Un pezzo di carta

Serie: Cecilia

Lo scatto della porta destò Jayden al pari d’una secchiata d’acqua. Si lanciò fuori dalle coperte, si coprì con la veste da camera e barcollò a piedi scalzi sino al laboratorio. Cecilia, ammantata da un velo di pioggerellina notturna, aveva appena accostato la porta.
     «Dove diavolo sei stata? Sono le due di notte,» l’uomo la fissò, indeciso su come comportarsi.
     «È piuttosto stupido che la cupola blocchi il sole ma non pioggia, neve e vento, vero?»
     «Cecilia…»
     «Lo sai benissimo dov’ero!» strillò lei, improvvisamente alterata. Lanciò la tracolla sul divanetto e continuò a urlare. La furia si tramutò presto in respiri affannati, poi singhiozzi e infine lacrime. Si accasciò al suolo e lui corse ad abbracciarla.
     «Che ti ha fatto?» sussurrò, avvolgendola nella propria giacca da camera, «chi è quella dannata Sayuri?»
     «Lei sa tutto di me,» biascicò lei. Asciugò gli occhi sulla manica e si rimise in piedi. Jayden le diede tutto il tempo necessario a calmarsi, si sedette e ammirò il tormento sul viso della ragazza: la lotta, la guerra contro i terribili ricordi che Sayuri aveva fatto riaffiorare.
     Alle due e mezzo precise, Cecilia recuperò la forza di parlare. «Ci sono cose che avrai intuito di me, Jayden, ma ce ne sono altrettante che so per certo non puoi aver capito. Ti dirò tutto.»
     «E io ascolterò,» sorrise lui, infilando le mani in un cassetto.
     «Senza sigarette,» lo ammonì Cecilia.
     «Senza sigarette, d’accordo.»
     «Tempo addietro delle aziende sono state coinvolte da uno scandalo: si diceva fabbricassero componenti biomeccanici per bambini rimasti feriti in incidenti, attentati e via dicendo. Nulla di eclatante, giusto? Ma in realtà—»
     «Non può essere, Cecilia…» Jayden si paralizzò.
     «Avevi detto che avresti ascoltato, dunque ascolta. Qualcuno di loro si fece coraggio e alzò il dito verso la Palmer Technology, accusandoli di aver acquistato dei mutilati per sperimentare nuove tecnologie. A furia di sotterfugi, i bastardi sono riusciti a portarla a loro favore, diffamando proprio chi li aveva denunciati. Anni dopo, la Palmer porta sul mercato nuovi arti biomeccanici e protesi specialmente indirizzate a bambini e giovani ragazzi; in un attimo diventano i leader del mercato europeo e attirano l’occhio di concorrenti esteri. Inglobano multinazionali del Centro America e dell’Africa. Non hanno scrupoli, sono un cancro!»
     «Come darti torto. È un resoconto piuttosto dettagliato,» sussurrò Jayden passandosi una mano tra i capelli canuti: la ricrescita, però, iniziava a restituirgli un aspetto più giovanile. «Il motivo per cui sei piena di componenti della Palmer è quello che penso io?» azzardò, coraggiosamente. Cecilia si rabbuiò: notte assoluta e senza stelle.
     «Sono uno tra quegli esperimenti, Jayden.»
     Silenzio.
     Lasciarono trascorrere pochi minuti. Ignorarono l’ora tarda e si prepararono un tè caldo. Cecilia si sedette al tavolo.
     «Non per sembrare una merda, ma…» Jayden si accese una sigaretta, sotto straordinaria concessione della ragazzina di fronte a lui, «devo ammettere di non essere sorpreso.»
     «Non volevo sorprenderti, volevo solo mettere tutte le carte in tavola.»
     «Però la faccenda di Sayuri mi ha fottuto in pieno,» fece un lungo tiro e sbuffò una nuvoletta chiara. «Quella disgraziata sa davvero così tanto di te? Voglio dire, lo posso immaginare: una pazzoide in grado di entrare nel mio sistema di sorveglianza con tanta facilità, chissà di che altro sarebbe capace!»
     Cecilia pensò alla stanza dei computer. Sorseggiò il tè e meditò.
     «Ha detto che mi segue sin da quando la Palmer mi ha gettata tra i rifiuti. È convinta che ci siano altri come me ancora in circolazione, credo.»
     «Altri ragazzini?» un brivido percorse la spina dorsale di Jayden.
     «Temo di sì,» rispose lei, «altri come me, senza una vita, senza genitori, senza fratelli, senza futuro e senza passato. Quello che mi è stato fatto in quei laboratori è…» smise di parlare quando la prima goccia salata iniziò la discesa dalla sua guancia.
     «Non voglio sapere,» l’uomo la riparò dal mondo ancora una volta. Lei nascose il viso tra le sue braccia e sfogò il proprio malessere. «Li fermeremo, Cecilia, anche al costo di doverci alleare col diavolo.»
     «Grazie, Jayden. Ti voglio bene.»
     «Non me l’aspettavo da te!» rise lui, carezzandole i capelli, «sicura che i fili siano ben connessi in quella testolina?»
     «Stupido.»

