Una Rosa nera tra candidi fiocchi di neve

Serie: Cronache di una Sognatrice

Bosco delle Mille Lune.

Zaira rinvenne all’ombra di giganteschi fiori luminosi, circondata dai cocci frantumati del povero Treno dei Sogni. Ancora dolorante al capo, si rese conto di essere atterrata su una lunga distesa di morbide piume, tinte di tutti i colori, adornata da magnifici alberi ricurvi da cui ciondolavano graziose foglioline a mezzaluna. Una moltitudine di piccole farfalle illuminavano l’aria con le loro antenne brillanti, e lo specchiarsi delle piume su alcuni funghi di cristallo creava spettacolari arcobaleni. Zaira fece qualche passo, avvicinandosi alla teiera semidistrutta, e vide alcune persone, avvolte da una luce bianca, che la ringraziarono col semplice gesto del capo. Zaira si ricordò del bimbo salvato dal serpente. Non ebbe modo di replicare. Quella gente scomparve in un bagliore accecante, e una pioggia di cristallo sommerse la giovane, riempendole il petto e infondendole calore e coraggio. I dubbi rimasero senza soluzione. Non si era nemmeno accorta che qualcuna la stava osservando, appoggiata ad uno di quei tronchi. Aveva una fine camicetta bianca, da cui si intravedevano le sue forme, e un paio di attillati pantaloncini neri tenuti ben saldi da una cintura rossa. Fissava Zaira coi suoi grandi occhi arancio protetti da un paio di occhiali, mentre un fil di vento le mosse i suoi riccioli grigi e ribelli.

«Ne ero certa, non sei una mortale qualsiasi. Hai liberato quelle Lacrime! Tu sei una Sognatrice! Aspettavamo da tempo questo momento!»

«Una che!? Il mio nome è Zaira, e non ho fatto proprio nulla! E poi, chi cavolo sei?» replicò la giovane, assai accigliata.

«Ricordi quel didietro peloso?» ribattè l’interlocutrice, piegando le labbra in una smorfia. «Beh, era il mio!»

Zaira stentava a crederci, ma era proprio Alina, tornata in sé grazie alla luce della Luna. I Kamon traevano proprio da essa la loro vitalità, anche se la cacciatrice celava a denti serrati il veleno che aveva ancora in corpo. Le venne incontro, sciogliendo quella che non era una cintura, ma una fine coda rossa dalla punta acuminata.

«Andiamo Zaira! Devo portarti da mia sorella Riza, e non solo per il veleno» le sibilò, con aria criptica. In quel momento, la giovane avvertì qualcosa opprimerle il petto. Sbottonò il giubbetto, e vide un tondo cristallo luminoso incastonato proprio sotto al collo.

«Cos’è questa roba?»

Alina non rispose. Percepì che il pericolo era nell’aria, e digrignando i denti, nervosa e concitata, afferrò per un braccio Zaira, ignorando le sue proteste. Impossibile proseguire. Un potente starnuto scagliò lontano Zaira, separandola da Alina, aggrappatasi ad uno quei tronchi. La fine di quella bavosa tempesta rivelò il testone di Zacary, più gigantesco di prima, pronto a vendicare la fine del suo Treno. Alina dovette liberarsi da tutta quella bava, ed ebbe lo stomaco forte per non vomitare la sua anima. Quindi sistemò gli occhiali sul naso, e determinata a chiudere la faccenda estrasse un piccolo cristallo a forma di rombo. Quasi fosse un gessetto, tracciò in aria un arco perfetto e luminoso che prese consistenza. Lo afferrò, disegnò una retta che ne unì le estremità e strappò uno dei suoi grigi capelli, subito rimpiazzato da un nuovo. Tra le sue mani, il capello si allungò, diventando un dardo d’argento. Quel senza gambe di Zacary, nonostante fosse ferito ed affaticato, librava ancora col suo testone, facendo oscillare la sua micidiale lingua. Il Capotreno schivò il primo dardo, e poi altri ancora. Il veleno in corpo le offuscava la vista, ed esser tornata alla sua forma dopo tanto tempo non favorì certo le cose. Con l’ennesimo dardo, Alina riusci a sfiorargli un occhio, ma un poderoso colpo di tosse la fece volar via. Il veleno aveva ridotto le sue forze al lumicino. Ma al momento propizio, un sospiro glaciale penetrò nella sua mente annebbiata.

