Vecchi amici

Serie: Cuore Nero - Seconda Stagione

“Vorrei ringraziare tutti voi per essere qui.”

La sala cinema era ghermita di studenti e professori, seduti ad ascoltare il preside Adam Longfellow, mentre annunciava ufficialmente la ripresa delle attività scolastiche.

“Sono state settimane incredibilmente difficili, ma per fortuna possiamo lasciarci tutto alle spalle e continuare finalmente con le lezioni…”

Le reazioni della platea furono molteplici: i più diligenti erano felici di riprendere gli studi al contrario dei più riottosi che sbuffavano annoiati, pensando già con nostalgia ai giorni di vacanza forzata.

“…Perciò, non mi resta che augurarvi di nuovo un buon inizio e una buona giornata!”

Al termine delle sue parole un forte applauso echeggiò nella sala.

Il preside spense il microfono e si accinse a scendere dal palco, mentre i professori recuperavano i propri studenti e uscivano diretti alle rispettive aule.

Adam Longfellow affidò la sala alle cure degli inservienti e si diresse verso il proprio ufficio.

Provava una grande serenità dentro di lui, intuibile dall’espressione sorridente che non riusciva a nascondere.

Era felice di poter tornare al lavoro.

L’istruzione era la sua vita e potersi occupare di nuovo dei programmi e le attività scolastiche gli conferì una rinnovata energia.

Un formidabile rimedio al dolore causato da quel periodo terribile per la morte di Lucas Dawson.

Iniziò a pensare inevitabilmente ai familiari del povero ragazzo e non potè fare a meno di sentirsi in colpa.

Rallegrarsi, sapendo che quelle persone non sarebbero più riuscite a provare delle sensazioni positive, era da egoisti.

Cercò di scacciare via quel brutto pensiero, decidendo che avrebbe messo ancora più impegno nel garantire la sicurezza dei suoi studenti.

“Come è andata, preside?” Gli domandò Margaret Rose, la sua segretaria, vedendolo arrivare dal corridoio.

“Direi bene Margaret, grazie.” Replicò Longfellow mentre sfilava davanti alla sua scrivania, diretto al suo ufficio: “Ci sono novità?” Chiese afferrando la maniglia della porta.

“Il suo amico Alex la sta aspettando.” Rispose la segretaria.

“Alex?” Il preside aggrottò la fronte.

“Si, mi ha riferito che avevate un appuntamento stamattina, così l’ho fatto accomodare nel frattempo che lei era fuori.”

“D-d’accordo, grazie Margaret.” Rispose Longfellow titubante.

Forse si è sbagliata, pensò mentre entrava nel suo ufficio.

Vide un uomo di spalle. Era vestito elegantemente e teneva il capo leggermente inclinato da un lato, intento a leggere i titoli dei libri della libreria davanti a lui.

“Buongiorno…” Esordì il preside, richiudendo la porta: “Avevamo un appuntamento?”

“Non proprio.” Rispose l’ospite, con voce imperturbabile.

Longfellow si mosse verso la sua scrivania e gli chiese: “Posso aiutarla in qualche modo?”

L’uomo si voltò e sorrise: “Ma certo che può.”

Adam Longfellow rimase impietrito da ciò che vide.

“Va tutto bene, Adam?” Domandò l’uomo.

Il preside venne colto da una violenta vertigine.

La sua testa iniziò a girare e dovette poggiare una mano sulla scrivania, per non cadere a terra.

“Credo tu debba sederti.” Lo esortò l’uomo.

“Rob…Robert?” sussurrò Longfellow con un filo di voce.

“Non proprio.” Ripose l’uomo, gioviale: “Siediti.”

Il preside eseguì l’ordine, senza però riuscire a togliergli gli occhi di dosso.

Non può essere, pensò guardandolo prendere posto davanti a lui.

“Sai Adam…” L’uomo iniziò a parlare: “…Dicono che nei soggetti multipli, le personalità che abitano lo stesso corpo, siano così diverse tra di loro che le afflizioni di una risultino completamente estranee alle altre.”

Longfellow ascoltava confuso e spaventato.

L’uomo proseguì nella sua spiegazione: “Allergie, patologie, malattie…Tutto ciò che caratterizza una personalità, nel bene e nel male, non è presente nelle altre. Capisci cosa intendo?”

Longfellow ansimava, ma nonostante si sentisse ad un passo dall’isteria, prese coraggio e disse: “Tu…Sei…Morto…”

Al pronunciare di quelle parole lo sconosciuto si alzò bruscamente e si avventò sulla scrivania, sbattendo entrambe sul mobile.

Longfellow tentò di urlare ma avvertì la gola stringersi inspiegabilmente e non riuscì a produrre alcun suono.

L’uomo lo fissò con un’espressione rabbiosa e disse: “Adam, Adam, Adam, tu non mi ascolti…Robert era debole, fragile, appesantito da una vita che non è mai stato in grado di gestire. Ma non è più importante ormai.”

Adam Longfellow ebbe l’impressione che i tratti del viso di quell’uomo iniziassero a deformarsi: la pelle iniziò a sbiancarsi e divenne sottile e tirata; la bocca si allargò in un sorriso disumano scoprendo due file di denti affilati come piccole lame d’osso, da cui colava copiosamente, bile schiumosa.

