattimento ma, come un fulmine al ciel sereno, un potente boato pervase ogni meandro di Raduan.

Serie: Due sorelle, un destino


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Discussioni

  1. Caro Tonino, ci hai confezionato un episodio solo all’apparenza “tranquillo” per sganciare una bomba finale suprema. Un fulmine a ciel sereno, epico quasi quanto il cazzotto leggendario di Lydia (quanto amo questo personaggio, non vedo l’ora di aggiornare la parte di Sussurri dalla locanda in cui lei entra in scena!). 🙂 Inutile dirti qual è l’altro personaggio che mi fa impazzire. E va bene, lo dico (anzi, lo ririridico)… il mitico Occhio di Tenebra! Che storia la sua! 🙂
    Quello che ho apprezzato tanto in questo episodio è stata la “normalità” di alcuni momenti vissuti dai personaggi (ci sta alla grande), frangenti insaporiti con filastrocche, vicende, collegamenti. Bello davvero! Bravo. 🙂
    Parlando della prima stagione, nella sua interezza è stata un piccolo gioiello che, a mio avviso, dovrebbe essere letta e riletta… soprattutto ora che siamo arrivati al primo “time out”. Proprio per godersi ancor più alcuni personaggi e alcuni passaggi. Bella la storia, bella la leggenda che hai orchestrato, ma più di ogni altra cosa belli i personaggi. Non vedo l’ora di leggere il seguito… quel finale mi ha lasciato una curiosità enorme! Così si fanno i finali! Grande! 🙂

    1. Caro Peppe, era destino: sei stato il primo ad accogliere e commentare il mio primo racconto qui su EO e sei stato l’ultimo a salutare la mia ultima creazione qui. No. Non è stato un caso. Tu mi hai dato un supporto fondamentale, l’unico che probabilmente abbia letto con affetto e attenzione ogni mia creazione, e di questo ti ringrazio infinitamente. Lydia è nata grazie a te, grazie al tuo romanzo, l’opera più importante e completa su questa piattaforma, e per me dar vita a Lydia e al suo mondo e vederla nei tuoi Sussurri è stata una cosa pazzesca🤩! Brenek meriterebbe un racconto a parte, è troppo epico, e mi fa piacere che lo apprezzi, anche se lo sospettavo😂! Il fatto che tu dica che questo racconto sia un piccolo gioiello è motivo di grande orgoglio per me, perché ti considero uno scrittore, non arrivato, no, ma un vero scrittore, e questo è quello che conta😎! Sai bene come stanno le cose, nessun time out, l’avventura di Lydia, qui, finisce. Ma spero di poterti far leggere il seguito (in parte già pronto) altrove. È stata una bella esperienza in fondo, mi è servita, ma è arrivato il momento di cercare e sperimentare altro, qui ho dato tutto, nel bene e nel male. Grazie amico mio, è quasi con le lacrime agli occhi che scrivo quella che sarà la mia ultima risposta ad un commento qui su Edizioni Open, una casa che, in fondo, mi rimarrà nel cuore, perché mi ha visto nascere come scrittore. Grazie Peppe per avermi tenuto per mano in questo mio lunghissimo cammino! Grazie di cuore❤️

  2. ““Salta salta la vita va avantiChissà chi arriverà a salvartiForse il drago che prima ti mangeràO il prode cavaliere che la testa gli taglierà?Un due treIl mostro non è più con teQuattro cinque seiIo per l’innamorata sempre lotterei.””
    ❤️ ❤️ ❤️

    1. E in effetti mi sono proprio ispirato al periodo universitario, noti particolari che tanti ignorano, ma nei miei racconti c’è sempre un pizzico della mia vita😁😁

  3. Quindi la corsa verso “il cuore dell’innamorata” non è ancora finita. Non vedo l’ora di scoprire chi conquisterà il tanto bramato trofeo, di rivedere Cherside e di sapere come se la sarà cavata Lydia. Alla prossima stagione, Tonino.

    1. Ciao Ivan, purtroppo la corsa, in questa sede, finisce qui. A malincuore devo dire, ma qui ho fatto il mio tempo. Ti ringrazio per avermi seguito, ti ringrazio per avermi commentato nonostante i piccoli screzi avuti all’inizio. Ti auguro tanta fortuna mio caro, e grazie ancora!