«Finalmente ti ho ritrovata…»

Una scia di ghiaccio si posò sulla schiena di Alina, evitando di farla cadere su uno di quei funghi di cristallo. Habel, detto “Anima di Ghiaccio”, le stava dinanzi, coi suoi fluenti capelli lunghi, lisci e neri, mentre il suo ciuffetto bianco scodinzolava frapponendosi ai suoi occhi color del mare. Il suo glabro e biancastro corpo traspariva dalla sua armatura di diamante, mentre un serpente attorcigliato era raffigurato nell’elsa di ghiaccio del suo bianco e innevato spadone. Non era da solo. Dal cielo discese leggiadra una tigre bianca, con lunghe e affilate sciabole, che si accostò ad Habel, facendogli le fusa.

«Glacius, portala al Covo» ordinò il Kamon con molta calma, mentre mirava il testone traballante di Zacary. Prima di andare, le labbra di Alina scaldarono, per un istante, quelle immerse in candidi fiocchi di neve di Habel.

«Devi ritrovare un’umana di nome Zaira. È più importante di me» bisbigliò lei, con un filo di voce. Habel annuì, inespressivo, e dando una pacca ad una zampa di Glacius, questi si alzò in volo. Zacary voleva inseguirli, ma Habel, grazie ad una scia di polvere bianca, lo raggiunse in aria.

«Da qui non passerai» sentenziò Habel, calmo e determinato. Zacary, infuriato, provò a colpirlo con la sua lingua, con dei pugni, persino col suo testone. Nulla di tutto ciò fu in grado di penetrare quell’armatura. Habel rimase impassibile finché Zacary non gli starnutì addosso. Sommerso da quella schifosa poltiglia, Habel girò su se stesso, generando un vortice in grado di liberarlo. Decise che era il momento di farla finita. Gettò in aria lo spadone, arrestandolo davanti a sé in posizione orizzontale e, con un semplice gesto delle mani, tracciò sulla lama tasti bianchi e neri. I suoi capelli si sollevarono come sospinti da un vento imperioso, mentre le dita, veloci e leggiadre, stavano già accarezzando i tasti di quella che sembrava una tastiera sospesa.

«Questa è per te, Alina. Si intitola “Sogno Infinito”…»

Zacary era pronto a farsi sotto, ma venne fermato da una forza misteriosa. Una dolce sinfonia accarezzò tutte le creature e gli alberi di quel bosco, avvolgendoli in un calore amorevole. Le piccole orecchie di Zacary udirono solo un gran frastuono metallico, ed un sottile strato di bianca neve lo imprigionò pian piano in una fredda bara di ghiaccio. Calmo e spietato, Habel afferrò l’elsa dello spadone, e con rapidi fendenti ridusse in polvere quel feretro. L’ultimo vagito del Capotreno si perse tra i luccicanti frammenti di ghiaccio che accarezzarono il buio di quella notte. Habel scese a terra, sospirando. Alina sarebbe stata presto in salvo, dopo tante e vane ricerche, ma adesso doveva scovare Zaira nel Bosco più vasto di Somnium. Impresa non da poco. Si stava già incamminando, ma una vecchia sensazione lo assalì. Un occhio rosso e indagatore aveva spiato le sue ultime mosse, e quando quelle fulgide occhiate si colorarono di passi persi nei ricordi più lontani, Habel udì una voce, un sussurro più freddo dei suoi gelidi sospiri.

«Quanto tempo, fratello.»

Habel ebbe solo il tempo di vedere il volto di Kaio. La lama oscura di questi lo trafisse, trapassandolo con spietata fermezza.

«Hai rubato il cuore della mia Alina» digrignò Kaio, e con fiera crudeltà, fissò lo sguardo incredulo del fratello. Assalito da un’antica e rediviva gelosia, aumentò la luce della sua oscurità. «Adesso io mi prenderò la tua vita!»