La mattina successiva, Jayden Reilly si alzò di buon umore, il mondo pareva aver guadagnato colore. Saltellò verso il bagno, si sciacquò e andò al laboratorio. Vuoto. Attraversò il corridoio e bussò alla cameretta che aveva concesso a Cecilia; l’attesa e il silenzio lo insospettirono. Girò la maniglia: letto ordinato, vestiti piegati e pavimento spazzato.
     «Cecilia!» urlò a squarciagola. Perlustrò ogni angolo del locale, dalle stanze, al bagno, dallo sgabuzzino sino agli anfratti più remoti del laboratorio. Si accasciò sul divano e si convinse che sarebbe tornata: non era la prima volta che usciva senza dir nulla. Ma le lenzuola del letto, così immacolate e ripiegate, gli torsero le budella: era un addio. Un sospetto improvviso lo costrinse ad alzarsi dal sofà.
     «Merda… merda, no!»
     Il wc era lì, con ancora le stesse gocce di orina della sera prima sulla tavoletta. Si inginocchiò e infilò la mano dietro la tazza: la terza piastrella da sinistra, vicino lo spazzolone. Nel buco che aveva scavato come nascondiglio per la chiavetta, trovò invece un minuto pezzo di carta. Non gli bastò il fiato per esternare la rabbia che lo attraversò.

Il campanello dell’appartamento al tredicesimo piano suonò tre volte, poi la porta si aprì.
     «Cecilia? Non startene lì, vieni,» Sayuri, in pigiama, la invitò a entrare. «Sono ancora le sei del mattino: che è successo?»
     «È tutto vero?» domandò lei, stringendo i pugni.
     «Cosa?»
     «Ci sono altri come me ancora in vita? Ci segui da quando la Palmer ci ha gettati come rifiuti? Mi hai seguita sino ad affezionarti a me?»
     «Solo di una di queste cose sono certa,» Sayuri la tirò dentro casa. Chiuse piano la porta e le sfilò con garbo la giacca, appendendola sull’attaccapanni.
     «Io però ho bisogno di un’altra certezza,» Cecilia la fissò, la spinse contro la parete e la costrinse a sottostare alle proprie regole, «se ti consegnassi l’ultimo tassello che hai sempre sognato, se lo mettessi nelle tue mani qui e adesso, fermeresti la Palmer?»
     «Sai che non voglio fermarla,» le ricordò Sayuri. Cecilia trattenne appena l’impulso di colpirla, digrignando i denti, «la voglio riformare e usarla per compiere il passo evolutivo che ci spetta ormai di diritto.»
     «Con altri esperimenti umani?»
     «Assolutamente no!» Sayuri si sentì trafitta da una lancia, «come puoi pensarlo? Dopo quello che vi ho visto passare, a te e tutti gli altri! Come puoi pensare che ti tradirei così?» non volle frenare oltre le lacrime. L’abbracciò e Cecilia strinse i pugni.
     «Toglimi le tue dannate mani di dosso e smettila di essere così strana! Voglio solo che fai qualcosa per distruggere la vita di quei bastardi!» Infilò una mano in tasca e ne tirò fuori la chiavetta di Sebastian Davis.
     «Va bene. Se è questo che vuoi, non ci resta che agire,» Sayuri trascinò Cecilia con sé a uno dei supercomputer. «Non aver paura, questo non è un computer qualsiasi. Inserisci la chiavetta e siediti qui con me.»
     Cecilia obbedì e fissò lo schermo. Pochi comandi attraverso la tastiera, e al centro della schermata apparvero nove quadratini lampeggianti.
     «Una password di nove caratteri,» dedusse Sayuri, «proverò a fare breccia coi miei software. Potrebbe volerci anche una settimana, ti va di restare qui da me? O vuoi tornare da Jayden?»
     «Resterò qui.» Cecilia le lanciò una rapida occhiata, senza aggiungere altro. Sayuri colse il tacito avvertimento e la lasciò andare da sola verso il salotto.

Serie: Cecilia
  • Episodio 1: L’uomo del treno
  • Episodio 2: Neve nera
  • Episodio 3: In fondo al tunnel
  • Episodio 4: La chiave
  • Episodio 5: Conoscenze
  • Episodio 6: Occhi senza vita
  • Episodio 7: L’ultimo tassello
  • Episodio 8: Un pezzo di carta
  • Episodio 9: Paranoia
  • Episodio 10: L’angelo custode
  • Episodio 11: Concessione
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