Un penny per l’uomo nero

Serie: Il settimo bicchiere – Eterno oblio

L’uomo nero si confonde nell’oscurità, ombra tra le ombre proiettate dai lampioni. Cammina aiutandosi con un bastone, del suo corpo d’ebano è una gamba a mancare. Lentamente, con la classica flemma che contraddistingue i vecchi, si avvicina a una giovane donna in soprabito rosso, aggrappata al parapetto del ponte che collega le due anime di Ourcity, la nuova e la vecchia.

«Amica!» le sussurra con un accento che pare una caricatura. «Un penny per questo povero negro.»

Il volto della donna, rivolto verso il basso, è ammantato da un velo di tristezza. Sotto di lei, il buio di tenebra cela lo scorrere impetuoso di un fiume. È quel fiume che la sta chiamando? Un tuffo e le profondità la accoglieranno nella pace eterna.

«Ehi, amica! Un penny per uno storpio. Povero me! Povero me! La vita è un fottuto inganno. Noi lo sappiamo bene, non è forse così?»

Quelle ultime parole hanno l’effetto di un brusco risveglio per la donna. Sollevare lo sguardo le costa fatica, ritrovare la luce artificiale che ferisce gli occhi. Il mendicante sorride; un sorriso che pare un ghigno, la falce di una demoniaca luna che si burla del dolore che soffoca il mondo. «Vattene. Vattene, maledizione! Non ho soldi con me, voglio solo morire.»

Il volto dell’uomo è parzialmente celato da una folta barba biancastra e, dietro ad essa, piccoli occhi come biglie di pece, nei quali minuscoli lampi di luce sbrilluccicano.

«Morire?! No, amica. Sei una bella signora. Tu non devi morire, ma lo farò io se non mi darai qualcosa. Un penny ti chiedo! Un soldo con cui possa comprare un tozzo di pane. Un solo, piccolissimo penny. La fame è una brutta cosa!»

Come tutta risposta, la donna lo colpisce con uno spintone facendolo finire su una carreggiata; la strada è deserta a quell’ora ed è una fortuna. «Perché mi fai del male, Ellen?» bofonchia l’uomo. Solo in quel momento la donna si rende conto della fragilità del mendicante; sotto la logora veste non è difficile immaginare il corpo scheletrico. «Perché mi fai del male?! Un penny ti ho chiesto. Un solo, piccolissimo penny!»

Strisciando come un bizzarro serpente, l’uomo si toglie dalla strada; umidi movimenti che non dovrebbero appartenere a un essere umano. Nel frattempo la donna ha ripreso posto dinanzi al parapetto, pronta a spiccare il salto che la porterà tra le braccia del tumultuoso fiume.

«Non farlo, Ellen! Tu sai dove finiscono coloro che si tolgono la vita? Lo sai, vero?»

L’incertezza è come un lampo che attraversa gli occhi della donna, una luce fuggente, quasi un abbaglio. «All’Inferno.»

«Sì, Ellen! Proprio così. Finiscono nel fuoco che mai si spegne. E bruciano e urlano e ancora urlano e bruciano, per l’eternità.»

«L’eternità…»

«Sììì. Una fine che non augurerei neppure al mio peggior nemico.»

«Una fine che non è una vera fine.»

Una sonora risata esplode dalle labbra del mendicante, seguita da quattro colpi di tosse. «Quanto hai ragione. Quanto diavolo hai ragione.» Batte le mani come a congratularsi.

«Il Signore non permetterà che io finisca tra i dannati.»

Seria è l’espressione disegnata sul volto dell’uomo nero, dell’ilarità che lo aveva sconquassato un attimo prima non rimane traccia. «Sei tu a dover scegliere, Ellen. Dannazione o salvezza. Il libero arbitrio è uno dei Suoi doni.»

Due braccia che si allungano, due mani che si sfiorano: lui e lei. Poi, veloce come un coniglio impaurito, lei si ritrae. «Chi sei tu? Come fai a sapere il mio nome?»

Il mendicante, aiutandosi con il bastone, si riporta in posizione eretta, mantenendo un equilibrio solo apparentemente precario; osserva la donna, intensamente, con occhi di torba spalancati per lo stupore. «Vuoi forse dirmi che ti chiami veramente Ellen?!»

La donna corruga la fronte e serra le labbra.

«Io posso leggere nella tua mente!»

«Leggere nella mente?! Ma che…»

L’uomo batte nuovamente le mani divertito ed è quasi un miracolo, una piccola magia; si appoggia al bastone con un’ascella e avvicina i palmi, una, due, tre volte. «Ok amica, vediamo di essere sinceri. Do un nome a ogni persona che fermo e ne fermo tante! Però è difficile che riesca ad azzeccare quello giusto. Il gioco delle probabilità è tutt’altro che infallibile…»

Forse l’uomo sta ancora parlando, ma il vento disperde le sue parole. C’è un mondo oltre il parapetto; un mondo che, sulla sponda opposta dello Stige, attende una donna dal triste fato.