Nel dirlo, Kaio estrasse la lama senza alcuna pietà, lasciando Habel impietrito, con la sua anima di ghiaccio preda di fiamme oscure divoratrici. Quest’ultimo emise solo un ultimo sussurro che si smarrì tra le fronde di quegl’alberi.

«Alina…»

Kaio lo vide accasciarsi, con grande indifferenza, quindi si guardò attorno. Spettava a lui adesso il compito di ritrovare l’umana. Sharle lo attendeva ancora ai confini del Bosco, tenendo tra le proprie braccia il bimbo dai capelli scuri. Osservando quel candido viso, persino la sua flemma si sciolse. L’amore per Kaio aveva attenuato la propria crudeltà, e d’istinto, gli sfiorò la fronte con le sue labbra viola. La pietra che aveva al collo s’illuminò, e il bimbo aprì gli occhi. Fu allora che Sharle venne avvolta da un’immensa fiamma oscura. Una colonna nera si stagliò sin sopra le nuvole, un attimo fuggente, ma abbastanza per attirare l’attenzione di Kaio. Questi tornò indietro, ritrovando Sharle appoggiata ad un tronco, seduta. Era terrorizzata, ma al contempo una risata isterica le aveva disegnato un volto precipitato nell’abisso della follia. Del bimbo, o del Cuore Oscuro, non vi era traccia. Solo un enorme solco annerito.

«È tornato» ripeteva lei, sghignazzando. Esasperato, Kaio la afferrò per il giubbetto.

«Chi è tornato? Dov’è la reliquia oscura? Parla!»

«Quel bimbo,» replicò lei, sgranando i suoi occhi verdi «non è un umano. Mi ha mostrato la sua rinascita. A lui ho affidato la reliquia, e il destino della Sognatrice. E scomparendo nell’oscurità, mi ha ordinato di annientare i Kamon. Dobbiamo tornare al Castello, e radunare gli Escalion!»

«Lui chi? Di chi stai parlando?»

Tra lugubri risate, Sharle gli rivelò la rinascita di Akethon, il Maestro degli Escalion.

“L’ultima scintilla del figlio abissale, sopravvissuta alla morte, cadde tra le Lande Desolate, piantando il seme da cui nacque un albero già avvizzito. Le sue lacrime nere, col passare del tempo, generarono una rosa annerita, e quando i suoi petali caddero, ecco che fiorì una creatura senza memoria, e solo il Cuore Oscuro gli avrebbe ridato gli antichi ricordi.”

Serie: Cronache di una Sognatrice
  • Episodio 1: Oltre i confini della realtà
  • Episodio 2: Una lacrima nel buio
  • Episodio 3: Il bimbo che piangeva al chiaro di Luna
  • Episodio 4: Il treno dei Sogni
  • Episodio 5: Cuore Oscuro
  • Episodio 6: Una Rosa nera tra candidi fiocchi di neve
  • Episodio 7: Le lacrime amare di un lontano passato
  • Episodio 8: Il desiderio più grande
  • Episodio 9: Ultima battaglia ai piedi della Luna
  • Episodio 10: Incubo Eterno
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    Commenti

    1. Alessandro Ricci

      Ogni nuovo personaggio è un’emozione nuova. Habel mi è piaciuto molto, ci ho visto una citazione al manga “il violinista di Hamelin” ma forse è solo una mia suggestione.
      Peccato che sia durato meno di un gatto sull’Aurelia, spero di ritrovarlo.

      1. Antonino Trovato Post author

        Alessandro, conosco questo manga, ma devo essere sincero, ho pensato ad Habel ascoltando i Nightwish, e siccome Giuseppe Gallato (con cui ho condiviso i banchi di università) suonava la tastiera, ecco, in ricordo dei vecchi tempi, ho creato un guerriero tastierista… è bello sapere che ogni personaggio possa suscitare nuove emozioni e, tranquillo, chi ha detto che Habel è morto😉! Bella la battuta però😂😂!