  4. Ciao Tonino, la tua capacità di cantastorie mi incanta sempre. Leggende, favole e perfino filastrocche. Questo finale di stagione mi ha lasciata con l’acquolina in bocca: ti sembra il modo di far disperare una vecchia signora? Spero di aver presto notizie dalle sorelle, sta per scoppiare il finimondo e non vedo l’ora di assistere allo spettacolo 😀

    1. Ciao Micol, mi fa piacere che riesco ad incantare, come dici tu, un complimento che porterò per sempre con me. Ti ringrazio per avermi seguito in questi mesi, ti ringrazio per ogni commento e per tutto il sostegno che mi hai dato. Lo spettacolo, qui, finisce, ma spero di poterlo portare altrove e magari di farlo apprezzare da altri lettori. Qui ho fatto il mio tempo, è un ambiente dove non mi vedo più, un ambiente che non riconosco più. Ho dato tanto, tutto me stesso, e forse è stato questo l’errore più grande. Forse sarebbe stato meglio restare fuori da certe dinamiche. Ma ormai è andata, e per me è tempo di dire addio. Non alla scrittura, ma ad un luogo che era casa mia, ma che adesso non lo è più. Grazie ancora mia cara, e ti auguro davvero tanta fortuna!

  5. “Quel posto non sarebbe mai stato adatto ad una signora normale: fatiscente; squallido; i tavoli, sgangherati e marci, non erano migliori dei pochi denti ingialliti del taverniere o dei suoi clienti alcolizzati.”
    Riesco a vederli!

  6. ““Salta salta la vita va avantiChissà chi arriverà a salvartiForse il drago che prima ti mangeràO il prode cavaliere che la testa gli taglierà?Un due treIl mostro non è più con teQuattro cinque seiIo per l’innamorata sempre lotterei.””
    👏 👏 👏

  7. Veramente un bel episodio. L’ho letto con piacere. Il momento che ho gradito di più è stata la parte finale dove hai parlato della locanda malfamata: “L’eterno ubriaco” (mi è piaciuto come hai unito, senza scadere nella volgarità, il linguaggio e le atmosfere del realismo sporco con il fantasi).

    1. Ciao Raf, si mi piace molto fondere questi due elementi, e mi sono divertito molto a farlo! Ti ringrazio per i complimenti e per avermi seguito fin qui, in questa mia ultima avventura, ti ringrazio davvero di cuore!

  8. “La luna splendeva alta in cielo, illuminando di poco la miseria dei sobborghi di Raduan. Lydia avanzò sicura, ma con la guardia alta. Si fermò solo davanti all’insegna di una locanda malfamata: “L’eterno ubriaco”.”
    😃

  9. “Lydia e Ruriko, assorte nei loro pensieri, rimasero senza fiato. Entrambe ebbero la sensazione che quella non fosse soltanto una misera leggenda: il “Cuore” esisteva davvero e, probabilmente, anche il drago cremisi. Ruriko avvertì un gelido fremit”
    Questo passaggio mi è piaciuto

  10. Ed eccoci al finale di stagione. Le sorelle sono sempre più vicine al Cuore, ma l’oscurità che affligge Brenek minaccia di sconvolgere i loro piani. Immagino che la seconda stagione ci regalerà scene cariche di azione.

    1. Ciao Dario, grazie per avermi sostenuto fino a qui, anche in questa mia ultima avventura, ti ringrazio per ogni parola e per ogni commento che hai speso per i miei racconti! Grazie ancora tanto!

    1. Grazie Ale per avrmi seguito in questa mia ultima avventura e per tutto il tuo sostegno! grazie di cuore!

  11. Eccoci ritornati con le sue sorelle! Per prima cosa, devo dire che mi piace molto questa tua narrazione nella narrazione. Inventare leggende, storie, e persino filastrocche che i personaggi si raccontano, è una cosa che apprezzo davvero.
    E l’altra cosa che apprezzzo, è Brenek, un avversario mosso da “una tragica ossessione….” che potrebbe davvero dar del filo da torcere alle due sorelle.
    Beh, la stagione si conclude col botto, letteralmente!

    1. Ciao Sergio, e grazie per avermi seguito con tanta passione sino a qui 😊! Io le mie storie le immagino, le vedo, le sento ed è come se fossero dinanzi a me, e mi piace renderle quasi fossero frammenti di vita reale, con le persone che raccontano, cantano e ballano, e io, nel mio piccolo, cerco di riprodurlo. Brenek ha un passato oscuro, e come tale, il suo ruolo è quello di essere tragico e dannato. Un bell’avversario! I finali devono essere sempre col botto😉! Grazie ancora per tutto!