Uno sguardo nel buio

Serie: Nel Buio della Notte

Aveva trascorso le ore di luce osservando. Il suo corpo era elastico: poteva occupare lo spazio necessario a ospitare la cassa toracica e allacciare gli arti come un contorsionista per sfruttare ogni angolo a disposizione.

Aveva ascoltato e guardato.

Era bravo in questo. Apprendeva rapidamente e questa capacità gli aveva salvato più volte la vita. Si era fatto un’idea abbastanza precisa di quel posto.

I Senza Pelo erano esseri strani, ma non per questo indecifrabili. Dopo molte lune era riuscito a riconoscere la loro “linea”. Erano abbastanza prevedibili. Diffidava solo del piccolo Senza Pelo che chiamavano Johnny.

Nicolas aveva ragione: non avrebbe mai potuto articolare i suoni necessari per formulare le loro “parole”, ma iniziava a comprenderne il significato.

Mamma odorava di paura. Non era una paura fisica. La femmina sapeva che il suo cucciolo era malato: la sua pelle iniziava a trasudare terrore a ogni sospiro prolungato del piccolo. L’aveva vista spesso, le sue visite notturne erano più frequenti di quanto il cucciolo immaginava. Arrivava in punta di piedi e rimaneva per diversi minuti in ascolto del respiro addormentato.

Nella sua razza Nicolas sarebbe stato gettato sotto terra appena nato. La debolezza fisica non era permessa. I Suoi erano stati creati per correre e lottare. Le femmine potevano accoppiarsi solo con il Capo Clan, scelto ogni anno a seguito di una sanguinosa sfida fra i maschi giunti alla maturità.

Quando le femmine partorivano, la più vecchia si prendeva carico dei cuccioli portandoli lontano. Era sua la scelta di quali allevare e quali sopprimere.

John, Papà, era il Senza Pelo fisicamente più dotato della tana. Non sembrava aggressivo nei confronti degli altri. Come tutti aveva la strana abitudine di stirare le labbra in una strana smorfia che alla femmina e a Johnny lasciava scoperti i denti.

All’inizio aveva pensato fosse un’espressione di avvertimento. I Senza Pelo invadevano lo spazio altrui con molta facilità e questo era intollerabile. Aveva impiegato molto tempo per comprendere che quel torcere la bocca non era una dimostrazione di forza.

Nicolas lo chiamava sorriso. Non somigliava per niente al quel piccolo sole con la bocca incurvata all’insù, anche se il piccolo Senza Pelo associava le due cose.

Aveva imparato che il “sorriso” non era pericoloso. Ero il loro modo di comunicare tranquillità. Se c’era il “sorriso”, non c’era pericolo.

Mamma e Papà avevano due soli con il “sorriso”: nessun pericolo.

Nicolas aveva un “sorriso”: nessun pericolo.

Johnny era quello con il “sorriso-non sorriso”. Il sorriso con i denti aguzzi. Aveva un brutto odore. Diverso da quello del fratello: quello di Nicolas era spiacevole perché insano nella carne.

Nessuno di loro rappresentava un pericolo per Lui. Erano talmente deboli che avrebbe potuto spezzare loro le ossa con facilità e cibarsene senza problemi. Nonostante avesse già infranto un tabù, non avrebbe trasgredito a quello che lo obbligava a non toccare i Senza Pelo. In parte, perché lo incuriosivano. E per Nicolas.

Il piccolo era il più strano di tutti. Poteva cogliere il suo odore pesante, fetido, anche quando si allontanava con Papà per andare a cibarsi.

Era malato, alla fine della sua giovane vita… eppure, riusciva a gestire la paura. La paura era un sentimento forte, universale. Intuiva che rivelare la sua presenza avrebbe sconvolto e terrorizzato i Senza Pelo. Molti sarebbero fuggiti, altri avrebbero tentato di ucciderlo.

Nicolas gli aveva dato i biscotti. Conosceva la “Parola”: biscotti.

Non aveva ancora compreso se lo soddisfacevano: avevano un sapore particolare, completamente alieno a tutto ciò che conosceva. Gli piaceva l’idea di mangiare qualcosa che nessuno dei Suoi aveva provato. Un sapore e un odore del tutto sconosciuto al Clan, noto solo a lui.

Naturalmente, non bastavano a sfamarlo. Aveva imparato a socchiudere la finestra, l’apertura della tana, così da potersi allontanare nelle ore più buie della notte per cacciare.

I gatti e i cani domestici di cui si nutriva bastavano alla sua sopravvivenza. Il gusto del loro sangue non lo soddisfaceva. Preferiva i gatti: i cagnolini domestici erano troppo arrendevoli, la codardia del loro cuore era erbaccia per il suo palato. Gli sarebbe piaciuto trovare qualche cane di grosse dimensioni.

Paura… Era sempre stata una costante nella sua breve esistenza. Quella più grande, per la sua razza, era la paura di morire.

Nicolas aveva imparato a gestire il pensiero della morte: emanava una specie di luce. Un riflesso impercettibile, una tenue gradazione di colore che si levava dal suo corpo. Al contrario dei Senza Pelo, lui riusciva a vederla.

L’aveva vista la notte del loro incontro, quando lo aveva annusato superando i confini dei loro spazi. Aveva accettato di avvicinarsi quasi al punto di sfiorarlo agendo d’impulso. Voleva comprendere fino a che punto l’odore fosse “cattivo”.

