Un nome da principessa

Serie: Un giorno con te

All’entrata della sezione alimentari del centro commerciale, si veniva subito accolti dall’angolo dolci.

Essendo ormai periodo natalizio, i banconi erano ricolmi di panettoni di tutti i tipi e dolciumi vari. Il tutto poi era abbellito da lucine colorate, fiocchi e festoni di diverse tonalità.

Una volta entrata col suo accompagnatore ed essersi avvicinata a uno dei banconi, la bambina dalla bionda chioma si mise tranquillamente a scartare qualche cioccolatino e a portarselo alla bocca.

“Che fai…?”

Disse il ragazzo facendo il muso.

“Mangia anche tu.”

Rispose lei con un sorrisetto.

…A dire il vero, anche lui era solito mangiare qualche cioccolatino di nascosto, e per questo si sentì un po’ ipocrita a rimproverarla.

Ma in quanto adulto era suo dovere farlo.

E visto che l’aveva fatto, poteva ritenersi soddisfatto e premiarsi con una bella moneta di cioccolato da mangiare lì accanto a lei.

Mentre passeggiavano, la ragazza si guardava intorno, meravigliandosi di ogni piccola cosa.

Al reparto di igiene personale si offrì di usare uno spazzolino elettrico in esposizione per strofinare i denti del suo giovane accompagnatore, che rifiutò con fermezza la gentile offerta.

Dopo un po’ che passeggiavano tra la gente che scegliava, tra le altre cose, i regali di natale, il ragazzo si accorse di non averle ancora chiesto il nome.

Quale sarebbe potuto essere il suo nome, in effetti?

Con quel vestitino rosa e quelle scarpette rosse assomigliava quasi a una principessa, perciò non poté fare a meno di pensare a nomi un po’ altisonanti come ‘Charlotte’, ‘Marie’, o ‘Anastasia’, magari?

Per quanto improbabili gli suonavano stranamente plausibili.

Era inutile continuare a pensarci, doveva chiederlo alla diretta interessata.

“Scusa ma… non so ancora come ti chiami.”

Disse lui con un pizzico di timidezza.

“Mmh?”

Lei gli rivolse uno sguardo di curiosità.

“Prova a indovinare.”

Per qualche motivo, il giovane sospettava che con lei non avrebbe ottenuto una semplice risposta alla sua semplice domanda.

“Mi chiedi l’impossibile…”

Rispose lui con un’espressione languida, che però celava una piccola curiosità di provare.

“Ma se proprio devo… ‘Sara’, forse?”

Tirò a indovinare con un nome più semplice dei precedenti.

“Tu-tu, risposta sbagliata.”

La ragazza gonfiò le guance e incrociò le braccia a formare una grossa X.

“Mmh. Antonia, Serena, Giorgia, Michela?”

“Acquazzone.”

Disse lei divertita dai suoi fallimenti.

“Però, l’iniziale del mio nome, è tra quelle dei nomi che hai detto finora.”

Aggiunse subito dopo, per dargli una briciola di speranza in più.

Il ragazzo ripensò ai nomi che aveva scelto. S, M, A, G… Le opzioni possibili erano comunque troppe.

In fondo, visto che non l’avrebbe mai indovinato, tantovaleva tentare e togliersi il dubbio… Perciò scelse il nome che più gli era piaciuto.

“M-Marie?”

La ragazza si portò le mani alla bocca.

Sul suo volto comparve un’espressione di puro stupore.

“Ma… Ma come hai fatto?”

Aspetta un attimo, possibile…? Il suo nome era davvero tra i nomi che aveva pensato all’inizio?

“Un secondo, dici sul serio?”

La ragazza annuì guardandolo con incredulità e rinnovato rispetto.

“Eh… Eheh… Visto che bravo?”

Il ragazzo si batté il pugno sul petto in segno di orgoglio.

In fin dei conti, aveva sempre ritenuto di avere un intuito niente male, ma questa volta?

Questa volta si era proprio superato.

“Mi prendi in giro, vero?”

