Una giornata al mare

Serie: Il salotto letterario del Bar Lunik


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tutti al mare!

Agli amici del bar, per un attimo, è sembrato di vivere in una sequenza di quei film anni sessanta, ambientati sulle spiagge di Rimini e Riccione. Quando apparvero al cancelletto del bar, come una foto ricolorata a mano, Brando e famiglia, mamma al seguito.

Lascio alla vostra immaginazione l’abbigliamento e l’attrezzatura: pinne, maschera, ciambella a cigno, no, forse il gonnellino a cigno lo indossava Rosa.

Brando non li fece avvicinare ai cinque scalini, forse per vergogna… togliamo il forse: “Lo pijo io, ciao rega’. Sor Ma’, me date un litro de latte!”.

“Intero!” puntualizzò la moglie, con un tono di voce così delicato che tutte le latterie della zona tirarono fuori dai frigo, contemporaneamente, un litro di latte intero.

Giacomo: “Già sete tornati dar mare? Che era chiuso?”.

Brando, bisbigliando a denti stretti, come stesse confessando il più inconfessabile dei segreti: “A Gia’ mettetece pure te, una giornataccia! Semo annati a lo stabilimento dove c’avemo la cabina ai mezzi con i Paolini. Insomma, non l’ha presa accanto a la nostra pure quella che c’ha er forno in fondo alla discesetta”.

Giacomo: “Anna, la vecchia!”.

Brando, prendendolo da parte neanche fossero due spie americane nella Berlino Est: “Zitto, nun te fa senti’, sennò mi madre ricomincia. Pure lei diceva sempre la vecchia: Va a pija’ er pane dalla vecchia, la vecchia qua, la vecchia là, insomma se so’ messe a parla’… E’ uscito fori che la vecchia è due anni più giovane de mi madre”. “E allora?”. “E allora! E’ voluta anna’ via, j’è presa una crisi isterica”.

La madre di Brando, al solo sentire quelle parole, ebbe un nuovo mancamento.

La presero prontamente, prima che rotolasse giù dagli scalini: era bianca come un cencio, adagiata alla meno peggio su una sedia.

Sor Mario, sorgendo dall’abisso come un Nettuno con la scopa in mano che sembrava un tridente, cercò di risolvere a modo suo: “Signo’, nun se preoccupi, l’età non conta…”, e come la vecchia riprese colore, er sor Mario chiuse: “…contano l’anni!”.

Serie: Il salotto letterario del Bar Lunik


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

  1. Grazie Gaetano per i sorrisi che suscita la lettura di quest’ ultimo episodio, divertente, ma anche tristemente vero sul tema scottante dell’ eta` che avanza. Le signore sotto questo aspetto sono sempre le più vulnerabili, ma anche gli uomini… Sai che a volte lasciano incerta la loro eta` anagrafica esatta anche sui loro profili social?