    2. Gio Gio

      Ehi ehi Habel 😒, qualcosa mi dice che non è morto. Istinto?🤔 Forse😁 stupendo capitolo chissà adesso che altro succede. Akheton eh😁 sei bravissimo.

    3. Vanessa

      😔 Ma… A me Habel piaceva. È un’ingiustizia questa. La tua fantasia è eccentrica, esuberante nel suo esprimersi.
      La parte che ho preferito? Habel e la sua spada melodiosa, mi è piaciuto moltissimo quel pezzo. Bravo Antonino 🌺

      1. Antonino Trovato Post author

        Lo so, Habel piace anche a me come personaggio… Ma mai dire mai, magari non è morto… o forse sì? Beh, lo vedrai, ti ringrazio per le belle parole, e spero che la mia fantasia (eccentrica, si in effetti hai ragione, ma io sono pazzerello, quindi) possa coinvolgerti come nei precedenti😁! Un caro abbraccio!

      1. Antonino Trovato Post author

        Alessandro, senza la mia fantasia sarei smarrito, e come hai ben capito, mi piace immaginare molte scene e accadimenti. Non credo di essere uno scrittore tradizionale, ma cerco comunque di creare le giuste condizioni per intrattenere, e sono felice dei tuoi commenti, perché significa che ci sto riuscendo😁 grazie😊

    4. Giuseppe Gallato

      Molto bella la descrizione che hai ideato per Habel, peccato che “Anima di Ghiaccio” si sia spento sotto la forza della lama scura di Kaio! Sig, mi piaceva proprio come personaggio. Anche questo episodio è ricco di numerose novità e colpi di scena che gettano luce su una trama ben architettata. Bravo! 🙂 Attendo il prossimo episodio!

      1. Antonino Trovato Post author

        Ah, caro mio, ti ringrazio come al solito, sempre troppo buono…. abbi fede nella Luna per quanto riguarda Habel… la fine è solo l’inizio…

    5. Andrea Fiorini

      Ciao Antonino. Accidenti, ogni episodio è sempre pieno di avvenimenti! Credo di avertelo già detto in qualche episodio precedente, ma vorrei ripeterti che adoro le tue descrizioni!
      Stai creando davvero un mondo affascinante, sono come sempre curioso di sapere come andrà avanti!

      Ho letto in uno dei commenti che ascolti i Nightwish.. Ottima scelta! 🤘🏻

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Andrea, mi sorride il cuore sapere che questo mondo da me creato ti stia piacendo così tanto, e che adori le mie descrizioni😊, ti ringrazio davvero tanto, e per quanto riguarda i Nightwish, io li seguo da tempo, è stato amore a prima vista, ovviamente ascolto anche altri gruppi come gli Epica, ma loro mi hanno accompagnato nella gioia e nel dolore😁! Un caro saluto, alla prossima disavventura😁!

    6. Dario Pezzotti

      Ciao Antonino, nella parte finale ho intravisto un piccolo omaggio al mio “amico” Marco Reo: se così è ne sarebbe oltremodo felice.
      Tornando all’episodio in sé, lo definirei un tripudio di colori, un’esplosione di fantasia! Mi domando se questo meraviglioso caos che hai creato troverà una sorta di legame con il mondo reale, o se il sogno ci trascinerà sempre più in profondità, facendoci perdere tra le vette dell’abisso.😊

      1. Antonino Trovato Post author

        Ciao Dario, sospettavo che avresti apprezzato la parte finale😊, ammetto che quando l’ho pensata mi sono ricordato del racconto del tuo “amico”, “Eppur si amarono”, anche se pensieri del genere fanno parte del mio bagaglio da quando andavo al liceo. Sul racconto hai ragione, è proprio un vortice di esplosioni fantasiose che a mio parere culminano in Habel, che quando l’ho creato stavo ascoltando “Nemo” dei Nightwish😁! Dove ci trascinerà Zaira!? Chissà, per ora rispondo con un “no comment”😂😂!

      1. Antonino Trovato Post author

        Ti ringrazio Antonio, e benvenuto nel mondo di Zaira, è davvero un piacere averti qui, spero che apprezzerai anche il resto della storia😁! Un saluto!