Il suo volto si rabbuiò e tornò tristemente serio.

“Pff…”

La ragazza, che finora aveva recitato alla perfezione la sua parte, scoppiò in una fragorosa risata.

“Guarda che neanch’io sono così ingenuo da credere di aver indovinato un nome su un milione di scelte possibili.”

Asserì lui con un sorriso amaro.

La ragazza era leggermente rossa in viso per aver trattenuto più che poteva l’impulso di ridere, e quel suo pallido rossore le donava un’aria ancora più affascinante.

“Visto che Marie ti piace, chiamami così. Sarò la tua Marie, che ne dici?”

Disse lei facendogli l’occhiolino.

Non sembrava malizioso come al solito, ma ormai gli era impossibile non avvertire un po’ di malizia in ogni suo gesto, motivo per il quale arrossì un pochino.

“E tu invece? Come ti chiami?”

Le chiese in risposta lei.

Il ragazzo non si fece sfuggire l’occasione di ripagarla con la stessa moneta.

“Dato che la metti così, scegli tu il mio nome.”

Al che lei, senza esitazione:

“Allora andiamo, Reginaldo!”

“Ma che nomi mi dai?!”

Rispose lui indispettito.

Avrebbe dovuto aspettarselo; in fondo gliel’aveva servita su un piatto d’argento, e lei sicuramente non sarebbe stata clemente quanto lui nella scelta.

La ragazza rise a mezza bocca, e poi lo guardò di nuovo.

“Lo deciderò più tardi, per te va bene?”

Glielo disse con un sorriso dolce, a cui il ragazzo non se la sentì di obiettare in alcun modo.

“D’accordo… Marie.”

Ricambiò il suo sorriso con uno meno confidente del suo, ma altrettanto sincero.

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Angolo dell’autore

Quant’è fortunato il nostro ragazzo ad avere la sua dolce (e un po’ perfida) Marie?

Ma a un dolce sorriso che scalda il cuore si perdona ogni cosa.

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Serie: Un giorno con te
  • Episodio 1: Capelli biondi e occhi smeraldo
  • Episodio 2: Un nome da principessa
  • Episodio 3: Questo è…
  • Episodio 4: Sarò io a vincere
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Matteo, eccomi a leggere la nuova puntata del tuo manga 😀 Marie è proprio una loli dispettosa, chissà in quanti altri modi causerà imbarazzo al tuo povero protagonista. Ho qualche sospetto anche sulla sua età e umanità, letteratura insegna che le dolci creaturine di queste fattezze portano sul groppone migliaia d’anni e sono demoni.

      1. Matteo Is Post author

        Ciao Micol!
        Decisamente molti, trovandosi davanti una preda così divertente da stuzzicare non può essere altrimenti.
        Chissà se il ragazzo subirà e basta!

    2. Raffaele Sesti

      Il racconto prosegue fluido e accompagna il primo episodio di introduzione dei protagonisti.
      Mi piace molto l’idea dei due che passeggiano nel supermercato, lasciandosi trasportare dalla situazione e dalla curiosità, soprattutto della bambina.
      Unico consiglio, secondo me aiuterebbe ulteriormente la fluidità della narrazione non interrompere i dialoghi inserendo nella riga successiva al discorso diretto un discorso indiretto (per esempio scrivendo: “E tu invece? Come ti chiami?” Le chiese in risposta lei., senza andare a capo dopo le virgolette.)
      Alla prossima lettura…

      1. Matteo Is Post author

        Ti ringrazio per gli apprezzamenti e il suggerimento Raffaele 😊
        Il racconto originale era molto più breve, e mi sto divertendo molto ad ampliarlo un po’. Con tutte le possibilità che offre un centro commerciale, perché no?
        Per quanto riguarda il consiglio che mi hai dato, essendo abituato a scrivere i dialoghi in questo modo non ci avevo pensato, però effettivamente così si spezza un po’ il dialogo e l’azione.
        Il prossimo capitolo è già pronto, ma farò delle prove coi successivi e vedrò come mi trovo!