«Io so chi sei, Ellen.»

Il vento disperde ogni singola parola.

«Ti ho visto mentre camminavi sul ciglio della strada tenendo per mano tuo…»

Zitto.

«…figlio.»

Stai zitto!

«Non fartene un cruccio, non è stata colpa tua. Quella macchina è sbucata all’improvviso; te lo ha strappato dalle mani! Non hai potuto fare nulla. Povero piccolo! La sua testolina delicata ha colpito l’asfalto con talmente tanta violenza che non avrà sentito dolore.»

Basta! Voglio solo morire.

«Io ho visto! Io ero lì! La sua testolina come una zucca che finisce in mille pezzi.»

Il vento disperde ogni singola parola, ma in questa sera di tenebre del vento non c’è traccia.

«Povera, sfortunata Ellen. Non ci sarà alcuna giustizia, non per quelle come te. La vita è un fottuto inganno e noi lo sappiamo bene, non è forse così?»

Copiose lacrime solcano il volto della donna, mentre una mano ruvida le accarezza i lunghi capelli. L’aria è pregna di un afrore pungente, tanto intenso che la testa comincia a girarle. «Voglio solo…»

«No, amica! Sei una bella signora. Tu non devi morire. Tu non vuoi morire!»

«Tu non sai quello che voglio. Tu non sai niente di me!»

Due braccia che si allungano, due mani che si sfiorano: lui e lei. «Oh, io so tutto di te! Afferra la mia mano. Ci sono luoghi migliori dell’Inferno in cui andare. Luoghi nei quali un buon bicchiere di bourbon può sistemare ogni cosa.»

La realtà sfuma nel violaceo, fino a sprofondare nel nero. Un vecchio mendicante dalla barba biancastra. Il tavolino di un bar. Un piccolo penny scintillante.

Serie: Il settimo bicchiere – Eterno oblio
  • Episodio 1: Un penny per l’uomo nero
  • Episodio 2: Relitti nella città vecchia
  • Episodio 3: Il lupo, il diavolo, l’uomo nero
  • Episodio 4: Un penny per un bicchiere
  • Pubblicato in LibriCK scelti per Voi, Serie Top

    Commenti

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Marta, Grazie! Questa sarà una serie oscura, ma non mancheranno i sentimenti.😊

    1. Tiziano Pitisci

      Grandissimo Dario, personaggi ben tratteggiati e dialoghi che danno un buon ritmo alla storia. Inizio serie davvero interessante, bell’atmosfera, mi è piaciuto il modo in cui sei riuscito a instaurare un legame tra due personaggi così diversi ma uniti nella loro disperazione. Al prossimo episodio.

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Tiziano. Il mendicante non merita alcuna pietà e te ne accorgerai nel proseguo della serie. Ne combinerà delle belle…😂

    2. Giuseppe Gallato

      Ciao Dario! Ciò che apprezzo maggiormente della tua scrittura è la coerenza. 🙂 Riconosco anche in questa storia il tuo stile che, a mio modesto parere, riesce a dare il suo massimo splendore nei dialoghi! Ben congegnato il tuo ennesimo personaggio “malato”, così come molto fluido risulta l’impianto narrativo dell’episodio con cui dai vita a questa nuova serie. Complimenti! 🙂 Mi associo agli altri: aspetto impaziente il secondo episodio!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Adoro dar vita a dialoghi in bilico tra l’assurdo e il verosimile. Il fatto che tu riconosca il mio stile mi fa mooolto piacere. Grazie Giuseppe!

    3. Debora Aprile

      Bel racconto, Dario! Seguirò certamente la serie, non me la posso proprio perdere! 😎
      Curiosa fine del racconto… concordo con Massimo per quanto riguarda la fine.
      Aspetto il secondo capitolo!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Grazie Debora! Allora, vediamo di mettere le cose in chiaro: il finale è una sorta di anticipazione del secondo episodio. 😉

    4. Massimo Tivoli

      Bel PG, il mendicante. Caratterizzato con cura. Verso la fine mi ha spiazzato, quando tutto sembra ripartire ciclicamente. Bel racconto strano, tutto ancora appare con contorni liquidi e vibranti come quelli di pietre sul fondale di un torrente. Curioso di seguire questa serie. Al prossimo episodio 🙂

      1. Dario Pezzotti Post author

        Grazie Massimo. In realtà questa sarà una serie abbastanza lineare. Una semplice (ma spero buona) storia horror.😉