L’aveva vista anche quando aveva creato per Nicolas la sua “immagine”. Mentre gli altri ne erano rimasti sconvolti, il cucciolo si era ripreso in fretta. Aveva compreso. Quello era la “Cosa”, “Parola” di Mamma, che viveva sotto il suo letto.

Il piccolo Senza Pelo avrebbe potuto sentirsi minacciato all’idea che Lui potesse gironzolare indisturbato. Aveva preso quello che gli serviva senza alcuna difficoltà, camminando fra le ombre e i sogni degli abitanti della tana.

Nicolas non aveva rivelato la sua presenza. Gli aveva dato un nome.

Moo… Non aveva mai posseduto un nome, prima. Un’altra cosa che nessuno dei Suoi avrebbe mai avuto. Una “Parola” Nome. Solo per Lui.

Moo…

Doveva comprendere il segreto custodito nel cuore del piccolo Senza Pelo. Con quello, forse, sarebbe riuscito a ottenere la sua rivincita. 

Serie: Nel Buio della Notte
  • Episodio 1: Notte
  • Episodio 2: Il Fuoco e la Falena
  • Episodio 3: Mostri
  • Episodio 4: Smile
  • Episodio 5: L’Alieno
  • Episodio 6: Uno sguardo nel buio
  • Episodio 7: “Forse”
  • Episodio 8: Di carne e sangue
  • Episodio 9: La Maga
  • Episodio 10: Nel Buio della Notte
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    Commenti

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giovanni, in effetti il rischio è quello: annoiare. Questa serie è una specie di sperimentazione, forse una favola. Come accade per il mare basta un colpo di vento per trasformare l’acqua cheta in mareggiate 😉 Sono cattiva e vi sto facendo portare tanta, tanta pazienza

    1. Vanessa

      Uh. Mi piace Moo. Mi piace parecchio. Mi domando quale sarà la rivincita che vuole ottenere e se sarà ancora per molto solo il ‘mostro sotto il letto’, o il suo ruolo si modificherà. Trovo molti messaggi in questa serie e per questo mi piace molto!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Vanessa, a tempo debito scoprirai tutto… La strada da fare è ancora molta, spero di intrattenerti lungo il cammino.

    2. Giuseppe Gallato

      Di questo episodio mi sono piaciute le descrizioni dei vari “sorrisi”: espediente attraverso il quale hai mostrato un Johnny dai “denti aguzzi”. Per quanto riguarda la trama in sé, non ho ancora compreso pienamente dove vuoi andare a parare, ho l’impressione che mancheranno tanti episodi. Non è vero? 🙂 Attendo il seguito! Complimenti, Micol! 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giuseppe, hai “visto” bene. Spero di riuscire a contenere la storia entro due stagioni, completamente diverse una dall’altra. La prima ha il sapore di un favola, mentre la seconda sarà decisamente più dark. Il peluche perderà un po’ di ovatta e mostrerà i denti 😉

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Daniele. Temo che ti farò penare ancora per molto, molto tempo… 😉

    3. faby fabiana

      Cd su pagina fcbk libera_mente
      “Libro click ricco di suspence.
      Capace di tenere il lettore incollato alla pagina in preda a curiosità e dubbi..un autrice meticolosa, attenta e sublime per chi ama il genere.
      Buona lettura”

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Fabiana, ti ringrazio per la bellissima recensione! Quando ho letto la notifica, questa mattina, sono saltata letteralmente dalla sedia. Sono felice che le mie storie riescano a entrare nella vita di chi mi legge, anche se per solo un secondo. Grazie, grazie, grazie. 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Ely, effettivamente la mia paura è quella di risultare “noiosa”. Le descrizioni a volte tolgono vivacità ed appesantiscono, ma non riesco a “vedere” la mia storia scritta in altro modo. Mi piace pensare che Nel Buio della Notte sia una specie di favola dark raccontata davanti al caminetto acceso. 🙂

    4. Dario Pezzotti

      Ed ecco finalmente Moo! Mi piace come lo hai presentato: in bilico tra qualcosa di reale e qualcosa di astratto. Lo immagino nell’ombra, che osserva, scruta. Prendendo in prestito le parole di Vinicio Capossela, lo definirei un abitante del “mondo del vero.” 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Dario, chissà qual’è il vero mondo di Moo… Per saperlo dovrai attendere ancora. Non è molto lontano dalla casa di Nicolas, forse non lo è dalla nostra. Nella buio della foresta impenetrabile o in quello dei nostri cuori: un mondo invero solitario, dove conta solo la sopravvivenza.

    5. Antonino Trovato

      Ciao Micol, altro episodio ricco di mistero, è affascinante il modo con cui, a piccoli passi, fai conoscere la realtà del moo. Mi sono sentito immerso nei pensieri di una creatura ancora celata nell’ombra dei tuoi pensieri, una creatura forse curiosa degli umani, che vede la nostra essenza, cosa impossibile per noi… Eppure è tutto ancora dannatamente misterioso, non mi rimane altro che attendere il prossimo episodio… sei veramente brava a velare il mistero senza far perdere l’interesse grazie al tuo stile preciso e dettagliato, e questo lo adoro!😋😋

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, sono contenta che la serie continui a suscitare il tuo interesse: essendo descrittiva, il mio timore era quello di “stancare” in fretta. Il Moo è una creatura interessante, tutto sommato non mi dispiacerebbe ospitarlo sotto il letto. Presto la storia si tingerà di tinte decisamente più dark, nella seconda stagione saranno quelle a predominare (ops… spoiler alert);)