Una piccola buona azione

Quella mattina, Greta si alzò di buon’ora: voleva risolvere presto la questione che tanto la preoccupava,

Mentre sorseggiava il caffè fumante, mentalmente pregava così:<< Signore, vieni in mio aiuto, sai che ti amo e che credo nella tua Divina Provvidenza, sono certa che mi soccorrerai anche questa volta>>.

Con una calma veloce, si fece una doccia rigenerante, si vestì ed uscì,

Per la fretta non aveva fatto colazione, <<la farò al bar, due euro in meno non peggioreranno la mia situazione economica>> pensò Greta. Guardò nel portafogli, cercò nelle tasche, ma trovò solo un euro. 

<<Caspita! Non bastano per fare colazione>> constatò la donna, si rattristò un attimo e poi si disse:<< pazienza, vorrà dire che berrò un altro caffè>>.

Camminava veloce per arrivare presto in banca, aveva appuntamento col direttore per chiedergli di attendere ancora un po’ perché sicuramente, avrebbe ricevuto il tanto sospirato bonifico che attendeva da mesi e il conto, sarebbe tornato in positivo.

Camminava  e pregava … pregava e camminava col cuore pesante come un macigno.

Alzò gli occhi e davanti a lei, una donna in carrozzella le fece cenno di avvicinarsi.

Greta la conosceva di vista, era un’ospite della casa di riposo che stava nelle vicinanze e che vedeva  spesso elemosinare. Sapeva che la donna la stava chiamando per questo motivo e lei, che per natura era generosa, questa volta si sentì mancare, con l’unico euro che aveva, voleva andarsi a bere un caffè al bar, se l’avesse dato a lei, avrebbe dovuto rinunciarvi. 

Tuttavia si avvicinò alla donna e le chiese:<< Hai bisogno di aiuto?>> << no, no  >> rispose questa << hai un euro per andare a bere un caffè?>> . Greta titubò, in altre circostanze, non ci avrebbe pensato due volte ad offrire l’elemosina, anzi, avrebbe dato anche più di un euro, ma ora… ora non aveva soldi nemmeno per sé, come poteva darne agli altri?

Stava già pensando di negarglielo, ma il cuore le disse di osservarla meglio. Quella donna di certo stava peggio di lei, era sulla sedia a rotelle, però questo non le impediva di uscire da sola e di girare per le strade in assoluta autonomia. << Ci vuole molto coraggio e determinazione >> pensò Greta e, senza nemmeno accorgersene, prese l’euro dalla tasca e lo mise in mano alla donna.  Felice come una bambina, costei prese la moneta ringraziandola più e più volte. <<Come ti chiami?>> le chiese Greta, <<Enrica>> rispose la donna in carrozzella, e tu?: << Greta>> disse lei sorridendo dolcemente . 

Enrica girò la sedia a rotelle per andarsene, ma poco dopo si fermò e voltandosi disse: <<Vieni a trovarmi>> , << Certo, verrò, contaci>>, disse Greta.

Ognuna riprese poi, il proprio cammino.

Improvvisamente, una grande gioia s’irradiò in tutto l’essere di Greta, tanto che camminava quasi volando. Si sentiva felice per aver fatto una piccola buona azione,

Il colloquio col direttore della banca andò bene, le promise che avrebbe atteso ancora un mese, dopodiché, se la situazione non fosse cambiata, avrebbe dovuto bloccare il conto, non avrebbe potuto attendere oltre.

Sollevata per la proroga ottenuta, Greta tornò verso casa col cuore più leggero. Almeno per il momento, la situazione era tamponata, doveva però risolvere il problema di come fare la spesa. Era rimasta con un solo euro e lo aveva dato ad Enrica. Andò allora in chiesa, s’inginocchiò davanti al tabernacolo e, con tutto l’amore e la devozione del suo cuore, pregò così: <<Signore Gesù che sei morto in croce per me, abbi pietà di me e dei figli che mi hai donato, soccorrici, ti prego, con la tua Divina Provvidenza, fallo soprattutto per i miei figli, ti prego. Ti ringrazio per l’esito positivo col direttore della banca, sono certa che non ci farai mancare il cibo per nutrirci e il necessario per coprire tutti i debiti. Confido in te, Signore, di certo sbloccherai questa situazione e l’azienda con la quale collaboro, ricomincerà a pagare>>..

Terminata la preghiera, rincasò.

Dopo alcuni giorni, Greta si recò in Posta per verificare per l’ennesima volta se fosse arrivato il sospirato bonifico che attendeva ormai, da tre lunghi mesi. Inserì il postamat, chiese i movimenti, estrasse il cartaceo e col cuore in gola lesse: << +1500 >>. Era arrivato, Il bonifico,  era finalmente arrivato! 

<<Grazie, grazie Signore!>> Urlava Greta nel cuore, finalmente poteva fare la spesa,  corse al supermercato e subito dopo, a sistemare la situazione in banca.

Il suo piccolo sacrificio era stato ricompensato. Greta ne era convinta, bastava solo leggere gli avvenimenti con gli occhi della fede.

 

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Discussioni

  1. Ciao Adele, ho letto questo racconto (da ateo quale sono) e ho visto una storia di speranza e di bontà; storia che io non riuscirei mai a scrivere, ma questa è una mia mancanza. Per quanto riguarda la forma, non posso che condividere le parole di Marta. Continua a scrivere e vedrai che i miglioramenti arriveranno. A rileggerci.

  2. La fede, l’atto di caritatevole umanità verso il mondo o attraverso esso sono cliché e cardini antichi, delicati e necessari per l’afferrare il nostro senso di esserci qui e ora.
    Una storia tenera e ammirevole nel suo valore significativo che vuoi dare compreso il finale, mi sento solo di suggerirti, visto il tema molto ampio, di spingere ancora di più sulle descrizioni emotive e, magari, suddividere nella sintassi in modo più ordinato la scissione fra dialogo e pensiero, intanto ti ringrazio per quello che hai scritto, un piccolo ma importante messaggio di speranza.

    1. Grazie mille Marta, i tuoi suggerimenti mi fanno molto piacere, ho tanto da imparare

    2. @adelesantillo tutti abbiamo sempre da imparare, pensa che io per assestare un minino i dialoghi ci ho messo anni 😀
      Continua così, sviluppa te stessa e la scrittura seguirà fedele. Ti aspetto con altre storie!