A quella vista, il preside chiuse immediatamente gli occhi e iniziò a provare dolori lancinanti al torace.

Si portò una mano al petto, stringendolo nel tentativo di controllare gli spasmi.

“Dovresti calmarti, Adam.” Mugugnò l’essere mostruoso con una voce gorgogliante: “Il tuo cuore non può reggere ancora a lungo.”

“C-che cosa…V-vuoi…Da me?” Domandò piangendo il preside, con la voce ridotta ad un sibilo appena percettibile.

“Mi aiuterai a mandare un messaggio ad un nostro vecchio amico.”

Margaret Rose, era intenta a scrivere una comunicazione al computer, quando udì un tonfo sordo provenire dall’ufficio del preside.

Istintivamente ruotò la testa in quella direzione, togliendo gli occhiali da vista, i quali le rimasero appesi al collo, grazie ad una piccola catenina d’argento.

La segretaria premette il pulsante dell’interfono per parlare col suo capo: “Preside, va tutto bene?” Domandò.

Non ci fu alcuna risposta.

La donna attese qualche secondo e fece un nuovo tentativo.

Silenzio assoluto.

Turbata, la segretaria si alzò e si diresse verso l’ufficio di Longfellow.

Quello che accadde nel preciso istante in cui aprì la porta, le cambiò la vita per sempre.

Le persone che si trovavano a passare dall’altra parte della strada, successivamente testimoniarono di aver udito delle urla agghiaccianti provenire dalle finestre in alto, dell’istituto scolastico.

Il corpo senza vita di Adam Longfellow venne ritrovato seduto sulla sua sedia in una posizione composta, come se stesse ascoltando un interlocutore invisibile davanti a lui.

Gli occhi erano sbarrati e il viso era orrendamente deturpato.

La bocca era stata privata della mascella, che ora giaceva sulla scrivania.

La lingua penzolava dalla carotide squarciata, mentre una pozza di sangue si era formata davanti al cadavere.

Gli eventi che seguirono, furono poco più che delle immagini sfocate davanti agli occhi di Margaret Rose.

Rimase rannicchiata sulla soglia dell’ufficio del preside, anche dopo l’arrivo della polizia, incapace di muoversi, se non sollevata di peso da due agenti.

Prima di essere condotta lontano da quel luogo di orrore e morte, inquadrò fugacemente, due uomini, in abiti civili che mostravano il distintivo agli altri poliziotti presenti.

Margaret Rose, non fu più in grado di lavorare in una scuola e dovette assumere farmaci per il resto della sua vita, sospesa in una dimensione invisibile tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Patrick Guilliman e Daniel Neri, notarono la segretaria di Adam Longfellow mentre veniva portata via da due agenti.

“Povera donna.” Disse Neri: “Si porterà con lei questo scempio per sempre.”

“Forse il più fortunato di tutti è proprio lui.” Replicò Guilliman indicando il cadavere.

“Buongiorno detective.” Roman Lingfield apparve sulla soglia dell’ufficio: “Inizio quasi a stancarmi di vedervi.”

“Anche noi eviteremmo volentieri questi incontri, dottore.” Rispose Guilliman

Il medico legale si preparò ad analizzare il corpo e si avvicinò cautamente alla scrivania.

“La mandibola è stata…” Roman Lingfield smise di parlare sgranando gli occhi.

“Va tutto bene Doc?” Chiese Guilliman.

Il medico si voltò verso di lui, visibilmente scosso: “A parte il fatto che nessun essere umano è in grado di fare una cosa del genere, si va tutto bene Patrick, grazie.”

“Cristo santo…” Lingfield sospirò e proseguì nel suo lavoro: “Sembra non siano presenti ulteriori traumi. Nessun segno di lotta. Il resto del volto sembra integro.”

Il dottore guardò verso la mandibola sulla scrivania, circondata dal sangue ormai rappreso: “Analizzerò anche questa. Se siamo fortunati potrebbe fornirci qualche informazione in più.”

I due investigatori si allontanarono dalla scena e attesero fuori la fine delle operazioni.

“Cosa sta succedendo Patrick?” Domandò Neri, con voce affranta.

“Non lo so Dan…” Rispose Guilliman, scuotendo la testa: “Di certo stavolta non è stato un incidente.”

“Hai sentito cosa ha detto Lingfield, no? Chi può aver fatto una cosa del genere?”

“Non ne ho la più pallida idea. L’unico elemento comune di tutta questa dannata faccenda…” Guilliman fece una pausa, cercando di trovare la forza di pronunciare le parole successive:

“…E’ che quel poveraccio là dentro conosceva Robert Carlson.”

Serie: Cuore Nero - Seconda Stagione
  • Episodio 1: La prima volta
  • Episodio 2: Cenere alla cenere
  • Episodio 3: Il mestiere dell’investigatore
  • Episodio 4: Uno sfortunato incidente
  • Episodio 5: Vecchi amici
  • Episodio 6: Messaggi dal buio
  • Episodio 7: Il confine
  • Episodio 8: A caccia di fantasmi
  • Episodio 9: Dall’altra parte
  • Episodio 10: Il circo dei mostri
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