Verità tra Miseria e Nobiltà

Serie: Lab: Il Richiamo

Via Francesco Caracciolo, Napoli, 29 Giugno, Ore 13:16

«Ecco qua» disse Eduardo, porgendo una panino incartato e una bottiglia di birra ad un uomo vestito di stracci, seduto sul marciapiede.

«Uè, graziè, gentilissìm comm sempe.» ringraziò il barbone, ponendo un pezzo di cartone di fianco a sé, invitando Eduardo a sedervisi sopra che non esitò ad approfittarne, dopotutto non era il caso di rovinarsi un completo classico da più di cento euro. “Giuann a’ Zeccà” – Giovanni la Zecca – si chiamava l’uomo, sempre ammesso che fosse quello il suo vero nome. Nessuno sapeva chi fosse stato prima di finire in quel modo, come neppure da quanto tempo bazzicasse da quelle parti. Ma nonostante il viso annerito dalla sporcizia e la folta barba, ovviamente mal curata, Eduardo sospettava fosse appena sulla quarantina.

«Ma na’ T-shìrt nun a’ tienì?» chiese Giovanni, sfogliando il panino dalla carta.«Vogliò dirè, attirì troppo l’ uocchi ‘ncuoll.»

«Per essere discreti, o ci si confonde del tutto con l’ambiente o si risalta cosi tanto da essere al di sopra di ogni sospetto.» spiegò Eduardo «Se uno sta facendo qualcosa di losco, non lo farebbe mai in maniera cosi tanto palese, no? E poi con tutti questi occhi…» fece un lieve cenno con il capo, indicando ciò che avevano davanti. Dall’altro della strada della strada, oltre le ringhiere e gli scogli, si estendeva l’orizzonte azzurro del Mar Mediterraneo, con qualche barca di passaggio a decorarne lo scenario. E lì, in mezzo alla folla di turisti e napoletani che camminavano paralleli alla ringhiera, c’erano diverse persone intente a filmarli con lo smartphone.

«Sicuramente finiremo sui social con qualche titolo sdolcinato. Usandomi come esempio di massima umanità.»

«I ca’ bell’esempiò!» disse il barbone scoppiando a ridere.

Eduardo diede un breve morso al panino, godendosi l’ombreggiare dei cespugli e degli alberi che costituivano i giardinetti alle loro spalle.

«Tornando a noi. Hai quello che ti ho chiesto?»

«Cert, è statò na’ stronzàt chistu incaricò. Però…» il barbone si fece d’un tratto cupo in viso «Te direì, levà manò.»

«Non mi dirai che il prete…»

«No, no,chello Pier Luigi Ricciardi e nu verò omm timoràt e’ Diò.»

Eduardo inarcò un sopracciglio davanti a quell’affermazione. «Jamme, Giuann. E‘ pigliatò ppe o’ culò conservatèl ppe nu’ altrò fessò.»

Il barbone si mostrò falsamente indignato da quell’affermazione. «Ma quann maì. teng ritt a’ verìtà. nun tienè mancò na’ macchiulellà e cafè.» poi un ghigno malizioso smosse il cespuglio di peli che aveva attorno alle labbra «Quindì, duje song e’ cosè, o è nu’ santò oppurè…»lasciò morire le ultime parole «comunquè nun è isso problèm.»

«E per il ragazzo?»

«Eh, ma nun ppe chello ca’ credì. Suo padrè, o’ camorristà, e nu piscitìèll e cannuccìà e’ Giuglianò. Nun contà nu’ cazzo. E po’ stu uaglione ha troncàt ognì rappòrt cu isso ppe via ro’ “mestierè”. Se ne iuto a campà solò iss, e ha scopertò la’ fedè graziè a’ nnammurata, Patrizià Ciccarellì, na’ uagliona devotà e purè…» Giovanni sfregò il pollice con le altre dita della mano. Un messaggio fin troppo eloquente.

«Ah, ecco perché il prete se ne preoccupa. Mò si spiega Spinelli.»

«Aie capitò, eh?»

«Ma, quindi, qual è il problema con questo Bianchi?»

«E ca’ te teng lassato a fa’ a’ robà sott’ o’ cartonè?»

Quando Eduardo salì sull’auto aprì il fascicolo che aveva recuperato da sotto il cartone. Ne tirò fuori una micro sd che inserì nello smartphone, e dopo aver pigiato un paio di volte sullo schermo trovò la cartella salvata nella scheda. Vi era documento pdf: lo aprì. Si trattava di un articolo di giornale del 15 giugno, ma che faceva riferimento a un evento del 6 giugno.

Il giorno in cui morirono i passeggeri della Linea 1? Non sarà che…

L’articolo infatti riportata l’elenco rilasciato dalla polizia degli 86 passeggeri morti su quel treno. Ma dopo aver perso qualche minuto a scorrere con attenzione la lista, scoprì che fortunatamente Bianchi non c’era.

Ma allora cosa c’entrava Bianchi? si chiese, notando subito dopo che il pdf non includeva solo l’articolo di giornale. Quando scorse lo schermo, lo sgomento spalancò i suoi occhi con un guizzo di terrore.

«O Pàdretèrn!»

Serie: Lab: Il Richiamo
  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: Chiamata dall’Alto
  • Episodio 3: Nero su Bianco
  • Episodio 4: Verità tra Miseria e Nobiltà
  • Episodio 5: Giudizio dall’Abisso
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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    Discussioni

    1. Ciao Daniele, la trama s’infittisce incastrandosi bene col resto, ed è apprezzabile il colore dato dall’uso sapiente del dialetto (anche se tutto tutto non ho capito?) comunque continui a gestire al meglio la concatenazione dei lab con grande precisione narrativa. A questo punto non mi resta che scoprire cosa mai ti sarai inventato per l’asteroide?! Un saluto, alla prossima!

    2. E vai Eduardo! Ti sei scelto una bella sfida, Daniele, con questa serie incatenata ai lab. Questo episodio non delude, e l’utilizzo del dialetto napoletano è un tocco in più.?

      1. Grazie Dario. Spero di riuscire a produrre altri personaggi simpatici con questi lab…e spero sempre di cavarmela a ogni video tema che scegliete XD
        A breve la prox puntata che riguarda l’asteroide 😉

    3. Scoprire cosa ha trovato Eduardo dipenderà tutto dal prox Lab XD
      Spero di riuscire ad aggiungere alte cosette oltre ai dialetti. Una versione pzzott di Alberto Angela XD

    4. Ciao Daniele, Eduardo is back! 😉 In questo episodio sei riuscito a incastrare per bene tutti gli ingredienti, nonostante la difficoltà della sfida che ti sei proposto: utilizzare le immagini del laboratorio mensile. Tutto fila alla perfezione e lascia grande aspettativa. Mò sono curiosa di vedere come gestisci la “morte fra i ghiacci” 😀

      1. Per certi versi il lab aiuta parecchio. E come un suggeritore di idee sul tragitto per unire la Causa e l’Obiettivo prefissati. O meglio, voi siete i miei suggeritori XD
        Per la morte fra i ghiacci…beh, posso solo pregare XD

    5. Personalmente adoro le storie che comprendono dialetti o parole dette nella lingua dei personaggi o ancora, parole inventate. Quindi, già che tu abbia inserito il napoletano m’accis o.o ahahahahahahah
      Bell’episodio Daniele, ora però voglio sapere che ha trovato Eduardo ?

      1. Scoprire cosa ha trovato Eduardo dipenderà tutto dal prox Lab XD
        Spero di riuscire ad aggiungere alte cosette oltre ai dialetti. Una versione pzzott di Alberto Angela XD